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Nafplio

Torno alla fotografia. Trattasi della località greca di Nafplio, visitata in un viaggio estivo del lontano 2000. Allora la macchina fotografica digitale non sapevo nemmeno che esistesse e quando, al ritorno da un viaggio, andavo a far sviluppare le foto, provavo una tensione inimmaginabile. Ritirato il pacco delle foto, la delusione era immancabile, il risultato era sempre largamente al di sotto delle aspettative. Con qualche eccezione, tipo questa.

2 commenti

  1. Dici bene, la vecchia e cara macchina fotografica non digitale! Un piacere al quale io non so rinunciare, ed infatti porto sempre con me la classica usa e getta (sì, proprio una usa e getta: che eresia vero?) oltre alla digitale, proprio per non rinunciare all’attesa trepidante dello sviluppo delle foto. Solitamente non è mai una sola, bensì 2. La prima è sicuramente quella che avevo usato in un’occasione precedente e che magari non avevo finito, poi c’è la seconda, che puntualmente non verrà finita e che diventerà la prima da usarsi nel viaggio successivo. Risultato: le mie foto vengono sempre sviluppate in 2 riprese. Però così è quasi più bello, perchè quando faccio sviluppare il secondo rullino di solito saltano fuori cose che non ricordavo nemmeno…eh sì, a volte passano anche dei mesi ;)!

  2. Vero, verissimo cara Betty. Una cena come tante, una serata qualunque. Attorno al tavolo metà della gente che cliccheteclicca col cellulare, ti fotografano mentre leggi il menù, ti rifotografano mentre metti il formaggio sulla pasta, di nuovo mentre ti casca una costoletta sulla camicia.
    Poi ridono sguaiatamente, generalmente gli cascano pezzi di cibo dalla bocca, brandiscono loggetto girato dallaltra parte, a mostrarti il display. Di solito hai un pezzo di sedano tra i denti che ti conferisce unespressione da idiota completo. Quella foto verrà inviata immediatamente a qualcuno che non è lì. Riderà di te per interposta immagine.
    Infine ti mostrano le foto del loro cagnetto mentre sta scagazzando, del figlioletto questo è mattia a 6 mesi, questaltro è mattia a sei mesi e un giorno.
    Questo invece è mattia a sei mesi un giorno e sei ore.
    E tu non riesci ad imprimerti nulla nella retina. Questo è Mattia che se ne va a fare in culo è lunica cosa che pensi.

    Non molti anni addietro le foto dovevi svilupparle prima di vedertele& così:
    – Uno, non scattavi ogni cinque secondi per qualunque cazzata che ti passa davanti al naso. – Due, cera quellattesa, oh, sarà venuta quella foto così bella in cui&. Io nemmeno arrivavo a casa: me ne stavo lì, davanti al fotografo, seduto sul sellino della bici a sfogliarmele una dopo laltra. Era come andare in vacanza due volte.
    E quando le facevi vedere ad un amico cera un album, delle scritte, dei commenti. Insomma: teri sbattuto. Non cera bisogno né di una TV né di nessun cazzo di cavo.
    Le foto su carta fotografica non saranno digitali, ma se non altro sono SENZA FILO.

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