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  29.07.2011 | 12:59
fratelli
 
 

un articolo che scrissi all'indomani del concerto dei blackfield a milano.
l'avevo preparata per tapirelax ma rileggendolo mi rendo conto che non è un granché. tutt'altro, anzi.
d'altro canto mi mi spiace pure tenerlo inedito per un paio di motivi. in primo luogo il concerto dei blackfield mi ha trasmesso emozioni molto intense - emozioni che dubito di essere riucito a trasferire nell'articolo. in secondo luogo perché ho visto il concerto in compagnia di due amici di lunga data che non vedevo da un bel pezzo.
eccolo qui, l'articolo. piano con le uova marce...

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Blackfield - DNA tour 19/04/2011 – Milano, Magazzini generali

“Uuuu, ma che gran figo”, commenta Sara con una strana luce negli occhi.
“Quello lì sarebbe un gran figo?”, ribatto io.
“Eccome!”
Poi mentre la gente sfolla e si spintona sbatto contro un tizio.
Gli chiedo scusa.
“E questo ti piace?” dico a Sara, indicandoglielo,
Il tizio ha i capelli a tendina, castano-biondicci, un po’ unti, schiacciati sulla testa e annodati in cordine verso il fondo. Ha il mento a punta, il naso a punta, la faccia a punta costellata di foruncoli e bianca come un foglio di carta. Ha degli occhiali con montatura dorata, una t-shirt dei Queensryche, la corporatura esile e l’andatura dinoccolata nonostante la statura decisamente non imponente.
Sara fa una smorfia. “E secondo te dovrebbe piacermi un affare del genere?”
“Be’, quell’affare è identico a Steve Wilson”.
Sara ci pensa un po’.
“Sì ma Steve Wilson è una rockstar”.
“Una rockstar? Scusa ma tu hai mai visto una rockstar con gli occhiali?”
Sara ci pensa un altro po’.
“John Lennon” dice.
Touché.
“Anche Lucio Dalla”, ribatto, tanto per dire qualcosa anch’io.
Comunque, se volete farvi un’idea dei gusti di Sara in termini di uomini sappiate per esempio che le piacciono, tra gli altri, Giovanni Lindo Ferretti e Manuel Agnelli. Ma soprattutto, si dichiara innamorata del sottoscritto. Se proprio volete sentire la mia, di opinioni, secondo me Steve Wilson è uno di quelli a cui è andata di lusso, ma molto di lusso. Gente come Come Nick Cave, per esempio, o Thom Yorke. Personaggi che se non fossero diventati rockstar probabilmente non avrebbero fatto sesso neanche con appresso una valigia di bigliettoni.
Steve Wilson però è il leader non di una ma di ben due band, entrambe, a loro modo, di culto. E la seconda, i Blackfield, è appena salita sul palco.
Conobbi i Blackfield due anni dopo il loro album d’esordio, nel 2007. Ero nel mio negozio di musica prediletto – il Music Mille di Parma – per acquistare Fear of blank planet. L’album era esaurito, però il negozio era vuoto. Iniziai a chiacchierare col commesso, anch’egli – appresi – appassionato dei Porcupine tree.
“Ma tu li hai mai sentiti i Blackfield?”, disse a un certo punto.
Io detesto quando qualcuno mi nomina una band che non conosco. Mi stizzisco subito.
“Lo credo anch'io, ma credo che difficilmente possano ambire a somigliare ai Porcupine tree. I Porcupine tree sono inimitabili”, chiosai.
“Vero, ma i Blackfield non cercano affatto di imitare i Porcupine tree, anzi, secondo me procedono in direzione decisamente opposta. Sono un side-project di Steve Wilson. Ora te li faccio sentire”.
Uscii dal negozio stringendo in mano la mia copia di Blackfield.
Non vedevo l’ora di farli sentire a qualcuno. E così feci, dico bene Cesare?
La fascinazione non è stata effimera, dal momento che quattro anni più tardi siamo qui davanti in attesa che cominci il loro show.
Wilson entra in scena con una t-shirt nera e degli occhiali attaccati al naso con l’Uhu. Aviv veste un giubbotto luminescente come un’insegna da bar, ha dei brillantini in faccia, un trucco attorno agli occhi piuttosto vistoso e delle movenze da supercheccona. Impossibile immaginarsi due personaggi più diversi. Eppure le dichiarazioni di stima reciproca sono molteplici nelle interviste e anche stasera, sul palco, i due si abbracciano spesso e si chiamano “brothers”.
Lo show – per ciò che ho potuto intuire, vista l’acustica da mercato del pesce che da sempre affligge i Magazzini generali – è ben congegnato e molto ben suonato. Nessun virtuosismo nelle esecuzioni, ma una grande attenzione alla melodia e alla funzionalità degli arrangiamenti. Il minimalismo maestoso di Wilson e Aviv acquista, pure in questa latrina di locale, una profondità e un calore straordinari.
Una ventina di canzoni selezionate dai tre album pubblicati dalla band in sei anni. Quasi due ore di concerto. Date un’occhiata a youtube. Magari End of the world, Hello o Where is my love?. Ma qualunque altra va bene. Poi mi direte.
Mi congedo in fretta dai miei compagni di concerto. Io e Sara siamo a Milano per il secondo concerto consecutivo e questa doppietta lunedì-martedì ci ha un po’ segnato le occhiaie. Per rimediare, permettetemi - per una volta - di chiudere questo articoletto con dei saluti. Vi spiace? No, vero? Allora ecco che saluto Cesare e Monica, che non vedevo da un bel pezzo (a dir la verità dalla sera prima, ma prima della sera prima era un bel pezzo…) e Sara, che anche stavolta mi taccerà di Godanismo. O meglio (e fa differenza) di tardo-Godanismo.
(Per chi desideri saperne di più sul tardo-Godanismo suggerisco di leggersi il testo, per esempio, di Oasi, ma qualunque canzone di Ricoveri virtuali e sexy solitudini dei Marlene kuntz può andare altrettanto bene).

Avevo fatto delle foto, ma proprio non riesco a capire dove siano finite. Questa qui sopra è scaricata dalla rete.

Setlist:
Blood
Blackfield
Glass House
Go to Hell
On the Plane
Pain
DNA
Waving
Rising of the Tide
Once
The Hole in Me
1,000 People
Miss U
Zigota
Epidemic
Oxygen
Where Is My Love?
Dissolving with the Night

Encores:
Hello
End of the World
Cloudy Now

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento

  20.07.2011 | 10:54
il biglietto maledetto
 
 

Forse per il fatto di vivere da queste parti, forse per il semplice fatto di essere tutti un po' così, in un modo o nell'altro con Ligabue una volta all'anno bisogna averci a che fare. Io per esempio ci ho scritto un racconto che è stato pubblicato con straordinario tempismo su Parma qui del 17 luglio scorso. Molte persone di mia conoscenza (quasi tutte ragazze) hanno invece pensato di compiere un gesto un po' più concreto e presenziare al "Campovolo 2.011". Tra queste c'era Barbara. Di seguito il suo resoconto e, qui sopra, un suo scatto.

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Liguabue, 16/07/2011 - Campo Volo di Reggio Emilia

Sabato mattina di febbraio, fa freddo, siamo in giro, io e Marina per Reggio. La locandina della Gazzetta di Reggio titola “Ligabue farà un altro Campovolo a luglio”. Non ci pensiamo due volte. Uno sguardo ed è deciso: noi ci saremo!!!!
Compro i biglietti via internet tramite il fan club per essere sotto il palco. Siamo a metà marzo. Il concerto ci sarà il 16 luglio. Il 18 Marina farà 40 anni. Un bel regalo anticipato…, anche se le ho fatto lo stesso regalo l’anno scorso, a San Siro. Ma va bene così ….

Peccato che l’ennesima sua presa di posizione mi faccia chiudere la vena e di conseguenza tutti i rapporti con lei poco prima di Pasqua. Ovviamente non le ho dato il biglietto…anche se sa che l’ho comprato proprio per lei! Sono bastarda???? Sì!! Ma mi immagino che questa la pagherò cara…

Chiedo per tempo a Nadia se vuol venire e mi dice di sì, ok. Rimpiazzata Marina!

Peccato che Nadia non sia affidabile: mette sempre il lavoro prima del piacere, o meglio da quando si è rintanata sui monti è peggiorata, complice anche il fatto che ormai sono due anni che non ha un lavoro stabile... Fatto sta che dieci giorni prima del concerto, e dopo che gliel’ho ricordato, mi dice che non riesce perché la domenica deve essere al lavoro nel ristorante alle 8. Vabbè, l’avevo messo in conto… infatti avevo già allertato Lisa.

Le mando un messaggio e lei accetta, ma dopo tre giorni mi manda questo sms: “Ba cazzo mi son scordata che è il compleanno del mio moroso, se me ne vado se ne va anche lui, ma per sempre… ma cazzo mi sa proprio briga…. “

Dentro di me inizia ad insinuarsi un dubbio…

Vabbè, ci sono mio fratello e la Dona, a loro Ligabue piace da morire… sicuro che uno dei due viene. Il concerto è sabato…oggi è giovedì! Andrea mi dice: "Domani partiamo per le ferie. Staremo via tutto il week end… ma prova a sentire Luca, lui ci va di sicuro".

Il dubbio scende ancora più in profondità…

Sento Luca. Va con dei colleghi e mi prende su. E' fatta!!!!

Solo che ho ancora il secondo biglietto, mi spiace sprecarlo. Mi è rimasto di chiedere alla Micol, ma non so se va ai concerti o se le piace Ligabue. Vabbè io ci provo. Poi allerto anche mia cugina Elisa, non si sa mai, basta che non si tratti di tirar fuori dei soldi e lei c’è!

Micol, mi dice di sì, ma è convinta di andare a vedere una tribute band alla sera, non ha capito che si tratta del Campovolo, di 110.000 persone, che si parte in tarda mattinata e si sta via fino a notte fonda. Lei lavora fino alle 2 in comunità! Chiede ad una collega il cambio per poter partire due ore prima ma la collega rifiuta. Anche Micol non può!!!!!

Il dubbio inizia ad avere le sembianze della certezza…

Comunque il concerto è salvo. C’è sempre Luca! Lui col Liga c’ha pure fatto un film, quindi…

Sabato 16 luglio ore 01.14 SMS da Luca: Ba purtroppo ho preso una mezza bronchite, pensavo di pezzarla con qualche medicina, ma alla seconda tachipirina non sto ancora bene, devo mollare!!! Mi spiace…..

Ma NOOOOOOOOOOOOOO…. Quella me la sta proprio tirando!!!!

Elisa!!! c’è rimasta solo lei: le mando un messaggio nella notte, un altro al mattino, un messaggio su Facebook, provo a chiamarla diverse volte ma il suo telefono è irraggiungibile. NIENTE. Nemmeno fosse in coma etilico persa in un altro mondo!!!!!

Ecco, e ora son da sola di nuovo….. mannaggia li pescetti!!!!!

Il biglietto è maledetto, lo sapevo…me l’ha tirata!!!! E' stata lei….

E ora cosa faccio????? La vocina buona mi dice di chiamare Marina, fare pace ed andare al concerto con lei, ma quella cattiva ha il sopravvento e mi urla che piuttosto il biglietto lo brucio e al concerto ci vado da sola!!!!!!

Passo in rassegna tutti quelli che conosco: Simone e Alberto sono a Brescia a vedere i Jethro tull, Luca e la Ci al mare, Giovanna a Cuba, i colleghi di lavoro… nooooooooo non ce la posso fare!!!

Poi mi viene in mente che Micol ci sarebbe venuta era solo un problema d’orario il suo…. Tra partire in tarda mattina oppure a metà pomeriggio che cosa cambia? Tanto siamo nell’area Pit??? L'importante è esserci!!!!

Alle tre sono sotto casa sua. Lei è già pronta. Partiamo. A Reggio ci facciamo un po’ di coda in tangenziale, ma l’avevo messo in conto…
Parcheggiamo abbastanza vicino ed entriamo al CAMPOVOLO 2.011. Sono le 5 e mezza e il meglio deve ancora venire….

Alla facciazza di Marina e del biglietto maledetto, sono dentro il Campovolo a pochi metri dal palco e mi godo per tre ore di canzoni del Liga, bello carico, in tutto il suo splendore di cinquantenne… Uno dei pochi che invecchiando (e soprattutto con l’aiuto di un buon look maker) ha acquistato fascino, scrollandosi di dosso un po’ il tauro rocker padano che era all’inizio (e non si poteva vedere).
Ogni sua ruga trasuda testosterone e dice “trombamiiiii!!!!” come ha sentenziato la Littizzetto!!!! E io sono pienamente d’accordo!!!

Sono talmente carica che non me ne frega niente se rimango imbottigliata in mezzo a migliaia di persone per uscire dal Campovolo, se attraversando a piedi la tangenziale, rotolo giù per una scarpata e mi riempio di lividi e graffi, se per fare 200 metri nel parcheggio impiego 3 ore e mezzo, se per tornare a casa passo da Campogalliano per far prima… Io stasera c’ho il Liga nel sangue!

Mentre riaccompagno Micol a casa vedo che tutti i lampioni del viale sono spenti e mi chiedo se per caso sia venuta a mancare la corrente elettrica. Micol mi guarda e mi dice: "Ba, è l’alba!!! C’è chiaro…"

Già, sono le 5 e mezza del mattino, e certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei, e certe notti somigliano ad un vizio che non vorrei smettere, smettere mai….

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento

  12.07.2011 | 14:26
l'uomo senza braccia e...
 
 

Nel florilegio di concerti cui mi sto sottoponendo in questi giorni, uno è giunto piacevolmente inaspettato. Si tratta della serata Anathema / Gamma ray / Dream theater dello scorso 5 luglio, al castello di Villafranca. La mia recensione è qui. La foto, di Barbara, ritrae il sottoscritto mentre domanda a Daniel Cavanagh degli Anathema come mai il volantino che mi ha appena messo tra le mani pubblicizzi in realtà un album di Steve Wilson.

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento

  05.07.2011 | 13:20
io non sono iosonouncane
 
 

Alzati, andiamo, non fare il cretino, non fare il bambino. Ti porto a casa, ti porto in braccio. Tornando a casa ci fermiamo a fare colazione, un cappuccino, le paste alla crema, una sigaretta. Andiamo a casa, cosa vuoi fare? Vuoi stare lì tutta la notte sull'asfalto? Vuoi riposare? Non lo senti il maestrale? Che umidità. Mi spezza le ossa, mi sento male. Andiamo a casa, lasciati andare, ti tengo forte. Ve l'ho detto mille volte di rallentare, andiamo, non ci pensi a tua madre?
Non ci pensi a tua madre?
Ci sta aspettando, ha appena preso la pensione. Ma pensa a tua madre. E’ rimata lì inchiodata, crocefissa sul portone di casa in bella mostra in mezzo alla strada. Attenti al cane!
Attenti a tua madre! Non dice niente non si lamenta, sospira soltanto. Dovresti vederla sulla pancia con lo spray le hanno scritto JUVE MERDA. Coi piedi coperti di fiori si guarda la pancia, la scritta intendo, e lo sa meglio di me, lo sa meglio di te che per un figlio appena dato uno nuovo tale e quale è ricevuto. Me l’ha chiesto balbettando di prendere in ostaggio il direttore di una qualche agenzia di viaggio. Ma gliel'ho detto: non c'ho le palle, non c'ho il coraggio.
Alzati, andiamo. E’ quasi mattino. Mi sto addormentando. Pulisciti il viso, mi fa impressione, mi stai spaventando. Andiamo, lasciati sollevare. Che pensi di fare? Se pensi di fare qualcosa di originale ti stai sbagliando. Non c'è niente di più scontato, di più normale. E’ molto meno originale di quelle scarpe che - detto tra me e te davvero - le ho viste ai piedi di almeno trecento persone. Andiamo, torniamo in paese. Dovresti vedere cos'è successo, ma non sei un po' curioso? Ma te lo giuro, sembra di stare in un posto nuovo.
Dopo trent'anni abbiamo vinto le elezioni, te lo giuro! E’ stato proprio un colpo duro per loro. Mia madre ha pure pianto ed io ho fatto lo stesso. Si respira un'aria nuova, c'è un bell'entusiasmo. E da quest'anno si balla in un chiosco appena aperto sulla spiaggia. Tutti i giorni, tutti a bere sulla sabbia. E i balli di gruppo, i latinoamericani, poi fino all'alba con la tecno. E stiamo già organizzando un bel torneo di pallavolo, di calcetto, di biliardo, la caccia al tesoro. La sagra del pane, del pesce, del maiale. E se ti perdi tutto questo sei proprio un fesso
Allora, hai deciso? Sei proprio convinto di fare qualcosa di originale: non vuoi tornare. Ma sai che ti dico? Sei proprio un cretino. Non ci stupisci, non mi sorprendi. Stammi ad ascoltare un pochino: quelli come te, lo sappiamo, stanno al mondo solo perché c'è spazio. Mani strappate all'Enalotto le tue.
Quelli come te, lo sappiamo, sono stati vivi solo quando sono morti. Mani strappate al voto di scambio le tue.
Ma lasciati abbracciare, ti riporto a casa, ti riporto da tua madre. Ma guardami in faccia, non mi riconosci? Andiamo a casa, non farmi disperare.
Non so che cosa fare, ormai non mi rispondi, hai deciso, sei testardo, sei convinto. Ascoltami bene, ti stai sbagliando.
Ascoltami bene.
Ti stai sbagliando.
La verità sta nei dettagli e allora te li elenco, ti regalo altri minuti del mio tempo.
Stada provinciale. Centosessanta. In lontananza un pezzetto di mare. Notte fonda. Cielo sereno. L'estate alle porte. Un leggero maestrale. Fiat Punto nera del duemila. Trecentomila i chilometri percorsi. Cerchi in lega da quindici pollici, un impianto stereo davvero eccezionale. Il corpo steso sulla schiena di un trentenne, sull'asfalto, ha già smesso di respirare. Abbigliamento sportivo, curato,
costoso, nella norma. Niente di originale. Nelle tasche cinque euro e pochi spicci, un mazzo di chiavi, due cellulari. Sul braccio destro un tatuaggio tribale e sulle mani calli e vesciche profonde da muratore.

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Vorrei tanto avere scritto io queste parole. Ma non è così. L’autore è invece un certo Jacopo Incani, sardo, nome d’arte Iosonouncane. In rete scomodano Dalla, Gaber, De André. Dalla sicuro, sì. Aggiungerei Rino Gaetano, Bersani, il primissimo Vasco e Beppe Grillo. L’album d’esordio è notevole, ma nessun pezzo è al livello di questo indiscutibile capolavoro. La canzone s’intitola Il corpo del reato e io ce l’ho in testa ininterrottamente da ormai un mese. Si vi garba, ascoltatela cliccando qui.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento