Piccoli incubi quotidiani

Ormai è assodato: il mio sonno è tormentato da incubi. Probabilmente ho qualcosa sulla coscienza. Proprio ieri, a pranzo, parlavo con amici dei miei timori di prendere delle multe. Insomma che mi vengano recapitate a casa delle multe che ho preso chissà quando e chissà dove, con qualche infida telecamera che mi ha ripreso mentre entro in zone proibite alle 4 ruote; o qualche malvagio multavelox che immortala la mia velocità a beneficio dei posteri e a maleficio del mio portafoglio. E poi stanotte, di rito, il sogno, anzi l’incubo: entro in una strada, una paletta mi blocca e mi intima l’alt. Compare subito la faccia sorridente di Massimo, l’amico con cui discorrevo di multe al ristorante, che mi dice: “questa volta la patente non te la salva nessuno!” (garantisco che normalmente ? molto pi? simpatico…). Avevano fermato anche lui. Poi scompaiono tutti, rimaniamo solo io (disperato, angosciato, incazzato nero) e una vigilessa niente male. Ci manca poco che mi metto a piagnucolare come un bambino proprio di fronte a lei. Ma accade l’imprevisto: abituato agli incubi, non avvezzo al lieto fine, pensavo di essere catapultato in una cloaca di guai. Invece la vigilessa, in continuo, iperbolico miglioramento estetico, dapprima mi consola pazientemente, poi ci prova in maniera sorprendente. La fase REM è ancora in grado di riservarmi piacevoli sorprese. Non ricordo però: la multa poi me l’ha data lo stesso?