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  08.03.2012 | 13:28
guido casamichiela - sformato di fango
 
 

Una volta discorrevo con un amico su un concetto per sua natura piuttosto ostico. Parlavamo, in parole povere, del senso della vita. Curiosamente ci trovammo d’accordo nel definire l’esatto istante in cui la vita ha inizio, ma discordavamo sulla liceità da parte dell'essere umano di disporne a piacimento.
Un po’ più semplice domandarsi quando nasce un’antologia.
Si potrebbe pensare che l’antologia nasce nel momento in cui il libro esce dalla tipografia. Qualche nostalgico di gnoseologica classica, appassionato della vecchia storiella dell’albero che cade ma nessuno lo sente e pertanto non fa rumore, quel qualcuno potrebbe addirittura sostenere che l’antologia esiste nel momento in cui c’è un pubblico che la legge. Sarebbe come se avessi detto al mio amico che secondo me un bambino esiste da quando inizia ad avere consapevolezza di sé e di conseguenza memoria, cioè attorno ai tre o quattro anni.
Sulla questione della vita ho molti dubbi e nessuna certezza, ma sulla questione dell’antologia ho la mia da dire. Io credo che l’antologia nasca ben prima di uscire dalla tipografia, io credo che nasca prima ancora di entrarci, in tipografia, prima di essere editata, corretta, impaginata. L’antologia nasce prima che Guido e Alberto trascorrano due mesi due ad azzuffarsi come capponi su ogni singolo sintagma. L’antologia nasce prima che Guido concepisca il pensiero di fare un’antologia, prima ancora che Guido termini di scrivere i racconti. L’antologia nasce nel momento in cui a Guido succede qualcosa e questo qualcosa entra nel cervello di Guido e per qualche ragione si trasforma in qualcos’altro.
Ecco, quello è il momento in cui nasce l’antologia.
Ebbene, quando leggerete Sformato di fango, non sempre, ma solo in certi momenti, sentirete una sensazione strana. A stimolarla non sarà lo stile narrativo di Guido, sovente impeccabile, né saranno le cose che vi racconta, che vi piacciano o no, né quelle che intende soltanto insinuare sotto la vostra cute. La sensazione sarà molto più primordiale e impalpabile, direi indefinibile. Ci rifletterete. Alla fine vi sembrerà di aver assistito a quel preciso istante. A quel microcosmico big bang emotivo avvenuto dentro Guido.
Il volume, edito on-demand da Tapirulan, è stato egregiamente curanto da Fabio, egregiamente scritto da Guido e maldestramente pasticciato dal sottoscritto.

Uno dei racconti più straordinari di Guido si intitola Pezzetti. In realtà Pezzetti non è un racconto e per questo motivo sono riuscito a dissuadere Guido dall’includerlo nell’antologia. Ma forse ho fatto male, dal momento che Pezzetti funziona egregiamente anche come racconto.
Pezzetti è di fatto una outtake. La trovate qui, divisa in quattro polposissime parti (uno, due, tre, quattro).

L'illustrazione della copertina è di Sara Stefanini.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento