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  22.05.2014 | 17:30
sai che f. guccini ha dei buffi peli sulla pancia?
 
 

WACKY MADHOUSE - PARTE 3
Lì dove abita WR6

Io vivo con Jim Morrison, il cantante delle Porte perché che non è mica vero che è morto anzi è vivo e sta benissimo e viviamo insieme in un bungalow su un'isola tropicale e lui sta tutto il giorno in spiaggia a bersi dei gran Mojito e io invece vivo sempre nello stesso bungalow sulla stessa isola tropicale però sto tutto il giorno in spiaggia a bermi dei gran Margarita perché il Mojito mi fa venire troppa voglia di pisciare. Nell’altro bungalow ci vive un altro che non è morto per niente che si chiama Kurt Cobain e anche se Kurt Cobain ha delle camicie inguardabili da boscaiolo, i capelli un po’ unti e gli puzza l’alito è comunque un buon amico perché è uno che sa come si sega in due un tronco e poi ha sempre le tasche piene di roba da sballo. L’orsacchiotto attempato che sta nell’altro bungalow è uno che parla sempre di come andavano meglio le cose ai suoi tempi e scrive canzoni nostalgiche e libri nostalgici che parlano di come andavano meglio le cose ai suoi tempi. Quel tipo lì è diventato famoso perché ha fatto un disco che si intitola come il posto dove abitava scrivendoci proprio la via e il numero civico, il quarantatré, e la cosa strana è che anche l’ultimo disco che ha fatto si chiama come l’isola in cui viviamo adesso tutti insieme vale a dire L’ultima Thule.
Un po’ più lontano c’è un tizio che si chiama Nicola Caverna vestito sempre di nero coi baffetti e i capelli neri e bisunti anche lui che suonava in una band chiamata I Semi Cattivi e la cosa mi fa un po’ ridere perché in Italia i Semi cattivi vuol dire che sono un po’ meno cattivi dei Completamente Cattivi e invece a Bibbiano i Semi cattivi è come dire I Coglioni Cattivi che non è niente male come nome di una band. Lui si crede un sex symbol solo perché quando fuma una paglia al tramonto rannicchiato su uno scoglio mentre si parla di quanto triste eppure meravigliosa sia questa vita mi viene sempre un po’ voglia di dargliela ma poi quando il sole scompare dietro la barriera corallina lui finisce il Tequila, fa una scoreggia, si mette a ridere e poi di solito cerca di toccarmi il culo però a quel punto io ho già deciso che non gliela do più e me ne vado.
L'amministratore del villaggio è uno che viene dalla Sicilia e dice sempre che lui detesta i direttori artistici e gli addetti alla cultura poi però nella vita ha fatto sia il direttore artistico che l’addetto alla cultura. Ma poi si è fiaccato ed è andato nel Tennesse a vedere se nei campi del Tennesse ci cresce l’erba medica. Non mi ha mai rivelato cos’ha scoperto.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  11.05.2014 | 10:19
ciao a tutti
 
 

