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  27.02.2015 | 09:12
il famigerato filk
 
 

Kalopedia 25

Chi diamine? Robert Plant
Che diamine? Lullaby and... the ceaseless roar
Ma quando? 2014
Allora? Di un album registrato alla Real world che si apre con la nebbiosa cover di uno standard bluegrass intessuta di banjo e violini tradizionali africani (il ritti di un certo Juldeh Camara, del Gambia) duellanti su educate testurizzazioni Bristol-trance è difficile parlare con leggerezza. Altrove, rarefatte melodie di chiara derivazione Achtung-baby-Lanois-iana (Rainbow), ammiccamenti zeppeliniani (Pocketful of golden) o ruggenti nuvoloni Clannad-chitarristici (Embrace another fall). Con questo album Robert Plant ha definitivamente tirato fuori i coglioni (ma io se ricordate ve l'avevo anticipato). Ascoltatelo ogni volta che scrivete una recensione e chi la legge solo per mera cortesia non vi domanda che cosa cazzo state svanverando.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? Little Maggie; House of love; Arbaden (Maggie's baby)

Chi diamine? Kazimierz lux
Che diamine? C.S.
Ma quando? 1972
Allora? Se pensate di fare compagnia al vecchio Kaz Lux mentre si spara un personal di black widow e sentire sulla schiena il caldo tepore delle dorate spiagge della West Coast olandese, be' sappiate che lui è lì spaparanzato che si ascolta in un vecchio mangiacassette i soliti lamentini similfolk alla Leon Russell (Pictures of youth) e Gram Parsons (Brown crystals). A un certo punto però la vedova fetente comincia a entrare in circolo e partono sferragliate a vapore alla Doobie brothers (Companion) per chiudere in un crescendo acido e psicabluesico (The change, Graveyard, i due pezzi più ispirati). Ascoltate questo album ogni volta che qualcuno insiste che in Olanda c'è un casino di tulipani.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? The change; Graveyard

Chi diamine? Barbra Streisand
Che diamine? Partners
Ma quando? 2014
Allora? Datevi il tempo di trovare il numero di telefono di qualche chilata di vecchie glorie del pop (sia vive che morte), un po' come si raccolgono le prugne mature da terra per fare la marmellata. Cottura lenta a fuoco basso. Suoni tenui. Abbondare col cerone. Per nascondere l'odore di carogna suggerisco di aggiugnere molti chili di zuccherosi arrangiamenti orchestrali. Confezionare a caldo e sigillare perché altrimenti si formerà subito della muffa. Se volete cimentarvi, l'ultimo gastroenterico album della starlette americana settantaduenne che ha venduto settantadue milioni di dischi sono negli USA è cucinato esattamente così.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Riascoltati l'album di Plant

Chi diamine? Private line
Che diamine? Evel Knievel factor
Ma quando? 2006
Allora? Sonorità nu-glam a base di intro tunzetunze, bonjovate melodiche, coretti wou-wou-wou / yea-yea-yea (la title track è un eccellente esempio) e power-pop finlandese alla Stratovarius Vs. Sandra Cretu (Broken promised land). Contenuti? A confronto gli Steel panthers sono i Soft machine, la Pianura Padana è una cordigliera cenozoica e Evel Knievel un esistenzialista col maglione nero. Andrea Gualandri direbbe: "Il nulla. Ma fatto bene".
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Broken promise land; Alive

Chi diamine? Electric Frankenstein
Che diamine? What me worry
Ma quando? 1976
Allora? Sferraglianti elucubrazioni chitarristiche semiacustiche contrappuntate da una ritmica minimale e qualche pennellata sintetica. I principali riferimenti di Tofani in questo primo album solista inciso nel '71 sono Hendrix (il bridge di Feeling), i Tangerine dreams (Moon walk), la psichedelia americana (Somebody help me) e soprattutto se stesso (la Califfiana Why don't you understand). Consolatevi con questo album mentre andate a vedere gli Area da soli dopo che i vostri amici v'han preso per il culo tutta la durata dell'aperitivo.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Moon walk; Music man

Chi diamine? Beck
Che diamine? Morning phase
Ma quando? 2014
Allora? Beck apre gli occhi e fa uno sbadiglio mentre i primi raggi di sole indorano la brughiera Newyorchese. Sul davanzale al 43-esimo piano gli uccellini cantano melodie gioiose. Beck si prepara una colazione leggera per via della gastrite. Niente junk-pop ma Beatles pie (la splendida Waking light), psychedelic flakes: coco-Barrett (Morning) e rice-Waters (Heart is a drum), folk-milk (il famigerato filk). Giusto due biscottini di noia-90 nordeuropea marca U2 (Blue moon) e Kings of convenience (Wave). In chiusura uova di Condor Pasa sbattute nel Suono del Silenzio (Turn away) e accompagnate da una bella fettona di CSNY (Blackbird chain). Grammy Award come album dell'anno 2015. Da allora, Beck non si è ancora tolto la mano dai maroni.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Heart is a drum; Blackbird chain; Waking light

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  18.02.2015 | 10:02
a confronto guccini e' un nichilista
 
 

Kalopedia 24

Chi diamine? Billy Idol
Che diamine? Kings & queens of the underground
Ma quando? 2014
Allora? Nel 1978 un giovinastro con capelli dritti, le labbra storte e una inesauribile voglia di figa svedese incrociando Robert Plant nei corridoi dei Polar Studios di Stoccolma gli urlava addosso tutto il suo odio nei confronti di quel ventre molle, reazionario, miliardario e strafatto che era diventato in soli dieci anni lo star system del rock. Trentasei anni più tardi il giovinastro, prossimo ormai ai sessanta, si veste esattamente come nel settantotto, si tinge i capelli dello stesso colore e si presenta con un album talmente nostalgico che a confronto Francesco Guccini è un nichilista. Oltre all'inevitabile sciacquone di ribellione Yell, giù di Psychedelic furs, primi Simple minds, Bono, ma oltre, molto oltre, fino a Self control di Raf, Picnic at the whitehouse e via, via, per arrivare alla sublime Samurai di Michael Cretu. Uno spettacolo, insomma. Un spettacolo ad uso e consumo di chi ancora indossa pantaloni di pelle nera e cinture con le borchie e pensa che tutto ciò che è venuto dopo Blade runner e I giustizieri della notte non può essere definito cinema.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Can't break me down; Save me now; Eyes wide shut

Chi diamine? Genesis
Che diamine? R-kive
Ma quando? 2014
Allora? In genere basta l'idea di cofanetto antologico a farmi venire tutte quelle bolle pruriginose. Quelli tematici che finiscono col rimettere in circolazione qualche gemma li tollero anche. I peggiori mettono insieme il cosiddetto meglio di una carriera. Né l'uno né l'altro. Nei fatti questi tre cd di materiale già pubblicato svenduti a prezzi da autogrill risultano totalmente privi di appeal persino per il collezionista più fetish. Il box è sbilanciato (manca Firth of fifth e l'album più rappresentato è Invisible touch), incompleto (c'è Ray Wilson ma non Anthony Phillips), non rappresentativo (di Gabriel e Collins quasi solo brani minori). Non serve scaricarlo per rendersi conto della sciatteria dell'operazione. Basta guardare la copertina.       
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Un qualunque album intero dei Genesis

Chi diamine? Rebecca Pidgeon
Che diamine? The raven
Ma quando? 1994
Allora? Se vi capita nel lettore il primo album della moglie di David Mamet le ragioni che mi vengono in mente sono due. La prima: siete fan sfegatati di Mamet. La seconda: siete troppo pigri per alzarvi di nuovo. In questo caso vi meritate l'ascolto integrale di questa evanescente manciata di canzonette leggere come culetti di playmates che spruzzano in giro scoreggine di soap-pop (Peace and mind), country-coretti (You got me), celtic-per-ragazzi (The witch). Niente male il lesbic-blues-alla-anidifranco-ma-molto-molto-più-soft intitolato Grandmother, ma Her man leaves town, si rassegni la fanciulla, non è Twist in my sobriety.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Grandmother

Chi diamine? Ruphus
Che diamine? New born day
Ma quando? 1973
Allora? La più celebre progressive band norvegese esordisce con un album solido come un iceberg luccicante di divagazioni alla Yes-1972 (buona parte di Still alive), arrembaggi alla Deep purple MK1 (New born day), riffoni J-tull fase Aqualung (The man who started it all è nei fatti puro stalking ai danni di Mary la strabica) oltre a qualcosina dei Genesis di Foxtrort (Day after tomorrow) e di E-L-P (Opening theme). Per il resto Uriah heep come se nevicasse. Le voci di Aspaas e Sundby sono gradevoli come un tuffo da un fiordo in novembre, ma le esecuzioni sono volonterose e le canzoni finiscono coll'attaccartisi addosso come un ghiacciolo sulla lingua. Ascoltate questo disco ogni volta che siete insaponati e comincia a scendere ruggine dal doccione.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? The man who started it all; Coloured dreams

Chi diamine? Royal blood
Che diamine? Royal blood
Ma quando? 2014
Allora? Elementari riffoni chitarristici (però eseguiti con un basso) e un drumming che non moilla un secondo: vi sfido a trovare un disco rock degli anni ventidieci privo di queste caratteristiche, vedi Wolfmother, Black keys, Rival sons, Triggerfinger, Queens of the stone age e compagnia pseudozeppelinante. Nei fatti, il caso discografico del 2014 non è niente di nuovo e niente di più di questo. Occhio però alla teenage-Veilandiana Ten tonne skeleton che si conficca lì in mezzo tra le orecchie e non se ne va neanche a calci in culo. Dire che il riff in apertura di Little monster è un omaggio a Voodoo chile è un po' come dire che KateeLife porta una terza scarsa.       
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Ten tonne skeleton

Chi diamine? Red hot chili pepperes
Che diamine? I'm with you
Ma quando? 2011
Allora? Un album fervido di sensazioni siderali. Concentrartevi sui contenuti e sfiorerete il Vuoto Assoluto, dove la materia semplicemente non esiste. Concentratei sui suoni e raggiungerete il concetto teorico di Zero Assoluto, lo stato fisico in cui la materia collassa su sé stessa. Inutile domandarsi quando ascoltare questo album perché ogni momento sarà inopportuno: dal gommista mentre contemplate il culo di miss settembre 2011 attaccato al muro, dal parrucchiere fashion del centro commerciale mentre un ragazzino sveglio vi ranca su il sacchetto della spesa, dal ferramenta mentre comperate i feltrini sbagliati per le vostre nuove sedie. In tutti questi diversi contesti, accomunati però dal fatto che non avete a disposizione il tasto off, questo disco manterrà la parola e "Sarà con voi".       
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Did I let you know; Police station

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento

  02.02.2015 | 08:57
batteri progressive nella saliva di thom yorke
 
 

Kalopedia 23

Chi diamine? Alt-J
Che diamine? This is all yours
Ma quando? 2014
Allora? OK, OK: l'idea è dondolare in alto sul filo in bilico voyeuristico tra sento e non-sento spintonati dalla programmatica Intro, quasi Realworld nel corpo ma ruffianamente indo-cino-coreo-giappa-beat nel riff. E poi Hunger of the pine è progressive almeno quanto uno starnuto di Thom Yorke, Nara è diametrale tra O-lay-ale-loya dei Sacred spirits e Time it's time dei Talk talk, il mistificatorio southern ovattato di Left hand free sgraffigna i migliori momenti di Digging in the grave di Gabriel e la chiusura di Choice kingdom a sentire bene olezza di sottosuolo di Broadway. Sì, certi la-la-la infastidiscono i penultimi Beatles, quelli di Sgt. Pepper e Yellow submarine per intenderci, sì, certi vocalizzi bluegrass-arenbì (Every other frekie) sbruffoneggiano oltre misura e i passaggi tipo coltello-sul-bicchiere fanno venire in mente certi irritanti Deus tardonovanta, sì, sì, sì, ma alla fine l'album mi piace. E adesso come glielo spiego a Chiara?
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Intro; Nara ; Hunger to the pine

Chi diamine? The Marbles
Che diamine? The Marbles
Ma quando? 1970
Allora? Sono sicuro che Graham Bonnett oggi si vergogna di questo album almeno quanto Al Jourgensen si vergogna di With sympathy. Le sonorità orchestrate nientemeno che dai fratelli Gibb mirano a Bee gees e Aphrodite's child ma impallinano gli incolpevoli Cugini di campagna e risultano talmente melliflue e barocche e ridondanti che a confronto gli Air supply sono i Sepultura, Paul Anka è GG Allin e Il meraviglioso mondo di Amelie è uno snuff-porno. Ascoltate pure questo album ogni volta che vi capita di sognare di fare bondage con la Bella Addormentata.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Stay with me baby

Chi diamine? Vintage trouble
Che diamine? The bomb shelter sessions
Ma quando? 2011
Allora? L'odore di vernice fresca nell'operazione Vintage trouble è intenso già annusando quella parola nel nome così di moda che rende di moda una cosa fuori moda, ancor più intenso annusando i vestiti e le movenze del quartetto californiano, intensissimo annusando i suoni bourbon-fighetto-soul ideati dal produttore di James Brown e Motley crue e realizzati in combutta con Brian May. E considerando il numero di macchine parcheggiate davanti al Forum il giorno del concerto di Nutini direi la miscela funziona e il botto sarà bello grosso. Sta di fatto che in Blues hand me down ci sono stuzzicanti particelle di Cream/Yardbirds/Ledzep e nella splendida Run outta you ci sono distillati il Cocker di With a little help from my friend e il Plant di Since I've been loving you. Serve altro?
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Run outta you; Blues hand me down; Jezzebella

Chi diamine? God bless
Che diamine? Cermin
Ma quando? 1980
Allora? Il secondo album dei God bless (ma il nome non è ironico) testimonia la presenza di un fervido humus progressive indonesiano capace di recepire meglio che altrove (Tonga? Nauru?) la lezione Canterburese. Oltre a Camel e Yes, divagazioni alla Genesis periodo Hackett (Cermin, Insan sesat), Caravan (le barockestrazioni di Balada sejuta wajah) ma soprattutto E-L-P (Ingat, Musisi). Nella mini-suite Anak Adam il talentuoso Abadi Soesman mescola tastierate alla Emerson, gamelan e melodie mangaottanta (potete cercare di individuare il riff di Shooting star, la sigla di coda di Atlas ufo robot). L'ultima traccia è una specie di Fat bottom girl a cappella cadenzata da pernacchie e scorregge. Esattamente.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Ingat; Cermin; Tuan tanah

Chi diamine? Neil Young
Che diamine? Storytone
Ma quando? 2014
Allora? ••
Sì ma allora? Se siete il Kalo e vi viene in mente di fare una serenata a una tipa che vi piace il meglio che vi può capitare è rinsavire e lasciar perdere prima che vi arrivi un secchio di piscio. Il peggio è, appunto, il secchio di piscio. Se siete Neil Young e vi viene in mente di fare una serenata a Daryl Hannah potete comperarvi un'orchestra e farle registrare una spanciata di canzonette infarcite delle consuete pipponate ecologiche (Who's gonna stand up), macchine elettriche che salveranno il pianeta (I want to drive my car), romantiche passeggiate sulla riva del fiume (Plastic flowers), sciocchezzuole senilescenziali (I'm glad I found you) e tanto, tanto mestiere. Ogni volta che mentite dicendo che Splash, una sirena a Manhattan vi ha fatto cagare non ascoltate questo disco, non tutto perlomeno. Bastano i pezzi con la big band.
Però almeno cosa sento? Like you used to do; Who's gonna stand up

Chi diamine? Genocid
Che diamine? Beyond the mask
Ma quando? 1982
Allora? Ogni volta che sento questo 45 giri che costituito da due outtakes tirate fuori dal cassetto dei primi Van der Graaf generator e (pessimamente) suonate dai Rockets che fanno l'imitazione dei Judas priest di Screaming for vengeance mi viene in mente che nella mia preadolescenza ero sessualmente attratto da Viola Valentino e più precisamente da Viola Valentino a Sanremo che canta Romantici avvolta in un vestitino bianco lucido somigliante a una divisa di Star trek. Devo preoccuparmi o capita anche a voi?
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Beyond the mask

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento