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A chi piace il musical?

Sin da bambino, ricordo che quando guardavo qualche film a cartoni animati (ora si dice d’animazione) e iniziavano a cantare, mi innervosivo. Quasi peggio della pubblicità. Continuavo a pensare: quando cacchio smettono di cantare! L’equivalente nel mondo degli adulti sono i musical. Forse li potrei apprezzare a teatro, ma sul grande schermo li trovo assolutamente insopportabili. In ogni caso, la rassegna “LunedìStelle” di cui, per la terza volta ho curato la grafica, era nata come una rassegna di musical, ma ultimamente prevede anche film genericamente “musicali”. Una rassegna sempre piuttosto interessante, non solo per i titoli dei film che propone, ma anche per il contesto in cui vengono proiettati i film: piazzale San Francesco a Parma, una piazzetta tranquilla del centro cittadino in cui viene allestito un maxischermo e ci si può godere comodamente seduti su di una sdraio il film di turno.

Ecco i film di quest’anno:
Nosferatu il vampiro (di Wilhelm Murnau)
The Commitments (di Alan Parker)
8 donne e un mistero (di Francois Ozon)
Quando l’amore brucia l’anima (di James Mangold)
Tano da morire (di Roberta Torre)
The Doors (di Oliver Stone)

4 commenti

  1. Nonstante anch’io non sia un amante dei musical su pellicola, ho visto il film di Ozon al cinema e devo dire che mi era piaciuto.
    Mi stupisco nel non vedere classici recenti come Chicago e Moulin Rouge, ma forse li avranno proiettati nelle edizioni passate.

  2. Anche a me era piaciuto “8 donne e un mistero”, così come mi è piaciuto il musical di Woody Allen (“Tutti dicono I love you”), rimane il fatto che mi girano le balle quando cantano…
    I veri e propri classici li hanno fatti, come hai intuito, nelle edizioni passate.

  3. A me è piaciuto un sacco the Commitments e in più mi sono trovata al supermercato a Dublino con il tipo del film dai capelli rossi…che ridere

  4. condivido la sensazione di fastidio quando, nei momenti cruciali del cartoneanimato (preferisco anch’io questa definizione… film d’animazione mi fa villaggioturistico), tutti s’abbracciavano e si mettevano a cantare come avventori d’osteria. ‘ma se fino a un secondo fa si detestavano!’ pensavo.
    era il pensare semplice di un bambino ma… come darmi torto?

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