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  23.01.2015 | 11:33
a proposito di sindromi degenerative
 
 

Kalopedia 22

Chi diamine? Doctor downtrip   
Che diamine? Doctor downtrip
Ma quando? 1973
Allora? Visto attraverso il vetro rigato di pioggia di un abbaino all'ultimo piano di un palazzo nel centro di Bruxelles il cielo non deve assomigliare per niente a quello della California. E così il Dottor Bassoviaggio compie il suo viaggio volando alto nei cieli della California armandosi di basso, chiatrra, batteria e un (pessimo) cantante. I sogni agitati del Dottore si popolano quindi di Byrds e Buffalo Springfield, groupies tettute, danze notturne sulla spiaggia, Beach boys, pasticche, 13th floor barra Quicksilver. Ma la realtà purtroppo è differente e i piccioni di Bruxelles sono famosi per avere lo stesso colore del clima e una mira infallibile.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Free morning; Walking in the desert

Chi diamine? Ac dc
Che diamine? Rock or bust
Ma quando? 2014
Allora? L'ultimo album della band più difficile da recensire al mondo si presenta come l'ennesimo campionario di consolidati clichet M.Young-A.Young-iani per un buon 99% (il singolo Play ball, Got some rock and roll thunder, Hard times e parecchio altro). Il rimanente 1% consiste nei sorprendentemente zeppeliniani venti secondi iniziali di Rock the house e nella produzione smaccatamente Highway-to-riffons (soprattutto Baptism of fire e Emission control). Al povero Malcolm Young è stata recentemente diagnosticata una sindrome degenerativa nota come demenza senile. Al folto pubblico degli Ac dc, stranamente, ancora no. Ascoltate Rock or bust ogni volta che volete recensire un disco di cui non sapete che cazzo dire.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Rock the house; Baptism of fire

Chi diamine? Eric Clapton & friends
Che diamine? The breeze, an appreciation of JJ Cale
Ma quando? 2014
Allora? “Pronto?” “Calo, sono Clapton. Volevo dirti che ho letto la recensione di Old sock”. “E allora?” “Perché dici che meno di così non potevo fare? Ci sono rimasto male”. “Stai chiamando per dirmi che avresti lavorato sodo?” “Ma va. Dico, ma l'hai sentito l'ultimo, il tributo a JJ?” “Lo sto ascoltando ora”.  “Be' a confronto in Old sock ero motivato più o meno quanto una legione di kamikaze comandata da Stakanov”. “Capisco. Be' se non altro almeno hai avuto l'onestà di aggiungere 'and friends' in copertina”. “Veramente non sono io che ho aggiunto 'and friends' ma loro che hanno aggiunto 'Eric Clapton. Non sai quanto ho dovuto menargliela”. “Scusa ma se non mettevi 'Eric Clapton' di chi erano amici i 'friends'?" "Di JJ.. Me invece mi odiano. Vai tu a capire il perché”.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Someday; I got the same old blues

Chi diamine? MaB
Che diamine? Decay
Ma quando? 2014
Allora? L'invasione di palco da parte delle MaB al grido di "Su cunnu e Maomettu" e la contemporanea trasformazione di Voglio vederti danzare da tormentone-fine-concerto-di-Battiato in staffilata hardcore da sangue nei padiglioni è stato, per chi c'era, una sorta di imprinting nei confronti di questo schizofrenico album d'esordio in cui però le quattro fanciulle sarde giocano abilmente coi clichet più rumorosi degli anni novanta inzuppando Hole, L7, muri di suono in un sulfureo magma goth a base di Siouxie (Astrophel), Tarja (Last tango in London), ma anche Amy Lee (Black) e forse persino Alice Cooper. Volonterosi i suoni, non sempre convincenti le composizioni. Intriga e al contempo intenerisce lo sguaiato operettismo di Psycho Jeremy. Adrenalina è una cover dell'omonimo pezzo di Giuni Russo e Rettore. Trovatemi un qualunque metallaro che lo sapesse.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Suicidal angel

Chi diamine? Beggars opera
Che diamine? Pathfinder
Ma quando? 1972
Allora? Un'ottima ballata pop in apertura (Hobo), qualche riffone hard-Heep (The witch, Madame Doubtfire), improvvise carnevalate Scottish-folk (From shark to Haggies), un pizzico di Deep purple per-Gillan (Pathfinder) e tanto, ma tanto Hammond. Il tipico minestrone Canterburese, insomma. Lo so, lo so. Se la pizza è famosa in tutto il mondo e il minestrone Canterburese no un motivo ci sarà. Però c'è qualcuno a cui il minestrone Canterburese piace un casino. Ecco, quel qualcuno sappia che questo qua secondo me è cucinato alla perfezione.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Hobo; Pathfinder

Chi diamine? The Decemberists
Che diamine? The king is dead
Ma quando? 2011
Allora? L'impervio percorso artistico del più grande genio della musica folk non trombatore di groupies procede per sottrazione. Se è facile sottrarre da Crane wife le progressioni progressive e mainstrimate mainstream, se è altrettanto facile sottrarre da Hounds of love certi arzigogolanti arzigogoli da Quesito con la Susi, o da ultimi Porcupine tree, meno facile è sottrarre alle vivaci composizioni dei primi album quella rurale spontaneità che odora di cuoio e merda di vacca. The king is dead è la (meravigliosamente eseguita e impeccabilmente prodotta) teca di cristallo che espone il songwriting di Meloy al massimo del suo talento creativo. Ascoltate questo album ogni volta che pensate di aver fatto una cosa di cui avete paura di pentirvi.
Sì ma allora? •••••
Però almeno cosa sento? Rox in the box; This is why we fight; January hymn

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  12.01.2015 | 13:00
la pernacchia si appiccica addosso
 
 

Io, a parte quella volta che ho fatto il padrino al battesimo di A. ma quella volta secondo me non vale perché la chiesa era una chiesa molto carina ma sembrava una chiesa non più valida, credo che il termine corretto sia sconsacrata, e il prete sembrava uno che non era un prete ma faceva finta di essere un prete vero, e il chierichetto, che si chiama Marino, io lo conosco, Marino, è uno tutto pelato con una folta barba alla Augusto Daolio che, parafrasando Verdone, non è comunista così ma è comunista così, e in prima fila tra le panche, non mi ricordo se si chiamano proprio panche o con un altro nome, tra le panche c’era Orso che non è un orso ma un cane che visto che fuori faceva un freddo della madonna lui se ne stava buono buono al calduccio in barba a quella sciocca metafora secondo cui un cane in chiesa sarebbe il massimo dell’inopportunità e alla fine della cerimonia invece di qualche canzonetta del cazzo alla Genrosso abbiamo messo su La buona novella di De André , l’album tratto dai Vangeli apocrifi, ecco, ora che ci penso quello sembrava proprio un battesimo apocrifo e, insomma, a parte quella volta lì  io era la prima volta che andavo a un battesimo e devo dire che anche se non ci volevo andare, al battesimo di Zoe, sono contento di esserci andato perché sono successe un certo numero di cose piuttosto buffe.
La prima cosa buffa è stata quando stavo armeggiando per tirare fuori il passeggino dal baule e un tizio sulla cinquantina mi è passato di fianco e si è fermato a scannerizzarmi più o meno come farebbe un Borg con un esemplare di una civiltà da assimilare e poi è ripartito alla volta della chiesa bofonchiando le coordinate esatte della mia posizione alla nave madre orbitante su nella lontanosfera allo scopo di fulminarmi con un raggio collimato ad altissima potenza e poi è saltato fuori che quel tipo lì era uno di quei tipi che non si vestono da prete ma parlano ugualmente nel microfono durante la messa dicendo che la messa sta per iniziare oppure elencando gli appuntamenti diocesani della settimana e quando mi ha visto di nuovo dentro la chiesa ha fatto mettere me e Sara in prima fila assieme agli altri genitori coi figli da battezzare, ma non nella panca di sinistra, dove c’erano soltanto coppie e bambini che avevano l’aria di essere stati lì molte volte, no, mi ha fatto mettere nell’altra panca, dove c’era solo un’altra coppia che aveva tutta l’aria di domandarsi cosa ci facevano lì ma che a differenza delle coppie della prima panca avevano una madrina molto molto carina.
L’altra cosa che mi ha fatto divertire è stato quando è iniziata la messa e Zoe ha cominciato a prendere confidenza con la faccenda frantumando il giornalino liturgico della domenica e cercando di socializzare sottraendo il ciuccio al bambino seduto alla mia destra e agitando braccia e gambe ogni volta che l’assemblea cantava qualcosa di vivace invece di salmodiare frasi noiose ma soprattutto mi ha fatto divertire quando il prete si è piazzato a pochi centimetri da noi e ha cominciato a fare la predica e Zoe ha fatto quello che fa ogni volta che un adulto si rivolge a lei e lei trova la cosa simpatica, una cosa che io avrei sempre voluto fare sia da bambino che da adulto ogni volta che un prete si metteva a fare una predica ma che però non ho mai osato fare, ecco, Zoe ha ascoltato il prete per un po’ mentre parlava e poi ha fatto una pernacchia fortissima, poi ha sorriso al prete, e poi ha fatto un’altra pernacchia fortissima e intanto mi guardavo intorno con un’aria fintamente imbarazzata e ho detto a voce bassa “Shhht” e poi mi sono avvicinato all’orecchio di Zoe e a voce ancora più bassa ho detto “Ancora, ancora, ancora” e allora Zoe ha sorriso di nuovo e ha fatto una terza pernacchia più lunga e forte delle altre due e subito dietro la schiena ho sentito qualcuno che ridacchiava e intanto io facevo finta di essere imbarazzato ma invece mi divertivo tantissimo ed ero anche un po’ orgoglioso di Zoe perché una delle cose che le insegnerò quando sarà più grande è che quando spari un proiettile a un coglione il proiettile passa attraverso il coglione e il coglione diventa un martire per sempre ma quando spari una pernacchia a un coglione la pernacchia gli si appiccica addosso e il coglione rimane un coglione per sempre.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  09.01.2015 | 15:01
io non sono charlie hebdo
 
 

Ieri ho visto una vignetta che circola in rete così come circolano in rete tante altre vignette di Charlie Hebdo in questi giorni e in questa vignetta c’era un tizio coi capelli lunghi che sembrava Gesù Cristo ed era indubbiamente Gesù Cristo visto che aveva dei buchi nelle mani e nei piedi e aveva anche un triangolo conficcato nel culo con scritto sopra Spirito Santo e lui stesso stava inculando un vecchio coi sandali e la barba e l’aureola in testa e ho pensato che quella vignetta mi faceva cagare e non l’ho pensato perché la vignetta in realtà mi scandalizzasse e io non fossi disposto ad ammetterlo ma soltanto a liquidare la faccenda con un generico “mi fa cagare” o perché mi facesse arrabbiare oppure mi disgustasse o mi generasse qualunque sentimento moderatamente o fortemente negativo oppure positivo, no, quella vignetta mi faceva semplicemente cagare perché non mi faceva ridere e non mi faceva ridere perché non applicava nessuno degli elementari meccanismi della comicità ma si limitava a dissacrare una cosa che per me tra l’altro non è neanche sacra e a questo punto mi sono domandato cosa avrebbe invece pensato una persona per la quale cose come quelle sono in realtà sacre e parecchio importanti e sono arrivato a concludere che quella persona avrebbe provato rabbia e frustrazione non tanto perché si mettevano in gioco gli ideali in cui a torto o a ragione credeva saldamente ma soprattutto perché tutto avveniva gratuitamente, come un insulto da un microfono a cui non puoi rispondere, come uno schiaffo nei denti che non puoi restituire e poi ho pensato che se da un lato il fatto che oggigiorno qualcuno possa ritenersi offeso da una vignetta del genere o da vignette analoghe mi fa pensare che l’uomo è in realtà molto più vicino alla scimmia di quanto creda, dall’altro è pur vero che queste persone esistono e possono essere miti oppure violente e se sono violente possono reagire dissennatamente e compiere orrori che non è mia intenzione né condividere né giustificare né legittimare in modo alcuno e anzi mi indignano più di ogni altra cosa, ma un’altra cosa che mi indigna, che mi indigna un po’ meno dell’orrore in sé ma mi indigna comunque parecchio sono le parole di cui si riempie la bocca chi parla di terrorismo riferendosi a qualcosa che somiglia molto più a un tragico regolamento di conti ma soprattutto mi indigna chi parla di libertà di espressione convinto che la libertà di espressione significhi avere il diritto di dire qualunque cosa senza curarsi che le parole stesse siano o paiano violente o esprimano concetti violenti, di chi parla di tutto questo solo quando vede il sangue sul pavimento e non quando per esempio un presidente del consiglio condannato in primo grado per un reato minore come la pedofilia e salvato in secondo grado solo grazie a un cavillo legislativo introdotto tempestivamente dal sedicente partito della sinistra, quando un presidente del consiglio dicevo uccide sistematicamente per vent’anni le parole e le opinioni di tutti i più importanti pensatori italiani, no, perché dopotutto se non c’è il sangue sul pavimento non c’è neanche il gusto e ti viene quel senso di torpida delusione un po’ come quando hai rallentato per un incidente e quando passi vicino all’ambulanza scopri che il ferito si sta rialzando da solo, ecco, io penso queste cose qua ed è per questo che io non sono Charlie Hebdo, o forse farei meglio a dire che non sono sicuro di essere Charlie Hebdo, perché non sono sicuro che Charlie Hebdo sia soltanto satira e non anche un serbatoio di insulti e parole violente, magari non del tutto consapevolmente, e io sono contrario alle parole violente, a tutte le parole violente, perché credo che ogni gesto violento scaturisca da parole violente pronunciate poco prima, che siano quelle di Charlie Hebdo, di questo o di qualunque altro post in rete o di qualche fanatico predicatore del cazzo.

La vignetta in questione si trova facilmente in rete. Non l’ho messa qui per non negarmi il piacere di descriverla. Qui, invece, un paio di tavole di quel fottuto geniaccio di Cavezzali, giusto per sdrammatizzare un po’. L'immagine sopra è stata rilanciata il 7 gennaio scorso da un account Instagram attribuito a Banksy.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  08.01.2015 | 09:33
benveuti al rock im hell
 
 

Kalopedia 21   

Chi diamine? Vampire weekend
Che diamine? Modern vampires of the city
Ma quando? 2013
Allora? Esce con grande pompa il disco più finto dei giovani vampiretti della domenica, in attesa che piovano i dollaroni lunedì. Finto il drumming retro-industrial-obliteratrice in Obvious bycicle, finto il piano stonato tipo rullo meccanico in Young lion che fa molto Scott Joplin, finto il dancehall di Ya hey che è doppiamente finto visto che il dancehall è già un reggae finto per i cazzi suoi, finto il suono alla Coldplay di Unbelievers e quello alla Alt-J vs. Pachelbel di Step, finto l'Hammond di Don't lie che comincia Moody blues e diventa Spandau ballet quando meno te lo aspetti, finto il vintage alla Kings of Leon che è triplamente finto dal momento che è doppiamente finto perché il suono dei King of Leon è già di per sé un finto seventies ed è triplamente finto perché qui è talmente finto che è finto persino il termine vintage. Miglior album in assoluto del 2013 secondo Rolling Stone.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Step

Chi diamine? Mumford & sons
Che diamine? Sigh no more
Ma quando? 2009
Allora? Il Signor Mumford e i suoi figliocci amano farsi fotografare (tra)vestiti da bifolchi di quelli che si sono arricchiti nel corso del primo novecento. Coerentemente, il travestimento musicale dei M&S comprende un profluvio di mandolini, una voce potente ed emozionale alla Ed Kovalczyk, una ritmica che farebbe battere il piede a un paraplegico e irresistibili melodie in crescendo che mirano alto al cervello ma colpiscono sotto la cintola (su tutte I gave you all e una Thistle & weeds retorica almeno quanto un monumento comunista est europeo). Qualcuno li ha definiti nu-bluegrass e considerando che il bluegrass è il nu-folk degli anni novecentotrenta va da sé che il nu-nu-folk dei M&S è avanti di una lunghezza rispetto, per esempio, ai puzzolenti Jake Bugg e Fleet foxes. I M&S saranno anche la band preferita da Neil Young, ma Throwing copper era un'altra cosa.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Little lion man; White blank page; Dust bowl dance

Chi diamine? Atomic rooster
Che diamine? Atomic roooster
Ma quando? 1970
Allora? Il Gallinaccio Atomico è un allucinato bipede ruspante dalla cresta turgida che bazzica bellicosamente il ciottoloso cortile del rock iniziosettanta strapazzando tutto ciò che trova in giro. Tutt'a un tratto rifila sonore beccate ai primi Moody blues in Banstead, esilarante duetto con Fausto Leali, oppure cava gli occhi a Led zeppelin due nella caotica Before tomorrow, o ancora strappa i bargigli ai Pink floyd pre Dark side nella bizzarra Broken wings (il cui vero titolo è Since I've been loving your atom heart mother). Dappertutto, sparsi in giro, becchime marca Uriah heep e guano Arthur Brown. Ascoltate questo album ad alto voume ogni volta che vi capita di uscire al mattino presto e vi cascano le chiavi nel tombino.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? And so to bed; Banstead

Chi diamine? Red hot chili peppers
Che diamine? Stadium arcadium
Ma quando? 2006
Allora? Ventotto brani prodotti impeccabilmente da Rick Rubin infilando con malefica sapienza le manone nel voluminoso barattolo dei clichet RHCPperiani. Oltre due ore di musica meticolosamente studiata per filtrare subliminalmente dalle onde radio direttamente nei cervelli molli dei grulli senza neanche passare per uno speaker radiofonico. Ventotto canzonette pop accomunate dal fatto che fanno tutte e ventotto cagare. Il vantaggio è che ascoltato in modalità random l'album non peggiora. Stadium arcadium fu protagonista della cosiddetta loudness war: nella versione cd è considerato uno degli album peggio incisi della storia del rock (basta sentire il finale di Dani California per farsi un'idea chiara).
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Dani California, ho detto

Chi diamine? Bob Seger
Che diamine? Ride out
Ma quando? 2014
Allora? L'ultimo album, ultimo nel senso che non ne farà più, del Rocchettaro Americano che ha insegnato a fare i Rocchettari Americani a tutti i fottuti Rocchettari Americani partendo da Springsteen per arrivare a Jon Bongiovi giusto per dirne due caso, dichiara alla stampa un taglio col passato e infatti butta fuori un disco imbottito di midwestroots, morbidblues, luoghi comuni e ballate mid-tempo, un disco che parla di intriganti fanciulle (Hey gypsy), pipponate ecologiche (It's your world) e lunghe strade da fare in moto (elettrica?) (Ride out). Se da un lato persino gli Ac dc a confronto paiono innovativi dall'altro occorre ammettere che questo soffice albumetto ultimospringsteeniano cantato e prodotto impeccabilmente è gustoso almeno quanto una vaschetta di lamponi della Schwarzwald.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? The devil's right hand; Adam and Eve

Chi diamine? Nero di Marte
Che diamine? Nero di Marte
Ma quando? 2013
Allora? Palahniuk sostiene che all'inferno si accumulerebbe tutto ciò che viene sprecato sulla terra. Unghie tagliate, sperma, chewingum masticati. Sostiene altresì che all'inferno sarebbe installato un immenso call center gestito dalle anime dannate che produce l'85% dell'intero traffico telefonico commerciale mondiale. Palahniuk non sa che all'inferno organizzano anche un eccellente festival rock, il Rock im hell. Stasera gli headliner saranno i Mastodon e i Tool. Nell'attesa che schiattino per salire finalmente sul palco, però, si esibiscono i loro talentuosi epigoni bolognesi.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Nero di Marte

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  07.01.2015 | 11:01
shaolin sleeping
 
 

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento