Il valore della famiglia

Ci sono dei modi di esprimersi che ormai non tollero più.
Ce l’ho coi politici in particolare, col loro gergo, le loro facce, le loro voci.
Cerco di non cadere nella trappola del qualunquismo e dire che sono tutti uguali, tutti marci e corrotti e blablabla. No, non voglio proprio dirlo. Ma che aggiornino il proprio vocabolario questo sì, lo voglio dire. Perché altrimenti sto male appena li vedo.
Non voglio più sentire l’espressione “senso di responsabilità”. Mai più, almeno in uscita dalle loro bocche. E poi:
“Gli italiani hanno bisogno di…”
“Larghe intese”
“Governo stabile”
“Carrozzone”
“La casta”
“Abbattere i costi della politica”
“Meno tasse per tutti”
“Riforme serie”
“Una nuova legge elettorale”
“Tesoretto”
“Lotta all’evasione”
“Risolvere il conflitto d’interessi”
“Una nuova classe dirigente”
“Abbiamo ridotto…”
“Abbiamo aumentato…”
“Non è vero”
“Emergenza rifiuti”
Mi fermo qui perché sono a rischio overdose anche a scrivere. L’ultima, davvero: “Il valore della famiglia…”. Questa proprio mi stende.
Parole innocue sono diventate come litanie, come quando i nostri avi pronunciavano le loro preghiere in latino e non ne sapevano il significato, ecco loro sono così, ci guardano diretti, sguardo alla telecamera, e ci scodellano quelle parole, noi ripetiamo, loro riscodellano, noi riripetiamo. Ed eccoci riuniti in un rosario immaginario: quelle parole hanno perso il loro significato e soprattutto la loro efficacia, come le preghiere in latino maccheronico.
Io è da sempre che non sopporto i politici…ma vabbeh,lasciamo stare!!La famiglia del disegno comunque non è male…..il maialino è il tocco che ci voleva;)!
Anch’io spero di non sentirle più, perché finalmente si saranno risolte.
Utopia?