blog.tapirulan.it
 
  26.04.2012 | 12:42
이발소
 
 

Quando i ragazzi del Teatro necessario approntarono il loro nuovo Barbieri, una manciata di annetti addietro, mi chiesero di scrivere una presentazione dello spettacolo. Lo feci di buon grado.
Poi qualche mese fa i ragazzi hanno portato Barbieri in Corea del Sud. Di seguito il testo integrale della presentazione in coreano (grazie, Daisy). A beneficio di coloro che avessero qualche difficoltà con la lingua allego sotto la traduzione del primo capoverso (grazie, Google).
In Corea del Sud ci sono stato pure io. Per ben due volte. Questo è uno scatto del palazzo imperiale di Seul, il Kyongbok-kung. Era un giorno di celebrazioni e c'era in giro una processione. C'erano anche molte scolaresche di bambini che si rincorrevano per le stanze del palazzo. Ricordo che le maestre erano tutte giovani e molto carine.

----------------------

오늘날 지방의 영세한 이발소에는 세월의 흔적으로 뿌옇게 장방형 거울과 삐걱거리는 의자, 녹슨 이발도구 등이 남아있을 뿐이다. 그렇지만 불과 반세기 전만 해도 이발소는 마을 사람들이 자유롭게 관심사와 사상을 토론하는 최적의 사교 장소였다. 그곳에는 음악이 흐르고, 커피와 같은 음료도 있고, 무엇보다도 믿음직한 이발사가 들려주는 기이한 이야기들이 넘쳐났다. 간단히 말하면 이발소는 마을의 가장 핵심적인 장소라 있었다.

공연에 숨어있는 아이디어는 이처럼 그리 오래지 않은 시절, 이발사가 머리카락을 자르고 면도를 하는 것은 물론, 노래하고, 음악을 연주하고, 음료를 서빙하고, 조언을 던지고... 마디로 손님을 즐겁게 해주던 바로 그런 분위기를 되살리는 것이다. 무대는 명의 야심만만한 이발사가 생기를 불어넣는 이발소가 되고, 칸막이된 객석 앞쪽 특석은 커다란 대기실이 된다. 관객들 모두 처음에는 무대와 객석 공간을 구분해서 인식하지만, 나중에는 모두들 공연의 일부로 통합된다

연은
손님을 기다리는 시간에 시작된다. 이발사는 손님을 기다리며 서로 가지씩 재주를 선보이면서 손님을 가로채기 위한 경쟁을 펼친다. 관객 또한 자기 차례를 기다리며 어떤 일이 펼쳐질지 온갖 궁리를 하는데, ‘최악의 상황을 피하고 싶은생각 뿐이다. ‘배우가 되는 관객을 맞이하는 의미하듯 이발사가 되는 손님을 맞이하는 의미하므로, 기다리는 과정에서 점점 관객들도 스스로 차례를 기다리는 손님처럼 생각하게 된다.

술사나
의사들처럼 진짜 이발사는 여러 가지 로션의 배합으로 머리에 생긴 모든 문제를 말끔히 해결하듯이, 공연의 이발사이자 연주자들은 그들이 몸짓으로 있는 온갖 재능들을 자랑스레 보여줌으로써, 손님이 깨끗하고 부드럽게 손질된 얼굴과 다시 태어난 활기찬 몸과 기분 좋은 느낌으로 이발소를 떠나게 것임을 확신한다. 관객들 또한 공연이 끝나면 기분 좋게 이발을 마친 느낌으로

----------------------

Oggi, le tracce di tempo del locale barbiere youngsehan nuvoloso con uno specchio rettangolare e una sedia cigolante, bobble le teste e arrugginito rimangono. Tuttavia, solo mezzo secolo fa, il barbiere di quel paese, le persone si sentono liberi di discutere i problemi e le idee sono il posto migliore per socializzare. Qualora i flussi di musica, bevande come il caffè e, sopra tutte le storie meravigliose raccontate da un affidabile barbiere traboccato. In poche parole, i barbieri della città potrebbe essere il jangsora più critico.

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  10.04.2012 | 22:13
verbale di riunione
 
 

Tra tutti i concorsi indetti da Tapirulan quello di racconti è indubbiamente il concorso più ingrato. Le ragioni sono molte, non ultima il fatto che la giuria si deve sorbire qualcosa come un cinquecentinaio di racconti, una consistente percentuale dei quali di più che discutibile qualità.
poi di tanto in tanto salta fuori una gemma. In quegli istanti la soddisfazione è impagabile.
Il concorso di racconti è anche quello che ha i tempi più lunghi. Dalla pubblicazione del bando alla pubblicazione dell'antologia passa grosso modo un anno. A volte qualcuno si innervosice. Si comincia a dire in giro che la giuria batte la fiacca. Non è così. La giuria lavora, eccome se lavora. E' proprio per dimostrare al mondo intero che la giuria lavora, e lavora sodo, avrei deciso di pubblicare il verbale di una delle riunioni, nella fattispecie la penultima.
Il verbale è stato redatto da uno dei giurati.

----------------------

La riunione si teneva a casa di X.
Per primo giunse Y. Finché furono presenti solo X e Y, la discussione si basò su intelligenti domande di Y, tre quarti delle quali imperniate sul colore della parete della cucina (di queste, due quinti circa sull’abbinamento tra i colori di spugne e imbuti e la medesima parete; una, una sola, sull’abbinamento cromatico tra lo spazzolone del cesso e la parete – non del bagno, bensì ancora una volta della cucina).
Arrivò poi Z, recando un dono per la fidanzata di X, ivi presente. Ne seguì una breve discussione sul suddetto regalo, dopo di che si cominciò a discettare di un lungo saggio scritto da Z. Y ne approfittò per fare domande sul colore della copertina del saggio e l’eventuale abbinamento della copertina con pareti, imbuti e spugne di casa X. 
Di seguito giunsero W e J, insieme. J piuttosto acciaccato, W in grande spolvero e in piccolo spolvero (si legga: spolverino).
Da quel momento le interazioni tra i cinque giurati assunsero la seguente struttura:
W che faceva domande a ripetizione a Z sulle sue passate esperienze (a proposito delle quali rimandiamo all’appendice).
Z che rispondeva alle domande di W fingendo ritrosia ma in realtà godendo sia pure solo intellettualmente della situazione attuale di oratore ininterrotto così come del ricordo nostalgico delle situazioni narrate.
J che fissava la bottiglia di liquore attendendo di poter trovare il varco nel monologo di Z, ai fine di proporre una pausa, ingollare il contenuto della bottiglia e dare un nuovo peso (al tempo stesso più ponderato e più leggero) al flusso di Z.
X che ascoltava annoiato conoscendo già le passate esperienze di Z (come tra l’altro W, il quale però provava gioia nell’istigare Z al racconto), evidentemente intenzionato a spostare il discorso su altri temi, ma sotterraneamente preoccupato che il dialogo monologico virasse verso l’analisi dei racconti del concorso, sui quali non poteva definirsi preparato avendone letto solo uno, scritto tra l’altro da lui stesso dietro pseudonimo pretenzioso (Alex Manzoni).
Y che spostava lo sguardo tra parete e liquore, molto indeciso su quale dei due oggetti fosse maggiormente meritevole di attenzione.

Appendice
Z - No, quella lì invece l’ho conosciuta su ***, non come quella che invece l’ho conosciuta su ***, e praticamente quando l’ho conosciuta prima **********, dopo mi ha ********, e praticamente mentre guardavo ****** lei *******, e c’era anche *** che *********, ma poi quando l’ho rivista ********, allora ho pensato che se lei diceva **************** allora per forza doveva ***********, invece pensate un po’ lei se ne esce con **********************, che secondo me era una stronzata, anche perché ********* e **************, infatti dopo un mese ****************************, quindi ditemi voi se può essere che ***********. Eh? Che ne dite?
J – Si può aprire il Glenfiddich invecchiato 65 anni, X?
X – Sì, basta che non mi chiedi nulla sul racconto che è piaciuto solo a te e  a W.
Y – Ma le presine di che colore sono?
W – E quell’altra volta che poi voi avete **********************************************************************  **********************************************************? Com’è che era andata quella volta?

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento