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  14.08.2014 | 15:19
Opzione Meninas
 
 

Il post precedente avrebbe dovuto intitolarsi ‘opzione autoscatto’. Non ricordo tutti i passaggi che mi avevano portato a questo titolo. Non mi ricordo nemmeno i passaggi che mi hanno portato poi a escluderlo. Mi sembra però che l’idea all’inizio fosse di concludere quel post con me che dopo aver ricevuto dalle mani della nuova proprietaria biellese di pizza e maccaronì il menu del ristorante ricomincio a pensare alla foto di noi nove – io Gianf Lucciola Andrea Filippo Silvia Betta il vecchio e la vecchia – chiedendomi chi avesse scattato quella foto e escludendo per qualche motivo non del tutto chiaro l’opzione autoscatto, forse per via della generale ubriachezza poco compatibile con le competenze neuromotorie necessarie per scegliere e mettere in atto l’opzione autoscatto.
Escludendo l’opzione autoscatto pensavo che qualcuno dovesse aver fatto quella foto, ma non riusciva a venirmi in mente nessuno che potesse averla fatta, perché ero quasi sicuro che quella foto fosse stata scattata molto tardi, dopo l’uscita dal ristorante dell’ultimo cliente. E allora o si ipotizza che la foto la fece qualche altra persona presente al ristorante fino a tardi, un non-cliente, un amico, magari un familiare, familiare di cui però non ho alcuna memoria e che d’istinto tenderei a escludere, visto che associo quel vecchio e quella vecchia a una sorta di inscindibile unicità arcaica avulsa dal resto dell’universo, o si torna alla già scartata opzione autoscatto.

Un’altra delle cose che pensavo di scrivere in maniera diversa nel precedente post riguarda Chrissa, la proprietaria dell’appartamento in cui io, Camilla, Agata e Nora abbiamo soggiornato a luglio. Chrissa nel post avrebbe dovuto avere molto più spazio di quello che poi ha avuto. Avrebbe dovuto avere più spazio perché in quelle due settimane Chrissa è stata importante per diversi motivi.
Uno di questi motivi ha a che fare col suo modo di gestire le situazioni, che riesco a definire soltanto utilizzando l’aggettivo ‘torpido’ o qualche sinonimo. Chrissa è infatti la persona più torpida del mondo, e a me piacciono le persone torpide. In qualsiasi momento capiti di interagire con lei, a mezzogiorno, alle tre di pomeriggio, all’una di notte, sembra che si sia appena svegliata. E il più delle volte secondo me è effettivamente così.
Un altro dei motivi per cui è stata importante - motivo in parte collegato col primo - ha a che fare col fatto che Chrissa era in grado senza far niente di mettermi a mio agio, di pacificarmi e di rendermi allegro. Ci riusciva con me come con tutti gli altri ospiti dell’albergo. E anche questo a me - come a tutti gli altri ospiti di quell’albergo e di qualsiasi albergo - piace.
Il terzo motivo per cui Chrissa è stata importante – e questo terzo motivo credo sia a sua volta collegato al secondo, ma forse non al primo - ha a che fare col fatto che quando parlavo con lei io me la immaginavo sempre mentre cagava. Tutte le volte. Le parlavo magari di Porto Katziki, o del Remezzo Club, o del pub Zeus di Vassiliki, o di una birra Amstel ghiacciata che avevo bevuto ad Amousso Beach, e intanto me la vedevo seduta sul water del bugigattolo adiacente all’albergo in cui abitava, i gomiti appoggiati sulle ginocchia, le gambe appena aperte coi piedi leggermente convergenti, le mutande e i pantaloni abbassati, un lieve grugnito appena trattenuto al momento dell’uscita del pezzo duro, un rivolo di sudore sulla tempia e una gran puzza di merda aleggiante nel cesso. Mi piace molto parlare con chi riesco a immaginare com’è mentre caga. Forse non era lo stesso per gli altri ospiti dell’albergo.
L’ultimo dei motivi per cui Chrissa è stata importante e quindi avrebbe dovuto avere più spazio nel precedente post ha a che fare col fatto che lei e Stephanos, suo marito, hanno preso molto sul serio la mia ricerca del ristorante in cui venne scattata quella foto.
Così sul serio che suo marito, come ho accennato nel precedente post, nel poco tempo libero a sua disposizione in quelle giornate è andato a fare indagini per tutta l’isola, o forse non per tutta l’isola ma per la metà meridionale dell’isola, o forse nemmeno per la metà meridionale dell’isola ma solo nel paese di Vassiliki e al massimo cinque chilometri a oriente e altrettanti chilometri a occidente di Vassiliki, comunque poco importa il raggio di spostamento, conta quell’indagine svolta con la sua lenta e lercia macchina, la foto incastrata dietro il volante e davanti al tachimetro, le giuste domande poste agli amici e ai conoscenti con la sua voce bassa, profonda e anch’essa torpida. E a costo di dire una cosa ovvia, non è che fosse esattamente obbligato a fare quello che ha fatto. Anzi, non solo non era obbligato, ma io gli avevo chiesto informazioni su quel ristorante senza dare molto peso alla cosa, come se la mia fosse solo una vaga curiosità e non qualcosa – come era – che non dista molto dal confine con l’ossessione nostalgicamente solipsistica.
Così sul serio che quando uno degli ultimi giorni ho chiesto a Chrissa informazioni sulle modalità di pagamento del soggiorno all’hotel di sua proprietà, lei ha cominciato a parlarmi del ristorante dei due vecchi. Io le chiedevo se si poteva pagare con la carta di credito e lei mi rispondeva che Stephanos aveva finalmente capito chi erano quei due vecchi. Io le chiedevo se bisognava pagare il giorno della partenza o il giorno prima e lei mi rispondeva che la vecchia era morta da tempo e il vecchio faceva il tagliaboschi o almeno l’aveva fatto per un po’ e ora non sapeva cosa faceva né se era ancora vivo. Io le chiedevo se andava bene un bonifico e lei mi rispondeva che adesso il ristorante era di una famiglia italiana, si trovava sulla strada per Nidri, dopo Marantochori, proprio all’altezza della deviazione per Sivros.

Qualche giorno fa ho mandato a Chrissa una mail per farle sapere che Camilla ha scritto su Tripadvisor una recensione lusinghiera del suo albergo. Le ho scritto anche ci mancano molto, lei, il suo albergo, l’isola.
Chrissa, tredici minuti dopo essersi svegliata da un lungo sonno e trenta secondi dopo aver cagato un cilindrone di quelli che fanno muggire, ha risposto alla mail dicendo che la figlia dei due vecchi è andata da lei. Voleva vedere la foto. Voleva notizie. Voleva capire chi era che stava cercando i suoi genitori.
Ho letto quelle parole con l’allegria che Chrissa a quanto pare non riesce a non infondermi, poi ho cominciato a pensare a questo post, e mentre da un lato mi imponevo di non escludere almeno questa volta ‘opzione autoscatto’ come possibile titolo, dall’altro mi tornava in mente un quadro di Velasquez che secondo un mio professore di filosofia aveva dato il via alla pittura moderna o qualcosa del genere, un quadro che mi sembrava avesse molto a che vedere con quella foto anche se non riuscivo a capire come, forse per via dello svelamento, non so, non ci capisco niente io né di pittura né di svelamenti, e così, nel dubbio, ho scelto qualcosa di solo apparentemente salomonico. 

Autore: zumba | Commenti 1 | Scrivi un commento