blog.tapirulan.it
 
  29.03.2016 | 22:55
Agata e la meraviglia
 

Io e Agata tornavamo da scuola. Agata ha cominciato a parlare di fiori. A un tratto mi ha chiesto: come si chiama quel fiore? Quello che può essere anche purpureo? Io, dopo un attimo, ho risposto: boh, non so, forse l’orchidea. Sì, orchidea, ha confermato lei. Poi ha aggiunto: che tipo di fiore è l’orchidea? Io ho detto: beh, è un fiore prezioso, dicono. Perché prezioso? Ha chiesto lei? Io, sempre più in difficoltà, ho detto: mh, forse perché è raro. Agata ha annuito, poi ha detto: e allora? Anche se è raro, perché è prezioso? Cioè, una pietra rara, per esempio, solo perché è rara è anche preziosa? Anche se è solo una pietra?
Sono rimasto zitto. Ho pensato: bimba, hai ragione anche stavolta, la mia è una spiegazione del cazzo, chissà cosa c’entra il valore di una cosa con la sua eventuale rarità, se ora cago uno stronzo blu produco qualcosa di raro, magari addirittura di unico, ma non di prezioso, resta pur sempre un pezzo di merda, non dimentichiamolo.
Hai presente le sette meraviglie del mondo? Le ho detto dopo un lungo silenzio. Hai presente che mi chiedi sempre quali sono le sette meraviglie del mondo, e io non so mai quali sono, forse la muraglia cinese, boh, forse le piramidi e il colosso di Rodi? Sì, ha detto lei, ho presente,  e allora? Non le so le sette meraviglie del mondo, ho concluso io, continuo a non saperle, ne so solo una su sette, e non è né la muraglia cinese né il colosso di Rodi né la piramide di Chefren, non è neppure il Taj Mahal, è il tuo cervello, quello è davvero una meraviglia.
Agata ha sorriso, e quando Agata sorride esiste solo il suo sorriso.

Autore: zumba

Commenti (0) | Scrivi un commento