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  30.03.2014 | 12:23
intervista al frontman dei criogenia
 
 

WACKY RACE - QUINDICESIMA TAPPA (prima parte)

Criogenia, 29 marzo 2014, Bar dei Giardini, Imola

Dopo il concerto di addio dei Criogenia ho intervistato il frontman della band. Poi ho perso il foglietto delle domande.

(…)
Ma no, anzi. Sono io che ti ringrazio per aver esordito con una domanda tanto originale. Si tratta di una sorta di predestinazione. Pensa che i Criogenia si formano lo stesso giorno, dico, lo stesso esatto giorno che i Duran duran pubblicano l'indimenticabile “Violence of summer”. Ora capisci cosa intendo?
(…)
 Questo bisognerebbe chiederlo a loro. In ogni caso ti basti sapere che i Criogenia si sono formati il 23 luglio 1990 in Europa e l'11 agosto negli Stati Uniti. Proprio come “Violence of summer”.
(…)
Più o meno come succede sempre in questi casi. Sei adolescenti che non hanno niente da condividere se non una passione per la musica rock, per il film “The Commitments” e il fatto di essere stati concepiti tutti e sei a Woodstock. Più precisamente durante la versione di “With a little help from my friends” mirabilmente eseguita da Joe Cocker.
(…)
Esattamente. E proprio perché i Beatles sono nel nostro DNA che li proponiamo a ogni nostro concerto. Ti ho già detto che “Happiness is a warm gun” è la mia canzone preferita in assoluto?
(…)
Bene, con questa fa un milione e uno.
(…)
No mai. Suoniamo invece “While my guitar gently weeps”, la traccia precedente.
(…)
La ragione è molto semplice: Alberto, il nostro chitarrista, è uno stronzo.
(…)
Quello che più mi irrita è la superficialità di quelli, e sono tanti, che canticchiano una canzone senza conoscerne il significato. Per esempio tu la conosci “Rewind” di Vasco?
(…)
Bravo, proprio quella. Strafamosa, sì. Bene. Quella canzone parla di un tizio che si fa una sega sul divano guardando un film porno.
(…)
E allora leggiti il testo. Te ne dico un'altra. L'altro giorno salgo sull'autobus e di fianco a me un tizio canticchia “Here come old flat-top, he come grooving up slowly. He got joo-joo eyeball, he one holy roller” e via discorrendo. Gli faccio due domande e quello parte con un treno di idiozie. Personaggi grotteschi che si muovo come burattini, dice, pensa un po'. Poi mi parla di politica, di Timothy Leary. Arriva a sostenere che l'uomo con gli occhi a jojo sarebbe Dr. John. “Tutte scemenze”, dico io. “Come together è una canzone che parla di orgasmi simultanei”. Come together, right now, over me. C'è bisogno di aggiungere altro?
(…)
Esattamente. Proprio durante l'assolo finale di “Come together”. Si trattò di una performance molto all'avanguardia. Ci beccammo una condanna per atti osceni in luogo pubblico e fummo estradati dal paese.
(…)
No una volta sola.
(…)
Credimi, una volta sola è più che sufficiente.
(…)
No le altre quarantasette condanne sono per il reato di pubblicità comparativa. Non hai idea di quanti paesi al mondo puniscano il reato di pubblicità comparativa.
(…)
Bravo, quarantasette.
(…)
Ripetiamo la scena dei tastieristi a ogni evento. Io dico nel microfono che Krishna suona una Roland e nel frattempo lui fa un solo pazzesco. Poi l'altro tastierista prende in mano la sua tastiera, che è una tastiera prodotta nel paese in cui stiamo suonando, la sbatte in terra e la fa in mille pezzi. Qualunque cazzo moscio è capace di spaccare una chitarra sul palco. Ma provaci tu a spaccare una tastiera intera. Questo è fottuto rock and roll, ragazzo.