Ciao a tutti.
Volevo dirvi che adesso ci sono anch'io.
Cioè, a dire la verità c'ero anche prima, ma c'ero un po' meno, era diverso, oh, non lo so, è difficile spiegare. Quello che so è che prima ero in un posto che mi piaceva tanto perché c'era caldino e non avevo mai fame. Anche il posto dove sono adesso mi piace e a pensarci bene forse mi piace ancora di più. Non è caldino come quello di prima, e poi ho sempre fame e faccio continuamente la cacca però ci sono tante cose nuove interessanti e colorate. In particolare c'è una cosa che è molto più grande di me che però un po' mi somiglia. Questa cosa mi sta molto simpatica perché quando ho fame mi dà da mangiare e quando faccio la cacca me la tira via. Quando mi tiene stretta mi sembra di sentire il caldino che sentivo prima. Penso che la chiamerò mamma perché si vede che m'ama tanto. Non glielo dirò adessso, perché ancora non so parlare, ma appena avrò imparato glielo dirò, che lei è la mia mamma. C'è un'altra cosa che mi sta simpatica, un po' meno della mamma, ma più delle altre cose che si muovono. Anche quella cosa lì è più grande di me e mi somiglia un po' e sta sempre insieme alla mamma. E' un tipo strano, quello lì, perché quando mi tiene in braccio ha sempre la tremarella perché dice che ha paura di farmi male ma in realtà non mi fa mai male e secondo me dice così perché non vuole far vedere che è emozionato. Mi piace stare con lui perché mi dice sempre delle cose strane. Appena avrò imparato a parlare lo chiamerò papà perché paparla sempre. Prima, per esempio, si è raccomandato di dirvi che peso esattamente tre chili e sono lunga cinquantuno centimetri perché dice che voi queste cose ci tenete a saperle. A me invece non me ne frega niente perché io non so cosa sono i chili e nemmeno i centimetri. Il papà allora mi ha spiegato che sono delle unità di misura che appartengono al sistema metrico decimale, ma io non so neanche cos'è il sistema metrico decimale e allora gli ho fatto un versetto e lui ha fatto quello che fa sempre quando gli faccio un versetto: si è messo a piangere e a ridere nello stesso tempo.
A dire la verità quando sono passata dal posto dove ero prima a quello dove sono adesso ero un po' preoccupata perché la mamma strillava continuamente ed era tutta spettinata. Io pensavo che fosse arrabbiata con me perché le avevo fatto male mentre passavo ma in realtà poi ho capito che era arrabbiata con il papà. Allora ho pensato che questa cosa qui, che io faccio arrabbiare la mamma e lei se la prende con il papà, devo assolutamente ricordarmela perché mi tornerà molto utile. Comunque quando sono venuta fuori c'era molta agitazione e la mamma strillava e il papà strillava anche lui e allora mi sono messa a piangere pure io. Poi però mi hanno messo in braccio alla mamma e il papà mi ha messo un dito davanti e io l'ho afferrato e in quel momento, quando ero in braccio alla mamma e ho stretto il dito del papà, mi è sembrato che tutto il mondo fosse diventato diverso da prima e un pochino più bello di prima.
Bene, adesso devo andare perché mi è venuto un languorino e ho voglia di una poppata. Nei prossimi tempi sarò un po' occupata perché devo imparare tante cose, ma voi aspettatemi lì e non ve ne andate perché adesso ci sono anch'io e non vedo l'ora di farvelo vedere, chi sono io.

Lea (O forse Zoe)

Autore: ufj | Commenti 16 | Scrivi un commento

  10.05.2014 | 11:26
identikit dei black kalzamaglia
 
 

Una rarissima foto di repertorio dei Black kalzamaglia un istante prima che venissero subissati da un vero e proprio tsunami di reggiseni. Lo scatto è di WR6. Chi invece desidera ammirare meglio l'ineffabile illustrazione di WR1 può cliccare questo link.
Tra l'altro vi informo che WRzero, principale autrice della parte finale della sedicesima tappa, nascerà a brevissimo. E quando dico a brevissimo intendo proprio a brevissimo a brevissimo.

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  05.05.2014 | 11:55
the nightmare of the black kalzamaglia
 
 

WACKY RACE - SEDICESIMA TAPPA

Black sabbath, 7 dicembre 2013, O2 Arena, Praga

Dopo quasi due decadi di attesa è finalmente giunto il momento. Il Wacky Race fa tappa in quel di Praga, città gotica per eccellenza, per assistere al concerto dei Black sabbath. Inizia così: le formalità sul bagaglio sono appunto delle formalità, costose, ma pur sempre delle formalità. Cinque Wacky Racers, inguainati nelle loro calzamaglie nere, salgono a bordo dell'aereo senza grosse difficoltà, accolti da due inquietanti hostess attempate vestite anch'esse di nero e dotate di un setoso eccesso di peluria sotto al naso. Una di loro indossa una collana con un ciondolo a forma di croce rovesciata. L'altra invece sfoggia uno scintillante dito d'oro. Le due donne sono invero cortesi e molto professionali. Si accomodano nei posti assegnati, WR3 e WR6 si cimentano nella loro attività preferita a bordo degli aviogetti: sfogliare cataloghi di valige mentre WR1 approfondisce il suo rapporto simbiotico col sacchettino di carta e WR2 si rilassa elaborando matrici complesse su un foglio bisunto. Io mi guardo intorno pensieroso, domandandomi cosa potrebbe mettermi definitivamente a mio agio. A un certo punto alzo la mano e chiamo lo steward. L'uomo arriva canticchiando "I told you once about your friends and neighbours. They were always seeking but they'll never find it" così mi guardo in giro come in preda a una vertigine. WR2, WR6, WR3, WR1. Sono tutti scomparsi. L'uomo mi posa una mano sulla spalla. "It's alright", mi sorride, "yes it's alright", ripete. Stappa una bottiglia di birra e me la mette in mano. Inchioda i suoi occhi nei miei. "E ricorda bene che io non faccio parte di questo cazzo di equipaggio", dice prima di andarsene fischiettando un motivetto allego. Ora l'aereo decolla. Subito risuona una sirena tipo sirena antiaereo e il comandante annuncia con voce impastata: "Are you crazy?... come ooooon... Are you fucking craaaaaaaazy?"
Tempo pochi minuti: l'aereo finisce nel mezzo di una tempesta e prende a sobbalzare, WR3 e WR6 sono di nuovo lì, fagocitate da una montagna di bagagli a mano, WR1 è stato risucchiato dal sacchetto di carta e ora spuntano solo i piedi. Picchio sulla spalla di WR2 e gli domando secondo lui cosa diavolo stava canticchiando lo stewart. "Quale stewart?" risponde lui. "Quello che mi ha portato la birra canticchiando un motivetto allegro". "Quale birra?". Guardo in basso. In mano non stringo niente. Qualcosa mi spinge ad alzare la tendina del finestrino ed eccolo là, lo stewart di prima, seduto sull'ala che traffica col motore canticchiando quel motivetto allegro che dice "Va tutto bene, sì, va tutto meravigliosamente bene".
E così mi sveglio di soprassalto madido di sudore. Tutto è tornato alla normalità, tranne questo assurda calzamaglia nera che non riesco a levarmi di dosso.

Sono all'interno di una metropolitana molto affollata, una metropolitana che ha più l'aspetto della cabina di un aereo. Il conducente accende gli altoparlanti e urla "Are you fucking craaaaaaaazy?". Le hostess, se sono hostess, corrono avanti e indietro freneticamente. Le mani cariche di boccali di birra nera e schiumosa e gridano “Cerveza, cerveza!”. Ad ogni fermata si aprono le porte ed entra un folata di aria gelida e carica di neve. Il nevischio si posa sulle giacche e sui capelli dei passeggeri come forfora sui chiodi dei metallari. WR5, WR1, WR3, WR2 indossando calzamaglie nere. WR5 si esibisce in plièe e relevèe languidamente appoggiato al palo del vagone. Sento l'ansia crescere dentro di me. Un presentimento tanto vago quanto fastidioso. So di aver dimenticato qualcosa, ma anche spremendomi le meningi non riesco proprio a ricordare cosa. una cosa banale, di una banalità devastante, come quando parti per un viaggio e arrivato in aeroporto ti accorgi di aver lasciata a casa il passaporto. Allora infìilo la mano in tasca ed estraggo il passaporto. Al posto della foto c'è la sagoma di un viso avvolto in un passamontagna nero.
Le porte si aprono all'improvviso. WR5 balza fuori con una piroetta. Gli altri lo seguono affannosamente. La stazione è in realtà una piazza con un albero di natale luminoso e un gigantesco brezel piazzato al posto della stella cadente. Poco lontano uno strambo orologio astronomico diffonde una musichetta satanica a ogni scoccare dell'ora che fa più o meno: “Where can you run to? What more can you do? No more tomorrow, life is killing you. Dreams turn to nightmares, heaven turns to hell. Words of confusion, nothing more to tell”. La piazza è gremita di gente, ma WR1 mi tiene per mano e la gente che ci guarda inorridita si apre in un lungo corridoio davanti a noi. Improvvisamente un uomo ci si para di fronte con aria di sfida. Una specie di Wolverine con addosso il cappotto del Corvo. Al posto degli artigli estrae una spilletta di Garfield e dice una sola parola: Tiket. All'improvviso mi torna in mente cosa avevo dimenticato. Il biglietto. Sento una forza incontrollabile pervadermi mentre il mio corpo muta in qualcos'altro. Sono più alto, sempre più alto, e ora posso schiacciare un uomo con un piede. Possiedo molte braccia. Con una mano stringo il Wolverine, con l'altra gli stacco la testa mentre con la terza mi accendo una paglia e con la quarta schiocco le dita al tempo della musichetta satanica. Nella quinta stringo ora non più la mano di WR1 ma tutta la sua figura mentre la sesta... "La sesta dorme dentro di me", mi tranquillizza con un sorriso WR6, comodamente seduta nel palmo della mia sesta mano.
Sobbalzo urlando "Shamalà! Shamalà! Shamalà!". Mi siedo sul letto e mi guardo intorno. I vinili sono tutti al loro posto, la pila di biglietti dei miei 357 concerti pure. Ma questa calzamaglia nera?

Qui non c'è il solito caldino, anzi, qui c'è un freddo fottuto. E che cibo di merda. Quella roba gassata sembra anche buona ma ne arrivano solo delle pisciatine sottilissime. Diverso dalle montagne di popcorn a cui sono abituata da un po' a questa parte. Intravedo le sagome di quattro persone. Uno dice sempre delle frasi che cominciano con dio e che mi fanno molto ridere anche se non le capisco, l'altro invece decide sempre i posti dove andare e nessuno le mette mai in discussione perché quando sceglie un posto va sempre a finire che quel posto è bellissimo. La terza secondo me è una femmina, come me, ed è sempre dolce e a volte un po' sarcastica, soprattutto con quello che fa tremare i vetri coi rutti, che mi pare sia sempre lo stesso che dice quelle cose divertenti che iniziano con dio. L'ultimo è quello che dà sempre un bacino al mio culo prima di addormenarsi e mi chiama Trinity, è quello che dice sempre “andiamo” e allora improvvisamente stiamo tutti andando da qualche parte, neanche fosse lui il leader. C'è una quinta persona ma non riesco a vederla eppure deve essere molto vicina. Quando parla o quando fa quei rumori col sedere la sento dappertutto, come se fosse tutt'intorno a me. Però ora scusatemi, mi sento improvvisamente stanca. Sapete, tutto questo sballonzolio concilia. Credo che mi farò un pisolino. Quando mi sveglio intravedo tre sagome che parlano della discografia dei Rainbow mentre la quarta sta parlando di mercatini assieme a quella che ho intorno. Poi all'improvviso ci sono delle luci fortissime, e dei fischi, e delle urla e tutti che spingono e sgomitano. Da qui non vedo bene ma sembrano centinaia di mani alzate che fanno le corna. Vorrei proprio sapere dove diavolo sono capitata. Quello che sento è un tizio che sbraita come una gallina e ogni volta che dice "are you fu kong craaaaaaaazy" tutti impazziscono e fanno un gran casino. Gallina farfuglia frasi senza senso sul diavolo. Secondo me quello si fa la pipì addosso come me. Ora c'è un suono che mi fa traballare e il cordone a cui sono attaccata daang daaang vibra che sembra la corda di un contrabbasso. Mentre Gallina farfuglia la sagoma che mi circonda canta nananà nananà nananà forse perché non vuole sentirlo o forse perché vuole canticchiare le stesse cose che dice Gallina ma non ricorda le parole.
Oh, ma questa mi sembra di conoscerla! E anche questa! E senti che bel suono. E vai con questo riffone. Bella faccenda. Uno dei tre che prima parlavano dei Rainbow ora è dietro di me che grida ghegheghé. Poi però a un certo punto i rumori sono forti, troppo forti, come un rullo di tamburi, sì, sono proprio tamburi e sono più forti sempre più forti e il rumore è dappertutto è accecante è assordante e il cordone vibra forte troppo forte e mi sbatte di qua e di là, sopra e sotto e di lato e allora urlo...
"Bastaaaaaa!". Mi sveglio di soprassalto. Ma che razza di incubo. D'istinto poso le mani sul mio prominente ventre, stranamente avvolto in una confortevole calzamaglia tutta nera.

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L'ineffabile illustrazione qui sopra raffigura i Black Kalzamaglia in concerto. Concordo con voi che vederla alla risoluzione consentita da questo blog rappresenta un crimine nei confronti in primo luogo di WR1, in secondo luogo dell'umanità intera. Vedremo come risolvere il problema. Nel frattempo potete cimentarvi a individuare nel testo la frase nascosta, la frase della Bestia. La frase del triplo 6.

Autore: ufj | Commenti 3 | Scrivi un commento