Fogliazza

24 – GENNAIO – 2008 – RATAFIA’ – ORE 21.00

La storia attraverso le storie di chi ha fatto la Resistenza, soprattutto donne, quelle stesse sconosciute straordinarie donne che hanno tenuto le fila della Lotta Partigiana, il cui contributo è da sempre considerato “minore” perchè privo dell'appariscenza delle armi.
Donne che ho incontrato di persona, piccoli pezzetti di vita di allora che messi assieme contribuiscono ancora a costituire il mosaico della libertà di oggi che non ci accorgiamo più di avere.
Penso sia importante ricordare queste persone e che non è mai troppo tardi per dire loro grazie.
Così narrando, recupero il ricordo di mio nonno, che non ha fatto la Resistenza. E' rientrato dalla deportazione in Germania nel maggio del '45.
Il sentimento è comune… MEMORIA.
Affinchè questa non diventi indifferente, perchè solo ricordando si smette di morire.
Se vi va… è una bella storia di storie, che non ho scritto io.
L'hanno fatta loro.

http://www.festivaldirittiumani.it/index.php

2 commenti

  1. …e che cosa ne stiamo facendo, di questa libertà. La parola è ormai abusata, la sostanza dimenticata.
    Ti ringrazio, anche a nome di:
    – mia nonna Giovanna che, in dolce attesa di mio padre (e ancora nubile, in quegli anni…) guardava cadere le bombe fuori dai rifugi senza paura, come noi guardiamo i fuochi d’artificio;
    – mio nonno Domenico, aviatore scampato alla morte per aver preso la malaria ed essere restato a terra mentre i suoi compagni venivano abbattuti;
    – mio nonno Giovanni, scappato da un campo di deportazione tedesco e tornato al suo paese a piedi! (da cui spuntavano le ossa, tanto erano laceri)
    – mia nonna Antonietta (l’unica rimasta ancora), che ha sposato il suo fidanzato a 16 anni per fargli avere un congedo matrimoniale e impedirgli di partire per la cammpagna di Russia, da cui nessuno dei suoi commilitoni è tornato.

    Nessuno di loro è stato un Partigiano a tutti gli effetti, ma tutti hanno operato il tenace lavoro di resistenza che la guerra impone. Ho avuto perfino 2 bisnonni fino all’adolescenza, la storia ha voluto che la mia famiglia uscisse integra da due guerre. Sono cresciuta innestata sui loro racconti.
    Il ricordo è un segno di rispetto imprescindibile e un seme di civiltà straordinario.

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