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  28.11.2014 | 23:20
Aggiornamento
 

Tra cinque

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento

  27.11.2014 | 22:49
e dire
 

E dire che ce ne sarebbero di cose da dire – la scuola di scrittura, la copertina delle idioziadi, federer che vince la coppa davis -, però sono tutte stronzate rispetto al fatto che in italia tra sei giorni esce il film.

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento

  14.11.2014 | 22:16
Tesoretto
 

La maggior parte della gente non l’ha capito. Pensano si tratti di un’immagine astratta, simbolica, un vezzeggiativo carino in mezzo a una truppa di termini tecnoburocratici come extragettito o introito erariale. Una tendina rosa di tulle alla finestra della stanza dei bottoni. Un serissimo gessato accompagnato da una cravatta con disegnati due orsetti che si inculano su un alveare.
Non è così. Non è astrazione. Non c’è simbolismo.
Subito dopo la cerimonia della campanella, quando a un presidente del consiglio ne succede un altro, il presidente del consiglio uscente, di solito approfittando di un momento di generale distrazione, sussurra al presidente entrante: tra dieci minuti fatti trovare nella stanza con gli arazzi, al secondo piano, subito dopo il bagno con gli affreschi, non fare domande, fatti trovare lì e basta.
Il presidente del consiglio entrante, dopo un attimo di esitazione, comincia a pensare a una buona scusa da fornire a tutti, presidente della repubblica, sottosegretari, giornalisti e maestranze, solitamente la trova – ogni presidente del consiglio entrante ne trova una diversa - dopodiché con aria fintamente disinvolta, osservando quadri, a volte persino fischiettando, fa in modo di trovarsi nella stanza con gli arazzi.
Dopo qualche istante, questa è la prassi, da dietro una colonna appare il presidente del consiglio uscente con un forziere 30 per 20 per 15 centimetri in mano.
Tieni, dice il presidente del consiglio uscente consegnando al suo successore un forziere e una chiave. Cos’è? Dice il presidente del consiglio entrante. E’ il tesoretto, dice il presidente del consiglio uscente. Il tesoretto? Dice il presidente del consiglio entrante. Esatto, il tesoretto, dice il presidente del consiglio uscente. Pensavo fosse un po’ più simbolico, dice il presidente del consiglio entrante. Liberati dalla tirannia dei simbolismi, dice il presidente del consiglio uscente. Ci proverò, dice il presidente del consiglio entrante. Sarà il caso che ci riesci, dice il presidente del consiglio uscente. Allora lo prendo io questo tesoretto? Dice il presidente del consiglio entrante. E’ tuo, tienilo, ma non aprirlo se non quando è realmente necessario. Dice il presidente del consiglio uscente prima di scomparire dietro una statua del Canova.
A quel punto, non succede sempre ma quasi, il presidente del consiglio entrante, dopo aver atteso un attimo per sicurezza, vinto dalla curiosità di capire come è possibile che dentro un forziere 30 per 20 per 15 centimetri ci siano nascosti dei miliardi – saranno assegni? Si chiede. Titoli? Minuscoli diamanti rarissimi? Un disegno di Leonardo? – infila la chiave nel forziere e apre.
Un trionfo di banconote da 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 euro si libera nell’aria come coriandoli a una festa di carnevale, mentre il presidente del consiglio entrante, vergognandosi di sé, si chiede dove trovare un maggiordomo riservato che riesca a rimettere tutto a posto.

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  08.11.2014 | 12:59
La storia delle persone con le braccia
 
 

Io non lo so, è difficile da spiegare, ma questa persona, questa persona penso che sia tante cose. E’ la persona che sa abbracciare meglio nella storia delle persone con le braccia. Ognuno dicono abbia un talento, e lei ha quello. Abbracciare. E’ la persona che non dice che la matrigna di biancaneve è cattiva. Dice che è arrabbiata. E per me questa cosa che la regina non è cattiva ma arrabbiata è bellissima. E’ anche la persona a cui penso di più in assoluto. Cioè, dipende. L’altro giorno, che c’era la visita ispettiva nella cooperativa in cui lavoro, pensavo più all’ispettrice che a questa persona, e il giorno della finale di wimbledon pensavo più a federer che a questa persona, però a parte questi singoli episodi lei è di sicuro la persona a cui ho pensato di più negli ultimi due anni e mezzo, forse anche negli ultimi tre. Solo che non tutte le volte che ci penso ci penso in maniera positiva.
I primi sei mesi che ho pensato a lei, lei non era neppure nata, ci pensavo solo con angoscia. E anche dopo che è nata, a parte i primi quattro o cinque mesi di vita che sono un periodo a parte, un periodo di sospensione di tante cose tra cui i brutti pensieri, un po’ come una luna di miele per come mi immagino io che non sono sposato una luna di miele, anche dopo, dicevo, da quando lei aveva cinque mesi, e ancora oggi, ma soprattutto con due picchi in corrispondenza dei due inverni, che sono stati due inverni di insonnia ed esasperazione, di stanchezza e insofferenza, anche dopo ho pensato a lei con una negatività che non è bella dato il grado di parentela che ci lega. Una negatività che non è bella perché non mi fa onore, questo è chiaro, ma al tempo stesso è una negatività bellissima, e che in un certo senso mi fa moltissimo onore, perché è proprio attraverso questa negatività, questa angoscia, questa voglia di essere altrove che ho capito di essere un padre di merda: un pensiero che prima che nascesse questa persona non mi aveva mai sfiorato e che ora invece non solo mi sfiora ma mi abbraccia bene quasi come quella persona. Un pensiero che mi ha tolto delle cazzo di illusioni che dovevano essere tolte. Un pensiero che ha sminuzzato il mio narcisismo e ci ha cagato sopra. Un pensiero bellissimo nella sua orrendità.

E mentre sono lì con lei, a giocare con biancaneve e la regina arrabbiata, a baciarla e farmi baciare, ad abbracciarla benino e a farmi abbracciare benissimo, io per tutto il tempo sto bene e sto di merda, felice di essere lì e desideroso di non esserci, convinto di essere un buon padre ma certo di essere un padre di merda, e questa incertezza, questo vorticare tra due estremi senza passare mai nemmeno per sbaglio dal mezzo, questo non capire un cazzo di niente, io mi auguro che duri così, uguale, per sempre.  

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento