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  12.06.2012 | 18:40
cattedrali
 
 

Qui in Emilia sono venti giorni che ci trema il culo.
In Italia le calamità naturali sono come il calcio. Uniscono le coscienze. Quando c’è una partita gli italiani si trasformano in cinquantasei milioni di commissari tecnici. Adesso abbiamo cinquantasei milioni di esperti di terremoti che dicono la loro. Secondo voi potevo esimermi?
Le più interessanti sono le prese di posizione politiche. La sinistra moderata fa da subito ciò che le riesce meglio: si divide in due correnti di pensiero e comincia a litigare. Da una parte il pensiero moderato-umanista dei catastrofisti, più o meno mistici, più o meno darwiniani, che sparano anatemi tettonici che farebbero preoccupare Montezuma. Dall’altra il moderato sciacallaggio ideologico dei complottisti, gli indici ben puntati contro cinquant’anni di normative edilizie scellerate. I miei complimenti, come sempre, per il moderato tempismo. Per l’immediato futuro è facile prevedere che le due fazioni continueranno a contrapporsi fino a quando capiranno che stanno dicendo più o meno la stessa cosa. Dopodiché cominceranno a litigare moderatamente per decidere chi l’ha pensata prima.
A destra anche la lega fa ciò che le riesce meglio: sparare spiritosate, mentre il PDL pensava di mandare le crocerossine in topless e i vigili del fuoco con l’uccello di fuori. Non aiuterà un granché, ma i reportage dei telegiornali avranno certamente un’impennata di audience.
Persino Grillo, spiazzato, finisce per dare la parola a un luminare eterodosso in odor di cialtroneria che propone metodi previsivi a dir poco futuristici.
La solidarietà. Una volta giunto in loco, l’ex dirigente del PCI Giorgio Napolitano viene svegliato da un funzionario e gli domanda se sa la formazione dell’Italia. Di contro, l’associazione "di promozione sociale" di estrema destra Casa Pound, oggi così come tre anni fa a L’Aquila, è tra i primi a portare in loco volontari e beni di prima necessità. Qualcuno ha scritto in rete che piuttosto che farsi aiutare da un fascista se ne sta sotto le macerie. Io credo che in circostanze del genere non servano fascisti o comunisti, ma braccia e tempo. Secondo me quel tizio diceva così perché sotto le macerie non c’era mica lui. Alemanno si fa fotografare che da una mano anche lui, e, sapete, mi ha ricordato il Benitone quando si faceva vedere a trebbiare insieme ai contadini. Stessa retorica, diverso appeal. Il ministro del lavoro afferma: “Non possono crollare edifici a ogni scossa”. Possono, caro ministro, possono. E’ esattamente ciò che succede. Oggi ho scoperto che chi ha la casa inagibile ha il diritto di pagare l’IMU soltanto per metà.
E che dire delle iniziative di acquisto solidale del parmigiano? Alcuni centri commerciali hanno deciso di abbassare il prezzo del parmigiano e domare ai terremotati un Euro al chilo. Lodevole, vero? Di primo acchito ho pensato di sì. Se non fosse che in questo modo entrano in aperta (e sleale) concorrenza con quei caseifici danneggiati che stanno cercando di vendere il loro formaggio in ottica di filiera corta. Se cliccate su questo articolo, domandatevi che significa quel "parte del prodotto in vendita". Cari supermercati, vi prego di non spacciare per solidarietà il vostro sciacallaggio.

La settimana scorsa ero al telefono con un collega giapponese. “Sai, qui in Italia stiamo diventando un po’ come voi. Per via dei terremoti, intendo”, dissi.
“Ho sentito. Interi paesi cancellati. Ma che razza di terremoto c’è stato?”
“Mica uno. Tante scosse. Decine. E belle grosse. 5,8 barra 6 gradi scala Richter”.
“Oh, di quelli, qui a Furukawa, ne abbiamo uno a settimana”.
Ho riattaccato e mi è salito il nervoso. Ho pensato che forse dovremmo provarlo questo metodo di misurazione delle scorregge al radon del pianeta. Mettiamolo alla prova, il metodo del professor Giuliani. Magari funziona davvero. Ma non mettiamoci in testa che annusare il culo del pianeta per sapere se starnutirà sia la soluzione. L’allarme continuo. No. La soluzione è che terremoti di questa entità dovrebbero rappresentare un’emergenza pari a quella di un grosso temporale. In Giappone è così da un po’. Facciamoci almeno dire che marca di cemento usano per fare i palazzi.

Vorrei che questo post fosse anche un saluto a Mario, Lisa e a tutti coloro che come e più di loro si trovano a vivere questo momento di grande difficoltà. A loro dedico questo pensiero che ho trovato stamane gironzolando per la rete.
“Gli Emiliani-Romagnoli sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari,una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Ligabue, Zucchero e la Pausini. Devono farti una siringa? Loro ti tirano su un'azienda biomedicale. Devono fare quattro piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi, non si fermano, non si stancano, e se devono fare una cosa, a loro piace farla bene e bella, e utile per tutti... Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali”.

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento