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  30.09.2014 | 10:16
il rumore delle ossa degli alice in chains
 
 

Kalopedia 10: 23set2014-29set2014

Chi diamine? Creature with the atom brain
Che diamine? The birds fly low
Ma quando? 2012
Allora? Hit the sky sono i calcinacci sonori che ricadono su una spiaggia durante l'amplesso di due corpi dello stesso sesso. Wolf eye è il gioco di luci stroboscopiche collocate nella Death valley da Ian Brown in persona. The dusk of time è il grido di aiuto di Beck seppellito nottetempo nella sabbia fino alla testa in un canyon nei pressi di un termitaio. Nightlife è il rumore delle ossa degli Alice in chains rinchiusi nel Titty Twister poco prima del tramonto. The beauty of the rain è in respiro di Nick Cave nel deserto mentre cerca Jim Morrison. Slide è lo stridere dei copertoni del furgone dei Creatures with the atom brain mentre si schianta contro l'auto dei Triggerfinger nel trafficatissimo centro di Antwerp.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Hit the sky; Wolf eye; Red river

Chi diamine? Black widow
Che diamine? Black widow
Ma quando? 1971
Allora? Sovente ma immotivatamente paragonati ai Black sabbath solo perché il nome somiglia, il look è il medesimo e i testi parlano anch'essi di satanismo, questi Black widow si collocano invece dalle parti del hard-progressive-soft con corettoni ooo-oooh e divagazioni Hammond-chitarra. Quindi Uriah heep un po' dappertutto, con palpabili sensazioni Deep purple (su tutte l'intro di Poser), Hawkwind (Wait until tomorrow) e persino Cali-folk alla Buffalo springfield (When my mind was young) irrorate con un paio di quelle buffe virate boogie. Album gradevole ma poco coeso. Nel 1971 si è sentito di meglio. Oggi è difficile.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Legend of creation; Tears and wine

Chi diamine? Il Genio
Che diamine? Vivere negli anni X
Ma quando? 2010
Allora? Album talmente vintage che sono vintage non solo i generi di riferimento ma pure i loro nomi: Elettropop, Eurodance, Battiato ai tempi di Giusto Pio, Krisma. Ma anche il pop eighties francese lolitofilo (Lio, Stephanie, Alizée) ed eunucocentrico (Plastic Bertrand), fino ad arrivare (ma è una perversione esclusivamente mia) alla sfolgorante Diana Est di Le Louvre. Stavolta i due leccesi impartiscono una lezione agli ultrablasonati e iperantipatici Baustelle e pure al sottoscritto che li pigliava per il culo non più tardi di un mese fa. Tutto questo nelle prime quattro tracce. Il resto, ancora una volta, scivola via come una saponetta in una doccia di froci. Vuoi vedere che la cosa sta cominciando a piacermi?
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Fumo negli occhi; Cosa dubiti

Chi diamine? Ace Frehley
Che diamine? Space invader
Ma quando? 2014
Allora? L'album si apre con un ruvido pezzo di antiquato rock and roll. Sorprendentemente, le tracce successive sono invece una manciata di ruvidi pezzi di antiquato rock and roll. Nella parte centrale dell'album il registro cambia completamente e troviamo una inaspettata sequenza di ruvidi pezzi di antiquato rock and roll. L'album si chiude in modo piuttosto atipico, per un album del genere, con un paio di ruvidi pezzi di antiquato rock and roll.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Space invader; Inside the vortex; Starship

Chi diamine? Deep purple
Che diamine? Now what?!
Ma quando? 2013
Allora? Il terzo album a trazione Morse dalla fuoriuscita di Jon Lord nel 2002 appare il più compatto dei tre. Il merito non è certo di "Sosia di Bernie Shaw" Morse, o di "Ipertricosi" Airey, o di "Margherita Hack" Paice, o di "Capitan Uncino" Glover", o di "Voce da Paperino" Gillan. Il merito semmai è in primo luogo di Bob "Photokop" Ezrin, produttore, autore degli arrangiamenti e fornitore di marijuana ufficiale della band. Facile immaginarsi l'atmosfera pacatamente euforica tipo casa di riposo la domenica pomeriggio che si doveva respirare in studio. Ne è uscito un album incapace di smarcarsi dai consolidati cliché D-P ma che sulla distanza intorpidisce più o meno quanto una canna fumata su una panchina ombreggiata in un pomeriggio di inizio maggio. L'assolo di chitarra di Hell to pay è imbarazzante. Piazzare un singolo come Vincent Price invece è un colpaccio da maestri.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Vincent Price; All the time in the world; Apres vous

Chi diamine? Tom Petty & the Heartbreakers
Che diamine? Hypnotic eye
Ma quando? 2014
Allora? “Ciao Tom Petty”. “Ciao Calo, dimmi”. “Volevo sapere perché hai cucinato la solita minestra”. “Che vuoi dire?”. “Be', i soliti riffoni hard rock, un po' di blues morbido, una timida spruzzatina di vocal jazz a luci soffuse, un po' di roots, tanto Neil Young e tantissimo Dylan”. ”E quindi?”. “Un disco uguale a tutti gli altri”. “E come sono tutti gli altri?” “Direi molto belli”. “E non ce n'è neanche uno diverso, secondo te?” “Be', sì. The last DJ. Oh, anche Mojo, un po'”. “E ti piacciono?” “Mi fanno cagare”. “Bene, hai altre domande?” “No, direi di no”. “Allora stammi bene, Calo”. “Ciao Tom Petty, avanti così, eh, mi raccomando”.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Fault lines; Red river

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  23.09.2014 | 11:08
gli echi dei versi delle anatre
 
 

Kalopedia 09: 17set2014-22set2014

Chi diamine? Wolfango
Che diamine? Wolfango
Ma quando? 1997
Allora? Primo lavoro di un duo composto da un tizio con una faccia non troppo furba che suona (male) un basso molto distorto mentre col piede aziona (fuori tempo) una grancassa sfondata e intanto canta (stonato) melodie sguaiate, e da una tizia non troppo carina che per quanto ne so canta (stonata) e nient'altro. L'attitudine sonora minimalista e trasandata, seppure vecchia di vent'anni, ha il merito, se di merito si tratta, di anticipare al fotofinish i White stripes, mentre i testi, infarciti di gemme del tipo "Le vostre strade sono lastricate di vermi e lamponi, i nostri sogni sono diventati dei grossi finestroni", "Ai confini con il Lazio c'è un tizio che sta in ozio" e "Non mi piace la Citrosodina che se la prendo stavo meglio prima" sono tristemente allineati ai tempi che correvano (Ustmamo, Prozac+ e compagnia blaterante). Giovanni Lindo Ferretti li definì i nuovi CCCP ma io credo che Freak Antoni li considerasse soltanto degli Skiantos tristi.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Augustin

Chi diamine? Uriah heep
Che diamine? The outsider
Ma quando? 2014
Allora? Da qualche parte ho letto che Mick Box e Phil Lanzon scrivono musica come se ascoltassero da trent'anni esclusivamente il back catalogue degli Uriah heep. Non fa eccezione questo The outsider, confortevole scendiletto musicale senza pretese buono per tutte le stagioni. I riff di Box e le stastierate di Lanzon non mancano. Le idee stavolta sì. Ma il disco è fatto con mestiere e suona davvero come uno dei gloriosi album U-H. Il tutto, si badi bene, fatto in casa o quasi, senza ricorrere a Rick Klone Rubin o simili strapagati paleontologi del rock.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Senti il disco precedente che era parecchio più fico.

Chi diamine? Seether
Che diamine? Holding on to strings better left to fray
Ma quando? 2011
Allora? Shaun Morgan è un tipaccio talmente grunge che indossa le mutande di flanella a quadrettoni tutto l'anno, anche in estate, ha chiamato sua figlia Seattle e nell'eroina ci intinge i biscotti al mattino (OK questa potevo risparmiarmela, d'accordo). Le sue canzoni sono talmente grunge che al confronto i Foo fighters sono i King crimson, i Puddle of mudd sono i Pengouin café orchestra e gli Stone temple pilots non sono niente perché non sono mai stati niente, neanche quando erano qualcuno. Shaun Morgan è uno che quando fa una cosa la fa come si deve e questo album è talmente solido che ci si potrebbero lastricare i viali di Seattle, e magari sarebbe persino meglio.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Fur cue; Roses; Country song

Chi diamine? Triggerfinger
Che diamine? All this dancin' around
Ma quando? 2012
Allora? Nel florilegio micologico di band recentemente emerse dall'humus zeppeliniano i Triggerfinger si distinguono per un certo numero di caratteristiche. 1) Vengono dal Belgio e vi ricordo che l'unica cosa in cui ha primeggiato il Belgio in questi ultimi cento anni è il numero di vittorie ai campionati mondiali di ciclismo su strada. 2) Sono l'unica rock band al mondo che non fa sesso con le groupies, e vi basterà vedere come sono vestiti nella copertina del disco per capire perché. 3) L'album è semplicemente un capolavoro. Questi sono gente che conosce i Led zeppelin come il centro di Antwerp, gli Afghan whigs come la periferia di Antwerp e hanno frustato la cassetta di Dusk dei The the a furia di girare in macchina per i dintorni di Antwerp.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Ascoltalo tutto, ma soprattutto Love lost in love; My baby's got a gun; I follow rivers

Chi diamine? Tear gas
Che diamine? Tear gas
Ma quando? 1971
Allora? Io dico sempre che se entri in un negozio di dischi e vai davanti allo scaffale 1967-1973 e dai un calcio allo scaffale il disco che ti casca in mano lo puoi comperare perché è un bel disco. Non fa eccezione questo ruvidissimo Tear gas pubblicato dalla backing band di Alex Harvey prima di diventare la backing band di Alex Harvey, cucinato a base di ingredienti ben consolidati come certi riffoni marca Black sabbath, certe cavalcate marca Judas priest e poi i soliti Rush, Hawkwind, forse i Nazareth (ante litteram però) e compagnia strillante. Da ascoltare durante una lunga coda in posta per pagare una multa per eccesso di velocità.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Love story; Where is my answer

Chi diamine? Mostly autumn
Che diamine? Glass shadows
Ma quando? 2008
Allora? Meno psicastenico degli ultimi Porcupine tree (Tearing at the faerytale), meno gelotofobico dei primi Blackfield (The second hand), meno acromegaliaco dei Pink floyd a trazione Gilmour (Paper angels), meno anuptafobico degli ultimi Anathema (Unoriginal sin), meno metereopatico dei Clannad di mezzo (Until the story ends), questo gentile piumaccio musicale imbevuto di indovinate melodie pop e rassicuranti orchestrazioni potrebbe fornire conforto musicale a qualunque anima, a partire da Frida Lyngstad per arrivare a Varg Vikernes. Per chi ha fretta, la epica title track è un efficace compendio di tutto ciò, a tratti scintillante come un pazzo diamante, a tratti frustrante come gli echi dei versi delle anatre.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Glass shadows; A different sky

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  19.09.2014 | 19:21
te l'hanno mai detto che sei un genio?
 
 

Kalopedia 08: 16set2014 (speciale Rick Rubin n. 1)
Chi diamine? Metallica
Che diamine? Death magnetic
Ma quando? 2008

Allora? 
I tuoi ultimi album sono scialbi e senza una direzione musicale? Ai concerti ti tarrivano degli anfibi in fronte ogni volta che suoni un pezzo del nuovo album? Non cambiare l’ennesimo batterista. Non cercare un nuovo grafico. Chiama Rick Ricklone Rubin.
“Pronto Rick Rubin?”
“Chi parla?”
“James Hetfield. Ho sentito il tuo annuncio alla radio”.
“E quindi?”
“E quindi, ecco, insomma, non è che Load e Reload siano piaciuti tanto ai fans. Nel tour di St. Anger quando suonavamo Frantic ci tiravano le fibbie delle cinture. Hai mai preso in faccia una fibbia di una cintura di un metallaro?”.
“No. Perché?”
“Be' fa male”.
“Quindi?”
“Quindi... mi domandavo se avevi un pochino di tempo anche per noi”.
“Certamente. Io sono molto caro, però”.
“Nessun problema, abbiamo alzato di cinque banane il biglietto del concerto”.
“Ottimo. Che posso fare per voi?”
“Ci chiedevamo se potevi clonarci Master of puppets”.
“Certamente. Mi serve una copia dell’album e il titolo di quello nuovo. E una settimana di tempo”.
“Senti, noi non è che vorremmo proprio un clone clone che si capisce subito. A quei figli di puttana dei fans non gli sfugge niente”.
“Allora innestiamo”.
“Innestiamo?”
“Vi costerà di più”.
“Aumenteremo di nuovo il biglietto del concerto”.
“L’innesto consiste nell’inserimento subliminale di elementi provenienti da altri album”.
“Sublimi...che?”
“Pensavo magari a un pezzo col drumming del black album e un breve innesto alla Justice for all. E un titolo esotico. Tipo Cyanide”.
“Saia...che?”
“E poi lo strumentale. Lo volete lo strumentale?”
“Oh, sì, sì, sì. Che bello. Sono vent’anni che non mettiamo uno strumentale. Ma come si fa? Noi non siamo più capaci di fare degli strumentali”.
“Oh, c’è un sistema molto semplice. Ma dovrete pagare un altro extra”.
“Nessun problema. Ridurremo lo stipedio di Trujillo. Quello scimmione è talmente stupido che lavorerebbe per noi anche gratis. Allora? Come si fa a fare un strumentale?”
“Semplice: si prende la canzone col testo più idiota e si toglie il testo. Al resto ci penso io”.
“Rick Rubin, te l’hanno mai detto che sei un genio?”
“E il pezzo onnicomprensivo. Ce lo volete il pezzo onnicomprensivo?”
“Che cos’è il pezzo onnicomprensivo?”
“Il pezzo onnicomprensivo è una cosa psicologica molto sottile. Una specie di effetto ottico del cervello. Come quei ritratti che mentre ti muovi gli occhi sembra che ti seguano. Il pezzo onnicomprensivo è fatto in modo che ogni fans ci riconosca dentro il pezzo che più gli piace. E’ una specie di antologia subliminale”.
“Ma che roba. Una canzone con dentro tutte le nostre canzoni?”
“Una specie”.
“Ah, no, niente da fare. I Metallica non fanno medley”.
“Mi risulta diversamente, ma comunque non è un medley”.
“E allora cos’è?”
“Un’antologia subliminale, zuccone. Al fan piace perché subliminalmente ci riconosce il suo pezzo preferito del passato”.
“Non sono sicuro di aver capito”.
“Io sono sicuro di no. Diciamo che è una specie di medley, ma non si capisce che è un medley”.
“Ah. Be’ se non si capisce allora va bene”.
“E poi lo chiamiamo con un titolo fico, tipo The day that never comes. E ci facciamo pure il singolo col video e tutto il resto”.
“Rick Rubin, te l’hanno mai detto che sei un genio?”
“C’è un però”.
“Oh, e quale sarebbe?”
“Il pezzo onnicomprensivo costa tantissimo. Se poi lo volete come singolo viene il doppio”.
“Non c’è problema. Vendiamo le chitarre di quel caprone di Hammet. Tanto per fare delle scale non gli servono a un cazzo”.

Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Ma che domande del cazzo.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  15.09.2014 | 09:33
quando c'e' pieno di meduse
 
 

Kalopedia 07: 08set2014-12set2014

Chi diamine? Eric Clapton
Che diamine? Old sock
Ma quando? 2013
Allora? Avete presente quel tizio dall'aria misteriosa con i capelli un po' spettinati e la barba incolta che non parla mai e piace alla vostra morosa che dice che quello lì è sempre immerso nei suoi grandiosi pensieri mentre invece voi sapete che non dice un cazzo perché non ha un cazzo da dire? Io penso la stessa cosa di questo signore che il mondo riconosce essere il più grande chitarrista vivente. Vado a vederlo da vivo e strimpella. Ascolto i dischi e strimpella. Lui fa così da vent'anni anni o trenta. Non suona e lascia che il mondo lo ritenga un dio. Comodo. E stavolta il vecchio calzino (la cover è un autoscatto al mare) neanche si dà la pena di cercare di nasconderlo. Questo album quasi interamente di cover (perché sforzarsi a scrivere canzoni?) e pieno di ospiti (perché cantare se può farlo qualcun altro?) è sfacciatamente disimpegnato e, mi scoccia un casino ammetterlo, gradevole da sentire. I due inediti sono scritti da Nikka Costa. Chi non conosce Nikka Costa può cercare su youtube On my own e poi Like a feather.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Angel; Our love is here to stay

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Led zeppelin (deluxe edition)
Ma quando? 2014
Allora? Non ho molte cose da dire sull'album se non che Led zeppelin è di sicuro uno degli esordi più folgoranti della storia del rock. Ne ho parecchie invece sui contenuti extra di questa deluxe edition che ritraggono la band dal vivo nel 1969. La performance è integrale e il suono è finalmente pulito. Ciò che impressiona e distingue questa edizione dalla miriade di bootleg di cui mi sono dovuto accontentare finora non è la furia klingoniana di Page o la voce ineffabile di Plant. Quelle si intuiscono anche nei bootleg. Quello che non si sente nei bootleg sono le evoluzioni ritmiche di Bonzo e J.P. Jones, il primo che prende a pugni i tom tom e a testate i piatti mentre il secondo che tira le corde del basso come se fossero i peli del culo del diavolo. I Led zeppelin nel 1969 erano già la band definitiva del rock, più o meno come il coevo Mucchio selvaggio era il film definitivo del genere western. Vi siete mai domandati come mai esistono così tante cover band dei Pink floyd ma pochissime cover band dei Led zeppelin?
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Ma che domande sono?

Chi diamine? Alt-J
Che diamine? An awesome wawe
Ma quando? 2012
Allora? Biscottini di cogitabonda spensieratezza in pieno stile anni dieci alla CTRL-C intinti in un tazzone di trip-elettronica in perfetto stile MAIUSC-Z con qualcuna di quelle modaiole bricioline new-folk alla TAB-Q. Album pretestuoso e artificioso, pensato a tavolino per lanciare in orbita i ragazzi alla stregua di nuovi CTRL-ALT-CANC, ma di fatto arenatosi dalle parti di una scialba scopiazzatura dei già poco allegri SHIFT-RUN/STOP.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Something good

Chi diamine? Autori vari
Che diamine? The Thingies have arrived!
Ma quando? 1998
Allora? Larry Joe Miller nel 1964 si è spostato dalla città dove cazzo abitava per andare in Florida a strimpellare una inconsapevole miscela di surf, rockabilly, Beatles e psichedelia ma soprattutto a trapanarsi un container di passera e la cosa gli dev'essere piaciuta talmente tanto che da allora non si è più mosso da lì. Trent'anni dopo questa bizzarra compilation raccoglie la maggior parte di quei singoli, spesso musicalmente ingenui ma talvolta sorprendenti. Il disco perfetto da ascoltare in cuffia sulla spiaggia di Fiascherino mentre friggi al sole sconformtato dal fatto di non poterti immergere in acqua perché c'è pieno di meduse.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Morning sun; I'm going ahead; Hymn to her; Sing out

Chi diamine? May blitz
Che diamine? May blitz
Ma quando? 1970
Allora? Se i Led zeppelin nel 1970 ti arrivavano in faccia proprio come un dirigibile di piombo, i May blitz non venivano certo a leccarti le ferite. Germinati dai Bakerloo più o meno come i Led zeppelin dagli Yardbirds, questo trio di talentuosi spaccapietre mette insieme un album furente e tirato dalla prima nota all'ultima che non ha niente da invidiare ai Cream, ai Led zeppelin o ai Rush più incazzati. Una bella idea sarebbe ascoltare questo disco a tutto volume prima di andare a una riunione di condominio.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Smoking the day away; Virgin waters

Chi diamine? Franco Battiato / Antony
Che diamine? Del suo veloce volo
Ma quando? 2014
Allora? Per molti esibirsi dal vivo significa canticchiare un po' alla svelta una quindicina di canzoni imitando per quanto possibile la versione in studio, ringraziare alla fine e intascare velocemente il cachet. Battiato invece l'ho visto sette volte e ogni volta credetemi ha superato le correnti gravitazionali. Non c'ero quella sera all'Arena, perché vagavo per i campi del Tennesse, ma orbitanti attorno al centro di gravità c'erano Antony, Alice e l'orchestra Toscanini. Il fatto è che a me questa roba romantico-chansonnier-lamentina alla Fleurs 1-3-2 mi fa venire la via lattea nei maroni. A me mi piace il free jazz punk inglese, va bene? La realtà non esiste di Claudio Rocchi è un capolavoro.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? La realtà non esiste; Del suo veloce volo

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  08.09.2014 | 15:27
mi dia un bang lhassi bello potente
 
 

Kalopedia 06: 01set2014-04set2014

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The dark side of the moon – immersion edition
Ma quando? 2011
Allora? L'esecuzione integrale dal vivo di The dark side of the moon inclusa in questo cofanetto testimonia la celebre mancanza di empatia della band col pubblico. Che poi è il modo mezzo pieno di vedere il bicchiere delle performance dei Pink floyd. Il modo mezzo vuoto invece consiste nell'ammettere che i Pink floyd dal vivo fanno cagare. Nei fatti l'esecuzione è fredda e pedissequa (fatta eccezione per una superba Any color you like), eppure in continuo affanno, come se il lato oscuro della luna lo stessero rincorrendo invece di metterlo in scena. Le bellissime jam pre-dark side, collocate sorprendentemente più dalle parti di Obscured by clouds e When you're in che di Dark side medesimo, testimoniano che anche l'album più perfetto della storia del rock in realtà proviene da una serie di jam session. Come dire che anche il re, di tanto in tanto, deve per forza andare a cagare.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? The travel sequence; The mortality sequence

Chi diamine? Birth control
Che diamine? Live
Ma quando? 1974
Allora? Chi l'avrebbe mai detto che un album di rock germanico del 1974 con brani da 15-20 minuti potesse essere genuinamente rock senza quella krautcoltre di sperimentalismo tipica dei coevi teutonici? Di Amon duul e Tangerine dream questi Birth control prendono certi usi estensivi di tastiere, ma il resto ricorda a tratti Arthur Brown (The work is done), Atomic rooster (Gamma ray) ma anche il primo Santana, i Deep purple (l'intro di Back from hell) e i Moody blues (sempre Back from hell), forse i Cream. Un live suonato in maniera non ineccepibile, ma ugualmente godibilissimo. L'ideale per sbagliare uscita durante un viaggio notturno lungo la costa Adriatica.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? The work is done

Chi diamine? Francesco Guccini
Che diamine? L'ultima Thule
Ma quando? 2012
Allora? “Gli artisti non nascono artisti / non sembrano strani animali / ma nascono un po' come tutti / come individui normali”. E se il concetto non è abbastanza chiaro: “Hanno lacrime e riso / hanno due occhi e due mani / hanno stampata sul viso / l'impronta di esseri umani”. Gli artisti, penultima traccia dell'album, imbastisce sei minuti di ovvietà e versi leggiadri come un cubo che rotola giù da una collina, emblematica testimonianza di un album totalmente privo di contenuti, di un gioco che si è fatto da tempo peso e tetro, di un vecchio autore brontolone e nostalgico che da molti anni non ha più niente da dire o fare, se non vendere all'infinito il suo didietro. A proposito di colline si apprezzi che Su in collina perlomeno ci prova, a essere una canzone.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Su in collina; Gli artisti

Chi diamine? Big blue ball
Che diamine? Big blue ball
Ma quando? 2008
Allora? E' curioso come il genere cosiddetto "world music" in aperto contrasto con ciò che suggerisce abbia un baricentro creativo precisamente localizzabile nello spazio e nel tempo. Lo spazio sono gli studi Real World di Peter Gabriel, il tempo sono i primi anni novanta, A quei tempi i più importanti musicisti del mondo non anglofono facevano sosta alle cinque del pomeriggio alla Real World per un bang lhassi bello potente, uno spinello di charas o una tazza di mate de coca. Il problema è che quindici anni di produzione filogabrieliana sono un po' tanti e oggi questo album dal cast stellare appare polveroso e un cicinino poco spontaneo. Sono convinto che chi lo critica oggi lo avrebbe osannato se fosse uscito quando doveva uscire, cioé nel novantacinque. Me compreso. Il coretto di Exit through you è un esplicito omaggio a Self control di Raf.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Everything comes from you; Habibe; Whole thing

Chi diamine? Uriah heep
Che diamine? Into the void
Ma quando? 2011
Allora? Come i padroni invecchiando somigliano sempre di più ai loro cani, così gli Uriah heep somigliano sempre di più ai Deep purple. Bernie Shaw per esempio ormai è il sosia di Steve Morse. Se riuscite a vincere il disgusto per la copertina (orripilantissima tra le tante orripilanti della band) e per la prima traccia (kamikazemente scelta come primo singolo dell'album), in particolare per quel doppio colpo di batteria prima delle parole "Over and over again" che arriva direttamente nelle palle, ecco, se riuscite a passare sopra a tutto ciò vi troverete un album spensierato e un po' nostalgico, ben fatto e con una manciata di momenti memorabili. Nel senso che entrano nella testa e non ne escono più. La melodia di Trail of diamonds deve più di qualcosina a Ohio di CSN&Y
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Money talk; Trail of diamonds; Southern star

Chi diamine? Coldplay
Che diamine? Ghost stories
Ma quando? 2014
Allora? Tra le tante band inspegabilmente miliardarie questa è forse la più miliardaria e anche la più inspiegabilmente. Questo album in realtà non è peggiore degli altri che ho sentito (credo fossero i primi due: Parachutes e A rush of qualcosa in qualcos'altro). Semplicemente fa schifo uguale. Una insulsa miscela di U2 odierni e uno a caso dei new romantics danzerecci anni 80, diciamo Howard Jones, gli Spandau o Paul Young, fate voi. Ma peggio degli U2 odierni, e ce ne vuole, e meno genuini dei danzerecci summenzionati. A sky full of stars illustra doviziosamente questo concetto.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? A sky full of stars

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  01.09.2014 | 15:01
parecchia passera e molta roba buona
 
 

Kalopedia 05: 25ago2014-30ago2014

Chi diamine? Il Genio
Che diamine? Il Genio
Ma quando? 2008
Allora? Collocabile negli intenti tra le sensualità off-porno di Birkin/Gainsbourg e le refrigerazioni pop degli Air, ma con un pizzico del primo Gazzé, di fatto l'album sta a metà strada, o meglio sul marciapiede, tra Romantici di Viola Valentino e Muscolo rosso di Ilona Staller (ciò che non rappresenta necessariamente un difetto, perlomeno secondo i miei gusti). Dopo tre o quattro canzoni questa raccolta di canzonette scivola via come un piede su una saponetta in una doccia di froci. E se vi da fastidio la parola froci in questa recensione riflettete sulle sensazioni differenti che vi solletica la parola porno pronunciata dalla vocina di Alessandra Contini. Il gioco è tutto lì. Facile, ben congegnato, ma tutto lì.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Non è possibile; Pop porno

Chi diamine? Neil Young
Che diamine? A letter home
Ma quando? 2014
Allora? Per registrare il suo secondo album di cover in cinquant'anni di carriera, che poi è anche il secondo album di cover in due anni, Neil Young pensa bene di utilizzare il voice-o-graph del quarantasette di proprietà di Jack White. Io lo capisco che a registrare il disco chiuso in quella specie di cabina telefonica Neil Young si sia divertito un casino, e capisco anche che a casa di Jack White circoli parecchia passera e molta roba buona e comprendo persino il duplice senso di questa operazione, al contempo atto d'amore per il genere e lezione polemica nei confronti dei tanti sedicenti folksinger odierni che girano coi capelli unti e una vecchia chitarra al collo solo perché fa moda. Io capisco tutto questo ma il disco mi fa cagare lo stesso. Che posso farci?
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Needle of death

Chi diamine? Argus
Che diamine? Argus
Ma quando? 1973
Allora? XXX
Sì ma allora? Sonorità variopinte che pescano un po' dappertutto: dai Bue oyster cult (Road of life) ai primi Lynyrd skynyrd (Friend of mine), transitando dai Led zeppelin (Twenty four hours è un, chiamiamolo così, omaggio a Since I've been loving you) fino ad arrivare con un po' di fantasia ai primi Black sabbath (Superstition). Le grezze bonus track dal vivo che ritraggono una differente band di nome Anaconda invece spifferano quanto un Ian Anderson d'annata su tessuti a tratti curiosamente funky. Il denominatore comune delle due band pare essere il dotato batterista Dave Wagstaffe.
Però almeno cosa sento? Friend of mine; Take no chance

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The dark side of the moon
Ma quando? 1973
Allora? Pensa che questo pirla qua sostiene che l'album più perfetto della storia del rock secondo lui non è poi così perfetto. Dice per esempio che On the run è solo una sequenza di note accelerate e messe in loop con un sequencer con sopra dei rumori di vario genere e che proprio per questo suo carattere così sperimentale soffre del male endemico che affligge tutti gli esperimenti: venire  superati da altri esperimenti. Sostiene anche che Money è una scarica di  divagazioni elementari su un giro di basso in 7/8 con un testo piuttosto stupido e neanche tanto in tema con il resto dell'album. Io che guardo il bicchiere mezzo pieno invece sostengo che Speak to me / Breathe / Time / The great gig in the sky / Us and them / Any color you like / Brain damage / Eclipse costituiscono la più bella suite della storia del rock e basterebbe prendere uno a caso di questi pezzi (tranne magari Speak to me), trasferirlo su un album qualunque di Gigi D'Alessio e prendere comunque il massimo delle stelline. Tu invece che cosa pensi?
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Dark side of the moon dovresti sentirlo tutte le mattine dopo esserti lavato le orecchie, pirla.

Chi diamine? Vincent Gallo
Che diamine? When
Ma quando? 2001
Allora? Nella scena finale del pessimo Brown bunny diretto da Vincent Gallo si vede la morosa di Vincent Gallo fare un pompino a Vincent Gallo. Mentre guardavo l'uccello di Vincent Gallo che entrava e usciva dalla bocca della morosa di Vincent Gallo pensavo che dopotutto ogni essere umano maschio sano una volta o l'altra si è filmato mentre la morosa gli faceva un pompino, o perlomeno ha desiderato di farlo, ma pochi sono così megalomani da fare in modo di proiettare il filmino a Cannes o Venezia o Berlino o dovecazzo, a dimostrazione del fatto che l'ego di Vincent Gallo è molto più ingombrante del suo talento. Ecco, mentre ascoltavo questo insulso album mi sembrava che l'ego di Vincent Gallo entrasse e uscisse dal mio cervello divaricato e a me sinceramente questa sensazione di spompinare Vincent Gallo non mi piace proprio per niente.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? I wrote this song for the girl

Chi diamine? Franco Battiato
Che diamine? Apriti sesamo
Ma quando? 2012
Allora? Un giochino moderatamente divertente da fare in auto di ritorno da un viaggio in Germania consiste nel cantare versi a caso sulle note di Quand'ero giovane. Io e Sara per esempio siamo transitati davanti a una Coop e abbiamo cantato “Sono andato alla Coop / a fare la spesa / e ho fatto la spesa / arrivato alla cassa / ho estratto le cose dal carrello / e le ho pagate / poi le ho messe dentro a un grande sacchetto / che sembrava robusto / ma il sacchetto era bucato / e così mi è cascata una coca su un piede / diocane che male”. Tanto i testi di Battiato non seguono la ritmica e non hanno rime. Ultimamente poi sono diventati bizzarre accozzaglie di banalità, frasi astruse, citazioni casuali e sorprendenti non(tanto)sense. La sensazione risulta sorprendentemente piacevole, come quando senti sentire straparlare un vecchietto simpatico e un po' rimbambito a cui però ti sei affezionato. Le musiche sono straordinarie quasi ovunque, a cominciare dall'Uriah-heep-esco solo di tastiera nel finale de pezzo sopra citato. Se ve lo state chiedendo: sì, anche in Germania c'è la Coop. E anche in Svizzera.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Testamento; La polvere del branco

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento