blog.tapirulan.it
 
  29.10.2014 | 12:48
li' dentro ci dev'essere il mio nuovo pentacolo
 
 

Kalopedia 13: 23ott2014 (speciale Rick Rubin n. 2)

Chi diamine? Black sabbath
Che diamine? 13
Ma quando? 2013

Allora?
“E tu chi diavolo sei?”
“Rick Rubin”.
“Non sembri un’anima dannata dell’inferno, dico bene?”
“Ozzy, ho fretta, per una volta, una sola, potresti lasciar lì di fare l’idiota?”
“Come osi parlare in questo modo al fottuto principe delle tenebre?!?”
“Ozzy facciamo così. Adesso metti via quel crocifisso e da bravo ti prendi ‘sto pacco che non ci ho tempo”.
“Cosa c’è dentro? E’ arrivato il mio nuovo pentacolo?”
“C’è dentro Thirteen”.
Thirteen?”
Thirteen. Il vostro nuovo album”.
“Nostro?”
“Dei Black Sabbath”.
“Ragazzo, a me non mi pigli per il culo. I Black Sabbath si sono sciolti nell’acido nel settantanove e da allora il Principe delle tenebre cammina sulla Terra per raccogliere a sé le anime dannate. Vuoi essere uno di loro?”
“Ozzy, se proprio vuoi la mia io credo che se i Black sabbath si fossero sciolti nel settantanove nessuno si sarebbe strappato i capelli. Ma è per merito di vecchie ciabatte come voi se io sono pieno di soldi e strapieno di figa. Ora se vuoi scusarmi…”
“E poi tredici non è il numero della Bestia. Il numero della bestia è seiseisei”.
“Sì, lo so. L’hai detto anche l’altro giorno in studio”.
“Che studio?”
“Casa mia. Dove abbiamo registrato l’album”.
“Che album?”
“Questo qua, porco d’un diavolo!”
“Fai attenzione a come parli!”
“Ozzy, pigliati ‘sto master che devo prendere l’aereo per Los Angeles che stasera c’ho un festino di quelli coi fiocchi”.
“E quand’è che i Black Sabbath avrebbero fatto un nuovo album? Non ne sapevo niente”.
“Siete venuti a registrare da me la settimana scorsa. C’eri anche tu”.
“E che canzoni ci abbiamo messo dentro? Ce l’abbiamo messa Iron man?”
“Ozzy, è un disco di canzoni nuove”.
“Lo vedi che mi pigli per il culo? I Black sabbath son trent’anni che non sanno scrivere una canzone nuova”.
“E’ per questo che mi avete chiamato”.
“E tu chi saresti?”
“Rick Rubin, il produttore”.
“Il produttore di cosa?”
“Dell’album dei Black sabbath”.
“I Black Sabbath hanno fatto un album?”
“Ozzy, diocartolaio, io vado e il pacco lo lascio qui”.
“Senti ma ce l’abbiamo messa Black Sabbath?”
“Ozzy, ti ho detto che sono... sì ce l’abbiamo messa Black Sabbath. Si chiama End of the Beginning ma ce l’abbiamo messa”.
“E Children of the grave? C’è anche Children of the grave?”
“Sì, c’è. Si chiama Live forever ma c’è”.
“E qualcosa del primo album? Che so, Behind the wall of sleep, oppure Sleeping village”.
“Abbiamo messo un pezzo che si chiama Damaged soul ed è una specie di unione dei due”.
“Un medley?”
“Aridaje con sto medley. Non è un medley ma... sì, be’ è una specie di medley”.
“Ai Black Sabbath non piacciono i medley”.
“Neanche ai Metallica. E poi tu che cazzo ne sai? Hai mica detto che se fuori dal 79?”
“Oh se è per questo sono fuori da molto prima. E.... senti. Ce l’avete messa Tomorrow?”
Tomorrow non è dei Sabbath. Tomorrow è su un disco uscito a tuo nome”.
“E che differenza fa?”.
“In effetti nessuna. Comunque abbiamo messo anche Tomorrow con una specie di innesto di War Pigs. E’ il pezzo riuscito meglio. Se riesco a convincere quello scimmione di Iommi diventerà il singolo. Si chiama Age of Reason”.
“E qualcosa di lento? Changes magari? Anzi, Planet caravan. Ce l’avete messa Planet caravan?”
“Sì, ne abbiamo fatta una spiaccicata. Si chiama Zeitgeist”.
“Zaiché? Ragazzo vedi di non tirare troppo la corda altrimenti il Signore delle Tenebre ti tramuta in un cazzo di troll”.
“Io sembro già un troll. Un troll strapieno di fighe. Fighe che mi stanno aspettando a Los Angeles in perizoma rosso e tacchi a spillo di metallo. Quindi adesso facciamo una bella cosa. Io il master lo lascio qui sullo zerbino, tu ci fai quel cazzo che ti pare. OK? Bene. Adesso io vado e d'ora in poi tu per me puoi anche marcire all’inferno.
“Yeah, fratello. Ci puoi scommettere la tua anima del cazzo che brucerò all’inferno. Senti una cosa. Ma nello scatolone quindi c’è dentro il mio nuovo pentacolo?”

Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? God is dead; Age of reason

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  22.10.2014 | 15:53
nell'universo in cui io ascolto solo jovanotti
 
 

Kalopedia 12: 13ott2014-17ott2014

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? Delicate sound of thunder
Ma quando? 1988
Allora? Il primo live dei Pink floyd dai tempi di Ummagumma arriva al culmine di una onanistica attesa da parte di flottiglie di fans protrattasi per un buon quindici annozzi e si compone di due dischi belli pieni, il primo dei quali quasi interamente dedicato alla meticolosa perlustrazione dell'incappottato Lapse of reason, il secondo dei quali finalmente dedicato alla pornografica esposizione dei genitali musicali della band, peraltro in avanzato stato di avvizzimento. Dal patinato (Shine on you crazy diamond), al siliconato (Comfortably numb) senza lasciare indietro il genere coniglietta (Wish you were here), il facial (One of these days) e il grannies (Brick in the wall pt. 2).
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Comfortably numb; Sorrow

Chi diamine? Bulbous creation
Che diamine? You won't remember dying
Ma quando? 1970
Allora? La Creazione Bulbare è un leggiadro tappeto volante hard-psych americano tardosessanta che sorvola pigramente il Kansas, poi però a un certo punto del lato A una perturbazione improvvisa lo catapulta nella scuramente nuvolosa Birmingham, dove una raffica di sulfurei riff proto-metal da Sabba Nero lo crivella senza requie. Se Fever machine man e Under the black sun ne sono le testimonianze più evidenti, è altrettanto vero che l'album è stato retrodatato non col carbonio 14 ma paragonando la parte centrale di Let's go to the sea alla zeppeliniana Whole lotta love.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Having a good time; Fever machine man

Chi diamine? The Skys
Che diamine? Colours of the desert
Ma quando? 2011
Allora? Nel loro ultimo album la più importante progressive band lituana tra le cui fila milita la seconda tastierista più carina di Vilnius e il quarto cantante con la voce più curiosamente grunge di tutta via Ciurlionis applica con successo il metodo compositivo chiamato "Soffitta di Pippo" molto comune nel genere neo-prog. Lethal kiss, per esempio, parte come un pezzo dei Black heart procession e finisce come una canzone di Ofra Haza cantata da Amy Lee. Onnipresenti il tastieronismo alla Eloy (Colours of the desert sopra tutte) e il chitarradormismo alla Gilmour (When the western wind blows). Questo è uno di quegli album che finiscono col piacermi ben più di quanto sia disposto ad ammettere in pubblico.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Is this the way; Colours of the desert

Chi diamine? Skid row
Che diamine? Skid
Ma quando? 1970
Allora? La meteor-band irlandese in cui militarono nientemeno che il sedicenne Gary Moore e il futuro leader dei Thin lizzy Phil Lynott propone un suono duro e contaminato tutto sommato allineato ai tempi che correvano. E quindi giù di Jimi Hendrix in For those who do, Led zeppelin a palla in Unco-up showband blues (una Dazed and confused persino più hardbluesmetalcore) con qualche sbarellata alla Frank Zappa in An awful lot of woman. Felicity riassume e dilata tutto questo in una lunga divagazione progressive. Dev'essere durante l'esecuzione dell'eccezionale assolo di chitarra in conclusione che Gary Moore ha realizzato che quella non era roba per lui e che preferiva il blues alla psichedelia. Peccato, perché nell'altro universo, quello in cui io ascolto soltanto Jovanotti, i signori Gary Moore e Phil Lynott, insieme negli Skid row per tutti gli anni settanta, hanno dato del bel filo da torcere ai Led zeppelin.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Unco-up showband blues; Felicity

Chi diamine? Thom Yorke
Che diamine? Tomorrow's modern boxes
Ma quando? 2014
Allora? Fschhhh ptptptptptpt chktktk-chktktk-chkchkchktktktktk ooooouuuaaaaa gneeaooww wwaaaaaaaaiiiignnneeouuu chktktk-chktktk-chktktk-chktktk- bloooblooobloooo chktktk-chktktk-chktktk gneeeeeaaaaaoooooowwwwwwww chktktk-chktktk-chkchkchktktktktk ggneeeauw-ggneeeauwggneeeauw-ggneeeauw-ggneeeeeeeeeeeeauuuuuwwwww.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Nose grows some

Chi diamine? Neil Young
Che diamine? Psychedelic pill
Ma quando? 2012
Allora? A un minuto e 18 secondi dall'inizio della prima traccia, che per inciso ne dura oltre ventisette, succede una cosetta che non è esplicativa del brano o dell'intero album, ma dell'intera carriera di Neil Young come artista e come uomo. E' una cosa che assomiglia alla famosa spallata a Stephen Stills durante un'esibizione televisiva del 1967. Una cosa che spiega tutti i litigi con Stills, la macellazione dei Buffalo springfield, la separazione da Crosby, Stills e Nash all'apice del successo, tutti i capolavori completati e mai pubblicati, gli album invece raffazzonati con vecchi scarti e tutti i quei dischi inspiegabili che schizzano via come scalciati da un dinosauro impaziente. Una piccola cosa che fa capire perché Neil Young ancor oggi si ostini a ruggire coi Crazy Horse ogni volta senta il bisogno di rifugiarsi da se stesso. Che la musica è il modo perfetto in cui l'aria vibra in questo preciso istante governato da un imperscutabile istinto
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Driftin' back

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  13.10.2014 | 09:32
cazzuto almeno quanto il nome leon
 
 

Kalopedia 11: 01ott2014-10ott2014

Chi diamine? The Bosshoss
Che diamine? Liberty of action
Ma quando? 2011
Allora? Provate a immaginarvi due figuri berlinesi che fanno Völkel e Vollmer di cognome ma si fanno chiamare Boss Burns e Hoss Power. Tatuaggi, baffi a ferro di cavallo, giubbotti di pelle, armi, polvere, figa e benzina. Il sound è un disco-punk-rockabilly da festino liceale o, pensandola in grande, da oktoberfest texana. Insomma, fantastici, dalla settima pinta in poi.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Liberty of action; My way; Run run devil

Chi diamine? Ashkan
Che diamine? In from the cold
Ma quando? 1969
Allora? Un motivo che potrebbe spingere all'ascolto dell'unico album di questa meteora tardosixties sta nel fatto che il chitarrista, qualche anno più tardi, si sarebbe fiondato a più riprese la moglie di Mick Fleetwood causando addirittura il temporaneo scioglimento dei Fleetwood Mac. Non è tanto per lo scioglimento dei F-M, che si riformeranno solo un paio di anni più tardi per incidere uno degli album più venduti di tutti i tempi, ma chi ha presente la stazza di Mick Fleetwood e sa che mestiere fa avrà capito che Bob Weston è uno che di sicuro ha più fegato che talento. Venendo all'album, si tratta di un grezzo esempio di hard-blues inglese di fine decennio che ronza dalle parti di Cream, Joe Cocker e compagnia psicostrillante.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Take these chains

Chi diamine? Mutemath
Che diamine? Odd soul
Ma quando? 2011
Allora? Una ratatouille musicale cucinata con ardore e sapienza che mette insieme, tiro a caso, Police, New order, Black keys, Calexico, Chemical brothers, psichedelia, progressive, funky, jungle e chissà quanto altro ancora. Un album che sa di luci stroboscopiche, di zampe di elefante, Pontiak che sfrecciano sul lungomare alle prime luci dell'alba, mirror ball, capogiri, luna park, coca rum, polaroid, sesso a tre. Un dito alzato nel culo di Black keys, King of Leon, Band of horses, Strokes e compagnia autofighettante. Questo, cari miei, è un album cazzuto almeno quanto lo è il nome "Leon" e i Mutemath sono destinati a essere la next big thing dello show business mondiale.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Tutto l'album, ma soprattutto Prytania e Quarantine

Chi diamine? Michael Jackson
Che diamine? Xscape
Ma quando? 2014
Allora? Nelle parole del direttore della Epic L.A. Reid, il secondo album di inediti postumo di Michael Jackson sarebbe in linea con i lavori del Nostro quand'era in vita perché prodotto da produttori che "hanno lavorato con Michael o avrebbero desiderato farlo" e perché è stato scelto "un titolo di una sola parola, come Bad, Dangerous, Invincible". A L.A. Reid sfugge la differenza tra un sostantivo e un aggettivo, ma il suo volonteroso team di produttori invece centra il bersaglio di deflorare otto scarti di produzione di M-J trasformandoli da brutte canzoni in canzoni insulse. Fa eccezione Love never felt so good, l'unica outtake di Thriller. Il bonus disc della versione deluxe mette a disposizione i pezzi originali (due stelline). Nel caso, sentite quelli e trascurate i remix (zero stelline).
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Love never felt so good

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? A momentary lapse of reason
Ma quando? 1987
Allora? Lapse of reason è il disco che mi fece conoscere, quindicenne, i P-F. Mi piacque e mi procurai gli altri album. Subito capii come stavano realmente le cose e abbandonai Lapse of reason. Ascoltato oggi il disco somiglia a un nostalgico ciccione col naso bitorzoluto. Prosaici assoli (On the turning away), tiritere (A new machine, l'intro/outro di Sorrow e buona parte di Yet another movie), insulsaggini pop (Learning to fly, Terminal frost, One slip) e tastierotte scampanellanti tardo ottanta un po' dappertutto. Ma On the turning away rimane quel sonnolento capolavoro di ruffianeria che è sempre stato, Sorrow incede tuttora brontosaurica come ventisette anni fa e Dogs of war è un colesterolico punk-blues più attuale oggi di allora. Pur con tutti i suoi difetti Lapse of reason rimane comunque il miglior album di Gilmour senza Waters.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? On the turning away; Dogs of war

Chi diamine? Bad axe
Che diamine? Bad axe
Ma quando? 1976
Allora? Un album talmente ruvido che al confronto i Motorhead sembrano i Quiet riot e viceversa. La sezione ritmica non pesta male, ma Dave Carroth suona la chitarra così approssimativamente che al confronto Ace Frehley sembra un Tony Iommi con tutte le dita e i vocalecci di Stacy Moreland sono talmente grossolani che a confronto Ozzy Osbourne sembra un Meat Loaf con una coniglietta di playboy seduta sopra a smorzacandela. Nei fatti, un album così grezzo e povero di contenuti da apparire sinistramente affascinante solamente se ascoltato ad alto volume in auto durante una coda per lavori in corso mentre ti rechi in ufficio il primo lunedì dopo le ferie. In rete si trovano la versione rimasterizzata del 2004 e un grab da un vecchio vinile pieno di graffi e fruscii. Nel caso, scaricatevi il secondo.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Cities of rage; Do what we please; Take your time

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  04.10.2014 | 15:53
stasera z. si e' sparato trentatre cicchetti
 
 

WACKY MADHOUSE - PARTE 6
Lì dove abita WR2

Da quando ho perso il bilocale di Carignano in una mano di morra cinese con Marco Baldini vivo nel Froggie Beaver. Ho legato l’amaca da un lato al birillo centrale del biliardo e dall’altro al pomello della spina della birra. La birra del Froggie Beaver farebbe schifo a un tombino ma al Froggie Beaver non esiste acqua corrente e quindi la uso principalmente per lavarmi i denti quando vedo entrare una signora. John Troia, il barista del Froggie Beaver, dice a tutti che nel settantatre cantava nella più grande rock band di Omaha ma io sono convinto che non si sia mai mosso da San Polo. Indossa esclusivamente pantaloni a scacchi verdi e ha il terrore di tutti gli oggetti più lunghi dei suoi baffi. All’estremità del bancone c’è un vecchio idraulico negro avvinazzato di nome Gimmi. Dal nome dev’essere anche lui di San Polo, ma giura che una volta era il chitarrista più bravo del mondo e nel sessantanove aveva fatto un disco doppio con una copertina con un sacco di donne nude attorno a lui. Troia allora dice “sì, certo, come no” e gli dice se può dare un giro di bullone alla spina della birra. Allora Gimmi estrae la chiave inglese, esclama “la mia Stratocaster!” e poi spacca tutto il bancone. Mentre Troia lo sbatte fuori dal bar esegue l’inno nazionale americano coi rutti. Di fianco a lui c’è un tale che si chiama Gim anche lui. E’ di Barco ma viene a San Polo tutti i giorni col Bibbiano-Ciano delle sette e ventidue. Sa tutte le formazioni della Reggiana dal diciannove a oggi e conosce a memoria tutte le dodicimila puntate di General Hospital. Dice che quando faceva l’albergatore in California al Morrison Hotel faceva sesso con tutte le clienti femmine dai tredici anni ai centotrenta. Se gli domandi come c’è andato fin là in California ti risponde “con Bibbiano-Ciano, come sennò?” Nel tavolo vicino al videopoker c’è sempre seduto un tale di Grassano che si fa chiamare Zappa. Lui fa sempre delle battute contro gli omosessuali ma viene al bar con due Yorkshire e un Pechinese. Gli Yorkshire somigliano a due grosse scolopendre e si chiamano Birba e Batuffolo. Il Pechinese invece si chiama Onkong. Zappa ha il terrore degli accenti e quindi si esprime solo con parole piane o sdrucciole e per precauzione evita i monosillabi. Poiché non riesce a pronunciarne il nome, in genere quando se ne va dimentica Onkong nel bar, così John Troia lo utilizza per pulire i vetri. Zappa dice che una volta in concerto ha suonato con la sua Gibson talmente tante semibiscrome che si è incendiato il Marshall. Quella sera, se guardavi il lago di Ginevra dall’alto, vedevi dappertutto fumo sull’acqua e fiamme nel cielo. Gion invece ha un’invalidità al cento per cento per una rara e perniciosissima forma di dislessia che lo costringere a esprimersi usando esclusivamente la parola trentatre. Si è fatto costruire due dita indice artificiali con le quali gioca diciotto ore consecutive a flipper. Negli anni sessanta faceva parte di una famosissima band chiamata gli Scarafaggi e si diceva che le canzoni più belle fossero quelle che scriveva lui ma poi è saltato fuori che gliele scriveva tutte la sua morosina giapponese. Nella sua personale cosmogonia sostiene che dio ha creato l’universo giocando a flipper e che esistono più di centoventicinquemila specie diverse di scarafaggi, e che una di esse diventerà specie dominante entro il 31 dicembre di quest’anno. Si ritiene il massimo esperto mondiale di Curling femminile. Nessuno al Froggie Beaver ha il coraggio di intavolare una discussione sul curling femminile per ragioni molto facili da indovinare. L'altro giorno mi ha chiamato Marco Baldini per sapere se facevamo la rivincita ma io gli ho detto di andare affanculo che io qua al Froggie Beaver ci sto da dio.

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento