BARBA POESIA FESTIVAL

“Parma città di musica e d’arte
Colei che con metro corre e non parte
Decanta sonetti e frattaglie sorseggia
Ebbra confonde tra verso e scorreggia
Giullari, poeti, rimatori cortesi
Botta e risposta di cervelli obesi
Cosa non fare per declamare una rima
Se non ruffianarsi a vicenda in vetrina
Cosa non fare per decantare un’ottava
Lunga la lista di chi spera e già sbava
Venghino siori, cultura è servita
La sbobba di versi dal palco è condita
Si fa spaccio e abuso di gran poesia
Coi libri che giacciono in libreria
Dal raglio al barrito per poetare
Ma penne capaci son sempre più rare
Tutti a sfogliare parendo in lettura
E quel che si scorge è sol la figura
Se a buon intenditor poche parole
L’oste ducale ne mesce una mole
Siam capitale di versi nel mondo
Di rutti sonori scavando sul fondo
Pubblico dotto di quartini già brillo
Del cassiere la gioia sindaco arzillo
Finisce la festa di dotti passanti
I finti sapienti son sempre più tanti
Si spengon le luci e cala il sipario
Su quel che ristagna, un morto binario
Cultura-à-porter per tutte le tasche
S’abbocca affamati a modiche esche
Anche quest’anno prodotta è cultura
A chili e cassette come frutta e verdura
Siam fieri di noi sulla cresta dell’orda
Schiera ‘gnorante che sa solo dar corda
Il popolo sazio di versi ormai sbronzo
Rimira nel vaso e decanta uno stronzo
Si desta nel buio rimando erudito
Indicando la luna e fissandosi il dito.”
Aò, Fogliazza, sei mmeio de Trilussa!
Questo è decisamente “the definitive post”! L’ultimo verso mi ha commosso fino al midollo.