AUGURI RESISTENTI

Ricevo e volentieri pubblico:
“Caro Fogliazza,
tutti vogliono auguri. Servono miracoli e io non ce la faccio più. Le renne sono disorientate, gli ambientalisti dicono che le sfrutto, che rilasciano nell'atmosfera macro particelle a forma di cacca. L'anno scorso ho rischiato di non farcela con le consegne: ero rinchiuso in un centro di permanenza temporaneo perchè venivo da fuori, quando mi hanno rilasciato con mille scuse per il contrattempo, le renne erano sparite: mangiate.
Sono stanco, Fogliazza. Ho sostituito le renne con quattro moldave. Non ha funzionato.
Ho preso una multa della madonna dalla Finanza perchè non faccio scontrini.
Due anni fa mi hanno chiesto di fare un calendario con un paio di aspiranti soubrette: un disastro… con le tette di fuori mi rallentavano il decollo e non prendevo quota.
E' l'ultimo anno questo, poi cambio. Anzi conosci mica qualcuno nel ramo dei presepi? Mi va bene anche il ruolo del pastorello… della mondina… faccio anche la comparsa. Mi accontento del figurante. Ormai son solo figuracce.
Sono stanco, Fogliazza. Sempre più ragazzini mi fanno richieste strane: passi che non chiedono più il trenino o la macchinina… ma che mi scrivano di volere la metropolitina è un po' troppo.
Sono stanco.
con affetto,
tuo
Babbo Natale”
E basta con questi auguri!
Auguri di qui, auguri di la, “auguri, se non ci sentiamo!” (variabile, “auguri, se non ci vediamo!”, variabile peggiore “auguri se non ci vediamo più”). Sms, cartoline, bigliettini, i più tecnologici spediscono una e-mail.
Ma quanti di questi auguri sono “veri”? Bisognerebbe farci la tara, una sorta di scrematura, per vedere chi veramente ci vuole bene. Ma, forse, chi veramente ci vuole bene non aspetta Natale per farci gli auguri. E soprattutto non “dice” delle cose, ma “fa” delle cose.
Auguri, Fogliazza.
Cesare
Già, i bigliettini… sapete quanti ne hanno spediti tra il sindaco, gli assessori, gli agenti e i consiglieri? Migliaia, tutti a nostre spese. Non solo istituzionali, ma anche biglietti personali. Chiedete in giro. Non c’è azienda, istituzione, famiglia o persona che non ne abbia ricevuto almeno uno. Tutto a nostre spese. Quasi quasi faccio una lettera alla Gazzetta. Vediamo cosa risponde l’Ufficio Stampa del Comune di Parma, sempre pronto a rispondere con toni a dir poco prepotenti (che poi risponde solo quando riesce, perché spesso hanno torto e fan finta di niente).
Stavolta devo dare ragione a Ratzi. La cosa che mi fa imbestialire, oltre agli auguri di plastica, sono i bigliettini e la carta in generale che, a Natale, si consuma a dismisura. Perchè non utilizzare carta reciclata se la funzione di tutto questo spreco (di carta e danaro nostro)è quasi pari a zero? Chissà nel napoletano e nel casertano come saranno messi dopo le feste, poverini….Quelle immagini dovrebbero farci pensare che il terzo mondo non è poi così lontano. Il Natale non è uguale per tutti, mai. Lo spreco non porta mai nulla di buono. Buone feste a tutti.
E’ vero anche quello che ha scritto Cesare: non ne possiamo più di auguri finti!