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  21.04.2008 | 12:25
pubblicazioni - parte 3
 

in tempi recenti altri due miei racconti sono stati pubblicati su carta. si tratta di ‘l’era della ghisa’ su ‘l’informazione’ di parma del 9 dicembre scorso (qui - pag. 25) e di ‘arrestate uosdwis ‘f jewoh’ su ‘bufanda’, la seconda antologia di racconti illustrati edita da tapirulan. qui è disponibile una precedente versione di quest’ultima, a suo tempo già pubblicata in questo blog.
sotto, ho l'onore di riportare una recensione d’eccezione de ‘l’era della ghisa’. l’autore è il sempre più bravo robirobi. fa venire voglia di leggersi la storia, nevvero?

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Ho letto "L'era della ghisa" e mi sono piaciuti i due mondi: quello ufficiale, politico, in continuo fermento, dove tutto succede e non succede - perché le storie nostre ufficiali non lasciano traccia, la storia si ricicla da sé, con successo - e quello di tutti i giorni, un'aiuola che si vorrebbe uguale, una parte di te che non vorresti cambiare e che invece viene rifatta come una plastica al seno. E su quell'aiuola corrono storie di gente comune, diffidenze razziali, tentativi di conciliazione e di comunione sospesi all'ora del pranzo.
Pavese, quando tornò al suo paesello, si meravigliò di come tutto era cambiato eppure uguale. Per noi sembra che le piccole cose intorno scompaiano in un vortice - e questo ci rende più insicuri - mentre le grandi storie della politica e dell'economia ben si adattano alla meraviglia di Pavese. E questo ci rende ancor più insicuri.
Quel paletto di ghisa era servito a qualcosa, certo. Qualche "giovinastro" voleva rompere il circolo vizioso, scolpire il mondo con gli occhi dei suoi sogni, ma una volta che ha avuto il potere si è chiesto da che parte cominciare. Perché non c'era un inizio per rifare il mondo, non c'era una fine, per poter ammirare un nuovo corso di cose, ma tutto programmato, prestabilito, uguale, continuo, cifrato, protetto da password, tutto brevettato, stampato, come quel paletto di ghisa che nelle intenzioni voleva significare qualcosa, ed ora è inservibile, perché il suo utilizzatore si è subito arreso, e nello spazio di un minuto è diventato grande.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  08.04.2008 | 09:44
south maffo
 
 

la distanza è uno stato mentale.
l'ultima volta che mi sono visto col maffo era sotto natale. aveva meno capelli, più pancia, un naso nuovo e gli occhi rossi come semafori. da londra ha portato a ciascuno di noi un regalo. per me, un paio di enormi guantoni da boxe gonfiabili. "per risolvere le tue beghe con la belva senza spargimenti di sangue", ha spiegato. la belva sarebbe la mia fidanzata, detta 'la belva' in virtù dell'espressione da grizzly a digiuno che assume ogni volta che mi appropinquo a un essere di sesso femminile, fosse pure una tortora.
il canna non c'era. mi sono offerto di prendere il pacco destinato a lui e consegnarglielo quando lo vedo.
a fine serata il maffo si è congedato con un 'a presto'.
"figuriamoci", ho risposto.
tre mesi dopo mi chiama dall'inghilterra per chiedermi se il canna ha gradito il regalo.
"hai chiamato per quello?"
"perché?"
"sì, ha apprezzato. c'è altro?"
"ecco... per pasqua torno a parma, c'è qualcuno o siete tutti via?"
"pasqua di che anno?"
"vaffanculo".
l'evidenza dei fatti dimostra che la domanda non era del tutto inutile.

col maffo ci vediamo domani per una birra a milano. a parma-milano per una birra? sì, certo. beh, magari anche quattro o cinque. il numero non conta: la birra è uno stato mentale.
sarà l'occasione per restituirgli un po' dei suoi libri e per chiedergli quanta benzina gli è rimasta. a giudicare dal suo south-o-ritratto, direi poca.

Autore: ufj | Commenti 4 | Scrivi un commento

  04.04.2008 | 10:14
buon viaggio
 
 

oggi manuela compie trentaq*** anni. manuela è una persona straordinaria per molte ragioni, ciò che mi fa considerare un privilegio l’averla conosciuta. a lungo ho pensato che il suo continuo schizzare da una parte all’altra di se stessa e del mondo circostante scaturisse da una qualche forma di fretta esistenziale. oggi penso che non sia affatto così. oggi penso che il suo desiderio di costruirsi attorno qualcosa sia secondo soltanto alla volontà di distruggerlo non appena si concretizza.
di manuela, di tutto quello che è stato tra noi, nel bene e nel male, serbo un ricordo vivido.
quest’oggi mi preme soltanto salutare una persona che è stata importante per me, una persona costantemente all’inseguimento di una ipotetica rotta mai tracciata, come se nella fuga stessa, e soltanto lì, potesse trovare sollievo. buon viaggio, manu, e in bocca al lupo dovunque tu vada.

Autore: ufj | Commenti 3 | Scrivi un commento

  03.04.2008 | 12:44
south french
 
 

south french secondo il porkettaro.
più che french mi ricorda satomi dei bee hive - a parte il ciuffo rosso.
come? chi sono i bee hive? ossantocielo...

Autore: ufj | Commenti 5 | Scrivi un commento

  01.04.2008 | 09:30
south pork
 
 

...e questo è il porkettaro.
qualcun altro vuole cimentarsi?
il sito è linkato due post più sotto. un sito analogo è qui.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  01.04.2008 | 09:21
south sara
 
 

ieri sera, sara non voleva uscire con me. niente da fare. non c'era verso di convincerla.
'senti qua - diceva - senti come sono calda. IO HO LA FEBBRE!'
'ma che febbre e febbre. sarai soltanto un po' stanca. ti pigli una tachipirina come fan tutti e...'
'...eppoi c'avrei una cosa importante da fare'.
'una cosa importante? e che cosa?'
'niente... niente. ciao, eh, ci vediamo. ciao'.
'ma...'
sblamm. rumore di porta sbattuta.
ecco cos'era la cosa importante: CAZZEGGIARE.
cazzeggiare davanti al pc.
mi chiedo da chi avrà mai imparato.

Autore: ufj | Commenti 3 | Scrivi un commento