(…)
Certamente. La Roland ci paga sei milioni di dollari per questo.
(…)
Questo lo dici tu.
(…)
No, non esagero affatto. E quando dico che Krishna riesce a suonare le varizioni Goldberg al contrario non intendo che Krishna suona le variazioni Goldberg leggendo lo spartito da destra a sinistra. Quello sono capaci tutti, basta girare lo spartito. Quando dico che Krishna suona le varizioni Goldberg al contrario intendo con la testa sul pavimento e le gambe sullo sgabello.
(…)
Lo dico e lo ripeto. Massimo è il sex symbol della band.
(…)
Ti basti sapere che quelli che io stesso erroneamente chiamo “baffi” sono in realtà peli pubici femminili.
(…)
Macché. Massimo si lava la faccia ogni mattina come tutti. Tu no?
(…)
Indubiamente “She's waiting for me”. Nel corso della serata la suoniamo sempre in due versioni. La prima versione, “She's waiting for me”, serve per ottenere quell'effetto di tiepida empatia che i Criogenia chiamano ossimoricamente “rompere il ghiaccio”. La seconda versione, “She's waiting for me fatta meglio”, è una sorta di tributo al pubblico rimasto in sala. Come dire: “Questo è l'ultimo concerto dei Criogenia, e sono tutti cazzi vostri, perché se mai ci fosse, e non ci sarà, ma se mai ci fosse un altro concerto dei Criogenia avreste certamente il privilegio di sentire “She's waiting for me fatta ancora meglio”. Ma non sarà così. E, come dicevo, questi sono tutti cazzi vostri”.
(…)
Sbaglio o ti avevo chiesto di non farmi domande sul famigerato “Imola affaire”? Ti basti sapere che il chitarrista dei Kordz mi ha telefonato ieri mattina. Si offriva di sistemare le cose aprendo il nostro concerto di stasera.
(…)
Naturalmente.
(...)
No, perché non so come si dice vaffanculo in libanese.
(…)
No, non dirò nulla neanche sulla Herzigova.
(…)
No, ti assicuro.
(…)
No. Neanche il secondo. E neanche il terzo. Sei probabilmente il milionesimo giornalista che sostiene che somiglio al cantante dei Midnight oil. Bravo. Hai vinto un'intervista gratis.
(…)
I rapporti tra Metafora viva e Criogenia sono custoditi in un X-file presso il Pentagono. Il fascicolo sarà desegretato fra circa quarant'anni. Nel frattempo mettiti comodo e fatti una birra.
(…)
“Ali della deflagrazione”, per esempio. Talvolta invece suoniamo “Stato di censura”. Ma sono poche le nazioni che ancora ci consentono di farlo. 
(…)
Quell'immagine del pesce nella rete è un chiaro riferimento al protocyberpostpunk di Hakim Bey. Conosci le sue teorie sulle zone temporaneamente autonome?
(…)
Jung, naturalmente. Che domanda stupida. Credi forse che la strofa “Esci da me o esci con me” potrebbe mai essere scritta da un paroliere freudiano?
(…)
Sì che me lo hai già chiesto. E ti ho pure risposto.
(...)
Ah, tu intendi proprio l'origine del nome. Criogenia. Molto semplice. E' l'unica parola del dizionario italiano che contiene due iati.
(…)
Ah sì? Se ho detto una scemenza allora trovane un'altra.
(…)
D'accordo, l'unica parola del dizionario italiano che contiene due iati oltre a viavai.
(…)
D'accordo. La lingua italiana ha tantissime parole che contengono due iati. E con questo? 
(…)
Veramente il tempo sarebbe scaduto.
(…)
OK, OK. Ma che sia l'ultima.
(…)
Ma come, dico io! MA COME CAZZO FAI A NON SAPERE CHI E' ALBERTO CALOROSI?!?

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  27.03.2014 | 22:36
un altro post politico
 
 

L'approssimarsi di una nuova tornata elettorale funge da stimolo a nuove, eppure uguali, riflessioni politiche. A questo proposito desidero proporvi questo efficacissimo spot elettorale di chiara matrice destrorsa.


(ringrazio Luca per la segnalazione)

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  12.03.2014 | 10:58
io sono d'accordo al cinquanta per cento
 
 

Io sono d’accordo al cinquanta per cento con quelli (*) che dicono “Va che lavoro hanno messo un fucile in braccio al David di Michelangelo” ma sono anche d’accordo al cinquanta per cento con quelli che dicono “Va che lavoro c’è della gente che si scandalizza perché hanno messo un fucile in braccio al David di Michelangelo ma non ha niente da dire sul fatto che al mondo oggi ci sono sessanta nazioni in guerra con 523 milizie armate operative” (**) ma sono anche d’accordo al cinquanta per cento con quelli che dicono “Va che lavoro c’è della gente che critica quelli che si scandalizzano perché hanno messo un fucile in braccio al David di Michelangelo e che però non hanno niente da dire sul fatto che al mondo oggi ci sono sessanta nazioni in guerra con 523 milizie armate operative e poi magari sono i primi che quando prendono una multa per eccesso di velocità perché facevano i cinquantacinque si lamentano che una volta hanno visto passare una Porsc ai centottanta e la pula non ha fatto neanche finta di corrergli dietro” e poi sono d’accordo al cinquanta per cento anche con quelli che dicono “Ma cosa diavolo sono tutti sti cazzo di asterischi?” e tutto questo lo dico perché non si capisca che alla fine non ho molto da aggiungere in merito alla faccenda del David che imbraccia un fucile se non il fatto che se David avesse avuto un fucile come quello lì invece della sua fiondina del cazzo il Caravaggio avrebbe fatto molta più fatica a dipingere la testa di Golia nel suo quadro e in fin dei conti quando sono andato a Firenze l’ultima volta e ho visto il David di Michelangelo io ho subito immaginato che tenesse in mano qualcosa ma quel qualcosa non era un fucile da assalto Armalite né una frombola o una lancia o qualunque arma di precisione antica o moderna anche se in fin dei conti David era un guerriero ma invece ho immaginato che tenesse in mano una chitarra elettrica tipo Gibson Explorer.
E, a quanto pare, non sono stato l’unico a pensarlo (***).

(*) Tra quelli che dicono così c’è la mia amica Anna che ha scritto o scriverà sull’argomento un post molto più arguto del mio a questo link.
(**) In realtà la definizione esatta è “milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti”. l'informazione proviene da qui. Se posso dire la mia un anarchico armato ha senso più o meno quanto un giocatore da briscola reggiano che non bestemmia.
(***) L’immagine di destra proviene da una pubblicità del Rock & Roll museum di San Francisco risalente al 1989.

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  10.03.2014 | 12:40
una domanda molto semplice
 
 

E’ un po’ che mi capita di riflettere su una questione che risponde a una domanda molto semplice. Una domanda molto semplice che però al pari di tutte le buone domande molto semplici presuppone una risposta piuttosto difficile. La domanda è la seguente: qual è il momento esatto in cui una vita comincia ad esistere?
L’altro giorno mentre ci pensavo mi sono venuti in mente gli atomisti di Democrito che dicevano che nella bistecca c’erano già gli atomi del verme e quindi per estensione ho pensato che ogni vita esiste da sempre e per sempre, se non in atto, almeno in potenza, negli atomi delle altre persone. Poi mi sono venute in mente le idee iperuraniche di Platone e di Hegel e ho pensato che forse non si tratta di atto oppure di potenza, né di inizio oppure di fine, ma di istanti di transizione tra un luogo e un altro. Poi mi è venuto in mente Cartesio e il suo principo dell’esistenza come conseguenza del fatto di pensare. Non funziona. Conosco gente che di anni ne ha magari quaranta e a pensare qualcosa di suo ancora non ci si è messa. Poi mi sono venute in mente le monadi di Leibniz e subito dopo mi sono ricordato che io le monadi di Leibniz non le ho mai capite quindi ho fatto in modo di scordarmele subito. Poi mi è venuta fame e sono andato a cena.
Mentre cenavamo Sara mi ha spiegato che al settimo mese di gravidanza i bambini hanno un bioritmo di circa tre ore e passano la maggior parte del tempo addormentati. Se scalciano è perché si stirano oppure cercano un’altra posizione. Ha anche detto che sentono i suoni e intuiscono la luce e l’ombra.
Al termine della cena Sara aveva voglia di mangiare delle noci e così le ho allungato lo schiaccianoci. Il nostro schiaccianoci non è uno schiaccianoci a leva come tutti gli altri. Il nostro schiaccianoci è fatto come una specie di mortaio cilindrico. Si mette dentro la noce e poi si spinge con forza il pestello. Si sente un forte SBANG e la noce va in frantumi. Sara ha fatto questa operazione su tavolo, a pochi centimentri dalla pancia. Appena il pestello ha fatto SBANG dall’interno della pancia è venuto un calcio fortissimo.
Allora io ho pensato che il momento esatto in cui una vita comincia a esistere forse non lo conoscerò mai, ma quando quella cosa che hai nella pancia ti tira un calcio fortissimo perché l’hai svegliata di soprassalto rompendo una noce allora vuol dire che quel momento è già passato di sicuro.

La foto è uno scatto di Sara sul treno Manakara-Fianarantsoa. Durata prevista del viaggio: 8 ore; durata effettiva: 21 ore.

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento

  06.03.2014 | 16:37
il corpo che cambia
 
 

Io quando penso alla canzone Il mio corpo che cambia non riesco a pensarla come la peggior canzone scritta da quella band ormai da molti anni spericolatamente avvezza al pessimo, non riesco a pensarla come quella canzone dotata di una melodia insignificante, di un arrangiamento sciatto, di un’esecuzione all’altezza neppure degli standard bovini di Ghigo Renzulli, di un videoclip imbarazzante per fattura tecnica e artistica. No, niente di tutto questo. Io quando penso alla canzone Il mio corpo che cambia riesco a pensare soltanto alla strofa iniziale che dice “Cos'è cos'è questa sensazione? E' come un treno che mi passa dentro senza stazione. Dov'è dov'è il capostazione?” e mentre canticchio questa strofa mi viene una sensazione come se qualcuno mi stesse osservando con delle intenzioni non tanto chiare e mi vengono in mente delle immagini di vario genere nessuna delle quali neppure marginalmente legata a dei treni composti da carrozze o delle stazioni fatte di pensiline ma piuttosto a dei capostazioni vestiti tutti in un modo che assomiglia al modo di vestire che avrebbe il capostazione di una città il cui sceriffo fosse Victor Willis dei Village People, dei capostazioni dai quali credo che fuggirei a una velocità paragonabile a quella del treno che attraversa Piero Pelù donandogli tutto quell’entusiasmo e mentre scrivo queste scemenze e ridacchio qui da solo in ufficio mi viene in mente che il corpo che cambia di cui volevo parlare in questo post non è il mio né quello di Piero Pelù ma è il corpo di Sara.
La prima trasformazione nel corpo di Sara è stata la mia preferita visto che le sono venute due tettone grosse come due pompelmi e almeno altrettanto dure. Ma anche le altre sono state trasformazioni mica da ridere. Per esempio la pancia stessa e certe difficoltà in certi contesti sono diventati una sorta di stimolo a trovare soluzioni alternative. Come dire un modo per aguzzare l’ingegno, ecco.
Alla fine mi sono reso conto, ci tengo a scriverlo molto chiaramente, che il corpo di una donna incinta non perde assolutamente nulla della sua sensualità.
Anzi.
Diverso, molto ma molto ma molto diverso il discorso che riguarda gli indumenti che generalmente indossa una donna incinta. La composizione qui sopra è stata scattata ieri notte nel corridoio di casa nostra. Traete da soli le vostre conclusioni. Non so voi ma io farei delle leggi apposta per vietare la commercializzazione di roba del genere.

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  01.03.2014 | 09:44
l'uomo della provvidenza
 
 

Lo scorso dicembre, nei giorni in cui Renzi diventava segretario del PD, una sera uscii a bere una birra con alcuni amici. Collocato davanti a me, sopra le teste dei miei amici, c'era uno schermo televisivo. Era un talk show. Qualcuno stava intervistando Renzi. Il volume era troppo basso per capire cosa diceva, ma percepivo le fluttuazioni della sua cadenza fiorentina. A intervalli regolari faceva una smorfia buffa. Allora la regia inquadrava gli ospiti in studio che sorridevano oppure annuivano, oppure sorridevano e annuivano.
Quella notte sognai che andavo a parlare con Renzi per esporgli un mio problema. Il problema consisteva nel fatto che Neil Young faceva un concerto proprio il giorno in cui doveva nascere Fagiola. Renzi mi rispondeva di non preoccuparmi, che avrebbe chiamato subito Neil Young.
Grazie, dicevo io stringendogli la mano. Non c'è dubbio che tu sei l'uomo della provvidenza.
Poi mi svegliai col sogno ancora in testa.
L'uomo della provvidenza.
Renzi.
Ma che razza di stronzata, pensai. Solo a me poteva venire in mente una cosa del genere.

Per fare questa stupida foto nella chiesa di S. Andrea a Orvieto sarò stato lì almeno mezz'ora a provare. Poi quando ho trovato l'impostazione giusta, la luce era cambiata.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento