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  27.11.2011 | 13:24
la tecnologia e' di chi gli serve
 
 

Ogni volta che sento dire che l’uomo si è evoluto per via del pollice opponibile mi scappa da ridere. Non perché non lo ritenga vero, ma perché mi viene in mente la scena iniziale de La pazza storia del mondo di Mel Brooks. Mi viene anche in mente la scena iniziale di 2001 odissea nello spazio, ma quella ammetto che fa meno ridere.
Io non sono né un sociologo né un antropolgo ma mi piace credere che, a livello evolutivo, la principale differenza tra l’uomo e l’animale consista nella prerogativa di trasmettere la conoscenza. E' così che siamo potuti passare dalla clava al mouse. E' il progresso - se è stato progresso - che avanza nei millenni in maniera più o meno omogenea, più o meno cruenta.
Poi nel secolo scorso è arrivato Mr. Copyright. Un signore con le braccia molto lunghe e tantissimi occhi che tutela il diritto di tenere soltanto per sé (o, a discrezione, di vendere a caro prezzo) una cosa utile per il mondo intero. Per un periodo sovente superiore a quello della vita stessa. Io credo che buona parte degli squilibri sociali mondiali provenga dall’inspiegabile accettazione di questo concetto assurdo.
E quindi mi dispiace per il povero Steve Jobs. Davvero. Ma al di là della pietà per la sua tragedia umana posso soltanto augurarmi che la sua prematura dipartita, piuttosto che a una veloce santificazione mediatica, conduca a una generale riconsiderazione sulla gestione mondiale della tecnologia.
Mi sono letto il famoso discorso ai laureandi dell’università di Stanford. Personalmente l’ho trovato agghiacciante. Agghiacciante per autoreferenzialità, aneddotica e retorica bieca. L’ennesima agghiacciante autocelebrazione del self-made man americano che prima dormiva sul pavimento e oggi possiede milioni a palate.
D'accordo, ce l'ha fatta. Ma forse è venuto il momento di domandarsi come.
E perché.
Non ho alcun dubbio sul fatto che Steve Jobs sia stato uno dei migliori imprenditori del mondo, laddove “migliore” significhi “di maggior successo”. Ma penso anche che la conoscenza dovrebbe essere patrimonio dell’umanità e non rinchiusa in una custodia di plastica sottile, colorata e luminescente.
Sì, sì. Basta così.
Perdonate il pistolotto.

Il discorso di Jobs integrale in italiano potete trovarlo dappertutto. Io me lo sono letto qui.
Qui sotto invece mi permetto di sforbiciarne uno stralcio.
[Il corso di calligrafia] non sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Macintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono.

Nel film Il postino c’è una scena in cui Massimo Troisi, reduce da una recente delusione amorosa, rimprovera un allibito Neruda/Noiret sbattendogli in faccia che “La poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve”.
Più o meno in argomento, la foto qui sopra è stata scattata l’anno scorso dal sottoscritto a Ouazazade, nel sud del Marocco.

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento

  19.11.2011 | 13:31
lo giuro!
 
 

Sara era stata molto chiara. “O comperi gli scaffali del garage, o stanotte dormi nel garage”. Le parole somigliavano molto a quelle che Marsellus Wallace dice a Butch dopo la morte di Zed.
E così mi trovavo al Bricocenter nel reparto “scaffali per il garage”. C’era uno scaffale enorme sul quale erano posizionati gli scaffali in vendita. Ce n’erano di tanti tipi, diversi per materiale, foggia e dimensioni. Avrei dovuto concentrarmi per decidere quale fosse lo scaffale più adatto al nostro garage, ma non riuscivo a smettere di pensare invece allo scaffale che conteneva gli scaffali. Mi domandavo da dove venisse. Probabilmente esiste una ditta che produce scaffali per esporre scaffali. Mi domandavo se questa ditta possiede uno showroom. Mi domandavo se nello showroom hanno uno scaffale per esporre i vari tipi di scaffali per esporre scaffali. E forse questo scaffale…
Squillò il cellulare.

Due corsie più in là Sara mi vide riattaccare. “Chi era?”
“Valentina”.
“Valentina chi?”
“Valentina, il presidente del Centro Fumetto Andrea Pazienza”.
“Mmmh, e cosa vuole?”
“Fanno un concorso di fumetti. Mi ha proposto di entrare in giuria”.
“…”
“…”
“…”
“Che c’è?”
“Niente, non c’è niente”.
“Non ci credo”.
“C’è che non è giusto, ecco! Tu non sai niente di fumetti. Sono io quella che ha letto un casino di fumetti, non tu”.
Le sopracciglia di Sara da parallele diventarono perpendicolari.
“Questa, mia cara, si chiama invidia”.
In fondo alla corsia trovammo uno scaffale di plastica nera. Era molto resistente e facile da montare. Comperammo quello. Per tutto il tempo Sara aveva sulla testa una di quelle nuvolette nere che lasciano presagire fulmini e saette.

Del concorso provinciale “Floriano Soldi” per fumettisti esordienti in realtà non sapevo molto, così mi documentai in rete (qui il bando della dodicesima edizione). Oltre al resto, trovo pregevoli e distintive le due principali caratteristiche del concorso. La prima: la circoscrizione ad autori esordienti. E non poteva essere altrimenti, visto l’impegno assiduo da parte del Centro Fumetto nella promozione e divulgazione di giovani talenti. La seconda: la territorialità. Affatto limitante, secondo me, ma anzi giustificata dalla contestualizzazione all’interno del festival cremonese più importante dell’anno, il Festival del Torrone.

Ecco, il senso di questo post, oltre a informare che io e Sara abbiamo finalmente messo in ordine il garage, è di ringraziare Valentina innanzitutto per la considerazione e Margherita, Stefano e Michele per il pomeriggio semplicemente straordinario (...e un augurio di pronta guarigione ad Alessandro).
Eh, chiacchierare di fumetto non è esattamente come vendere bruciatori per barbecue. Questo è poco ma sicuro.

La cerimonia di premiazione si svolgerà questo pomeriggio alle 15.30 presso il Salone dei Quadri del Palazzo Comunale di Cremona.
La foto della giuria "al lavoro" è di Michele. Qui il suo blog.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  17.11.2011 | 11:20
ecco, lo sapevo
 
 

Lo sapevo.
Aveva ragione Gaia.
Il concerto degli Ulver ha radunato all'interno del Teatro Regio orde di metallari buzzurri, vandali e figlidimignotta. Repubblica Parma parla di scampato pericolo e la butta a tarallucci e vino. Non fidatevi. Io c'ero. Non è andata così. Guardate per esempio cosa succedeva poco prima del concerto nientemeno che nel palco reale.
Inammissibile.
Davvero inammissibile.

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  08.11.2011 | 11:45
neonazismo, vandalismi, anticristo ecc.
 
 

C’è un tizio a Parma che organizza eventi decisamente inusuali.
Per esempio lo scorso due giugno ha invitiato Jon Spencer a mangiarsi un panino al bar Gianni di Parma. Io ero lì, che guardavo il palco, poi guardavo Jon Spencer che si azzannava il panino e non capivo bene. Mi domandavo perché il palco non fosse coperto dal momento che pioveva da una settimana.
Poi ha organizzato una serata tributo ai Joy division. Ospiti d’eccezione Angela Baraldi e Giorgio Canali. Il pubblico era tre volte la capienza della sala. Io ero lì, che guardavo le porte chiuse e poi la coda di gente e non capivo bene. Mi domandavo cosa ci faceva un evento del genere in una saletta grossa come una prima liceo.
Poi lo stesso tizio ha organizzato un concerto degli Ulver al Teatro Regio di Parma. Gli Ulver sono un po’ come gli Anathema: esordiscono come band black metal e poi, al pari di tutte le anime irrequiete di questo pianeta, un giorno o l’altro decidono di fare dell’altro.
Ancora non so quale astrusa circostanza mi farà perdere anche questo evento. Ma nel frattempo vi segnalo questa deliziosa querelle in corso su Repubblica Parma. Se l’articoletto vi avrà divertito, allora non perdetevi i commenti.
Potrebbe anche fare venti milioni di abitanti come Dacca, ma Parma resterà sempre una città di provincialotti più complessati di un’adolescente con l’acne. Per certi versi non è male viverci.
Sotto, una selezione dei miei commenti preferiti. Mi fa ridere che il primo somigli un po' all'identikit di Angelo Izzo. L'ultimo, invece, deve averlo scritto un reggiano.
Sopra, invece, la copertina del primo album (demo esclusi) dei lupi norvegesi.

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"Non conosco gli altri, ma siccome ci sarò, magari posso tranquillizzare la vostra "signora preoccupata" dal "tipo di pubblico". Impiegato, over 40, padre di 3 figli. Andrò con mia moglie, insegnante."

"Hai ragione Gaia, i metallari sono la rovina di questa città! Vedrai che sfasceranno il teatro e lo riempiranno di sporcizia, di rudo! Ho saputo di vari metallari che si sono persino infiltrati nelle stanze del Comune e l'hanno fatto fallire! O di altri che prendevano le mazzette! Ah guarda Gaia, i metallari son la rovina di Parma!"

"La catastrofe vera sono le migliaia di cuccioli usati per le pellicce delle signore benestanti che solitamente frequentano il Regio."

"pperò : nel genere del black metal molti aderenti hanno avuto a che fare con omicidi, suicidi, neonazismo, satanismi, vandalismi, anticristo, antisemitismo, ecc. Beh, buona scelta culturale profonda per la nostra gioventù,bisognerebbe avere il nome di chi li ha proposti"

"Parma quando ti sveglierai da questo letargo? Non siamo sempre stati vecchi bigotti con la puzza sotto al naso, pronti a giudicare senza nemmeno conoscere... Ho sempre sognato la mia città come riferimento culturale ma finchè ci saranno persone come Livia o Gaia questo non sarà mai possibile. I luoghi di musica vanno "dati" a chi la musica è in grado di capirla e proteggerla, l'essenza stessa dell'arte non può essere per tutti, e di certo non può essere di chi ha strette vedute. E' ora che questo tempio della musica sia aperto anche alle nuove generazioni oltre che ad anacronistici eventi per la Parma "bene". Sto parlando di quella stessa Parma che si è MANGIATA TUTTO compreso il NOSTRO teatro. Noi siamo la musica e non potete toglierci i nostri luoghi."

"Al Regio ha starnazzato persino Ligabue, pertanto gli Ulver vi possono suonare senza problemi."

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  02.11.2011 | 17:09
una recensione mediocre
 
 

Già lo dicevo qualche post addietro. Se vivi da queste parti, con Ligabue i conti prima o poi devi farceli.
Per quanto mi riguarda sono stato al Campo volo nel 2006 e ci ho scritto su un racconto cinque annni più tardi. Mi sembra più che sufficiente.
Il racconto è stato pubblicato con sublime tempismo sul quotidiano Qui Parma all’indomani del Campo volo 2.011.
E’ una storiella leggera senza tante pretese, ma fervida di contenuti personali. C’è il resoconto di quella giornata a modo suo straordinaria. C’è il ricordo di un’amica che non vedo da parecchio tempo. C’è, infine, il saluto a un nuovo amico. Si tratta di Gianluca (Morozzi), al quale ho successivamente inviato il racconto. Mi ha fatto piacere sapere che si è divertito a leggerlo.
La storia è online in due parti su Tapirelax. Qui la prima parte e qui la seconda.

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento