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  20.05.2015 | 13:22
il modo di pronunciare le doppie di mal
 
 

Kalopedia 35 (Speciale Sanremo 1982)

Chi diamine? Autori vari
Che diamine? Tuttosanremo 82
Ma quando? 1982
Allora? Se nell’inverno del 1982 avevate nove anni probabilmente il Festival della canzone Italiana era per voi l’EXPO mondiale della musica, il G8 dello star system. Attesi trepidante la trentaduesima edizione per un intero inverno, documentandomi sui giornali che transitavano per casa, vale a dire TV sorrisi e canzoni e l’Unità. Sviluppai subito un odio profondo nei confronti di quegli ottusi crapuloni comunisti per le ripetute critiche alle scenografie discotecare, alle esecuzioni su basi preregistrate, alla pochezza dei contenuti. Critiche che certamente non tenevano conto dei seguenti fatti.
- Ping pong di Plastic Bertrand non parla di una pallina che rimbalza ma del delicato intreccio di sentimenti che si genera in una storia d’amore.
- Vasco Rossi non si mise in tasca il microfono perché era talmente fatto che pensava si trattasse di un pacchetto di paglie dalla forma piuttosto strana, ma come dirompente gesto di protesta nei confronti dell’establishment musicale che costringeva gli artisti ad esibirsi in playback.
- Il testo di Un’altra vita un altro amore di Christian non è uno dei dieci testi più cretini di tutti i tempi. Ne è evidente testimonianza l’ardita metafora “ogni volta come un tarlo risaliva quella febbre” riferita alla frenesia maschile di andarsene a schiavazzare in giro.
- La melodia di Strano momento di Riccardo Soffici ha quell’arrembante indolenza tipica delle sonorità tardo-Eagles e un testo onirico e inquietante almeno quanto quello di Hotel California.
- La goffa cadenza di Mal non era per niente goffa e Mal non era per niente di uno zuccone che dopo vent’anni che stava in Italia non aveva ancora imparato a pronunciate le doppie, ma una scelta dizionale irriverente e polemica nei confronti dello stile locutorio spocchioso e arrogante di Dan Peterson
- Il testo di Marinai de Le Orme non parla di marinai strafatti che suonano il pianoforte nel sottomarino, ma delle difficili condizioni socio-economiche dell’hinterland veneziano, ciò che fu successivamente confermato dagli autori medesimi.
- L’incipit della canzone Soli di Drupi, che recita “E poi si resta soli / e non si canta più” ha il medesimo impatto emotivamente nichilista della coeva Ed il tempo crea eroi di Vasco Rossi che inizia con le parole “Ed il tempo crea eroi / mentre il sole brucia ancora per i cazzi suoi”
- Le parole “Quando incontri l’amore / batte forte il tuo cuore / e ti sembra che tutto sia migliore” nella canzone Quando incontri l’amore dei Milk & coffee provengono nientemeno che da un sonetto di Shakespeare.
- L’incipit di chitarra in C’è di Elisabetta Viviani fu successivamente ripreso dai Van Halen in un numero imprecisato di canzoni. Praticamente tutte.
- Riccardo Fogli aveva già vinto il festival di Sanremo tre mesi prima che si svolgesse solo perché se lo meritava.
- Quando Vasco Rossi uscì dal palco il microfono non gli cadde di tasca accidentalmente ma lo gettò di proposito in terra perché gli stava sul cazzo Christian, cui toccò raccoglierlo.
- Beguine di Jimmy Fontana non è una dozzinale beguine con un testo cretino, ma, considerando il titolo, un indovinato arzigogolo metamusicale.
- Viola Valentino, nel 1982, era una delle cinque donne più tope del pianeta.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Romantici; Storie di tutti i giorni; Strano momento

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  16.05.2015 | 13:17
ian anderson si sta intortando tua sorella
 
 

