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  26.08.2013 | 23:11
Cosa farsene di un bambino
 

Nell'attesa di capire la legislazione vigente in merito ai post ironici ma potenzialmente fraintendibili (argomento, questo, che sarà affrontato a breve), chiarisco che quanto segue è fantasia, e del genere peggiore di fantasia: la fantasia fraintendibile da parte di chi non ha fantasia.

Stendetevi sul pavimento di casa vostra. E’ consigliabile che non si tratti di un pavimento troppo molle, dunque se a terra avete per esempio piastrelle di gommapiuma fareste bene o a non fare l’esercizio o a segare le gambe del tavolo e utilizzarne il piano, appoggiandolo sul morbido pavimento.

Sdraiatevi al centro della stanza, con uno scarto massimo di quindici centimetri. Chiamate eventualmente un amico agrimensore per una conferma della centralità.

Tenete le gambe unite e la testa dritta, in modo da fissare la macchia di umido sul soffitto senza strabuzzare gli occhi né aggrottare le sopracciglia.

Afferrate vostra figlia di sedici mesi. Dal momento che è improbabile che vostra figlia di sedici mesi si faccia prendere senza opporre fiera resistenza, avrete avuto l’accortezza di fiaccarla nella precedente ora e mezza con la visione ripetuta della famosa, secondo i malpensanti epilettogena, puntata numero 38 del cartone animato chiamato Pokemon, unita alla golosa promessa espressa con le parole 'dopo gelati tantissimi buoni vieni vieni bimba'. Le sette precedenti parole vanno intese alla lettera, alla stregua di una formula magica: lo dimostra il fatto che la formula ‘dopo gelati buoni vieni bimba’, solo apparentemente simile, sortisce l’effetto di un sorriso grullo unito a una spumeggiante bolla di bava, ma col mantenimento di una temibile capacità di fuga.

Agguantate vostra figlia per i fianchi, sollevatela sopra di voi con la massima estensione che vi consente la vostra stanca coppia di braccia. Tenetela in questa posizione per non meno di cinque secondi e comunque non più di ventiquattro minuti. Poi, con lentezza, abbassate le braccia fino ad avere la faccia di vostra figlia vicina alla vostra.

Datele un bacio sulla guancia, sussurrate “bravissima, dodici gelati per te tra poco poco” – formula non meno taumaturgica della precedente, a patto che sia recitata con la stessa scrupolosa aderenza al testo -, poi rialzate vostra figlia fin su alla posizione di partenza.

Ripetete questo esercizio per quattrocento volte, o in alternativa fino alla perdita dei sensi vostri o di vostra figlia.

Dal momento che è quasi certo che i primi a perdere i sensi sarete voi, inevitabilmente meno abituati della vostra prole agli sforzi aerobici e anaerobici, adagiate due materassi, uno alla vostra destra e uno alla sinistra, affinché la sua caduta dalle vostre braccia esanimi sia lieve.

Se invece a terra avete piastrelle di gommapiuma, non c’è bisogno di materassi.

 

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento

  06.08.2013 | 23:21
La puntata di oggi - Operazione Sorriso
 

Pinkie Pie, pony fucsia di terza generazione, trotterella per la città col suo merdoso entusiasmo fuori luogo fino a che non incontra un vecchio asino scoglionato dal ciuffo impomatato che avanza lento per il reame di Equestria, trascinando un carretto carico di masserizie con la quieta disperazione di chi non ha nulla da chiedere se non che nessun maledetto pony gioviale di terza generazione venga a rompergli i giganti coglioni pelosi.

Pinkie Pie, pony fucsia di terza generazione, non appena vede il vecchio asino gli si avvicina e con la sua voce dalla frequenza intollerabilmente alta gli propone di diventare suo amico. L’asino nemmeno le risponde, e sfido chiunque a dargli torto, continua a procedere con lentezza per il reame di Equestria, ma Pinkie Pie non molla, non lo fa mai, ha bisogno della sua amicizia come Ava Devine di un creampie, giusto per restare in tema di torte, più o meno, e nella furia di questa cazzo di gioia tutta fatta di si bemolle altissimi gli scivola addosso facendo cadere il ciuffo, che a quel punto dimostra di essere un ciuffo di parrucca e non un ciuffo di criniera.

Come prevedibile e come ampiamente giustificato, la rabbia del vecchio asino aumenta, a questo punto le cagherebbe in testa senza remore, ma trattandosi di un asino che in fin dei conti predilige il dolore trattenuto con dolciamare sfumature passivo-aggressive, quello che fa è ritirarsi in silenzio nelle estreme lande del reame di Equestria, mentre Pinkie Pie, pony fucsia di terza generazione, gli chiede scusa e promette che troverà qualcuno a Ponyville pronto a fornirgli un tupé migliore del precedente, cosa tra l’altro non difficile dal momento che il tupé precedente era una merda che lo rendeva simile ad un abnorme incrocio tra Antonio Conte, Max Biaggi e Gegia. Il vecchio asino, che si chiama Cranky Doodle ma per tutti è solo Cranky, e per nessuno Cranky Doodle e per meno di nessuno, e soprattutto non per Pinkie Pie, solo Doodle, declina l’offerta mettendosi sulla testa calva un ciuffo d’erba, che tutto sommato gli sta benino.

Dopo una breve pausa durante la quale Pinkie Pie rimpiange il proprio atteggiamento eccessivamente appiccicoso ed invasivo, dimostrando una capacità di introspezione pari a quella dei suoi zoccoli, il pony fucsia di terza generazione porta in una specie di beauty farm il vecchio Cranky, facendogli dimenticare tutto tranne il fatto che Pinkie Pie è una gran faccia di merda che fa più danni dei megapallettoni di grandine. A nulla vale l’offerta di un nuovo parrucchino supergonfio che pure Cranky accetta, per oscuri motivi collegati forse al fatto che si è rotto i coglioni di portare un ciuffo d’erba sulla testa.

Più avanti nella puntata Pinkie Pie, che ha deciso di non rinnegare la sua natura di testa di cazzo fastidiosa per principio e forse per contratto, si reca di nascosto nella casetta in cui Cranky si è autorecluso con l’unica speranza di morire dimenticato da tutti, e non essendo Pinkie Pie esattamente il tipo di pony Fucsia di terza generazione rispettoso degli spazi dei vecchi asini calvi, comincia a rovistare tra le robe di Cranky bruciando per sbaglio un libro di ricordi che rappresenta l’unico legame tra Cranky e la sua vecchia innamorata asinina che non vede da seimila anni e che gli manca, eh se gli manca. A questo punto il vecchio caccia da casa una Pinkie Pie dispiaciuta quel tanto che basta da cantare un’ottava sotto i suoi standard alla Mariah Carey, giurando – il vecchio - odio eterno sia al pony fucsia di terza generazione che alla cantante nana statunitense.

Pinkie Pie, piangendo lacrime fucsia, si rifugia a casa di Twilight Sparkle, la quale si era illusa almeno per quel giorno di non trovarsi l’amico pony di terza generazione in mezzo alle palle. Twilight Sparkle, in compagnia della sempre apprezzabile Rainbow Dash, suggerisce a Pinkie Pie di accettare il fatto che il vecchio asino la vuole morta, assicurandole che Cranky è solo l’ultimo di una lunga serie di equini che la prenderebbe a testate mentre dorme.

Pinkie Pie, inspiegabilmente rinfrancata, torna da Cranky chiedendogli scusa così tante volte che al confronto Terminator 1 nell’omonimo primo film della serie muore subito. Quando ormai lo spettatore, annichilito da un’erezione invincibile, si convince che Cranky non la perdonerà mai, facendola perire di dispiacere e doppie punte tra soffici lenzuola fucsia, ecco il coup de théatre: Pinkie Pie porta a casa di Cranky Matilda, la vecchia innamorata di Cranky, che fa nuovamente innamorare il vecchio chiamandolo, va da sé, Doodle.

Segue un lungo flashback in bianco e nero, giustificabile unicamente alla luce del fatto che se non ci fosse stato la puntata sarebbe durata troppo poco, grazie al quale capiamo la vicenda dei due vecchi asini, divenuti a questo punto così rivoltantemente zuccherosi che non si può che provare un attimo di simpatia per Pinkie Pie, il pony fucsia di terza generazione, che chiuderà la puntata canticchiando acutissima una canzoncina su cui è bene glissare, facendoci dimenticare per magia l’ingiustificata simpatia provata per quell’attimo comunque troppo lungo.

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento

  06.08.2013 | 23:20
Io sono Peppa Pig e voi non siete un cazzo
 

Autore: zumba | Commenti 0 | Scrivi un commento