Fogliazza

FARFALLE COLORATE DI VERDE MARCIO

Ricevo e volentieri pubblico..

“La Rai ha iniziato, seppur molto in ritardo rispetto a Mediaset, a segnalare sul video i programmi adatti o non adatti ai bambini con belle farfalline colorate, ovviamente di verde, giallo e rosso. Lo scopo dichiarato è quello, appunto, di evitare che i più piccoli possano assistere a scene violente. Tuttavia, secondo me, c'è qualcosa che non va.Iniziamo con un particolare tecnico (per modo di dire). Il telegiornale, ad esempio, che colore avrà? Secondo me non sarà nemmeno segnalato. Quindi i bambini possono e potranno tranquillamente vedere carriarmati che sparano in Medio Oriente, scene di crimini vari (oggi è di moda Perugia), omicidi di mafia, gente in lacrime per vari motivi. Scene di questo genere sono ammesse. Altra considerazione. Queste farfalline colorate faranno in modo che i piccoli teleutenti possano diventare, fra qualche anno, teleutenti adulti. Quindi, bambini, guardate pure la tv, in certi casi assieme ai vostri genitori, e vedrete che in futuro non potrete più farne a meno. Ultima considerazione, la questione più importante. A cosa servono i segnali colorati se poi la Rai, quella che viene spesso descritta come “l'azienda culturale più grande d'Italia”, propina ogni giorno programmi come Festa Italiana, La prova del cuoco, La vita in diretta, L'Italia sul 2, Ricomincio da qui, L'Isola dei famosi, Il treno dei desideri. Spero che i conduttori dei programmi non citati non si offendano se li ho dimenticati. E così, i bambini possono (o devono?) guardare solo i programmi col bollino verde (i più fortunati… il giallo), nel frattempo i loro genitori rincretiniscono coi programmi sopracitati e… via che i giornali non si vendono, che i libri sono fogli inutili, che il confronto tra genitori e figli diventa una roba noiosa. Vuoi mettere la D'Eusanio?”

Cesare Pastarini

8 commenti

  1. Bravo Cesare Pastarini. Ma il vero problema, oltre a quello da te citato, è che non basta più indignarsi. Voglio dire indignarsi e basta. Occorre una rivoluzione, occorre che la gente alzi il culo dalla poltrona, che trovi il coraggio di FARE.
    Ottima idea, Fogliazza, quella di pubblicare sul tuo blog queste opinioni.

  2. Già il fatto che ci sia qualcuno che occupa parte del suo tempo per scrivere pensieri profondi come questo, mi sembra un bel modo di FARE. Se tutti FACESSERO qualcosa così, sarebbe già un passo avanti. Cesare, siamo con te.

  3. In qualità di cugino acquisito di Cesare mi sento orgoglioso di cotanta saggitudine… ma… ribatto!
    La mancanza di “filtro” discriminatorio di fasce d’età è una carenza “tecnica”. Ovvero… non esiste ancora in commercio una tv che capisca l’età del suo utente e ne selezioni le trasmissioni (forse ci arriveremo in futuro… chissà…).
    Alla luce di questa oggettiva considerazione, approvando ma tralasciando il livello culturale delle trasmissioni Rai elencate dal buon Cesare, penso che la farfallina “semaforica” funga solo da “indicazione” ai genitori più attenti a questa problematica e che sia solo un “aiuto” ma che non si arroghi il merito della risoluzione di un problema “irrisolvibile”.
    Scrivo “irrisolvibile” perchè l’unico filtro possibile sarebbe una triste censura di tutto, tutto cio che è violento, tutto cio che è pornografico, tutto cio che possa in qualche modo offendere la morale laica o religiosa di chiunque… Allora sarebbe la fine di tutto.
    Ben venga la farfallina colorata, ben vengano le “fasce orarie protette”, ben vengano i programmi culturalmente più elevati… e ben venga una cultura di educazione all’uso della Tv e non all’abuso indiscriminato come avviene ahimè in tante famiglie…
    ipse dixit…
    ciao Cesarino…

    Stefano G.

  4. Per Mupino.
    Tu hai ragione, ma io non ho torto. Nel senso che se la Rai si prefigge qualosa di serio (una tantum), dovrebbe essere ancora più chiara nello spiegare i suoi scopi. Non basta dire (gridare) GUARDATE COME SIAMO BRAVI A METTERE I COLORI. Fanno i buoni e poi non risolvono il problema che tu hai tirato fuori. E allora che lo dicano chiaramente: sappiamo che i nostri programmi fanno schifo, ma vogliamo continuare su questa strada perché ci sta bene così. Per cui, cari genitori, vi diciamo: guardate la Rai e soprattutto le sue pubblicità (nonostante il canone), ma state attenti che alcuni programmi sono ancora più del cazzo degli altri.

  5. Un altro problema è quello dei contenuti nei Tg (Rai e Mediaset). Ormai le notizie principali sono quelle “embedded”, cioè autorizzate dai governi e dai potentati economici. Per cui ciò che riguarda i lavoratori, e più in generale i cittadini comuni, viene messo in secondo o terzo piano. Di trasmissioni stupide ce ne sono tante, ma dai Tg bisognerebbe chiedere di più, mai una volta che venga approfondito il tema della precarietà, dei soprusi, della casa. Per fortuna ci sono Santoro e la Gabanelli (anche le Iene), ma come ha detto Celentano, restano sempre notizie buttate lì. Anche in questo modo si formano genitori scemi.

  6. Cosa c’hai contro la prova del cuoco!?!?!? Non toccatemi bigazzi e i mangiarini pronti in diretta in venti minuti… E’ che non riesco più a vederla con gli orari di lavoro che mi ritrovo!!! 🙁

  7. Proprio la scorsa settimana il Manifesto ha pubblicato in prima pagina un articolo sullo spessore dei programmi tv, fortuna che il dibattito non si ferma a un giornale ma anche tra le persone che pensano.

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