Kalopedia 34

Chi diamine? Motorpsycho
Che diamine? Lobotomizer
Ma quando? 1991
Allora? Immaginatevi i Crazy horse inseguiti da un branco di lupi (la maestosa Hogwash), sentite i rantoli dei Melvins scaraventati in un recinto di maiali affamati (la schizofrenica Thc all'ottavo minuto giocherella nientemeno che con Wish you were here). Collocare questo album tra stoner (Home of the brave), grunge (Wasted) e hardcore (Grinder) e un po' come affermare che Matteo Renzi è qualcosa a metà strada tra un cialtrone, un mistificatore e un ciarlatano. Tautologico ma riduttivo. La bentianissima Frances esplora quel psych-filante che distinguerà il sound della band negli anni a venire. Ascoltate questo album in sette su una Panda a volume massimo.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Hogwash; Thc

Chi diamine? Frank Ricotti
Che diamine? Vibes
Ma quando? 1981
Allora? Quello là sui sessanta, un po' ipotricotico e moderatamente ginecomastico, è uno dei più grandi vibrafonisti del mondo. Ha trascorso la vita a studiare il vibrafono e nell'ottantuno ha fatto un disco intitolato "Vibrafoni" che contiene tracce strumentali chiamate "Vibrafono fresco", "Vibrafono morbido", "Vibrafono impegnato" che suonano tutte un po' come quei siparietti musicali dei filmetti sentimentali inizio ottanta. L'altro, anche lui sui sessanta, quello con la bandana nera sulla testa, quello che si sta intortando tua sorella è uno dei peggiori flautisti del mondo. Si chiama ian Anderson. Tu con quale dei due ti faresti una pinta di London pride?
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Cool captions

Chi diamine? Tapiman
Che diamine? 1971
Ma quando? Tapiman
Allora? L'album d'esordio dei catalani Tapiman è un giocattolesco inno alla psichedelia d'oltreoceano. Sullo scaffale, qualche modellino dell''aeroplano di Jefferson (il singolo Don't ask me why), un lupacchiotto della steppa in peluche (Driving shadow), chitarre giocattolo da cui fuoriescono fiamme di carta (la eccellente No control). Wrong world è curiosamente identica a N.I.B.; il cantato in inglese di J.M. Vilaseca in Jenny è esilarante. Qualcuno sostiene che la rivoluzione rock spagnola sia partita proprio dalla Catalogna e proprio nel 1971. Sarà vero, ma questo disco non ha sovvertito il regime di quel pezzo di merda di Franco, né di sicuro la storia del rock mondiale.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? No control; Driving shadow

Chi diamine? Thurston Moore
Che diamine? Trees outside the academy
Ma quando? 2007
Allora? Il secondo album dell'allampanato leader dei Sonic gramps sgattaiola da certi solipsismi cavaorecchi tardo-Sonic e rivela una vitalità musicale inaspettatamente variopinta. Il suono semiacustico delle chitarre è preminente: timidamente epico, alla Mark Lanegan, in tracce come Frozen gtr e Off work, psico-languido alla Diamond sea in tracce come The shape is a trance e Off work, minimal-pop-con-violini nelle Belle-e-Sebastian-esche Never day e Honest James, fuzzy-vintage per giocherellare un po' coi vecchi Dinosauri giugnor (Wonderful witches). Senza quei trentasette secondi di peto elettrico prima della monumentale Trees outside the academy sarebbero state cinque stelline.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Frozen guitar; Never day; Trees outside the academy

Chi diamine? Santana
Che diamine? Corazón
Ma quando? 2014
Allora? A un primo ascolto disattento il nuovo album all-star di Santana suona un po' come quei CD promozionali che ti davano in omaggio negli anni novanta se visitavi un autosalone, sponsorizzati da Estathe, dalla Opel o da TV sorrisi e canzoni e intitolati Salsa party mix o El sabor caliente vol. 2 e generalmente composti da dodici canzonette da classifica ricantate dall'autista di Julio Iglesias e dozzinalmente riarrangiate in chiave salsa-dance, A un ascolto attento non so. Non ho mai ascoltato attentamente i CD promozionali degli autosaloni. Né, da oggi, i nuovi album di Santana.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Oye 2014

Chi diamine? The Decemberists
Che diamine? What a terrible world, what a beautiful world
Ma quando? 2015
Allora? E' tassativo non offuscare l'elemento di maggior fascinazione, cioè il nitore del songwriting di Meloy. Occorrono arrangiamenti accuratissimi ma trasparenti (Spectoriani, li definisce giustamente qualcuno). Si spazia quindi dal pop-piano-da-radio (l'insipegabile singolo Make you better) a certe caciare indie-90 alla Rem (The wrong year), al doo-wop mid-60 (Philomena) al "gospel bianco da convention democratica" (la definizione è sempre di quel qualcuno) della cripto-biografica The singer addresses his audience (da confrontare con Anathema degli Anathema), alle dolenti e austere Till the water is all long gone e Carolina Low collocabili tra i Dire straits di Private investigation e il Roger Waters di Each small candle. Buona parte dell'ultima facciata del vinile (la terza) sembra una sorta di doveroso tributo al folk di Dylan e Young, cui Meloy deve sicuramente molto più di una cena costosa.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Till the water is all long gone; The singer addresses his audience; A beginning song

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  05.05.2015 | 15:11
edipo era un tranquillo adolescente
 
 

Kalopedia 33

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Physical graffiti (deluxe edition)
Ma quando? 2015
Allora? Collocandomi sopra le orecchie degli scomodissimi strumenti psicoacustici presi in prestito nottetempo dal C.E.R.N. di Ginevra ho avuto modo di stimare che complessivamente le alt-take differiscono dalle versioni originali per nove semicrome di chitarra, cinque doung fatti col basso accordato appena più lento, tre dei quali consecutivi, e un tang al posto di un pang sul rullante della batteria. Fa eccezione l'intro alternativa di In the light, meravigliosamente intima e LZ4-esca, che ricolloca la canzone proprio a metà tra Stairway to heaven e When the levee breaks. L'unica stellina è interamente sua.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? In the light

Chi diamine? Martin Barre
Che diamine? Away with words
Ma quando? 2013
Allora? Il fatto che in ben otto casi su dodici si tratti di pezzi minori J-T gentilmente confluenti in sofisticati enigmismi acustici rivela da parte di Barre un complesso nei confronti del vecchio Jethro che a confronto Edipo era un tranquillo adolescente con la passione per gli indovinelli. Anche gli episodi più sconcertanti, per esempio la rockeggiante Paparazzi o la celtica Hymn 43 (con un inedito Barre anche al flauto), si pongono come early-jam-in-progress più che moderni riarrangiamenti. Il disco perfetto da sentire in sottofondo nella sala d'attesa di uno studio dentistico della Cornovaglia.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Air: Lament of the Spalpeen - Martin's Jim - Hymn 43 / Sundown   

Chi diamine? Jake Bugg
Che diamine? Jake Bugg
Ma quando? 2012
Allora? Se pensate che la copertina del primo album omonimo di Jake Bugg (anagrafe Jake Edwin Kennedy) somigli un pochino a quella dell'esordio omonimo di Dylan (anagrafe Robert Allen Zimmerman) e che Lightning bolt sia una specie di Homesick blues da talent show allora siete solo invidiosi di questo ragazzetto che a diciott'anni apriva per i Rolling stones. Oltre al primissimo Dylan (anche Someone told me), anche Johnny Cash (la bella Trouble down) e Buddy Holly (Two fingers), Paul Simon (Simple as this, Note to self) e gli sviolinatori Verve (Ballad of Mr. Jones), Oasis (Seen it all) e Suede (Slide). "Pronto, Jake? Sono Rick Rubin. Non riattaccare. Ho sentito che si parla di un secondo disco. Senti, io... Jake, Jake?
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Trouble town / Ballad of Mr. Jones / Lightning bolt

Chi diamine? Saturnalia
Che diamine? Magical love
Ma quando? 1973
Allora? Nel 1973 Aletta Lohmeyer era morosa del potente produttore Keith Relf e frontman dei volonterosi Saturnalia. Troverete in rete una sua foto vestita soltanto di un certo numero di collane. Troverete anche il primo e unico album dei Saturnalia. Se sopporterete la voce di Aletta, stridula più o meno quanto un gessetto nuovo sulla lavagna (alzate il volume per And I have loved you, se avete coraggio), scoprirete un buon album a trazione cali-psych. Flutti Quicksilver/Airplanes nella arrembante Winchester town, spruzzi space-floyd (la obscured-by-cloud-esca She brings peace e la julia-dream-eggiante Dreaming) e pop-Doors (l'incipit di Soul song). Traitor annusa il culo ai primi Atomic rooster. Peccato che nel 1973 ormai fosse già tutto finito. Ascoltate questo album il due di gennaio mentre fate esplodere i raudi che vi sono rimasti in tasca.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Traitor / Dreaming / Magical love

Chi diamine? Motorpsycho
Che diamine? Maiden voyage
Ma quando? 1990
Allora? Nel 1989 i Pearl jam erano ancora i Bad radio, i Green river erano appena diventati i Mudhoney, il muro di Berlino era ancora in piedi e in vetta alle classifiche norvegesi soffiava dalla vicina Svezia un gelido vento pop. Nel garage di Snah c'era persino più freddo che in cima alle classifiche e l'unico modo per sopravvivere era agitare le braccia (Politician) o scuotere la testa (Queen Chinee). La psych-ballad Blueberry daydream fu registrata davanti al camino nel tinello di Bent, e si sente. Pressoché inintelligibile l'unica traccia live How was I to know. Ascoltate questo nastro soltanto se siete convinti che "Bent is loud but Snah is God". Una stellina, ma con stima e rispetto.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? How was I to know

Chi diamine? Dub narcotic sound system meets the Jon Spencer blues explosion
Che diamine? Sideways soul (in a dancehall style)
Ma quando? 1999
Allora? Quando Robert Rodriguez leggerà questa recensione si precipiterà a girare un musical fantascientifico ambientato ai margini della galassia che racconta l'evasione di un manipoilo di uomini dal più duro e spietato carcere maschile dell'universo e la fuga verso il pianeta più vicino, popolato da una razza umanoide composta esclusivamente da femmine-guerriero in procinto di estinguersi la cui peculiarità è di non indossare vestiti ma solo calzature con sottili tacchi di metallo. Il film, interpretato da Danny Trejo e Uma Thurman, vincerà nove premi Oscar. Sul palco, ricevendo la preziosa statuetta per la miglior colonna sonora, Jon Spencer dei Blues explosion e Calvin Johnson dei Dub narcotic sound system si scambieranno un bacio con la lingua.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Fudgy the whale

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  04.05.2015 | 11:34
levatemi di torno quella roba da bifolco
 
 

Kalopedia 32 (speciale Mumford and sons)

Chi diamine? Mumford & sons
Che diamine? Wilder mind
Ma quando? 2015
Allora? Vi ho detto di no. Ma che ne so che farci? Gettateli nella stufa, portateli nel Wyoming. Fateci quello che volete. Io quella roba da bifolco non me la metto. Io voglio una camicia attillata e dei pantaloni di pelle. Neri. Non lo so, chiedete a Bono dove li compera. E poi levatemi di torno quei cazzo di banjo. Io lo detesto il banjo. No, non me ne frega un cazzo se il banjo mi ha fatto vendere sette milioni di dischi, il banjo suona come una capra appesa per le palle. E vaffanculo anche alla campagna, che a me la campagna mi ha sempre fatto schifo al cazzo che mi gratto sempre dappertutto. Sapete cosa? Trovatemi un produttore decente, qualcuno che conosce a menadito i Simple minds, i Waterboys, gli Stranglers e tutta quella merda anni ottanta. Trovatelo e copritelo di verdoni. No, Rick Rubin non va bene. Quello lì negli anni ottanta era solo un cazzo di metallaro coi brufoli. E voglio delle tastiere. Voglio un casino di tastiere. Ma che c’entrano i Coldplay? Be’, a me non me ne frega un cazzo neanche dei Coldpaly. I Coldplay sono Chris Martin e Chris Martin fino a prova contraria sono io. E adesso io dico che i Coldplay non esistono più. Adesso esistono i Martin and sons e mettetevi in testa che prima di Natale i Martin and sons saranno la più grande rock band del mondo. Avete capito, razza di bastardi? E delle date. Voglio fare un casino di date. Trovatemi degli stadi grandi e… cosa? Calmo? Io sono calmo. Sono calmissimo. Voi piuttosto, siete voi che… ma che diavolo… ehi. Ehi! Ahia. No! No! Ahia! Mettete giù quel cazzo di... AHIAAA!
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Wilder mind; Snake eyes

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento