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Autunno

È difficile passare tutte le mattine per via D’Azeglio senza che venga la nostalgia dei tempi dell’università. Nostalgia che diviene particolarmente intensa a settembre. A suo tempo si rientrava in “Borgo” – affettuoso nomignolo del nostro appartamento in Borgo Cocconi – dopo faticose vacenze estive trascorse in totale meditazione. La meditazione verteva soprattutto su quali fesserie si sarebbero combinate nel resto della giornata. Per esempio, c’era da studiare dettagliatamente quale nuovo scherzo preparare per Topus; c’era da programmare il viaggio da fare con lo Zino per vedere dove c’erano le migliori panchine da piantarci qualche buon pisolo. E tante altre cose di incomparabile futilità. Poi il rientro a Parma consapevole che, nonostante i buoni propositi, avrei potuto godere di un settembre assolutamente sfaccendato. Non sono mai riuscito a dividere l’anno nelle quattro stagioni tradizionali, ma in un numero variabile di “fasi”: inizio scuola, consapevolezza dell’inizio, depressione della consapevolezza, fase fredda, vacanze di Natale, limbo invernale, mio compleanno, caldo, ecc… tutt’ora ho questa tendenza: disegnare un poster sulla Festa d’Autunno mi informa che tra poco inizierà una stagione che troppo spesso ho trascurato.

Un commento

  1. Peccato tu l’abbia trascurata: è una stagione molto bella. Le cose belle spesso si trascurano, cerca di recuperare il tempo perduto.

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