blog.tapirulan.it
 
  17.02.2015 | 22:55
Analogamente
 

E’ un mese, più o meno, che ho cominciato a scrivere un nuovo romanzo. In realtà non so bene se verrà fuori un romanzo o una raccolta di racconti collegati tra loro. Ad ogni modo non importa, perché nemmeno con le Idioziadi era chiaro se si poteva parlare di romanzo, e neppure ora che le Idioziadi sono finite è chiaro se si può parlare di romanzo. Probabilmente no, ma solo perché nessuno parla ancora delle Idioziadi, visto che ancora vagano in quell’area intermedia che comincia quando l’autore o gli autori dicono ‘basta, fanculo, non scriverò più nessuna cazzo di parola di questo libro, quel che fatto è fatto’ e finisce quando un libro non è più solo un file word lungo centomila parole ma un libro di carta di centomila parole da promuovere e diffondere. Ma quando le Idioziadi usciranno da quest’area intermedia, e saranno un libro, un libro da promuovere e diffondere, allora sì che se ne parlerà, cazzo se se ne parlerà, e qualcuno dirà che è un romanzo, qualcuno dirà che invece sono dei racconti collegati tra loro. Tutti, in ogni caso, saranno concordi nel dire due cose: che le illustrazioni spaccano il culo, e che vaseball è l’episodio migliore. Ma non volevo parlare delle Idioziadi, ma del nuovo romanzo, se è un romanzo.
Il nuovo romanzo, sempre ponendo che sia un romanzo, lo sto scrivendo con spirito diverso rispetto alle altre due volte che ho cominciato un romanzo.
Il primo romanzo che ho scritto, che si chiamava ‘ogni eroe porta due baffi’, un libro dalle pacifiche fantasticherie e dagli accattivanti calembour, l’ho cominciato perché ero innamorato di una ragazza e volevo smettere di esserne innamorato. Volevo scrivere un libro sulla mia storia con lei e ho scritto un libro sulla mia storia con lei. L’ho cominciato la sera di capodanno di undici anni fa subito dopo aver incontrato la ragazza di cui ero innamorato e che non vedevo da qualche mese e nella prima pagina del libro l’io narrante dice che è il 31 dicembre e ha appena visto una ragazza di cui è innamorato e che non vedeva da qualche mese. Mentre scrivevo quel romanzo avevo l’impressione che quel libro fosse bellissimo, e invece faceva cagare.
Il secondo romanzo che ho scritto, che si chiamava disturbo pre-traumatico da stress, un libro con l’incipit più inutilmente lungo che il mondo dell’editoria ricordi, ammesso che il mondo dell’editoria lo ricordi, secondo me no, il secondo romanzo l’ho cominciato perché ero certo di avere energie e capacità necessarie, e per dimostrare a me stesso che potevo scrivere anche un romanzo non autobiografico. Volevo scrivere un libro sulle giostre, sulla paura e sulla pedofilia e ho scritto un libro sulle giostre, sulla paura e sulla pedofilia. L’ho cominciato il 6 novembre del 2006 e l’ho finito tre anni dopo. Nella prima pagina di quel libro e nelle venti successive l’io narrante dice che si trova su un autobus e che su quell’autobus c’è un tipo con un segno sulla faccia che non si capisce se è una ruga o una cicatrice. Mentre scrivevo quel romanzo avevo l’impressione che quel libro fosse bellissimo, e invece faceva cagare quasi come il primo.
Questo terzo romanzo, mettiamo che è un romanzo e lasciamo da parte le Idioziadi che forse non sono un romanzo e se lo sono non sono un romanzo solo mio e quindi fanno storia a parte, una storia che andrebbe raccontata ma non qui, piuttosto durante la tournée trionfale che accompagnerà l’uscita del libro, tournée durante la quale tutti ci diranno che le illustrazioni spaccano il culo e vaseball è l’episodio più bello, questo terzo romanzo, dicevo, lo scrivo solo per noia o per disperazione (ma non la disperazione eroica dei romantici che fa nascere i capolavori, no, nel mio caso si tratta della disperazione vigliacca dei cinici che fa nascere le cagate), senza nessuna idea su quello che voglio realmente scrivere, senza un progetto, senza una visione d’insieme, senza trasporto, senza un cazzo di niente, aggiungendo una parola dopo l’altra e col solo proposito di non riscrivere le Idioziadi né ogni eroe porta due baffi né disturbo pre-traumatico da stressa. Mentre lo scrivo ho l’impressione che questo nuovo libro faccia cagare, e la cosa bella, ma veramente bella, è che come quando pensavo di scrivere delle cose belle ho poi scoperto che quelle cose facevano cagare, analogamente, adesso che penso di scrivere delle cose che fanno cagare, sono sicuro che scoprirò che fanno proprio cagare.

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento

  02.02.2015 | 22:02
Il nostro amore sempre più fiorito sarà
 
 

Con tutto il bene che si può volere a queste due creature, e io gliene voglio tanto, non si può non convenire sul fatto che se le si guarda in questa foto, bimba 1 e bimba 2, bimba 1 gioiosamente sdentata come una pocahontas che ha risolto a morsi e testate una querelle con rapunzel in merito al concetto di leadership disneiana, bimba 2 con l’aria pensosamente hair metal di un brett michaels indeciso se intraprendere la lettura di essere e tempo di heidegger, se le si guarda in questa foto, dicevo, non si può dubitare del fatto che per ritrovare qualcosa di altrettanto misteriosamente e mostruosamente irresistibile bisogna andare sul sito chiamato youtube e digitare ‘con la primavera nel cuore’.

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento