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  20.05.2015 | 13:22
il modo di pronunciare le doppie di mal
 
 

Kalopedia 35 (Speciale Sanremo 1982)

Chi diamine? Autori vari
Che diamine? Tuttosanremo 82
Ma quando? 1982
Allora? Se nell’inverno del 1982 avevate nove anni probabilmente il Festival della canzone Italiana era per voi l’EXPO mondiale della musica, il G8 dello star system. Attesi trepidante la trentaduesima edizione per un intero inverno, documentandomi sui giornali che transitavano per casa, vale a dire TV sorrisi e canzoni e l’Unità. Sviluppai subito un odio profondo nei confronti di quegli ottusi crapuloni comunisti per le ripetute critiche alle scenografie discotecare, alle esecuzioni su basi preregistrate, alla pochezza dei contenuti. Critiche che certamente non tenevano conto dei seguenti fatti.
- Ping pong di Plastic Bertrand non parla di una pallina che rimbalza ma del delicato intreccio di sentimenti che si genera in una storia d’amore.
- Vasco Rossi non si mise in tasca il microfono perché era talmente fatto che pensava si trattasse di un pacchetto di paglie dalla forma piuttosto strana, ma come dirompente gesto di protesta nei confronti dell’establishment musicale che costringeva gli artisti ad esibirsi in playback.
- Il testo di Un’altra vita un altro amore di Christian non è uno dei dieci testi più cretini di tutti i tempi. Ne è evidente testimonianza l’ardita metafora “ogni volta come un tarlo risaliva quella febbre” riferita alla frenesia maschile di andarsene a schiavazzare in giro.
- La melodia di Strano momento di Riccardo Soffici ha quell’arrembante indolenza tipica delle sonorità tardo-Eagles e un testo onirico e inquietante almeno quanto quello di Hotel California.
- La goffa cadenza di Mal non era per niente goffa e Mal non era per niente di uno zuccone che dopo vent’anni che stava in Italia non aveva ancora imparato a pronunciate le doppie, ma una scelta dizionale irriverente e polemica nei confronti dello stile locutorio spocchioso e arrogante di Dan Peterson
- Il testo di Marinai de Le Orme non parla di marinai strafatti che suonano il pianoforte nel sottomarino, ma delle difficili condizioni socio-economiche dell’hinterland veneziano, ciò che fu successivamente confermato dagli autori medesimi.
- L’incipit della canzone Soli di Drupi, che recita “E poi si resta soli / e non si canta più” ha il medesimo impatto emotivamente nichilista della coeva Ed il tempo crea eroi di Vasco Rossi che inizia con le parole “Ed il tempo crea eroi / mentre il sole brucia ancora per i cazzi suoi”
- Le parole “Quando incontri l’amore / batte forte il tuo cuore / e ti sembra che tutto sia migliore” nella canzone Quando incontri l’amore dei Milk & coffee provengono nientemeno che da un sonetto di Shakespeare.
- L’incipit di chitarra in C’è di Elisabetta Viviani fu successivamente ripreso dai Van Halen in un numero imprecisato di canzoni. Praticamente tutte.
- Riccardo Fogli aveva già vinto il festival di Sanremo tre mesi prima che si svolgesse solo perché se lo meritava.
- Quando Vasco Rossi uscì dal palco il microfono non gli cadde di tasca accidentalmente ma lo gettò di proposito in terra perché gli stava sul cazzo Christian, cui toccò raccoglierlo.
- Beguine di Jimmy Fontana non è una dozzinale beguine con un testo cretino, ma, considerando il titolo, un indovinato arzigogolo metamusicale.
- Viola Valentino, nel 1982, era una delle cinque donne più tope del pianeta.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Romantici; Storie di tutti i giorni; Strano momento

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  16.05.2015 | 13:17
ian anderson si sta intortando tua sorella
 
 

Kalopedia 34

Chi diamine? Motorpsycho
Che diamine? Lobotomizer
Ma quando? 1991
Allora? Immaginatevi i Crazy horse inseguiti da un branco di lupi (la maestosa Hogwash), sentite i rantoli dei Melvins scaraventati in un recinto di maiali affamati (la schizofrenica Thc all'ottavo minuto giocherella nientemeno che con Wish you were here). Collocare questo album tra stoner (Home of the brave), grunge (Wasted) e hardcore (Grinder) e un po' come affermare che Matteo Renzi è qualcosa a metà strada tra un cialtrone, un mistificatore e un ciarlatano. Tautologico ma riduttivo. La bentianissima Frances esplora quel psych-filante che distinguerà il sound della band negli anni a venire. Ascoltate questo album in sette su una Panda a volume massimo.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Hogwash; Thc

Chi diamine? Frank Ricotti
Che diamine? Vibes
Ma quando? 1981
Allora? Quello là sui sessanta, un po' ipotricotico e moderatamente ginecomastico, è uno dei più grandi vibrafonisti del mondo. Ha trascorso la vita a studiare il vibrafono e nell'ottantuno ha fatto un disco intitolato "Vibrafoni" che contiene tracce strumentali chiamate "Vibrafono fresco", "Vibrafono morbido", "Vibrafono impegnato" che suonano tutte un po' come quei siparietti musicali dei filmetti sentimentali inizio ottanta. L'altro, anche lui sui sessanta, quello con la bandana nera sulla testa, quello che si sta intortando tua sorella è uno dei peggiori flautisti del mondo. Si chiama ian Anderson. Tu con quale dei due ti faresti una pinta di London pride?
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Cool captions

Chi diamine? Tapiman
Che diamine? 1971
Ma quando? Tapiman
Allora? L'album d'esordio dei catalani Tapiman è un giocattolesco inno alla psichedelia d'oltreoceano. Sullo scaffale, qualche modellino dell''aeroplano di Jefferson (il singolo Don't ask me why), un lupacchiotto della steppa in peluche (Driving shadow), chitarre giocattolo da cui fuoriescono fiamme di carta (la eccellente No control). Wrong world è curiosamente identica a N.I.B.; il cantato in inglese di J.M. Vilaseca in Jenny è esilarante. Qualcuno sostiene che la rivoluzione rock spagnola sia partita proprio dalla Catalogna e proprio nel 1971. Sarà vero, ma questo disco non ha sovvertito il regime di quel pezzo di merda di Franco, né di sicuro la storia del rock mondiale.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? No control; Driving shadow

Chi diamine? Thurston Moore
Che diamine? Trees outside the academy
Ma quando? 2007
Allora? Il secondo album dell'allampanato leader dei Sonic gramps sgattaiola da certi solipsismi cavaorecchi tardo-Sonic e rivela una vitalità musicale inaspettatamente variopinta. Il suono semiacustico delle chitarre è preminente: timidamente epico, alla Mark Lanegan, in tracce come Frozen gtr e Off work, psico-languido alla Diamond sea in tracce come The shape is a trance e Off work, minimal-pop-con-violini nelle Belle-e-Sebastian-esche Never day e Honest James, fuzzy-vintage per giocherellare un po' coi vecchi Dinosauri giugnor (Wonderful witches). Senza quei trentasette secondi di peto elettrico prima della monumentale Trees outside the academy sarebbero state cinque stelline.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Frozen guitar; Never day; Trees outside the academy

Chi diamine? Santana
Che diamine? Corazón
Ma quando? 2014
Allora? A un primo ascolto disattento il nuovo album all-star di Santana suona un po' come quei CD promozionali che ti davano in omaggio negli anni novanta se visitavi un autosalone, sponsorizzati da Estathe, dalla Opel o da TV sorrisi e canzoni e intitolati Salsa party mix o El sabor caliente vol. 2 e generalmente composti da dodici canzonette da classifica ricantate dall'autista di Julio Iglesias e dozzinalmente riarrangiate in chiave salsa-dance, A un ascolto attento non so. Non ho mai ascoltato attentamente i CD promozionali degli autosaloni. Né, da oggi, i nuovi album di Santana.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Oye 2014

Chi diamine? The Decemberists
Che diamine? What a terrible world, what a beautiful world
Ma quando? 2015
Allora? E' tassativo non offuscare l'elemento di maggior fascinazione, cioè il nitore del songwriting di Meloy. Occorrono arrangiamenti accuratissimi ma trasparenti (Spectoriani, li definisce giustamente qualcuno). Si spazia quindi dal pop-piano-da-radio (l'insipegabile singolo Make you better) a certe caciare indie-90 alla Rem (The wrong year), al doo-wop mid-60 (Philomena) al "gospel bianco da convention democratica" (la definizione è sempre di quel qualcuno) della cripto-biografica The singer addresses his audience (da confrontare con Anathema degli Anathema), alle dolenti e austere Till the water is all long gone e Carolina Low collocabili tra i Dire straits di Private investigation e il Roger Waters di Each small candle. Buona parte dell'ultima facciata del vinile (la terza) sembra una sorta di doveroso tributo al folk di Dylan e Young, cui Meloy deve sicuramente molto più di una cena costosa.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Till the water is all long gone; The singer addresses his audience; A beginning song

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  05.05.2015 | 15:11
edipo era un tranquillo adolescente
 
 

Kalopedia 33

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Physical graffiti (deluxe edition)
Ma quando? 2015
Allora? Collocandomi sopra le orecchie degli scomodissimi strumenti psicoacustici presi in prestito nottetempo dal C.E.R.N. di Ginevra ho avuto modo di stimare che complessivamente le alt-take differiscono dalle versioni originali per nove semicrome di chitarra, cinque doung fatti col basso accordato appena più lento, tre dei quali consecutivi, e un tang al posto di un pang sul rullante della batteria. Fa eccezione l'intro alternativa di In the light, meravigliosamente intima e LZ4-esca, che ricolloca la canzone proprio a metà tra Stairway to heaven e When the levee breaks. L'unica stellina è interamente sua.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? In the light

Chi diamine? Martin Barre
Che diamine? Away with words
Ma quando? 2013
Allora? Il fatto che in ben otto casi su dodici si tratti di pezzi minori J-T gentilmente confluenti in sofisticati enigmismi acustici rivela da parte di Barre un complesso nei confronti del vecchio Jethro che a confronto Edipo era un tranquillo adolescente con la passione per gli indovinelli. Anche gli episodi più sconcertanti, per esempio la rockeggiante Paparazzi o la celtica Hymn 43 (con un inedito Barre anche al flauto), si pongono come early-jam-in-progress più che moderni riarrangiamenti. Il disco perfetto da sentire in sottofondo nella sala d'attesa di uno studio dentistico della Cornovaglia.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Air: Lament of the Spalpeen - Martin's Jim - Hymn 43 / Sundown   

Chi diamine? Jake Bugg
Che diamine? Jake Bugg
Ma quando? 2012
Allora? Se pensate che la copertina del primo album omonimo di Jake Bugg (anagrafe Jake Edwin Kennedy) somigli un pochino a quella dell'esordio omonimo di Dylan (anagrafe Robert Allen Zimmerman) e che Lightning bolt sia una specie di Homesick blues da talent show allora siete solo invidiosi di questo ragazzetto che a diciott'anni apriva per i Rolling stones. Oltre al primissimo Dylan (anche Someone told me), anche Johnny Cash (la bella Trouble down) e Buddy Holly (Two fingers), Paul Simon (Simple as this, Note to self) e gli sviolinatori Verve (Ballad of Mr. Jones), Oasis (Seen it all) e Suede (Slide). "Pronto, Jake? Sono Rick Rubin. Non riattaccare. Ho sentito che si parla di un secondo disco. Senti, io... Jake, Jake?
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Trouble town / Ballad of Mr. Jones / Lightning bolt

Chi diamine? Saturnalia
Che diamine? Magical love
Ma quando? 1973
Allora? Nel 1973 Aletta Lohmeyer era morosa del potente produttore Keith Relf e frontman dei volonterosi Saturnalia. Troverete in rete una sua foto vestita soltanto di un certo numero di collane. Troverete anche il primo e unico album dei Saturnalia. Se sopporterete la voce di Aletta, stridula più o meno quanto un gessetto nuovo sulla lavagna (alzate il volume per And I have loved you, se avete coraggio), scoprirete un buon album a trazione cali-psych. Flutti Quicksilver/Airplanes nella arrembante Winchester town, spruzzi space-floyd (la obscured-by-cloud-esca She brings peace e la julia-dream-eggiante Dreaming) e pop-Doors (l'incipit di Soul song). Traitor annusa il culo ai primi Atomic rooster. Peccato che nel 1973 ormai fosse già tutto finito. Ascoltate questo album il due di gennaio mentre fate esplodere i raudi che vi sono rimasti in tasca.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Traitor / Dreaming / Magical love

Chi diamine? Motorpsycho
Che diamine? Maiden voyage
Ma quando? 1990
Allora? Nel 1989 i Pearl jam erano ancora i Bad radio, i Green river erano appena diventati i Mudhoney, il muro di Berlino era ancora in piedi e in vetta alle classifiche norvegesi soffiava dalla vicina Svezia un gelido vento pop. Nel garage di Snah c'era persino più freddo che in cima alle classifiche e l'unico modo per sopravvivere era agitare le braccia (Politician) o scuotere la testa (Queen Chinee). La psych-ballad Blueberry daydream fu registrata davanti al camino nel tinello di Bent, e si sente. Pressoché inintelligibile l'unica traccia live How was I to know. Ascoltate questo nastro soltanto se siete convinti che "Bent is loud but Snah is God". Una stellina, ma con stima e rispetto.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? How was I to know

Chi diamine? Dub narcotic sound system meets the Jon Spencer blues explosion
Che diamine? Sideways soul (in a dancehall style)
Ma quando? 1999
Allora? Quando Robert Rodriguez leggerà questa recensione si precipiterà a girare un musical fantascientifico ambientato ai margini della galassia che racconta l'evasione di un manipoilo di uomini dal più duro e spietato carcere maschile dell'universo e la fuga verso il pianeta più vicino, popolato da una razza umanoide composta esclusivamente da femmine-guerriero in procinto di estinguersi la cui peculiarità è di non indossare vestiti ma solo calzature con sottili tacchi di metallo. Il film, interpretato da Danny Trejo e Uma Thurman, vincerà nove premi Oscar. Sul palco, ricevendo la preziosa statuetta per la miglior colonna sonora, Jon Spencer dei Blues explosion e Calvin Johnson dei Dub narcotic sound system si scambieranno un bacio con la lingua.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Fudgy the whale

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  04.05.2015 | 11:34
levatemi di torno quella roba da bifolco
 
 

Kalopedia 32 (speciale Mumford and sons)

Chi diamine? Mumford & sons
Che diamine? Wilder mind
Ma quando? 2015
Allora? Vi ho detto di no. Ma che ne so che farci? Gettateli nella stufa, portateli nel Wyoming. Fateci quello che volete. Io quella roba da bifolco non me la metto. Io voglio una camicia attillata e dei pantaloni di pelle. Neri. Non lo so, chiedete a Bono dove li compera. E poi levatemi di torno quei cazzo di banjo. Io lo detesto il banjo. No, non me ne frega un cazzo se il banjo mi ha fatto vendere sette milioni di dischi, il banjo suona come una capra appesa per le palle. E vaffanculo anche alla campagna, che a me la campagna mi ha sempre fatto schifo al cazzo che mi gratto sempre dappertutto. Sapete cosa? Trovatemi un produttore decente, qualcuno che conosce a menadito i Simple minds, i Waterboys, gli Stranglers e tutta quella merda anni ottanta. Trovatelo e copritelo di verdoni. No, Rick Rubin non va bene. Quello lì negli anni ottanta era solo un cazzo di metallaro coi brufoli. E voglio delle tastiere. Voglio un casino di tastiere. Ma che c’entrano i Coldplay? Be’, a me non me ne frega un cazzo neanche dei Coldpaly. I Coldplay sono Chris Martin e Chris Martin fino a prova contraria sono io. E adesso io dico che i Coldplay non esistono più. Adesso esistono i Martin and sons e mettetevi in testa che prima di Natale i Martin and sons saranno la più grande rock band del mondo. Avete capito, razza di bastardi? E delle date. Voglio fare un casino di date. Trovatemi degli stadi grandi e… cosa? Calmo? Io sono calmo. Sono calmissimo. Voi piuttosto, siete voi che… ma che diavolo… ehi. Ehi! Ahia. No! No! Ahia! Mettete giù quel cazzo di... AHIAAA!
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Wilder mind; Snake eyes

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  24.04.2015 | 12:59
e se invece mettessimo moquette finto-yes?
 
 

Kalopedia 31

Chi diamine? Black widow
Che diamine? Sleeping with demons
Ma quando? 2012
Allora? Tardiva epopea tastier-metallone in svariate incarnazioni, dal glam-caplone-con-brugna alla Motley crue (Party time for demons) al tardottanta-sabbatiano (la fichissima Hail Satan cantata dal redivivo Tony Martin), alla starnazzante ultimi-Nazareth That's when evil touched me per chiudere col lentone-hard-blues-generalmente-cantato-da-biondazza (Even the devil get the blues). Questo nelle prime spassosissime quattro tracce. Da lì in poi una paludosa noia interrotta da picchi di sublime cattivo gusto: l'interludio orgasmico nella Kennylogginsiana Sleeping with demons; il Satana-fuhrer-predicatore nella Sandymartoniana Radio hades. Procuratevi questo disco e collocatelo sullo scaffale al suo posto, cioè tra Forbidden dei Black sabbath e Slaves and masters dei Deep purple.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Hail Satan; Radio hades

Chi diamine? Ruphus
Che diamine? Ranshart
Ma quando? 1974
Allora? Impietosa istantanea di una band rimestata nei componenti e negli intenti, lo scialbo sequel dell'eccellente New born day si intinge senza rimorsi nel paludone melodic-mid-70 dove galleggiano olezzose orchestrazioni Styx (Easy lovers, heavy moaners) e melmose scale sintetizzate orrid-prog (Fallen wonders). Pictures of a day scimmiotta tremendamente i Genesis di Foxtrot, il resto è moquette-finto-Yes. La vocina affettata del nuovo Østdahl fa rimpiagnere addirittura il duo Aspaas e Sundby. Ascoltate questo disco a volume bassissimo mentre ascoltate contemporaneamente New born day a palla.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Back side

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The wall (immersion box set)
Ma quando? 2011
Allora? Finalmente svelato il tumultuoso processo di dewatersizzazione subito dal comunque profondamente watersiano The wall, dalla prima spettrale watersianissima demo inizialmente proposta alla band dal bassista (incuriosisce il binomio tardobeatlesiano Waiting for the worms / Run like hell), proseguendo con una strabordante alluvione di demo in rigoroso ordine decrescente di watersizzazione (tra gli infiniti spunti, le outtakes Sexual revolution e Teacher, teacher, la futura The hero's return; l'accidentato percorso di Another brick in the wall; la germinazione bicefala di Comfortably numb), per terminare con le doverose versioni ufficiali dell'album finito e del live dell'80. Se pensavate che non esistessero deluxe interessanti, questo cofanetto sarà lieto di smentirvi.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? La saga Another brick in the wall

Chi diamine? Editors
Che diamine? The weight of your love
Ma quando? 2013
Allora? Dolorosamente (s'è dovuto sacrificare un chitarrista) ma dollarosamente iscritti alla nuova ondata di new wave che segue quella di trent'anni prima, quando i Simple minds contendevano agli U2 la leadership mondiale a suon di stadi pieni, gli Editors aprono questo Weight of your love con una manciata di inni da stadio pieno, nella speranza che un giorno accada per davvero. I Depeche di Violator (Sugar), i Simple minds di Alive & kicking (Formaldehyde, Hyena) ammiccando persino agli U2 di Desire (ascoltate il singolo A ton of love). Insopportabili le canzonette falsetto-Coldplay con tanto di archi collocate nella parte centrale; inaspettata la chiusura springsteeniana (Two Hearted Spider, The phone book). Fluidodinamico il suono, isoentalpico il contributo vocale di Tom Smith.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Formaldehyde; Bird of prey

Chi diamine? Graveyard
Che diamine? Hisingen blues
Ma quando? 2011
Allora? Dire che i Graveyard sono uguali ai Led zeppelin e come dire che Fuga da Los Angeles è uguale a 1997 fuga da New York. Il punto è: OK, e allora? A voler contare gli starnuti di cimice si trovano sparsi in giro elementi proto-doom (l'intro di No good, Mr. Holden), amplificazioni lento-southern (Uncomfortably numb), stratificazioni hammond-psych (Ungrateful are the dead, dove sennò?), fischietti epic-western morriconiani (Longing), ma il punto è un altro. Il punto è che quando metti su questo album e parte Ain't fit to live here tu non pensi a nulla di tutto ciò. Tu pensi una cosa sola. Tu pensi "Oh, là". Punto.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? No good, Mr. Holden; Longing   

Chi diamine? Lenny Kravitz
Che diamine? Strut
Ma quando? 2014
Allora? Niente da obiettare che l'album più frivolo della star più frivola del più frivolo genere musicale metta opportunamente in mostra pettorali funky ben scolpiti (le godibilissime Sex e The chamber) oltre a un eccellente guitar-tatuaggio arrogant-cool (Dirty white boots, Strut) e, da buon negro, il classico chilo e due di oro addosso (New York city). Il gioco è bello ma ahimé troppo corto e l'erettile groove funky-disco del lato A si avvizzisce sul retro nella pallosmith-ballad She's a beast, nella giovane-carina-e-disoccupata I'm a believer e nel frignolento doo-wop Happy birthday, gioioso quanto una torta spiaccicata sul pavimento al termine di una festa. In certe tracce Woody Harrelson firma l'handclapping. E si sente.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? The chamber; New York city

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  13.04.2015 | 09:20
la travolgente simpatia di de gregori
 
 

Kalopedia 30

Chi diamine? Shearwater
Che diamine? Animal joy
Ma quando? 2012
Allora? Rassicuranti bagliori di legna che arde nel camino. Bastano i primi trenta secondi della prima traccia di Animal joy per mettere amorevolmente a letto i Col-plaid (Animal life). Fuori dalla finestra la natura si agita inquieta (Dread soverreign). Occorre munirsi di giubbotto impermeabile e pantaloni da bufera. Là fuori i cieli sono sfolgoranti e carichi di elettricità (Breaking the yearlings). E noi quaggiù piccolissimi, il naso all'insù, sospesi tra meraviglia e terrore, in procinto di uscire dalla scena (You as you were) sospinti dall'impeto della piena che sta per sopraggiungere (Pushing the river). Conviene indossare qualcosa di pesante.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? Animal life; Believing makes it easy; Pushing the river

Chi diamine? Frantic
Che diamine? Conception
Ma quando? 1970
Allora? California. Fine anni sessanta. Flower power un cazzo. Questi quattro ragazzetti fanatici sfegatati di Cream e Iron butterfly si tracannano un magnum di acido lisergico in purezza e registrano un disco compulsivamente hard-psych. Navigano bene tra i flutti psichici il singolo Midnight to six man e Baby trainati da riff convincenti. Altrove, divagazioni acid-blues (More of a man, Scitnarf) e acid-Zappiane (la cover di Shady Sam) ma in definitiva niente che catturi l'attenzione. Inutilmente frignolenta la cover di Hey Joe, roboante quella di Little man. Ascoltate questo disco ogni volta che vi ritrovate a canticchiare "Feed your head" pensando agli occhi di Grace Slick.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Midnight to six man; Morning dew; Baby

Chi diamine? Dente
Che diamine? Almanacco del giorno prima
Ma quando? 2014
Allora? L'ultimo album del cantautore di Fidenza con la timbrica di Gazzé, la cadenza di De Gregori, la poetica di Jovanotti e la simpatia per il calembour di Silvestri, cioè, volevo dire del cantautore con la timbrica di Jovanotti, la cadenza di Gazzè, la poetica di Silvestri e la simpatia di De Gregori, cioè la timbrica di Silvestri, la cadenza di Jovanotti, la poetica di Gazzè e l'oleosità di De Gregori, quello insomma, ecco, quell'album lì, tra arrangiamenti dolceviteschi (Fatti viva) e zampadelefanteschi (Al Manakh) funzionali a una morbida e superficiale introspezione, scorre via fresco e gradevole come uno spruzzetto di Arbre magique su un panino alla mortadella. Curiosamente, le ultime tre tracce sono intellettualmente effervescenti almeno quanto lobotomiche le prime tre. Bòn. E con questa mi son tolto il dente.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Fatti viva; Meglio degli dei; Remedios Maria

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? Wish you were here (immersion box set)
Ma quando? 2011
Allora? Le prime tre stupefacenti tracce live di questa riedizione rivelano una Shine on in avanzatissimo stato di composizione già nel 74, una You've got to be crazy (alias Dogs) più space-Gilmouriana e una Raving and drooling (Sheep) arrembante, sorta di One of these days vs. Time. Ipocloridrica la Have a cigar starnazzata da tacchino-Waters in vece di Roy Harper, ipertziganica la Wish you were here languidamente sviolinata dal celebre Stéphane Grappelli. Tra la metà del '72 e l'inizio del '74 i P-F misero in piedi tutto Dark side, Shine on e due terzi di Animals. Invece di procurarvi questo costosissimo cofanetto cercatevi in rete il Live At Wembley del 16 nov. 1974. Lì c'è tutto quello che serve (clicca qui).
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Sentiti il live che dicevo prima

Chi diamine? Black widow
Che diamine? Sacrifice
Ma quando? 1970
Allora? Dal sacrificio umano collettivo autoinflitto da parte dei Pesky gee sul finire dei '60 si generano gli ectoplasmatici e satanicissimi Black widow. Musicalmente i due minuti di Hammond e gli interventi di sax nella maestosa In ancient days mettono subito in chiaro la distanza siderale dai Black sabbath (band). Il satanicissimo e celeberrimo singolo Come to the sabbat invece è una jethrotullianissima Black sabbath (canzone). Per il resto, Uriah heep (Way to power, Attack of the demons), flauti e violini sparsi un po' dappertutto (Conjuration, la loveboatianissima Seduction) e una For-a-thousand-mothers-esca jam in chiusura. Ascoltate questo satanicissimo capolavoro sgranocchiando ali di pipistrello in frittura.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Sacrifice; In ancient days

Chi diamine? Los Campesinos!
Che diamine? We are beautiful, we are doomed
Ma quando? 2008
Allora? Il secondo sferragliante album dell'ultima band di grido indie-britpunk-thepogues deve uscire in fretta, a pochi mesi dal primo, perché siamo alla fine del fottuto 2008, le cose stanno precipitando e già si scorgono in lontananza plottiglie di Rufi Ruffcut intellettuali con le loro sudicie camicie di flanella, le chitarre sdrucite al collo e tutte quelle nenie noiose che odorando di merda di vacca. Presto, presto. Macinare Sonic youth, Decemberists, Pogues, Who, The strokes, ingoiare, cacare e scappare, perché i cieli sono scuri di nubi, i prati saranno presto blu, la folkalisse è la in fondo e i Los Punkettinos sono bellissimi, ma sono spacciati.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Miserabilia; All your keyfabe friends

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  01.04.2015 | 18:25
il metodo zakk wylde per cariatidi del metal
 
 

Kalopedia 29

Chi diamine? Sebastian Bach
Che diamine? Give 'em hell
Ma quando? 2014
Allora? Il metodo Zakk Wylde fu inventato per il buon vecchio Ozzy ai tempi di No more tears. Applicatelo se vi capita di produrre il nuovo disco di una vecchia cariatide del metal con la timbrica disneyana e non avete nessuna idea per la testa. Innanzitutto mettete in evidenza un muro portante di chitarra opportunamente armato di basso e batteria. Procuratevi strumentisti robusti e possibilmente stupidi. Servono muscoli, non cervello. Se il lavoro è fatto bene i gemiti disneyani della cariatide in sottofondo sembreranno urla ferine e i pochi spunti melodici emergeranno lentamente simili a magmatiche bolle sludge-pop. Anche se vi fa incazzare non prendete mai la cariatide a calci nei maroni. Potrebbe mettersi a cantare in falsetto (Push away). Se poi avete previsto un tour, allora, be', in bocca al lupo.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Push away; Harmony; Rock n' roll is a vicious game

Chi diamine? Highway robbery
Che diamine?
For love or money
Ma quando?
1972
Allora?
Gli Highway robbery sono un power trio costituito da tre netturbini addetti a spaccare gli strumenti dei Grand funk dopo i concerti nordamericani. Il loro unico album è una eccellente session a microfoni accesi della summenzionata attività. Inspiegabile la decisione del produttore di incastonare due irritanti singoli cali-pop stracciatesticoli (All I need, Bells) senza i quali le stelline sarebbero quattro. Ignorato da critica e pubblico, l'album sarà rivalutato successivamente dai cultori del proto-metal e, scopro, da Julian Cope. Ascoltatelo ogni volta che il cane del vicino va a pisciare proprio sulla vostra pianticella preferita di marijuana.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento?
Lazy woman; Mystery rider

Chi diamine? Simple minds
Che diamine? Big music
Ma quando? 2014
Allora? Tra testurizzazioni elettropop al cui confronto i Pet shop boys sono pura avanguardia e volonterosi muggiti new-romantic l'album carezza le molli emozioni del new-nostalgic over-40 scivolando gradevole e malinconico come una lacrimuccia su una guancia. Proprio il genere di cose che solitamente aborro. Ma stavolta c'è dell'altro. Stavolta ci sono dei buoni pezzi, alcuni molto buoni (per esempio la cover di Dancing barefoot). Big music è il termine con cui i Waterboys definirono quel sound mid-80 collocato tra folk e new wave, ma Kerr sostiene di aver scritto il testo dopo un concerto di Prince. Ascoltate questo disco ogni volta che in una recensione trovate una notizia di cui non vi frega un cazzo.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Honest town; Imagination; Spirited away

Chi diamine? Patti Smith
Che diamine? Banga
Ma quando? 2012
Allora? Patti Smith si aggira torva tra i personaggi reali o letterari che popolano la sua mente (cercate su allmusic un esaustivo compendio), ma voi non riuscite a distogliere l'attenzione da quel cappellino di lana nero intriso di sostanze organiche ignote ai biologi. Poi, mentre osservate la copertina, sentite il caldo del cioccolato, scoppi in lontananza e una sensazione come di crepitio di legna. Intanto la voce di Patti accarezza ondulazioni pop (Amerigo, April fool, Maria), poi s'impenna, solenne ed elegiaca (Fuji-san), si espande lisergica (Constantine's dream), diventa nulla e tutto nella cover definitiva di After the gold rush. Ascoltate questo album soltanto se, al pari del sottoscritto, ritenete che la foto sulla copertina di Easter sia sconsideratamente sexy.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Banga; Fuji-san; Constantine's dream

Chi diamine? Martin Barre
Che diamine? Stage left
Ma quando? 2003
Allora? Più che l'attenzione (sedicente) per melodie complesse e armonizzazioni inusuali si osserva una continua alternanza di rocchettoni-satriani-filanti e progressive-plin-plin-quasi-newage. Più che il disinteresse (sedicente) per l'assolone-guitar-hero-a-tutti-i-costi si ascoltano traballanti architetture sonore e fiacchi arrangiamenti tardissimo-tulliani. Più che la dimostrazione che Barre non è soltanto il contraltare musicale di Anderson questo disco è l'evidenza dell'esatto opposto. Celestial servings è una porcheria celestiale; l'unico pezzo cantato Don't say a word avrebbe fatto meglio a darsi retta.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Spanish tears

Chi diamine? Rebel meets rebel
Che diamine? Rebel meets rebel
Ma quando? 2006
Allora? Quando sul palco del Titty Twister salgono i Rebel meets rebel in sala c'è odore di tabacco, risse, polvere da sparo, birra digerita e genitali femminili depilati. La band costituita dalla sezione ritmica dei Pantera (che poi vuol dire tutti i Pantera meno il cantante) e da quel vecchio figlio di puttana di David Allan Coe fa traballare il soffitto con il suo thrash country che rimbalza dal blues al vetriolo (Cowboys do more dope) al Pantera sound (Get outta my life, No compromise) magari addizionato di violini e tastiere (la divertente Rebel meets rebel) alla southern ballad (Heart worm highway) fino ad approdare al trip Planet-caravan-esco tanto caro ai Pantera (Arizona rivers). Se chiedete ad Andrea Gualandri un parere su questo disco vi risponderà "Il tasso di ignoranza è tutt'altro che in letargo".
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Rebel metts rebel; Heat worn highway; N.Y.C. streets

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  24.03.2015 | 08:53
la infuocata performance di janis joplin
 
 

Kalopedia 28

Chi diamine? Tune yards
Che diamine? Whokill
Ma quando? 2011
Allora? Ascoltando questo album artificiosamente straripante di suggestioni ethnic-free-funky-reggae-pop qualcuno potrebbe immaginarsi Captain Beefheart che ficca di nascosto un francobollo di acido nel cappuccino di Frank Zappa durante una colazione in un trafficato caffè Newyorchese mentre Janis Joplin si esibisce in una infuocata performance orale sotto al tavolino. Qualcun altro potrebbe ribattere che Prince aveva già fatto tutto già ai tempi di Lovesexy, o persino prima. Compreso esibrsi sotto al tavolo durante una colazione tra Captain Beefheart e Frank Zappa. Tre stelline, ma poca voglia di risentirlo.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Gangsta; Riotriot; Doorstep

Chi diamine? Meat loaf
Che diamine? Hell in a handbasket
Ma quando? 2011
Allora? Fomentato dalla mia recensione di Bat out of hell III (Kalopedia 01) il Polpettone Vivente finalmente si incazza con qualcuno e pubblica il suo primo buon album non-Steimaniano all'unico scopo di smentirmi. L'incendiaria All of me per esempio è un pirotecnico vaffanculo indirizzato al sottoscritto. I toni non si quietano per buona parte dell'album, attraversato da chitarrismi quasi NWOBM (Party of one), pennellate southern-gospel (The giving tree) pistolotti rap (a metà di Mad mad world spunta nientemeno che Chuck D, ma non è tutto). Se vi capita di guidare una limousine al cui interno le Spice girls, completamente nude, si dedicano al sesso saffico, ecco, questo è l'album giusto da mettere nel lettore CD.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Party of one; Fall from grace; 40 days

Chi diamine? Jason Bonham
Che diamine? In the name of my father – the Zepset, live from Electric Ladyland
Ma quando? 1997
Allora? Il primo album solita del Bonzino è una superflua operazione live di rivisitazione zeppeliniana. Al primo ascolto vien da pensare "Questo sì che è un complesso" e vaffanculo al vecchio Freud. Il volonteroso Tony Catania nel ruolo che fu di Jimmy Page è disciplinato ma dissennatamente agiografico. Il pur dotato Charles West pare più a suo agio confrontandosi con l'ultimo manieristico Plant (la frignolenta In the evening) piuttosto che col ragazzetto (la testicolare Since I've been loving you) che strappò furiosamente le orecchie (e le mutande) agli Stati Uniti interi sul finire dei sessanta. Eh, non avete idea di cosa darei per esserci stato.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? In the evening; Whole lotta love (encore medley)   

Chi diamine? The Firebirds
Che diamine? Light my fire
Ma quando? 1968
Allora? Se nel 1968 aveste pigliato quattro ventenni sconosciuti strafatti di acido e gli aveste proposto di suonare in ottica "buona la prima" una manciata di oscure b-side scartate dai retri dei 45 giri di altre band e poi al disco gli aveste messo un titolo ad effetto, tipo Light my fire, e una supertopa avvolta dalle fiamme in copertina, se aveste fatto tutto questo probabilmente i ragazzetti avrebbero suonato con un'adrenalina superiore a qualunque professionista. Oggi vi ritrovereste tra le mani un'incisione amatoriale in odore di Experienced Cream of Iron Butterfly così grezza e sconclusionata da apparire sinistramente premonitrice di ciò che sarebbe capitato in quel di Birmingham soltanto un annetto più tardi.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? No tomorrows; Reflections

Chi diamine? Arboretum
Che diamine? The gathering
Ma quando? 2011
Allora? Proseguendo a ritroso nella discografia della band, di nuovo quelle cumulonembiche rarefazioni psych, (Destroying to save), quelle diroccate costruzioni melodiche (The highwayman), quegli ineffabili muri di suono nitidamente fuzzy (Waxing crescent), di nuovo un pezzo, Song for the Nile, capace, da solo, di sbattere la porta della percezione sulle dita dei blasonati epigoni del desert rock, qualunque cosa ciò significhi. Se vi capita di inoltrarvi nei sabbiosi dintorni di Albuquerque per cucinare cristalli di metanfetamina ricordate di portare questo album con voi.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? The highwayman; Song for the Nile

Chi diamine? Il Tenente
Che diamine? Odor ed lumàdeg
Ma quando? 2010
Allora? Nei dieci anni di onorata militanza nel collettivo reggiano Kattiveria Posse il Tenente si dedica nel tempo libero allo studio di glottologia e semantica del dialetto reggiano frequentando il malfamatissimo bar dell'angolo. Nelle fervide session alcoliche Il Tenente porta alla luce insospettate e misteriose analogie tra l'arszàno e certi slang gangsta Losangelini. Odor ed lumàdeg, ma soprattutto la prima traccia A gh'no per tot è la rigorosa documentazione della rivoluzionaria scoperta di archeologia linguistica. Interrogato sui contenuti sovente graffianti e a tratti criptici di questo articolato concept Umberto Eco avrebbe commentato: "A gh'o capì 'n càs".
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? Bar sport; Al trafic; L'anguéla e 'l sciop

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  13.03.2015 | 11:37
il genere ''rock su vinile''
 
 

Kalopedia 27

Chi diamine? Afghan whigs
Che diamine? Do to the beast
Ma quando? 2014
Allora? Nella seconda metà dei '90 stava già andando tutto a puttane. Qualcuno con le lacrime agli occhi le tasche piene di verdoni scriveva la parola grunge sulla lapide di quel suono incredibile e nichilistico esploso e subito imploso a Seattle. L'indie rock diventava un genere (che è come dire che il "rock su vinile" è un genere, o il "rock fatto dai chitarristi mancini", o il "rock di tutti e soli i dischi che costano diciannovemila lire"), Jack Frusciante, lo sanno tutti, era uscito dal gruppo, Layne Stayley e Kurt Cobain già "dormivano con gli angeli". Gli Afghan whigs invece facevano dischi della madonna. Parlare ancora di quella roba oggi non ha neanche più senso. L'unica cosa che ha senso è che nel 2014 gli Afghan whigs saranno affaticati, saranno disorientati, saranno senza Rick McCollum, saranno quello che cazzo vuoi ma comunque hanno fatto un altro disco della madonna. Quando parte These sticks mettete la rotella del volume a fondoscala.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? These sticks; Algiers

Chi diamine? Social distortion
Che diamine? Hard times and nursery rhymes
Ma quando? 2011
Allora? Liquidi riffoni hard-seger-southern, giubbotti, occhiali da sole, lo scintillio di una marmitta cromata e il sole a picco che brucia la pellicola. Hard times è la colonna sonora di un musical diretto da Tarantino, di un romanzo di biker scritto da Edward Bunker, Hard times è un graffito di Banksy sull'asfalto della Ruote 66. Undici pezzi, dall'incendiaria Road zombie alla toccamaroni Still alive, undici colpi nella canna di una semiautomatica per impallinare Springsteen, gli Stones, Johnny Cash, Seger, i Ramones, perlomeno quelli rimasti, e tutti quelli che cianciano di cow-punk senza aver prima sentito questo disco. Alone and forsaken (Hank Williams sr.) è una delle migliori cover di tutti i tempi.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? Alone and forsaken; Machine gun blues

Chi diamine? The Human instinct
Che diamine? Pins in it
Ma quando? 1971
Allora? Sonorità hard-psichedeliche d'oltreoceano (Pacifico, però) con lancinazioni hendrixiane proto-metalliche (l'intro di The vanishing song, il bridge di Pinzinet) alternate a tentennamenti blues (Duchess of Montrose, Play my guitar), morbidate folk-pop (il singolo Rainbow world e il suo retro Highway). Desta curiosità la sonnolenta cover della floydiana The Nile song. Niente di nuovo, insomma, eppure il terzo album della più importante rock band neozelandese degli anni settanta è un travolgente gorgo psych-rock-blues che vi catturerà è ingoierà, rigorosamente in senso orario. Ascoltatelo ogni volta che qualche sapientino insiste per spiegarvi cosa diavolo è la forza di Coriolis.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Pinzinet; The Nile song

Chi diamine? Cheap wine
Che diamine? Mystic crow
Ma quando? 2013
Allora? Il portone si apre in un sinistro cigolio di cardini. Bastano pochi secondi per capire che tutti i fantasmi della cripta indossano lenzuoli a zampa di elefante. Un theremin spettrale introduce la sulfurea e sabbatianissima Gravestone smoke. Aleggiano spettri heavy blues alla Canned heat (I come back from tomorrow), spiriti psych-southern (Demon with a cat head), poltergeist Ledzep-1 (Stay strange express), ectoplasmi grateful-desertici nella chiusura strumentale Mystic crow. Ascoltate questo album ogni volta che vi appare davanti il doppelganger di Jerry Garcia.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Gravestone smoke

Chi diamine? Pavlov's dog
Che diamine? Echo & Boo
Ma quando? 2010
Allora? Trentacinque anni più tardi la voce di Paperino-Surkamp è mutata nella voce di Paperone-Surkamp ma il Pavlov sound è sempre quello: magari un po' meno temerario negli arrangiamenti, magari meno convincente nelle melodie, ma è quello. L'anima progressive permane nelle poche, incerte, divagazioni strumentali Lambonbrodadwayesche (Echo and boo, soprattutto, ma anche We all die alone e Jubilation). Imbarazzante il modo in cui la suite The death of North American industry deflora i traditional Oh Susanna e Dixie. Si osa qualcosina in più nelle convincenti tre tracce finali. Mettete su questo disco quando vi accorgete che per un errore di stampa mancano le ultime pagine del romanzo che state leggendo.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Angels twilight jump; Jubilation; We all die alone

Chi diamine? Hardline
Che diamine? Danger zone
Ma quando? 2012
Allora? Per apprezzare l'ultimo album della band fondata dai due fratelli Giovanni Giuseppe Gioeli e Giuseppe Giovanni Gioeli (sic) non dovete per forza essere uno di quei rimastoni che tutti i giorni cantano sotto la doccia "It's my life and it's now or never" e hanno chiamato "Carrie" la loro figlioletta. Basta perdersi nella campagna umbra alla ricerca di un ristorante fantasma e incrociare uno di quei truck americani fuoriusciti direttamente dal film Duel. Per la recensione cedo il microfono alle sublimi parole di www.melodicrock.it: "Se nell’esordio ci trovavamo di fronte ad un hard rock dai tratti melodici qui possiamo dire di trovarci di fronte ad un rock melodico dai tratti hard rock". E vaffanculo a Copernico.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? What I'd like; Look at you now

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  06.03.2015 | 19:29
stronzi di formica nel soggiorno di albarn
 
 

Kalopedia 26

Chi diamine? Damon Albarn
Che diamine? Everyday robots
Ma quando? 2014
Allora? Seduto su quello sgabello a contare gli stronzi di formica sul pavimento, Damon Albarn è ostentatamente programmatico fin dalla copertina. Programmatico nei testi intrisi di intimismo al servizio degli archetipi del genere (il sé come autore, la memoria, l'alienazione, lo strafarsi, scusate, l'essersi strafatto), programmatico nei suoni riccamente scarni e floridi di campionamenti e testurizzazioni quasi inudibili (l'elettronica-folk dei Blur, il fruscio di vinile consolatorio di Bristol, un pizzico di tamburi world music), programmatico nell'intento di accedere finalmente al Club dei Cantautori e starsene lì, a contare gli stronzi di formica, mogio quanto un Paul Simon in smaltimento post-sbronza, rallentato più di un Thom Yorke sotto tachipirina. Era davvero ciò che desideravi, Damon?
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Heavy seas of love

Chi diamine? Okkervil river
Che diamine? The silver gymnasium
Ma quando? 2013
Allora? Prendendo le distanze dalle evanescenze psych ideate per Roky Erickson, Will Sheff confeziona un concept ambientato nel 1986 suonato come un album post-punk del 1986 che respira Tom Petty (On a balcony), Elvis Costello (Pink slips), i Cure (Where the spirit left us) e qualcosa dei primi Simple minds (White)  e corredato da un videogame a 8 bit che pare fatto nel 1986 e che contiene un amaro omaggio a Phil Lynott, trapassato nel 1986. Per fortuna il 1986 è stato uno degli anni più insignificanti della storia del rock e di conseguenza questo gioiellino non sarà mai vintage, non sarà mai di moda, non sarà mai in heavy rotation in una radio commerciale pullulante di insulsi deejay cocainocrati e soprattutto non sarà mai un cazzo di nu-qualcosa. Vi pare poco?
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? It was my season; Where the spirit left us

Chi diamine? Altamont
Che diamine? Prayer for the soul
Ma quando? 1983
Allora? Talvolta la rete è fetente. Hai quindici anni e qualche problema relazionale con l'altro sesso. Decidi di passare il tempo improvvisando musica elettronica scimmiottando Mike Oldfield e Tangerine dreams invece, che so, di pescare gamberetti di fiume. Fai un nastro e ne vendi dieci copie agli amici. Poi trovi la morosa e ti scordi la faccenda. Poi diventi Steven Wilson e, zac, il nastro ricompare dal fondo di un cassetto. Finisce in rete e qualunque coglione può ascoltarselo facendo sorrisini scemi che dopotutto Tubular bells è un'altra cosa. Dimenticando che quel medesimo coglione, quando i quindici anni e i problemi relazionali ce li aveva lui, magari era così coglione che neanche riusciva a pescare i gamberetti senza finire nel canale. Altro che morosa. Altro che Mike Oldfield e Tangerine dreams.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? I Porcupine tree e lascia perdere queste pippe adolescenziali

Chi diamine? Freeway
Che diamine? Riding high
Ma quando? 1975
Allora? Buone melodie, ottimi riff (Riding high, Turn the page), ascelle, pantaloni di pelle, ballatone strappareggiseni (Sad rock n' roll) e qualche divagazione di tastiera (Wheels of fortune) a imitiazione di quel finto progressive mid-70. Collocabile grosso modo tra il periodo marrone degli Allman b.b. e l'era d'oro del glam con una punta di quell'hard-soul-blues alla Come taste the band, l'unico album dei Freeway vede la luce nello stesso anno in cui i connazionali Ac dc sparano in aria High voltage. Come sono andate le cose è roba nota a chiunque. Personalmente vorrei tanto sapere il perché.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Rock teaser; Riding high

Chi diamine? End of green
Che diamine? The sick's sense
Ma quando? 2008
Allora? Il sesto album degli alfieri teutonici del "depressed subcore" (sic), un sottogenere particolarmente mogio del gothic metal, suona un po' come un disco suonato dai Type O negative, cantato dal tipaccio dei Seether e composto da Lydia Deetz. Cos'altro aspettarsi da un mamlone di Stoccarda di uno e novanta che si fa chiamare Michelle Darkness (sic)? A parte un paio di raffiche alla Justice for all (Dead city lights) il resto dell'album si disperde freddo come una pozzanghera di sangue sul pavimento tra melodie alla Mission, vocioni e tiritere pling-noise metaottanta (Die lover die). Ascoltate questo disco se pensate di presentarvi al compleanno di vostra nonna ostentando un anellino al capezzolo.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Hurter; Dead city lights

Chi diamine? Graham Coxon
Che diamine? A+E
Ma quando? 2012
Allora? La cantina di tuo nonno è un'umida spelonca seminterrata dove i salami in stagionatura sono stallattiti, stalagmite la damigiana polverosa con la madre per l'aceto e negli angoli ragnatele spesse come tendaggi. Ti collochi lì con un vecchio ampli e un piatto e spari a palla vecchi vinili anni ottanta. I Bauhaus più tetri (The truth), un po' di synth pop tipo Heaven 17 o Psychedelic furs (il singolo What'll take), electrosaxpunk alla Morphine (Meet and drink and pollinate) ipercompressi missili post punk (City hall), francobolli di Kinks sotto anfetamina (Advice), rarefazioni psych (Bah singer). La sagoma che vedi oltre il polveroso lucernaio è Damon Albarn, inginocchiato, che cerca di capire cosa diavolo succede lì dentro.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? Seven naked valleys; City hall; What'll take

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  27.02.2015 | 09:12
il famigerato filk
 
 

Kalopedia 25

Chi diamine? Robert Plant
Che diamine? Lullaby and... the ceaseless roar
Ma quando? 2014
Allora? Di un album registrato alla Real world che si apre con la nebbiosa cover di uno standard bluegrass intessuta di banjo e violini tradizionali africani (il ritti di un certo Juldeh Camara, del Gambia) duellanti su educate testurizzazioni Bristol-trance è difficile parlare con leggerezza. Altrove, rarefatte melodie di chiara derivazione Achtung-baby-Lanois-iana (Rainbow), ammiccamenti zeppeliniani (Pocketful of golden) o ruggenti nuvoloni Clannad-chitarristici (Embrace another fall). Con questo album Robert Plant ha definitivamente tirato fuori i coglioni (ma io se ricordate ve l'avevo anticipato). Ascoltatelo ogni volta che scrivete una recensione e chi la legge solo per mera cortesia non vi domanda che cosa cazzo state svanverando.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? Little Maggie; House of love; Arbaden (Maggie's baby)

Chi diamine? Kazimierz lux
Che diamine? C.S.
Ma quando? 1972
Allora? Se pensate di fare compagnia al vecchio Kaz Lux mentre si spara un personal di black widow e sentire sulla schiena il caldo tepore delle dorate spiagge della West Coast olandese, be' sappiate che lui è lì spaparanzato che si ascolta in un vecchio mangiacassette i soliti lamentini similfolk alla Leon Russell (Pictures of youth) e Gram Parsons (Brown crystals). A un certo punto però la vedova fetente comincia a entrare in circolo e partono sferragliate a vapore alla Doobie brothers (Companion) per chiudere in un crescendo acido e psicabluesico (The change, Graveyard, i due pezzi più ispirati). Ascoltate questo album ogni volta che qualcuno insiste che in Olanda c'è un casino di tulipani.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? The change; Graveyard

Chi diamine? Barbra Streisand
Che diamine? Partners
Ma quando? 2014
Allora? Datevi il tempo di trovare il numero di telefono di qualche chilata di vecchie glorie del pop (sia vive che morte), un po' come si raccolgono le prugne mature da terra per fare la marmellata. Cottura lenta a fuoco basso. Suoni tenui. Abbondare col cerone. Per nascondere l'odore di carogna suggerisco di aggiugnere molti chili di zuccherosi arrangiamenti orchestrali. Confezionare a caldo e sigillare perché altrimenti si formerà subito della muffa. Se volete cimentarvi, l'ultimo gastroenterico album della starlette americana settantaduenne che ha venduto settantadue milioni di dischi sono negli USA è cucinato esattamente così.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Riascoltati l'album di Plant

Chi diamine? Private line
Che diamine? Evel Knievel factor
Ma quando? 2006
Allora? Sonorità nu-glam a base di intro tunzetunze, bonjovate melodiche, coretti wou-wou-wou / yea-yea-yea (la title track è un eccellente esempio) e power-pop finlandese alla Stratovarius Vs. Sandra Cretu (Broken promised land). Contenuti? A confronto gli Steel panthers sono i Soft machine, la Pianura Padana è una cordigliera cenozoica e Evel Knievel un esistenzialista col maglione nero. Andrea Gualandri direbbe: "Il nulla. Ma fatto bene".
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Broken promise land; Alive

Chi diamine? Electric Frankenstein
Che diamine? What me worry
Ma quando? 1976
Allora? Sferraglianti elucubrazioni chitarristiche semiacustiche contrappuntate da una ritmica minimale e qualche pennellata sintetica. I principali riferimenti di Tofani in questo primo album solista inciso nel '71 sono Hendrix (il bridge di Feeling), i Tangerine dreams (Moon walk), la psichedelia americana (Somebody help me) e soprattutto se stesso (la Califfiana Why don't you understand). Consolatevi con questo album mentre andate a vedere gli Area da soli dopo che i vostri amici v'han preso per il culo tutta la durata dell'aperitivo.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Moon walk; Music man

Chi diamine? Beck
Che diamine? Morning phase
Ma quando? 2014
Allora? Beck apre gli occhi e fa uno sbadiglio mentre i primi raggi di sole indorano la brughiera Newyorchese. Sul davanzale al 43-esimo piano gli uccellini cantano melodie gioiose. Beck si prepara una colazione leggera per via della gastrite. Niente junk-pop ma Beatles pie (la splendida Waking light), psychedelic flakes: coco-Barrett (Morning) e rice-Waters (Heart is a drum), folk-milk (il famigerato filk). Giusto due biscottini di noia-90 nordeuropea marca U2 (Blue moon) e Kings of convenience (Wave). In chiusura uova di Condor Pasa sbattute nel Suono del Silenzio (Turn away) e accompagnate da una bella fettona di CSNY (Blackbird chain). Grammy Award come album dell'anno 2015. Da allora, Beck non si è ancora tolto la mano dai maroni.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Heart is a drum; Blackbird chain; Waking light

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  18.02.2015 | 10:02
a confronto guccini e' un nichilista
 
 

Kalopedia 24

Chi diamine? Billy Idol
Che diamine? Kings & queens of the underground
Ma quando? 2014
Allora? Nel 1978 un giovinastro con capelli dritti, le labbra storte e una inesauribile voglia di figa svedese incrociando Robert Plant nei corridoi dei Polar Studios di Stoccolma gli urlava addosso tutto il suo odio nei confronti di quel ventre molle, reazionario, miliardario e strafatto che era diventato in soli dieci anni lo star system del rock. Trentasei anni più tardi il giovinastro, prossimo ormai ai sessanta, si veste esattamente come nel settantotto, si tinge i capelli dello stesso colore e si presenta con un album talmente nostalgico che a confronto Francesco Guccini è un nichilista. Oltre all'inevitabile sciacquone di ribellione Yell, giù di Psychedelic furs, primi Simple minds, Bono, ma oltre, molto oltre, fino a Self control di Raf, Picnic at the whitehouse e via, via, per arrivare alla sublime Samurai di Michael Cretu. Uno spettacolo, insomma. Un spettacolo ad uso e consumo di chi ancora indossa pantaloni di pelle nera e cinture con le borchie e pensa che tutto ciò che è venuto dopo Blade runner e I giustizieri della notte non può essere definito cinema.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Can't break me down; Save me now; Eyes wide shut

Chi diamine? Genesis
Che diamine? R-kive
Ma quando? 2014
Allora? In genere basta l'idea di cofanetto antologico a farmi venire tutte quelle bolle pruriginose. Quelli tematici che finiscono col rimettere in circolazione qualche gemma li tollero anche. I peggiori mettono insieme il cosiddetto meglio di una carriera. Né l'uno né l'altro. Nei fatti questi tre cd di materiale già pubblicato svenduti a prezzi da autogrill risultano totalmente privi di appeal persino per il collezionista più fetish. Il box è sbilanciato (manca Firth of fifth e l'album più rappresentato è Invisible touch), incompleto (c'è Ray Wilson ma non Anthony Phillips), non rappresentativo (di Gabriel e Collins quasi solo brani minori). Non serve scaricarlo per rendersi conto della sciatteria dell'operazione. Basta guardare la copertina.       
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Un qualunque album intero dei Genesis

Chi diamine? Rebecca Pidgeon
Che diamine? The raven
Ma quando? 1994
Allora? Se vi capita nel lettore il primo album della moglie di David Mamet le ragioni che mi vengono in mente sono due. La prima: siete fan sfegatati di Mamet. La seconda: siete troppo pigri per alzarvi di nuovo. In questo caso vi meritate l'ascolto integrale di questa evanescente manciata di canzonette leggere come culetti di playmates che spruzzano in giro scoreggine di soap-pop (Peace and mind), country-coretti (You got me), celtic-per-ragazzi (The witch). Niente male il lesbic-blues-alla-anidifranco-ma-molto-molto-più-soft intitolato Grandmother, ma Her man leaves town, si rassegni la fanciulla, non è Twist in my sobriety.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Grandmother

Chi diamine? Ruphus
Che diamine? New born day
Ma quando? 1973
Allora? La più celebre progressive band norvegese esordisce con un album solido come un iceberg luccicante di divagazioni alla Yes-1972 (buona parte di Still alive), arrembaggi alla Deep purple MK1 (New born day), riffoni J-tull fase Aqualung (The man who started it all è nei fatti puro stalking ai danni di Mary la strabica) oltre a qualcosina dei Genesis di Foxtrort (Day after tomorrow) e di E-L-P (Opening theme). Per il resto Uriah heep come se nevicasse. Le voci di Aspaas e Sundby sono gradevoli come un tuffo da un fiordo in novembre, ma le esecuzioni sono volonterose e le canzoni finiscono coll'attaccartisi addosso come un ghiacciolo sulla lingua. Ascoltate questo disco ogni volta che siete insaponati e comincia a scendere ruggine dal doccione.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? The man who started it all; Coloured dreams

Chi diamine? Royal blood
Che diamine? Royal blood
Ma quando? 2014
Allora? Elementari riffoni chitarristici (però eseguiti con un basso) e un drumming che non moilla un secondo: vi sfido a trovare un disco rock degli anni ventidieci privo di queste caratteristiche, vedi Wolfmother, Black keys, Rival sons, Triggerfinger, Queens of the stone age e compagnia pseudozeppelinante. Nei fatti, il caso discografico del 2014 non è niente di nuovo e niente di più di questo. Occhio però alla teenage-Veilandiana Ten tonne skeleton che si conficca lì in mezzo tra le orecchie e non se ne va neanche a calci in culo. Dire che il riff in apertura di Little monster è un omaggio a Voodoo chile è un po' come dire che KateeLife porta una terza scarsa.       
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Ten tonne skeleton

Chi diamine? Red hot chili pepperes
Che diamine? I'm with you
Ma quando? 2011
Allora? Un album fervido di sensazioni siderali. Concentrartevi sui contenuti e sfiorerete il Vuoto Assoluto, dove la materia semplicemente non esiste. Concentratei sui suoni e raggiungerete il concetto teorico di Zero Assoluto, lo stato fisico in cui la materia collassa su sé stessa. Inutile domandarsi quando ascoltare questo album perché ogni momento sarà inopportuno: dal gommista mentre contemplate il culo di miss settembre 2011 attaccato al muro, dal parrucchiere fashion del centro commerciale mentre un ragazzino sveglio vi ranca su il sacchetto della spesa, dal ferramenta mentre comperate i feltrini sbagliati per le vostre nuove sedie. In tutti questi diversi contesti, accomunati però dal fatto che non avete a disposizione il tasto off, questo disco manterrà la parola e "Sarà con voi".       
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Did I let you know; Police station

Autore: ufj | Commenti 2 | Scrivi un commento

  02.02.2015 | 08:57
batteri progressive nella saliva di thom yorke
 
 

Kalopedia 23

Chi diamine? Alt-J
Che diamine? This is all yours
Ma quando? 2014
Allora? OK, OK: l'idea è dondolare in alto sul filo in bilico voyeuristico tra sento e non-sento spintonati dalla programmatica Intro, quasi Realworld nel corpo ma ruffianamente indo-cino-coreo-giappa-beat nel riff. E poi Hunger of the pine è progressive almeno quanto uno starnuto di Thom Yorke, Nara è diametrale tra O-lay-ale-loya dei Sacred spirits e Time it's time dei Talk talk, il mistificatorio southern ovattato di Left hand free sgraffigna i migliori momenti di Digging in the grave di Gabriel e la chiusura di Choice kingdom a sentire bene olezza di sottosuolo di Broadway. Sì, certi la-la-la infastidiscono i penultimi Beatles, quelli di Sgt. Pepper e Yellow submarine per intenderci, sì, certi vocalizzi bluegrass-arenbì (Every other frekie) sbruffoneggiano oltre misura e i passaggi tipo coltello-sul-bicchiere fanno venire in mente certi irritanti Deus tardonovanta, sì, sì, sì, ma alla fine l'album mi piace. E adesso come glielo spiego a Chiara?
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Intro; Nara ; Hunger to the pine

Chi diamine? The Marbles
Che diamine? The Marbles
Ma quando? 1970
Allora? Sono sicuro che Graham Bonnett oggi si vergogna di questo album almeno quanto Al Jourgensen si vergogna di With sympathy. Le sonorità orchestrate nientemeno che dai fratelli Gibb mirano a Bee gees e Aphrodite's child ma impallinano gli incolpevoli Cugini di campagna e risultano talmente melliflue e barocche e ridondanti che a confronto gli Air supply sono i Sepultura, Paul Anka è GG Allin e Il meraviglioso mondo di Amelie è uno snuff-porno. Ascoltate pure questo album ogni volta che vi capita di sognare di fare bondage con la Bella Addormentata.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Stay with me baby

Chi diamine? Vintage trouble
Che diamine? The bomb shelter sessions
Ma quando? 2011
Allora? L'odore di vernice fresca nell'operazione Vintage trouble è intenso già annusando quella parola nel nome così di moda che rende di moda una cosa fuori moda, ancor più intenso annusando i vestiti e le movenze del quartetto californiano, intensissimo annusando i suoni bourbon-fighetto-soul ideati dal produttore di James Brown e Motley crue e realizzati in combutta con Brian May. E considerando il numero di macchine parcheggiate davanti al Forum il giorno del concerto di Nutini direi la miscela funziona e il botto sarà bello grosso. Sta di fatto che in Blues hand me down ci sono stuzzicanti particelle di Cream/Yardbirds/Ledzep e nella splendida Run outta you ci sono distillati il Cocker di With a little help from my friend e il Plant di Since I've been loving you. Serve altro?
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Run outta you; Blues hand me down; Jezzebella

Chi diamine? God bless
Che diamine? Cermin
Ma quando? 1980
Allora? Il secondo album dei God bless (ma il nome non è ironico) testimonia la presenza di un fervido humus progressive indonesiano capace di recepire meglio che altrove (Tonga? Nauru?) la lezione Canterburese. Oltre a Camel e Yes, divagazioni alla Genesis periodo Hackett (Cermin, Insan sesat), Caravan (le barockestrazioni di Balada sejuta wajah) ma soprattutto E-L-P (Ingat, Musisi). Nella mini-suite Anak Adam il talentuoso Abadi Soesman mescola tastierate alla Emerson, gamelan e melodie mangaottanta (potete cercare di individuare il riff di Shooting star, la sigla di coda di Atlas ufo robot). L'ultima traccia è una specie di Fat bottom girl a cappella cadenzata da pernacchie e scorregge. Esattamente.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Ingat; Cermin; Tuan tanah

Chi diamine? Neil Young
Che diamine? Storytone
Ma quando? 2014
Allora? ••
Sì ma allora? Se siete il Kalo e vi viene in mente di fare una serenata a una tipa che vi piace il meglio che vi può capitare è rinsavire e lasciar perdere prima che vi arrivi un secchio di piscio. Il peggio è, appunto, il secchio di piscio. Se siete Neil Young e vi viene in mente di fare una serenata a Daryl Hannah potete comperarvi un'orchestra e farle registrare una spanciata di canzonette infarcite delle consuete pipponate ecologiche (Who's gonna stand up), macchine elettriche che salveranno il pianeta (I want to drive my car), romantiche passeggiate sulla riva del fiume (Plastic flowers), sciocchezzuole senilescenziali (I'm glad I found you) e tanto, tanto mestiere. Ogni volta che mentite dicendo che Splash, una sirena a Manhattan vi ha fatto cagare non ascoltate questo disco, non tutto perlomeno. Bastano i pezzi con la big band.
Però almeno cosa sento? Like you used to do; Who's gonna stand up

Chi diamine? Genocid
Che diamine? Beyond the mask
Ma quando? 1982
Allora? Ogni volta che sento questo 45 giri che costituito da due outtakes tirate fuori dal cassetto dei primi Van der Graaf generator e (pessimamente) suonate dai Rockets che fanno l'imitazione dei Judas priest di Screaming for vengeance mi viene in mente che nella mia preadolescenza ero sessualmente attratto da Viola Valentino e più precisamente da Viola Valentino a Sanremo che canta Romantici avvolta in un vestitino bianco lucido somigliante a una divisa di Star trek. Devo preoccuparmi o capita anche a voi?
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Beyond the mask

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  23.01.2015 | 11:33
a proposito di sindromi degenerative
 
 

Kalopedia 22

Chi diamine? Doctor downtrip   
Che diamine? Doctor downtrip
Ma quando? 1973
Allora? Visto attraverso il vetro rigato di pioggia di un abbaino all'ultimo piano di un palazzo nel centro di Bruxelles il cielo non deve assomigliare per niente a quello della California. E così il Dottor Bassoviaggio compie il suo viaggio volando alto nei cieli della California armandosi di basso, chiatrra, batteria e un (pessimo) cantante. I sogni agitati del Dottore si popolano quindi di Byrds e Buffalo Springfield, groupies tettute, danze notturne sulla spiaggia, Beach boys, pasticche, 13th floor barra Quicksilver. Ma la realtà purtroppo è differente e i piccioni di Bruxelles sono famosi per avere lo stesso colore del clima e una mira infallibile.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Free morning; Walking in the desert

Chi diamine? Ac dc
Che diamine? Rock or bust
Ma quando? 2014
Allora? L'ultimo album della band più difficile da recensire al mondo si presenta come l'ennesimo campionario di consolidati clichet M.Young-A.Young-iani per un buon 99% (il singolo Play ball, Got some rock and roll thunder, Hard times e parecchio altro). Il rimanente 1% consiste nei sorprendentemente zeppeliniani venti secondi iniziali di Rock the house e nella produzione smaccatamente Highway-to-riffons (soprattutto Baptism of fire e Emission control). Al povero Malcolm Young è stata recentemente diagnosticata una sindrome degenerativa nota come demenza senile. Al folto pubblico degli Ac dc, stranamente, ancora no. Ascoltate Rock or bust ogni volta che volete recensire un disco di cui non sapete che cazzo dire.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Rock the house; Baptism of fire

Chi diamine? Eric Clapton & friends
Che diamine? The breeze, an appreciation of JJ Cale
Ma quando? 2014
Allora? “Pronto?” “Calo, sono Clapton. Volevo dirti che ho letto la recensione di Old sock”. “E allora?” “Perché dici che meno di così non potevo fare? Ci sono rimasto male”. “Stai chiamando per dirmi che avresti lavorato sodo?” “Ma va. Dico, ma l'hai sentito l'ultimo, il tributo a JJ?” “Lo sto ascoltando ora”.  “Be' a confronto in Old sock ero motivato più o meno quanto una legione di kamikaze comandata da Stakanov”. “Capisco. Be' se non altro almeno hai avuto l'onestà di aggiungere 'and friends' in copertina”. “Veramente non sono io che ho aggiunto 'and friends' ma loro che hanno aggiunto 'Eric Clapton. Non sai quanto ho dovuto menargliela”. “Scusa ma se non mettevi 'Eric Clapton' di chi erano amici i 'friends'?" "Di JJ.. Me invece mi odiano. Vai tu a capire il perché”.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Someday; I got the same old blues

Chi diamine? MaB
Che diamine? Decay
Ma quando? 2014
Allora? L'invasione di palco da parte delle MaB al grido di "Su cunnu e Maomettu" e la contemporanea trasformazione di Voglio vederti danzare da tormentone-fine-concerto-di-Battiato in staffilata hardcore da sangue nei padiglioni è stato, per chi c'era, una sorta di imprinting nei confronti di questo schizofrenico album d'esordio in cui però le quattro fanciulle sarde giocano abilmente coi clichet più rumorosi degli anni novanta inzuppando Hole, L7, muri di suono in un sulfureo magma goth a base di Siouxie (Astrophel), Tarja (Last tango in London), ma anche Amy Lee (Black) e forse persino Alice Cooper. Volonterosi i suoni, non sempre convincenti le composizioni. Intriga e al contempo intenerisce lo sguaiato operettismo di Psycho Jeremy. Adrenalina è una cover dell'omonimo pezzo di Giuni Russo e Rettore. Trovatemi un qualunque metallaro che lo sapesse.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Suicidal angel

Chi diamine? Beggars opera
Che diamine? Pathfinder
Ma quando? 1972
Allora? Un'ottima ballata pop in apertura (Hobo), qualche riffone hard-Heep (The witch, Madame Doubtfire), improvvise carnevalate Scottish-folk (From shark to Haggies), un pizzico di Deep purple per-Gillan (Pathfinder) e tanto, ma tanto Hammond. Il tipico minestrone Canterburese, insomma. Lo so, lo so. Se la pizza è famosa in tutto il mondo e il minestrone Canterburese no un motivo ci sarà. Però c'è qualcuno a cui il minestrone Canterburese piace un casino. Ecco, quel qualcuno sappia che questo qua secondo me è cucinato alla perfezione.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Hobo; Pathfinder

Chi diamine? The Decemberists
Che diamine? The king is dead
Ma quando? 2011
Allora? L'impervio percorso artistico del più grande genio della musica folk non trombatore di groupies procede per sottrazione. Se è facile sottrarre da Crane wife le progressioni progressive e mainstrimate mainstream, se è altrettanto facile sottrarre da Hounds of love certi arzigogolanti arzigogoli da Quesito con la Susi, o da ultimi Porcupine tree, meno facile è sottrarre alle vivaci composizioni dei primi album quella rurale spontaneità che odora di cuoio e merda di vacca. The king is dead è la (meravigliosamente eseguita e impeccabilmente prodotta) teca di cristallo che espone il songwriting di Meloy al massimo del suo talento creativo. Ascoltate questo album ogni volta che pensate di aver fatto una cosa di cui avete paura di pentirvi.
Sì ma allora? •••••
Però almeno cosa sento? Rox in the box; This is why we fight; January hymn

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  08.01.2015 | 09:33
benveuti al rock im hell
 
 

Kalopedia 21   

Chi diamine? Vampire weekend
Che diamine? Modern vampires of the city
Ma quando? 2013
Allora? Esce con grande pompa il disco più finto dei giovani vampiretti della domenica, in attesa che piovano i dollaroni lunedì. Finto il drumming retro-industrial-obliteratrice in Obvious bycicle, finto il piano stonato tipo rullo meccanico in Young lion che fa molto Scott Joplin, finto il dancehall di Ya hey che è doppiamente finto visto che il dancehall è già un reggae finto per i cazzi suoi, finto il suono alla Coldplay di Unbelievers e quello alla Alt-J vs. Pachelbel di Step, finto l'Hammond di Don't lie che comincia Moody blues e diventa Spandau ballet quando meno te lo aspetti, finto il vintage alla Kings of Leon che è triplamente finto dal momento che è doppiamente finto perché il suono dei King of Leon è già di per sé un finto seventies ed è triplamente finto perché qui è talmente finto che è finto persino il termine vintage. Miglior album in assoluto del 2013 secondo Rolling Stone.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Step

Chi diamine? Mumford & sons
Che diamine? Sigh no more
Ma quando? 2009
Allora? Il Signor Mumford e i suoi figliocci amano farsi fotografare (tra)vestiti da bifolchi di quelli che si sono arricchiti nel corso del primo novecento. Coerentemente, il travestimento musicale dei M&S comprende un profluvio di mandolini, una voce potente ed emozionale alla Ed Kovalczyk, una ritmica che farebbe battere il piede a un paraplegico e irresistibili melodie in crescendo che mirano alto al cervello ma colpiscono sotto la cintola (su tutte I gave you all e una Thistle & weeds retorica almeno quanto un monumento comunista est europeo). Qualcuno li ha definiti nu-bluegrass e considerando che il bluegrass è il nu-folk degli anni novecentotrenta va da sé che il nu-nu-folk dei M&S è avanti di una lunghezza rispetto, per esempio, ai puzzolenti Jake Bugg e Fleet foxes. I M&S saranno anche la band preferita da Neil Young, ma Throwing copper era un'altra cosa.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Little lion man; White blank page; Dust bowl dance

Chi diamine? Atomic rooster
Che diamine? Atomic roooster
Ma quando? 1970
Allora? Il Gallinaccio Atomico è un allucinato bipede ruspante dalla cresta turgida che bazzica bellicosamente il ciottoloso cortile del rock iniziosettanta strapazzando tutto ciò che trova in giro. Tutt'a un tratto rifila sonore beccate ai primi Moody blues in Banstead, esilarante duetto con Fausto Leali, oppure cava gli occhi a Led zeppelin due nella caotica Before tomorrow, o ancora strappa i bargigli ai Pink floyd pre Dark side nella bizzarra Broken wings (il cui vero titolo è Since I've been loving your atom heart mother). Dappertutto, sparsi in giro, becchime marca Uriah heep e guano Arthur Brown. Ascoltate questo album ad alto voume ogni volta che vi capita di uscire al mattino presto e vi cascano le chiavi nel tombino.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? And so to bed; Banstead

Chi diamine? Red hot chili peppers
Che diamine? Stadium arcadium
Ma quando? 2006
Allora? Ventotto brani prodotti impeccabilmente da Rick Rubin infilando con malefica sapienza le manone nel voluminoso barattolo dei clichet RHCPperiani. Oltre due ore di musica meticolosamente studiata per filtrare subliminalmente dalle onde radio direttamente nei cervelli molli dei grulli senza neanche passare per uno speaker radiofonico. Ventotto canzonette pop accomunate dal fatto che fanno tutte e ventotto cagare. Il vantaggio è che ascoltato in modalità random l'album non peggiora. Stadium arcadium fu protagonista della cosiddetta loudness war: nella versione cd è considerato uno degli album peggio incisi della storia del rock (basta sentire il finale di Dani California per farsi un'idea chiara).
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Dani California, ho detto

Chi diamine? Bob Seger
Che diamine? Ride out
Ma quando? 2014
Allora? L'ultimo album, ultimo nel senso che non ne farà più, del Rocchettaro Americano che ha insegnato a fare i Rocchettari Americani a tutti i fottuti Rocchettari Americani partendo da Springsteen per arrivare a Jon Bongiovi giusto per dirne due caso, dichiara alla stampa un taglio col passato e infatti butta fuori un disco imbottito di midwestroots, morbidblues, luoghi comuni e ballate mid-tempo, un disco che parla di intriganti fanciulle (Hey gypsy), pipponate ecologiche (It's your world) e lunghe strade da fare in moto (elettrica?) (Ride out). Se da un lato persino gli Ac dc a confronto paiono innovativi dall'altro occorre ammettere che questo soffice albumetto ultimospringsteeniano cantato e prodotto impeccabilmente è gustoso almeno quanto una vaschetta di lamponi della Schwarzwald.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? The devil's right hand; Adam and Eve

Chi diamine? Nero di Marte
Che diamine? Nero di Marte
Ma quando? 2013
Allora? Palahniuk sostiene che all'inferno si accumulerebbe tutto ciò che viene sprecato sulla terra. Unghie tagliate, sperma, chewingum masticati. Sostiene altresì che all'inferno sarebbe installato un immenso call center gestito dalle anime dannate che produce l'85% dell'intero traffico telefonico commerciale mondiale. Palahniuk non sa che all'inferno organizzano anche un eccellente festival rock, il Rock im hell. Stasera gli headliner saranno i Mastodon e i Tool. Nell'attesa che schiattino per salire finalmente sul palco, però, si esibiscono i loro talentuosi epigoni bolognesi.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Nero di Marte

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  31.12.2014 | 12:49
sei mai stato davvero nel centro di Varese?
 
 

Kalopedia 20

Chi diamine? Bartok
Che diamine? A few lazy words
Ma quando? 2003
Allora? Gli ultimi epigoni della famigerata scena indie/lo-fi/noise/alternative varesina tanto cara alla stampa musicale eppure ridicola agli occhi di chiunque sia stato almeno una volta nel centro di Varese si congedano con un album diffusamente pervaso di cupo mitteleuropeismo del centronord e intrigante almeno quanto è semplicistica l'equazione B=VK^2 dove B=Bartok, V=Velvet underground e K=krautrock. Acclamato a suo tempo dalla summenzionata stampa musicale ma acquistato di fatto soltanto da Sara Mazza. Fatevi registrare una copia da lei e ascoltatela ogni volta che vi viene voglia di vedere un film di Kaurismaki ma non avete un videoregistratore a portata di mano.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? In cold blood; A few lazy words

Chi diamine? Dream theater
Che diamine? Breaking the fourth wall (live from the Boston Opera House)
Ma quando? 2014
Allora? Un mio conoscente che ha quattro figli mi ha raccontato che il più piccolo non dormiva mai e si calmava solo se gli accendevano l'aspirapolvere di fianco alla culla. Un altro mio conoscente che ha brillantemente terminato gli studi in ingegneria per studiare ascoltava sempre i Napalm death in sottofondo. "Ma vanno bene anche gli Ac/dc", si premurò di puntualizzare. Se apprezzate il carpet-rock troverete che i live dei Dream theater sono eccezionali per pensare un po' ai cazzi propri durante un lungo viaggio in auto da solo. Quale live? Uno qualunque. Tanto sono tutti uguali.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Space dye vest; Scene nine: finally free

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Houses of the holy (deluxe dition)
Ma quando? 2014
Allora? Di solito paragono Houses of the holy a un fiammifero acceso in uno scatolone di fuochi d'artificio per via dell'esplosiva e caotica vitalità stilistica. Questa deluxe invece è come tirarci un gavettone, in quello stesso scatolone. A meno che la vostra passione non siano le costose deluxe fatte con gli stessi pezzi dell'album originale meno uno strumento (o la voce). Il buon vecchio Jimmy, da sempre dedito allo studio dell'occultismo, evidentemente intende smettere di sgozzare giovani caprette per dedicarsi alla più remunerativa attività di spennare vecchi capponi hippie. Come dargli torto?
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Senti l'album del settantatre e lascia perdere questi spennapolli

Chi diamine? Primal scream
Che diamine? More light
Ma quando? 2013
Allora? Nei tredici anni che separano questo More light dal loro ultimo disco decente i Primal scream hanno fagocitato, digerito e cacato tutta la musica anglofona dal sessantadue a oggi. Facile trovare riferimenti per implosione. Il gioco consiste nel pensare i primi due che ti vengono in mente poi individuarli nello spaventadelico puzzle sonoro della versione deluxe di questo monumentale More light. Pensi Chris Rea vs. Style council? Goodbye Johnny. Pensi Paul Simon vs. Stone roses? River of pain. Pensi Hubert Kah vs. Prodigy? Culturecide. Pensi Silencers vs. Morphine? Invisible city. Pensi Low vs. Robert Plant? Elimination blues (questa era facile). Ascolta questo disco ogni volta che l'universo ti sembra una specie di immenso spietato flipper.
Sì ma allora? •••••
Però almeno cosa sento? Invisible city; River of pain

Chi diamine? Guruh gipsy
Che diamine? Guruh gipsy
Ma quando? 1977
Allora? La prima traccia del secondo album più bello di sempre (Rolling stones 2007) tra quelli provenienti dalla quarta nazione più popolosa del mondo (Wikipedia) è una monumentale suite stile "Soffitta di Pippo" intrisa di E-L-P (ma soprattutto Emerson) e sonorità folk Balinesi. Nel prosieguo si susseguono con indecifrabile discontinuità tecnicismi di piano (l'improbabile Chopin larung), mellotron, cori Balinesi, astruse melodie pentatoniche e assoli di un affare percussivo decisamente powermetal, almeno nei finimenti, che prende il nome di gamelan. Ascoltando i due traditionals conclusivi Janger 1897 Saka e Sekar Ginotan faticherete a non esclamare a voce alta la frase "Che do bali". La terza stellina è lì ad esclusiva testimonianza della mia strabordante voglia di vacanze esotiche.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Indonesia maharddhika; Geger gelgel

Chi diamine? Michael Gira
Che diamine? Songs for a dog
Ma quando? 2007
Allora? Immaginate che Nick Cave stia litigando con la morosa al cordless mentre cammina nervosamente su e giù per il corridoio (God damn the sun). Immaginate che i Metallica abbiano smontato da un pezzo l'armamentario e Lou Reed se ne stia seduto sulla tazza del cesso fumando una paglia e canticchiando Working class hero (Promise of water). Immaginate infine di che al posto della baby sitter vi si presenti davanti Michael Gira in persona con la sua vecchia Guild appesa al collo (Mean monster Mike). Se tutto ciò per qualche ragione vi solletica, allora ascoltatevi due o tre volte di fila questa impallinata di outtakes di M-G mentre tornate da un concerto degli Swans, in attesa che svaniscano quei fastidiosi acufeni.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Rose of Losa Angeles; Lines

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  22.12.2014 | 16:53
il post che parla anche del post-pre-post rock
 
 

Kalopedia 19

Chi diamine? Lady Gaga
Che diamine? Artpop
Ma quando? 2014
Allora? Sento dire che questo Artpop è un album molto concettuale e decido di controllare su internet. Apprendo così che che la prima traccia, Aura (burqa), sarebbe un pezzo sull'islam: "Do you wanna see me naked, lover?". La seconda, Venus, sarebbe un elogio della bellezza femminile: "Aphrodite lady seashell bikini, goddess of love please take me to your leader". La terza, G.U.Y. (girl under you), boh, credo parli del concetto di gerarchia: "God of sexual desire, son of Aphrodite, lay back (...) I wanna be the girl under you". La quarta, Sexx dreams non si apriva il sito e proprio non ho idea di che trattasse. La quinta era un rap e aveva il testo troppo lungo. La sesta, Manicure, sarebbe sull'importanza di mantenere sano il proprio corpo: "Touch me in the dark, put your hands all over my body parts, throw me on the bed, squeeze, tease me, please me, that's what I said". Poi ho piantato lì. Non so, io trovavo più concettuale Samantha Fox. Forse perché aveva le tette più grosse.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Applause

Chi diamine? Bartok
Che diamine? The finest way to offend you
Ma quando? 2001
Allora? Un sito che ho visitato di recente definisce il suono dei Bartok "post-Slint ma pre-post rock". Ho scritto un commento specificando che il post rock nasce alla fine dei '90, e considerando che il primo album dei Bartok è del 2001 allora i Bartok sarebbero in realtà post-pre-post rock. Il commento è in attesa di moderazione da alcune settimane. Lo stesso sito tira in basso Morphine, Jesus lizard e Girls vs. boys e poi parla di sonorità psichedeliche (forse alludendo ai Morphine?), suggestioni classiciste (i Jesus lizard?) e nervosi scatti post-punk (Questo è facile, sono i Girls vs. boys). Io sinceramente ascoltando Damo's question penso a Damo Suzuki che esegue Cortez the killer di Neil Young usando i Firehose come backing band. Voi no?
Sì ma allora? •••••
Però almeno cosa sento? Nuevo Cannes; Damo's question

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Led zeppelin IV (deluxe edition)
Ma quando? 2014
Allora? Per esempio pensavo che Rock n' roll fosse uno spaccatesta pazzesco e ora dopo avere ascoltato questa deluxe penso esattamente la stessa cosa. Pensavo che Going to California fosse una meravigliosa elegia hippie e ora penso esattamente la stessa cosa. Pensavo che Battle of Evermore fosse una splendida ballata sospesa tra sogno ed epos e ora penso esattamente la stessa cosa. Pensavo che Stairway to heaven fosse la canzone più semplice e al contempo più difficile di tutti i tempi e ora penso esattamente la stessa cosa. Pensavo che queste ipercelebrate deluxe sarebbero state degli scrigni pieni di gemme e, be', ecco...
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Four sticks

Chi diamine? Gov't mule
Che diamine? Shout
Ma quando? 2013
Allora? Si spazia sapientemente dal blues più strappacatene al southern più antiabolizionista con punte di jazz e reggae. Le canzoni sono buone oppure molto buone o addirittura ottime, gli assoli di gran classe e la produzione ineccepibile. Il produttore però dev'essere senz'altro nato nel 1972 e come tutti quelli nati nel 1972, sottoscritto compreso, ha questa specie di deformazione mentale per cui non riesce a dire o pensare "shout" ma soltanto "shout virgola shout". Altrimenti non c'è ragione che spieghi un secondo cd fotocopia imbottito di ospiti che si differenzia dal primo appunto per la insipida presenza degli ospiti. Fa eccezione quel vecchio figlio di puttana di Dr. John che spara in orbita la già ottima Stoop so low. Let it all out, direbbe Orzabal in circostanze simili.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Stoop so low; World boss; Captured

Chi diamine? Damnation
Che diamine? The second damnation
Ma quando? 1970
Allora? Il secondo album dei Damnation, altrimenti noti come Damnation of Adam Blessing, suona come il consueto cocktail dissetante di psichedelia e midwest-rock suonato, una volta tanto, da gente coi contromanici. Se i pochi momenti tirati ricordano i Deep purple MK2 (Driver) o MK1 (Death of a virgin) il resto è forse più Quicksilver messenger service fase Cipollina (Ba-dup) o fase Valenti (Everyone). Si fosse osato un qualcosina di più il singolo Back to the river sarebbe finito al primo posto in classifica, il signor Adam Blessing sarebbe stato sepolto da montagne di reggiseni e soprattutto l'album avrebbe totalizzato cinque stelline. Peccato. Ascoltate questo disco sorseggiando un margarita al tramonto seduti sulla spiaggia di Cancun mentre riflettete se restare lì per sempre o tornare a vivere nella Pianura Padana.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Back to the river; Driver; Ba-dup

Chi diamine? Lacuna coil
Che diamine? Broken crown halo
Ma quando? 2014
Allora? La goth band italiana anticonformista per eccellenza sempre vestita bizzarramente di nero che ha compiuto anni addietro la coraggiosa scelta di cantare in inglese percorre sonorità che si richiamano a una stramba miscela di generi musicali desueti come il gothic-pop alla Evanescence e il nu-metal adolescenziale. Per questo ultimo originalissimo album dall'inconsueta copertina scelgono addirittura tematiche inedite quali l'occultismo e l'horror vintage tardosessanta. Ascoltate questo album ogniqualvolta vi venga l'assurdo dubbio che Cristina Scabbia abbia le gambe corte e le tette piccole.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? In the end I feel alive

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  16.12.2014 | 17:50
david gilmour non si lava il culo
 
 

Kalopedia 18

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The endless river
Ma quando? 2014
Allora? David Gilmour dice alla stampa che questo "E' un album molto ambient germinato nelle session di Division bell. E' il canto del cigno dei Pink floyd, un affettuoso omaggio al talento di Richard Wright". Bene. Il giorno dell'intervista io sono entrato in casa sua arrampicandomi su per la catena dell'ancora, ho aperto il cestone della roba sporca e ho fregato un paio di mutandoni di David Gilmour poi l'ho venduto su ebay a 999 sterline. Nel commento ho scritto che si tratta di "Un indumento molto ambient dal momento che David Gilmour non si lava il culo dai tempi di Divison bell. Si tratta dell'ultima sgommata marrone del Nostro, un affettuoso omaggio al suo flaccido culone inglese". E credetemi, prendere in mano le mutande di Gilmour mi è costato un bel po'. L'ho fatto solo per insegnargli la differenza che c'è tra un affettuoso omaggio e lo sciacallaggio più becero. High hopes entra di diritto nel Guinness del chicazzosenefrega quale unica canzone i cui versi hanno dato il titolo a due differenti album in studio mentre la traccia 2, intitolata Shine on troia d'un stùpid, è dedicata a tutti coloro che hanno acquistato l'album.   
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? It's what we do

Chi diamine? Brain donor
Che diamine? Love, peace and fuck
Ma quando? 2001
Allora? Il trio costituito da Julian Cope ai rantoli e martello pneumatico assieme agli Spiritualized Doggen Foster alla motosega e Kevin Bales al tornio saluta in nuovo millennio sbattendogli in faccia questa session di lavori in corso che suona come quando metti l'orecchio contro la parte di un'autobotte al cui interno gli Stooges stanno facendo una jam ispirata a Everybody knows this is nowhere. Qualora non fosse chiara nelle altre traccie, la devozione psichedelica della band è testimoniata nel deliquio catartico di She's gotta have it. Sfiorate le cinque stelline.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Get off your pretty face; Lughnasad

Chi diamine? The 101'ers
Che diamine? Elgin avenue breakdown (revisited)
Ma quando? 2005
Allora? La storia racconta che il tipico locale londinese che piaceva a Joe Strummer e ai suoi 101'ers nel 1975 puzzava di fumo, di vomito o ancor meglio di entrambi, era oltremodo chiassoso e aveva i cessi possibilmente non troppo lontani dal palco. La storia dice anche che il pub rock che andava in quei posti era una grumosa miscela di rockabilly, roots, primi Stones, ciuffi, risse, Bo Diddley e birra balorda. Quello che la storia però finge di dimenticare è che da quell'humus particolarmente fecondo germineranno le due più importanti (e opposte) rock band del decennio successivo: i Clash e i Dire straits.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Steamgauge 99; Hideaway

Chi diamine? Atlee
Che diamine? Flying ahead
Ma quando? 1970
Allora? Presente quella barzelletta della cimice che si nasconde nelle mutandine di una verginella per svernare al caldo e dopo un po' si ritrova su baffi di un motociclista? Bene, i baffi del motociclista sono senz'altro quelli di Atley Yeager, vistoso cantante-bassista-compositore morfologicamente identico al tipico bevitore rissaiolo texano. L'unico album della sua band è una manciata di sorprendenti pezzi hard rock con incursioni nel roots alla Creedence (Dirty old man), nel motor-rock alla Steppenwolf (il singolo Rip it up) con venature quasi funky-soul (Swamp rythm), gospel (l'irriverente Jesus people) o persino hippy-ballad (Will get together). L'album perfetto da ascoltare in cuffia mentre la vostra morosa vi spiega col mattarello in mano le ragioni per cui non potete andare a Tallinn a celebrare l'addio al celibato del vostro migliore amico.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Jesus people; Painted ladies

Chi diamine? Cut
Che diamine? Annihilation road
Ma quando? 2010
Allora? I bolognesi Cut, insoliti ignoti in patria eppure al loro decimo tour in UK devono aver fatto i famigerati saltoni di gioia sapendo che il loro Annihilation road sarebbe stato prodotto in US da un chitarrista pazzo amico di Jon Spencer. Il risultato è un misconosciuto (in Italia) capolavoro di liofilia rock caldo di suggestioni Cali-sixties: surf, garage ma soprattutto psichedelia: Electric prunes, Doors (ingombrante la citazione di Peace frog in Awesome), fino ai primi nebbiosi Pink floyd (l'intro di She gave me water pare venir fuori dritta da Obscured by clouds) il tutto dilaniato da una efferata Blues explosion. Trentuno minuti in tutto, quattordici schiaffi sul muso di quelli, direbbe mio nonno, ben dati.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? Awesome; She gave me water

Chi diamine? Judas priest
Che diamine? Redeemer of souls
Ma quando? 2014
Allora? E' inutile girarci intorno. Da un po' di anni la voce di Halford ha assunto la stessa timbrica di un benzinaio di Gallarate, di tanto in tanto lacerata da acuti tipo benzinaio di Gallarate inseguito da uno sciame di api. Per il resto la band fa il suo dovere. Quello che deve pestare, pesta. Quelli che devono schitarrare, schitarrano e quello col basso fa bene quella cosa che si fa di solito col basso. La dichiarazione di Tipton secondo il quale il disco "non è tra i più sperimentali dei J-P" è una litote meravigliosa almeno quanto lo sarebbe un Presidente del Consiglio che scrivesse in una delle sue slide la frase "in effetti un po' cialtrone lo sono".
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Halls of Valhalla

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  03.12.2014 | 12:36
il gual, il phante e il kalo fanno un tributo
 
 

Kalopedia 17: 24nov2014-02dic2014

Chi diamine? Mostly autumn
Che diamine? Pink floyd revisited
Ma quando? 2004
Allora? Ipotizziamo che il Gual, il Phante e il Kalo decidano di suonare un tributo ai Pink floyd. I casi sono due: o hanno in mente la perfezione (è il caso dei Musical box quando replicano i Genesis di Gabriel), o sono convinti di avere qualcosa di assolutamente nuovo da dire (E' il caso dei The the alle prese con Hank Williams). Altrimenti è un contarsela su, un po' come di solito se la contano su i tre quando si trovano in studio dal Gual a parlare di cinema, figa e musica rock. Di sicuro i Mostly autumn suonano meglio dei G-P-K e l'entusiasmo è palpabile ma purtroppo qui c'è in ballo l'annoso teorema della grande truffa del rock and roll che, al pari del secondo principio della termodinamica, ha molteplici formulazioni. Eccone una: il maschio bianco adulto prova imbarazzo se viene scoperto a canticchiare sotto la doccia. Brick in the wall è imbarazzante, Sheep fa ultraschifo, Run like hell è da Bar Gianni e il duetto vocale maschio-femmina in Comfortably numb è a dir poco mestruazionale. Meglio Fat old sun e bene Julia dream. La triste verità è che nessuno può suonare la musica dei Pink floyd. A cominciare dai Pink floyd.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Julia dream

Chi diamine? CWT
Che diamine? The hundredweight
Ma quando? 1973
Allora? Se nel 1973 per incidere Sabbath bloody sabbath i B-S avessero assoldato il Sig. Cy Paine invece di Rick Wakeman probabilmente S-B-S suonerebbe come questo Hundredweight: una bizzarra miscela di riffoni funerei, trombette alla Chicago e un urlatore con la timbrica identica a quella del gatto di Robert Plant. Il composto chimico è altamente instabile: esplosivo nei primi episodi (Widow woman, Take it slow) ma immediatamente dissociato in improbabili orchestrazioni filo-hendrixiane con tanto di idiofoni grattugianti (Rory poly), feline lamentazioni Solitude-eggianti con malinconia di flauti (Signed D.S.) e altro ancora. In chiusura Mephistophales è uno schizofrenico omaggio ai Deep purple rimbalzante da Wring that neck (l'incipit) neck a Child in time (al quarto minuto). Ascoltatevi questo disco ogni volta che un turista tedesco vi chiede dove diavolo è il duomo.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Take it slow; Widow woman; Mephistophales

Chi diamine? Bruce Springsteen
Che diamine? High hopes
Ma quando? 2014
Allora? Un collage di vecchi scarti, cover di pezzi misconosciuti e una manciata di inediti, dodici pezzi cui Tom Morello ha incollato tette finte, trucco e tacchi a spillo per poi deflorarli col suo arrembante chitarrismo laser (specialmente High hopes e The ghost of Tom Joad). Dylan dice di non avere più un cazzo da dire, Bono replica che gli U2 sono solo quattro vecchi miliardari annoiati. E Bruce Springsteen non ne può più. E' depresso e sta bene soltanto quando è sul palco a fare le sue cose. Hanno ammazzato il rock. E il rock è vivo.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? The ghost of Tom Joad; Dream baby dream; American skin

Chi diamine? Pax
Che diamine? May God and your will land you and your love miles away from evil
Ma quando? 1972
Allora? Io non so praticamente nulla del Perù, e neanche del 1972. So solo che il Perù è il primo produttore mondiale di cocaina e che l'8 agosto del 1972 mentre nascevo io i Deep purple erano in tournée in Giappone. Ora so anche che nel 1972 la più grande (e unica) rock band peruviana incideva questo tributo alla psichedelia californiana grezzo come una foglia di coca ancora sulla pianta con tanto di escursioni garage e roots rock (Rock an' ball) per non parlare dell'imprescindibile Jimi H. (Sitting on my head), e che tra le interessanti bonus track della ristampa qualcuno ha pensato di inserire un paio di sonore prese per il culo di Bob Marley (Exorcism) e James Brown (Dark rose) oltre a una squinternatissima Smoke on the water. Pensa un po'.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Deep death; Exorcism

Chi diamine? Claudio Rocchi
Che diamine? Volo magico n. 1
Ma quando? 1971
Allora? Finalmente ho capito che il mio problema con la musica italiana è che capisco i testi delle canzoni. Quelli di Claudio Rocchi per esempio sono puerili divagazioni attorno ai termini musica, dio, libertà, amore, corpo, prati verdi, correre su un cavallo e simili irritanti stupidaggini. Fa eccezione La realtà non esiste che evidentemente elude la dogana del cervello e arriva diritto a destinazione. Se riuscite a non ascoltare il testo, la suite Volo magico è un inarrestabile crescendo di suggestioni orientali, fraseggi di pianoforte alla Genesis (più precisamente alla Firth of fifth), schitarraus quasi southern e orchestrazioni in grado di fornire un bel matassone di filo da torcere alla coeva Echoes. Il voto tiene conto però anche del fiacco lato B.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Volo magico; La realtà non esiste.

Chi diamine? Roky Erickson with Okkervil river
Che diamine? True love cast out all evil
Ma quando? 2010
Allora? Avete letto questa recensione e state ascoltando per l'ennesima volta l'album che contiene la più bella canzone degli anni duemila (John Lawman) e la seconda più bella canzone degli anni duemila (Goodbye sweet dreams) e vi domandate quando succederà e se mai succederà. Poi a un certo punto succede. Semplicemente succede. E non ha niente a che vedere con la musica di cui non vi ho parlato, né coi i testi di cui qui s'è detto quasi niente, né con la storia personale di Roky Erikson che avrete preventivamente letto su Wikipedia. Succede e basta, e non c'è niente da capire, e non ci sarà modo di raccontarlo. Senza accorgervene ripeterete cinque volte la frase “I kill people all day long, I sing my song” e sarete dentro Roky Erickson. Tutto qua.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Tutto l'album in religioso silenzio

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  24.11.2014 | 11:31
invece di fare il doppiatore di paperino
 
 

Kalopedia 16: 16nov2014-22nov2014

Chi diamine? Shilpa Ray and her Happy hookers
Che diamine? Teenage and torture
Ma quando? 2011
Allora? Sentendola strepitare in quel modo le sue ossessioni metropolitane verrebbe da pensare che Shilpa Ray è una tipa di quelle che se ti avvicini per offirgli da bere ti rompono una bottiglia in testa e se invece accettano finisce che ti mandano KO in una gara di bevute. Io invece che sono un romanticone me la immagino da sola, seduta a gambe incrociate sul pavimento di una stanza vuota, vinili sparsi tutt'intorno, mentre ascolta tutta la notte i dischi di Nick Cave e di Patti Smith ma anche di Doors, Jane's addiction, Mazzy star, e fuma sigarette in continuazione. Un'immagine che riconduce chissà come a certo cinema anni novanta, nichilistico ed elegiaco, di cui questo album insinua subliminalmente una strana nostalgia.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Dames a dime a dozen; Hookers

Chi diamine? Jim Steinman
Che diamine? Back for good
Ma quando? 1981
Allora? Quattro anni dopo aver scritto e prodotto un album che ha venduto soltanto quaranta milioni di copie l'inventore del Wagnerian rock si rifa vivo con un album a suo nome di canzoni altrettanto buone e altrettanto ben arrangiate. Il tutto tra l'indifferenza del pubblico e le risatine della critica. Le stesse canzoni, più una manciata di altre, finiranno nel 1994 su un album che venderà un altro paio di decine di milionate di copie. Io stesso sto attribuendo un voto più basso di quello che darei a Bat out of hell I e II. Perché, dico io. Perché?
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Rock and roll dreams come through; Surf's up

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? Pulse
Ma quando? 1995
Allora? Il secondo inutile e costosissimo live dei Pink floyd riempie i suoi fottutissimi centocinquanta minuti con una sbadigliata di pezzi di Division bell identici a come sono su Division bell ma con qualche violino del cazzo preregistrato in più (High hopes), una stiracchiata di pezzi più vecchi identici a come sono su Delicate sound ma con qualche effettuccio pirotecnico in più (Run like hell), una sonnambula esecuzione integrale di Dark side identica a Dark side ma con parecchi chili di tessuto adiposo in più. Un album ad uso esclusivo di quei pervertiti che adorano le confezioni di cartone rigido con lucine lampeggianti e libretti di duecento pagine con le foto del concerto.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Astronomy domine

Chi diamine? Pavlov's dog
Che diamine? At the sound of the bell
Ma quando? 1976
Allora? Invece di fare i milioni come doppiatore di Paperino, David Surkamp mette insieme per questo secondo album un cast all-prog deludendo unanimemente critica e pubblico, quelli con le orecchie ancora troppo appiccicate al culo di King Crimson, Genesis e compagnia progmasturbante, questi troppo occupati a sballarsi con Ramones e Sex-P e compagnia spaccaturbante. Non c'è spazio quindi nel 1976 per questa manciata di perle morbidamente orchestrate che fanno a torto venire in mente certi brutti dischi di Blood sweat & tears, Air supply, Jefferson Starship. Dischi che, sia ben chiaro, non ho mai sentito. "Bring back the good old days" starnazza giustamente il nostro sul finale di Valkerie, il suo anthem più riuscito.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Valkerie; She came shining

Chi diamine? Crystals
Che diamine? Crystals
Ma quando? 1994
Allora? Siamo nei primi anni settanta. I King crimson sono avanti, certo, ma vuoi mettere il ruggito chitarristico di Page nell'intro di Moby Dick (Wrought iron)? E i Genesis, bravissimi anche loro, come no, ma vuoi mettere quelle raffiche basso+batteria alla Judas priest rantolate dalle urla di Rob Halford (Time out)? Succede così che nel 1974 un manipolo di affermati musicisti artisticamente iperavanguardistici e ideologicamente ipercomunisti provenienti da Area, PFM, Banco, Raccomandata ricevuta di ritorno decide di mettersi occhiali da sole, parrucca e baffi finti e chiudersi in un luogo segreto a registrare un disco di fottuto hard rock suonato coi coglioni di fuori (Women under water). Un crimine disgustosamente efferato per quei tempi, tant'è vero che, una volta ascoltato il master, l'allora produttore discografico si mise una patata in bocca e, con perfetto accento svedese, gli disse che il disco non sarebbe uscito neanche morto. Coerentemente, la bara uscirà dall'edificio soltanto vent'anni dopo.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Time out; Women under water

Chi diamine? Sheryl Crow
Che diamine? Feels like home
Ma quando? 2013
Allora? Con la sua saponosa miscela di pop per casalinghe e folk radiofonico da autolavaggio questo disco riesce nel difficile intento di far apparire Shania Twain come la nuova Dolly Parton, Beyoncé come la nuova Aretha Franklin e Rihanna come la nuova Uhura. E' il disco giusto per chi aspiri a gettarsi dal finestrino della corriera in corsa durante una inaspettata vendita di pentole. Ho scritto questa recensione dopo la terza canzone, ma avrei potuto farlo guardando semplicemente la copertina.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Senti piuttosto il primo album di William Shatner

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  14.11.2014 | 18:53
tutti pensano che stia scherzando
 
 

Kalopedia 15: 10nov2014-14nov2014

Chi diamine? RPWL
Che diamine? God has failed
Ma quando? 2000
Allora? Gli RPWL (l'acronimo sta per Rechtsschutzversicherungsgesell-schaften Pinkfloydische Weltanschauung Lekkakulen che significa "Band che ritiene che i Pink floyd siano bravissimi e che non ci sia niente di male a cercare di assomigliargli un po'") sono Yogi Lang che canta imitando Gilmour, Karheinz Wallner che suona la chitarra imitando Gilmour, Chris Postl che suona il basso come lo suonerebbe Gilmour se fosse un bassista. L'album fotocopia il buon vecchio Lapse of reason (In your dreams nei fatti è un medley tra Sorrow e Keep talking) con tanto di dialoghi di film, ambizioni sinfoniche alla Shine on you crazy diamond (Hole in the sky), insulsaggini pop degne del peggior On an island strizzamaroni (It's alright e Crazy lane) e sparuti innesti beatlesdelici (la sola Who do you think we are). Ascoltate questo album ogni volta che vi viene in mente che il discendente di un monarca in esilio si è piazzato secondo al Festival di Sanremo.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? In your dreams

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Led zeppelin III (deluxe edition)
Ma quando? 2014
Allora? Terzo giro, seconda manciata di sabbia negli occhi. Dopotutto queste deluxe non sono realmente scarti di produzione, ma scarti degli scarti degli scarti dal momento che gli scarti di prima scelta finirono su Coda nel 1982 e quelli di seconda su Remasters 1 e 2 nel 1990. Moderatamente interessanti il medley Key to the highway/Trouble in mind oltraggiosamente Robertmiagolojohnsoniana alla maniera, per intenderci, di (Hats off to) Roy Harper, una sorprendentemente Yardbirdiana (o forse Ledzeppelinduesca) Jennigs farm blues antecedente alla germinazione nella squisitamente Ledzeppelintreesca Bron-y-aur-stomp, e infine una eteroventilata versione di Since I've been loving you curiosamente più simile alle successive versioni live di quanto lo fosse il final mix.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Senti l'originale e fanculo

Chi diamine? California breed
Che diamine? California breed
Ma quando? 2014
Allora? A un primo ascolto distratto ti sei fatto l'idea che che questa specie di quarto disco dei Black country communion assomigli molto al terzo disco dei B-C-C, che a sua volta ricorda molto da vicino il secondo disco dei B-C-C- che era abbastanza identico al primo disco dei B-C-C. Poi ti sei imposto di ascoltarlo più attentamente e ti sei accorto che le cose stanno esattamente così. A quel punto ti sono girati i maroni e ti sei detto che in effetti a pensarci bene gli equilibri nel songwriting tra Hughes e Bonham appaiono un po' più sbilanciati verso il primo, e che il modo in cui il plettro stimola la corda della chitarra non è esattamente lo stesso: un pochettino più blues il ding di Bonamassa, un pochettino più ruvido lo zing di Andrew Watt, il giovane virgulto che ha studiato metal alla corte di Justin Bieber. Ma si tratta soltanto di fregnacce del venerdì, e lo sai benissimo.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Sweet tea; Midnight oil

Chi diamine? Terje, Jesper & Joachim
Che diamine? Terje, Jesper & Joachim
Ma quando? 1970
Allora? I tre membri di questa estemporanea band danese tardosessanta sono in realtà Rufus Ruffcut alla chitarra, Gravel Slag alla batteria e Big Gruesome voce e basso. Nei quaranta minuti dell'album i ragazzi pestano tutto quello che ha una superificie liscia e strappano tutto ciò che è filiforme e il risultato è un po' come ascoltare a tutto volume Let it bleed dei Rolling stones con un gatto infuriato aggrappato alle orecchie. Niente male, insomma.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? We got to leave

Chi diamine? Amy Lee
Che diamine? Aftermath
Ma quando? 2014
Allora? Che dire di una colonna sonora prodotta da una cantante che in genere non ascolto assieme a un violoncellista che praticamente non conosco per un film che probabilmente non vedrò? Forse non dovrei dire niente. Non dire per esempio che Push the button sembra una di quelle gommose hit danzerecce anniottanta prodotta da Stock, Aitken e Waterman in persone e cantata per esempio da Samantha Fox, che Lockdown sembra il risultato di una qualche oscura convoluzione tra Evanescence e From the Choirgirl hotel di Tori Amos e che Dark water invece sembra un pezzo dimenticato nella recensione di Big blue ball dell'altro giorno. Sì, farei meglio a non dire niente. Farei una figura migliore.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Push the button

Chi diamine? Road
Che diamine? Road
Ma quando? 1972
Allora? Noel Redding fuoriesce dagli Experience nel 1969 polemizzando che Jimi Hendrix usa troppo poco il wah-wah. Tutti pensano che stia scherzando e lui tre anni dopo recluta il chitarrista dei Rare earth, olimpionico di wah-wah e detentore del record mondiale di wah-wah, e insieme incidono un gradevole album sbadiglio-psichedelico alla Jefferson airplane ma con molto più wah-wah. La spiazzante Mushroom man invece è irta di bordate metal Steppenwolfiche. Sta di fatto che per Redding passare da Hendrix a Rod Richards dev'essere stato un po' come mettersi insieme all'amichetta delle elementari dopo essersi fatto un paio di notti chiuso in hotel con l'Arcuri.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Man dressed in red; I'm trying

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  07.11.2014 | 12:07
immergere la mano nell'insalatiera dei segreti
 
 

Kalopedia 14: 01nov2014-07ott2014

Chi diamine? Sinead O'Connor
Che diamine? I'm not bossy, I'm the boss
Ma quando? 2014
Allora? “Ciao Sinead sono il Calo”. “Chi ti ha dato il mio numero?” “Tom Petty”. “E il suo chi te l'ha dato?” “Don Airey. Senti volevo dirti che l'album mi fa cagare”. “Scusa, perché?” “Be' una volta la tua voce era pura emozione. Quando sento Nothing compares 2 U o Success has made a failure of our home mi vengono ancora i brividi. Questo disco mi fa dormire. A parte un paio di pezzi canticchi tutto il tempo. Non sembri neanche tu”. “Scusa ma l'hai vista la copertina?” “Sì, bella gnocca, complimenti”. “Be' anche quella non sono io”. “E scusa quando canti nel video di Take me to church? Minigonna, scollatura, insomma...” “Naah, io sono quella dietro con la chitarra. Senti, dimmi una cosa. Ma tu li hai sentiti gli altri?” “Gli altri cosa?” “Gli altri dischi. Tutti quelli dopo I do not want”. “No, perché? Come sono?” “Fanno cagare”. “Tutti?” “Tutti”. “Capisco. Senti non è che avresti il numero di Miley Cyrus? Sinead? Sinead? Sineeeeead...”
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? The voice of my doctor; Harbour

Chi diamine? Virus
Che diamine? Revelation
Ma quando? 1970
Allora? Curioso album dominato da tre lunghe jam che saccheggiano un po' i Deep purple pre-Gillan (Endless game, che però parte esattamente come Child in time) ma soprattutto i Pink floyd di Embryo e Saucerful of secrets (ovunque, ma soprattutto i primi minuti di Revelation e gli ultimi di Hungry loser). Nell'insalatiera dei segreti basta immergere la mano e viene fuori di tutto: verminose spifferate Andersoniane, digressioni Santaniche (Revelation), adolescenziali bassturbazioni, persino l'improbabile cover psych della canzone più psych dei Rolling stones, per non parlare delle due outtakes garage-casino-blues. L'album che ne risulta è talmente sgangherato e zoppicante e discontinuo e sbilenco che funziona a meraviglia. A meraviglia.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Hungry loser

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The division bell
Ma quando? 1994
Allora? La magniloquente eppure nientedicente produzione orchestrata da Gilmour in combutta con Michael Kamen e Bob Ezrin non maschera un frastornante silenzio creativo. L'album si dilunga, riparte, incespica, stanca, si fa dimenticare. Cluster one annoierebbe Jean Michel Jarre in persona, e ce ne vuole, Marooned è un pezzo che può piacere giusto ai fratelli Cavanaugh o a Cesare Tammeo, Take it back, A great day for freedom e Coming back to life sono la seconda tornata di insulsaggini pop. Meglio What do you want from me, sorta di Dogs of war ma più patinata. Bene Keep talking e Lost for words, eccellente High hopes, di certo la canzone più ispirata di tutta la carriera di Gilmour senza Waters.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Lost for words; High hopes

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Led zeppelin II (deluxe edition)
Ma quando? 2014
Allora? Se avessi sganciato cento banane per acquistare questo confanetto contenente, oltre all'album e a un po' di rantumaglia cartacea, una manciata di rough mix delle stesse tracce probabilmente avrei convocato l'Onnipotente per chiarimenti. I cosiddetti rough mix alla fine non sono altro che delle versioni intermedie, e in quanto tali hanno qualcosa in meno, o qualcosa in più, o qualcosa di sbagliato rispetto alle versioni definitive. In genere interesano ai fan più completisti e soltanto se ben circostanziate. Whole lotta love, per esempio, ha un cantato un po' più bluesy e mancano tre o quattro cosette di chitarra. In Ramble on, sempre per esempio, le differenze si trovano solo col cosiddetto lanternino. Led zeppelin II è stato registrato nel corso del sessantanove durante quella che chi c'era ha definito la tournée più pazzesca e ispirata della band. Faceva brutto mettere un live del periodo invece di questi quattro cocci? Il voto si riferisce ai soli contenuti extra.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Whole lotta love (rough mix)

Chi diamine? Dum dum girls
Che diamine? Too true
Ma quando? 2014
Allora? Dee Dee (ma il nomignolo non è un tributo all'omonimo Ramone) di sicuro non condivide la mia antipatia nei confronti dell'oleoso riflusso di band post-punk inizio ottanta tipo Siouxie and the Bunnymen o Echo and the Banshees. La fanciulla mescola con una certa sapienza fuzzy, synth, Siouxie (Lost boys and girls club), Bangles (In the wake of you), Garbage (Rimbaud eyes), mascara, calze a rete, coretti e faccine corrucciate senza osare assolutamente nulla. Il risultato è persuasivamente gradevole da ascoltare, soprattutto se state sfogliando con eccessivo interesse il volantino degli atterraggi di emergenza per non chiacchierare col tizio seduto di fianco a voi.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Lost boys and girls club / Cult of love

Chi diamine? Soundgarden
Che diamine? King animal
Ma quando? 2012
Allora? La famosa stoner band di Seattle composta da un gelataio al basso, un kebabbaro alla chitarra, uno sbandieratore alla batteria e una majorette alla voce si riunisce dopo sedici anni trascorsi a cercare di diventare ciò che nessuno di loro sarebbe mai potuto diventare e mette insieme un album che suona esattamente come vorrebbero essere ancora capaci di fare su un palco e che si presenta al pubblico esattamente come l'album che il pubblico avrebbe voglia di sentire se ancora ci fosse un pubblico che ha voglia di sentire queste cose. Facile capire come la nostalgia assurga a forme sublimemente (e comicamente) autoreferenziali, a immagine e somiglianza della band, del resto. Le prime strofe del primo pezzo recitano: "I got no where to go and it seems I came back / Just filling in the lines for the holes, and the cracks / Hey, no one knows me / ... / I’ve been away for too long" a dimostrazione del fatto che Cornell, quando ci si mette, e quello che si dice una vera sagoma.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? By crooked steps

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  29.10.2014 | 12:48
li' dentro ci dev'essere il mio nuovo pentacolo
 
 

Kalopedia 13: 23ott2014 (speciale Rick Rubin n. 2)

Chi diamine? Black sabbath
Che diamine? 13
Ma quando? 2013

Allora?
“E tu chi diavolo sei?”
“Rick Rubin”.
“Non sembri un’anima dannata dell’inferno, dico bene?”
“Ozzy, ho fretta, per una volta, una sola, potresti lasciar lì di fare l’idiota?”
“Come osi parlare in questo modo al fottuto principe delle tenebre?!?”
“Ozzy facciamo così. Adesso metti via quel crocifisso e da bravo ti prendi ‘sto pacco che non ci ho tempo”.
“Cosa c’è dentro? E’ arrivato il mio nuovo pentacolo?”
“C’è dentro Thirteen”.
Thirteen?”
Thirteen. Il vostro nuovo album”.
“Nostro?”
“Dei Black Sabbath”.
“Ragazzo, a me non mi pigli per il culo. I Black Sabbath si sono sciolti nell’acido nel settantanove e da allora il Principe delle tenebre cammina sulla Terra per raccogliere a sé le anime dannate. Vuoi essere uno di loro?”
“Ozzy, se proprio vuoi la mia io credo che se i Black sabbath si fossero sciolti nel settantanove nessuno si sarebbe strappato i capelli. Ma è per merito di vecchie ciabatte come voi se io sono pieno di soldi e strapieno di figa. Ora se vuoi scusarmi…”
“E poi tredici non è il numero della Bestia. Il numero della bestia è seiseisei”.
“Sì, lo so. L’hai detto anche l’altro giorno in studio”.
“Che studio?”
“Casa mia. Dove abbiamo registrato l’album”.
“Che album?”
“Questo qua, porco d’un diavolo!”
“Fai attenzione a come parli!”
“Ozzy, pigliati ‘sto master che devo prendere l’aereo per Los Angeles che stasera c’ho un festino di quelli coi fiocchi”.
“E quand’è che i Black Sabbath avrebbero fatto un nuovo album? Non ne sapevo niente”.
“Siete venuti a registrare da me la settimana scorsa. C’eri anche tu”.
“E che canzoni ci abbiamo messo dentro? Ce l’abbiamo messa Iron man?”
“Ozzy, è un disco di canzoni nuove”.
“Lo vedi che mi pigli per il culo? I Black sabbath son trent’anni che non sanno scrivere una canzone nuova”.
“E’ per questo che mi avete chiamato”.
“E tu chi saresti?”
“Rick Rubin, il produttore”.
“Il produttore di cosa?”
“Dell’album dei Black sabbath”.
“I Black Sabbath hanno fatto un album?”
“Ozzy, diocartolaio, io vado e il pacco lo lascio qui”.
“Senti ma ce l’abbiamo messa Black Sabbath?”
“Ozzy, ti ho detto che sono... sì ce l’abbiamo messa Black Sabbath. Si chiama End of the Beginning ma ce l’abbiamo messa”.
“E Children of the grave? C’è anche Children of the grave?”
“Sì, c’è. Si chiama Live forever ma c’è”.
“E qualcosa del primo album? Che so, Behind the wall of sleep, oppure Sleeping village”.
“Abbiamo messo un pezzo che si chiama Damaged soul ed è una specie di unione dei due”.
“Un medley?”
“Aridaje con sto medley. Non è un medley ma... sì, be’ è una specie di medley”.
“Ai Black Sabbath non piacciono i medley”.
“Neanche ai Metallica. E poi tu che cazzo ne sai? Hai mica detto che se fuori dal 79?”
“Oh se è per questo sono fuori da molto prima. E.... senti. Ce l’avete messa Tomorrow?”
Tomorrow non è dei Sabbath. Tomorrow è su un disco uscito a tuo nome”.
“E che differenza fa?”.
“In effetti nessuna. Comunque abbiamo messo anche Tomorrow con una specie di innesto di War Pigs. E’ il pezzo riuscito meglio. Se riesco a convincere quello scimmione di Iommi diventerà il singolo. Si chiama Age of Reason”.
“E qualcosa di lento? Changes magari? Anzi, Planet caravan. Ce l’avete messa Planet caravan?”
“Sì, ne abbiamo fatta una spiaccicata. Si chiama Zeitgeist”.
“Zaiché? Ragazzo vedi di non tirare troppo la corda altrimenti il Signore delle Tenebre ti tramuta in un cazzo di troll”.
“Io sembro già un troll. Un troll strapieno di fighe. Fighe che mi stanno aspettando a Los Angeles in perizoma rosso e tacchi a spillo di metallo. Quindi adesso facciamo una bella cosa. Io il master lo lascio qui sullo zerbino, tu ci fai quel cazzo che ti pare. OK? Bene. Adesso io vado e d'ora in poi tu per me puoi anche marcire all’inferno.
“Yeah, fratello. Ci puoi scommettere la tua anima del cazzo che brucerò all’inferno. Senti una cosa. Ma nello scatolone quindi c’è dentro il mio nuovo pentacolo?”

Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? God is dead; Age of reason

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  22.10.2014 | 15:53
nell'universo in cui io ascolto solo jovanotti
 
 

Kalopedia 12: 13ott2014-17ott2014

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? Delicate sound of thunder
Ma quando? 1988
Allora? Il primo live dei Pink floyd dai tempi di Ummagumma arriva al culmine di una onanistica attesa da parte di flottiglie di fans protrattasi per un buon quindici annozzi e si compone di due dischi belli pieni, il primo dei quali quasi interamente dedicato alla meticolosa perlustrazione dell'incappottato Lapse of reason, il secondo dei quali finalmente dedicato alla pornografica esposizione dei genitali musicali della band, peraltro in avanzato stato di avvizzimento. Dal patinato (Shine on you crazy diamond), al siliconato (Comfortably numb) senza lasciare indietro il genere coniglietta (Wish you were here), il facial (One of these days) e il grannies (Brick in the wall pt. 2).
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Comfortably numb; Sorrow

Chi diamine? Bulbous creation
Che diamine? You won't remember dying
Ma quando? 1970
Allora? La Creazione Bulbare è un leggiadro tappeto volante hard-psych americano tardosessanta che sorvola pigramente il Kansas, poi però a un certo punto del lato A una perturbazione improvvisa lo catapulta nella scuramente nuvolosa Birmingham, dove una raffica di sulfurei riff proto-metal da Sabba Nero lo crivella senza requie. Se Fever machine man e Under the black sun ne sono le testimonianze più evidenti, è altrettanto vero che l'album è stato retrodatato non col carbonio 14 ma paragonando la parte centrale di Let's go to the sea alla zeppeliniana Whole lotta love.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Having a good time; Fever machine man

Chi diamine? The Skys
Che diamine? Colours of the desert
Ma quando? 2011
Allora? Nel loro ultimo album la più importante progressive band lituana tra le cui fila milita la seconda tastierista più carina di Vilnius e il quarto cantante con la voce più curiosamente grunge di tutta via Ciurlionis applica con successo il metodo compositivo chiamato "Soffitta di Pippo" molto comune nel genere neo-prog. Lethal kiss, per esempio, parte come un pezzo dei Black heart procession e finisce come una canzone di Ofra Haza cantata da Amy Lee. Onnipresenti il tastieronismo alla Eloy (Colours of the desert sopra tutte) e il chitarradormismo alla Gilmour (When the western wind blows). Questo è uno di quegli album che finiscono col piacermi ben più di quanto sia disposto ad ammettere in pubblico.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Is this the way; Colours of the desert

Chi diamine? Skid row
Che diamine? Skid
Ma quando? 1970
Allora? La meteor-band irlandese in cui militarono nientemeno che il sedicenne Gary Moore e il futuro leader dei Thin lizzy Phil Lynott propone un suono duro e contaminato tutto sommato allineato ai tempi che correvano. E quindi giù di Jimi Hendrix in For those who do, Led zeppelin a palla in Unco-up showband blues (una Dazed and confused persino più hardbluesmetalcore) con qualche sbarellata alla Frank Zappa in An awful lot of woman. Felicity riassume e dilata tutto questo in una lunga divagazione progressive. Dev'essere durante l'esecuzione dell'eccezionale assolo di chitarra in conclusione che Gary Moore ha realizzato che quella non era roba per lui e che preferiva il blues alla psichedelia. Peccato, perché nell'altro universo, quello in cui io ascolto soltanto Jovanotti, i signori Gary Moore e Phil Lynott, insieme negli Skid row per tutti gli anni settanta, hanno dato del bel filo da torcere ai Led zeppelin.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Unco-up showband blues; Felicity

Chi diamine? Thom Yorke
Che diamine? Tomorrow's modern boxes
Ma quando? 2014
Allora? Fschhhh ptptptptptpt chktktk-chktktk-chkchkchktktktktk ooooouuuaaaaa gneeaooww wwaaaaaaaaiiiignnneeouuu chktktk-chktktk-chktktk-chktktk- bloooblooobloooo chktktk-chktktk-chktktk gneeeeeaaaaaoooooowwwwwwww chktktk-chktktk-chkchkchktktktktk ggneeeauw-ggneeeauwggneeeauw-ggneeeauw-ggneeeeeeeeeeeeauuuuuwwwww.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Nose grows some

Chi diamine? Neil Young
Che diamine? Psychedelic pill
Ma quando? 2012
Allora? A un minuto e 18 secondi dall'inizio della prima traccia, che per inciso ne dura oltre ventisette, succede una cosetta che non è esplicativa del brano o dell'intero album, ma dell'intera carriera di Neil Young come artista e come uomo. E' una cosa che assomiglia alla famosa spallata a Stephen Stills durante un'esibizione televisiva del 1967. Una cosa che spiega tutti i litigi con Stills, la macellazione dei Buffalo springfield, la separazione da Crosby, Stills e Nash all'apice del successo, tutti i capolavori completati e mai pubblicati, gli album invece raffazzonati con vecchi scarti e tutti i quei dischi inspiegabili che schizzano via come scalciati da un dinosauro impaziente. Una piccola cosa che fa capire perché Neil Young ancor oggi si ostini a ruggire coi Crazy Horse ogni volta senta il bisogno di rifugiarsi da se stesso. Che la musica è il modo perfetto in cui l'aria vibra in questo preciso istante governato da un imperscutabile istinto
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Driftin' back

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  13.10.2014 | 09:32
cazzuto almeno quanto il nome leon
 
 

Kalopedia 11: 01ott2014-10ott2014

Chi diamine? The Bosshoss
Che diamine? Liberty of action
Ma quando? 2011
Allora? Provate a immaginarvi due figuri berlinesi che fanno Völkel e Vollmer di cognome ma si fanno chiamare Boss Burns e Hoss Power. Tatuaggi, baffi a ferro di cavallo, giubbotti di pelle, armi, polvere, figa e benzina. Il sound è un disco-punk-rockabilly da festino liceale o, pensandola in grande, da oktoberfest texana. Insomma, fantastici, dalla settima pinta in poi.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Liberty of action; My way; Run run devil

Chi diamine? Ashkan
Che diamine? In from the cold
Ma quando? 1969
Allora? Un motivo che potrebbe spingere all'ascolto dell'unico album di questa meteora tardosixties sta nel fatto che il chitarrista, qualche anno più tardi, si sarebbe fiondato a più riprese la moglie di Mick Fleetwood causando addirittura il temporaneo scioglimento dei Fleetwood Mac. Non è tanto per lo scioglimento dei F-M, che si riformeranno solo un paio di anni più tardi per incidere uno degli album più venduti di tutti i tempi, ma chi ha presente la stazza di Mick Fleetwood e sa che mestiere fa avrà capito che Bob Weston è uno che di sicuro ha più fegato che talento. Venendo all'album, si tratta di un grezzo esempio di hard-blues inglese di fine decennio che ronza dalle parti di Cream, Joe Cocker e compagnia psicostrillante.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Take these chains

Chi diamine? Mutemath
Che diamine? Odd soul
Ma quando? 2011
Allora? Una ratatouille musicale cucinata con ardore e sapienza che mette insieme, tiro a caso, Police, New order, Black keys, Calexico, Chemical brothers, psichedelia, progressive, funky, jungle e chissà quanto altro ancora. Un album che sa di luci stroboscopiche, di zampe di elefante, Pontiak che sfrecciano sul lungomare alle prime luci dell'alba, mirror ball, capogiri, luna park, coca rum, polaroid, sesso a tre. Un dito alzato nel culo di Black keys, King of Leon, Band of horses, Strokes e compagnia autofighettante. Questo, cari miei, è un album cazzuto almeno quanto lo è il nome "Leon" e i Mutemath sono destinati a essere la next big thing dello show business mondiale.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Tutto l'album, ma soprattutto Prytania e Quarantine

Chi diamine? Michael Jackson
Che diamine? Xscape
Ma quando? 2014
Allora? Nelle parole del direttore della Epic L.A. Reid, il secondo album di inediti postumo di Michael Jackson sarebbe in linea con i lavori del Nostro quand'era in vita perché prodotto da produttori che "hanno lavorato con Michael o avrebbero desiderato farlo" e perché è stato scelto "un titolo di una sola parola, come Bad, Dangerous, Invincible". A L.A. Reid sfugge la differenza tra un sostantivo e un aggettivo, ma il suo volonteroso team di produttori invece centra il bersaglio di deflorare otto scarti di produzione di M-J trasformandoli da brutte canzoni in canzoni insulse. Fa eccezione Love never felt so good, l'unica outtake di Thriller. Il bonus disc della versione deluxe mette a disposizione i pezzi originali (due stelline). Nel caso, sentite quelli e trascurate i remix (zero stelline).
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Love never felt so good

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? A momentary lapse of reason
Ma quando? 1987
Allora? Lapse of reason è il disco che mi fece conoscere, quindicenne, i P-F. Mi piacque e mi procurai gli altri album. Subito capii come stavano realmente le cose e abbandonai Lapse of reason. Ascoltato oggi il disco somiglia a un nostalgico ciccione col naso bitorzoluto. Prosaici assoli (On the turning away), tiritere (A new machine, l'intro/outro di Sorrow e buona parte di Yet another movie), insulsaggini pop (Learning to fly, Terminal frost, One slip) e tastierotte scampanellanti tardo ottanta un po' dappertutto. Ma On the turning away rimane quel sonnolento capolavoro di ruffianeria che è sempre stato, Sorrow incede tuttora brontosaurica come ventisette anni fa e Dogs of war è un colesterolico punk-blues più attuale oggi di allora. Pur con tutti i suoi difetti Lapse of reason rimane comunque il miglior album di Gilmour senza Waters.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? On the turning away; Dogs of war

Chi diamine? Bad axe
Che diamine? Bad axe
Ma quando? 1976
Allora? Un album talmente ruvido che al confronto i Motorhead sembrano i Quiet riot e viceversa. La sezione ritmica non pesta male, ma Dave Carroth suona la chitarra così approssimativamente che al confronto Ace Frehley sembra un Tony Iommi con tutte le dita e i vocalecci di Stacy Moreland sono talmente grossolani che a confronto Ozzy Osbourne sembra un Meat Loaf con una coniglietta di playboy seduta sopra a smorzacandela. Nei fatti, un album così grezzo e povero di contenuti da apparire sinistramente affascinante solamente se ascoltato ad alto volume in auto durante una coda per lavori in corso mentre ti rechi in ufficio il primo lunedì dopo le ferie. In rete si trovano la versione rimasterizzata del 2004 e un grab da un vecchio vinile pieno di graffi e fruscii. Nel caso, scaricatevi il secondo.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Cities of rage; Do what we please; Take your time

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  30.09.2014 | 10:16
il rumore delle ossa degli alice in chains
 
 

Kalopedia 10: 23set2014-29set2014

Chi diamine? Creature with the atom brain
Che diamine? The birds fly low
Ma quando? 2012
Allora? Hit the sky sono i calcinacci sonori che ricadono su una spiaggia durante l'amplesso di due corpi dello stesso sesso. Wolf eye è il gioco di luci stroboscopiche collocate nella Death valley da Ian Brown in persona. The dusk of time è il grido di aiuto di Beck seppellito nottetempo nella sabbia fino alla testa in un canyon nei pressi di un termitaio. Nightlife è il rumore delle ossa degli Alice in chains rinchiusi nel Titty Twister poco prima del tramonto. The beauty of the rain è in respiro di Nick Cave nel deserto mentre cerca Jim Morrison. Slide è lo stridere dei copertoni del furgone dei Creatures with the atom brain mentre si schianta contro l'auto dei Triggerfinger nel trafficatissimo centro di Antwerp.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Hit the sky; Wolf eye; Red river

Chi diamine? Black widow
Che diamine? Black widow
Ma quando? 1971
Allora? Sovente ma immotivatamente paragonati ai Black sabbath solo perché il nome somiglia, il look è il medesimo e i testi parlano anch'essi di satanismo, questi Black widow si collocano invece dalle parti del hard-progressive-soft con corettoni ooo-oooh e divagazioni Hammond-chitarra. Quindi Uriah heep un po' dappertutto, con palpabili sensazioni Deep purple (su tutte l'intro di Poser), Hawkwind (Wait until tomorrow) e persino Cali-folk alla Buffalo springfield (When my mind was young) irrorate con un paio di quelle buffe virate boogie. Album gradevole ma poco coeso. Nel 1971 si è sentito di meglio. Oggi è difficile.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Legend of creation; Tears and wine

Chi diamine? Il Genio
Che diamine? Vivere negli anni X
Ma quando? 2010
Allora? Album talmente vintage che sono vintage non solo i generi di riferimento ma pure i loro nomi: Elettropop, Eurodance, Battiato ai tempi di Giusto Pio, Krisma. Ma anche il pop eighties francese lolitofilo (Lio, Stephanie, Alizée) ed eunucocentrico (Plastic Bertrand), fino ad arrivare (ma è una perversione esclusivamente mia) alla sfolgorante Diana Est di Le Louvre. Stavolta i due leccesi impartiscono una lezione agli ultrablasonati e iperantipatici Baustelle e pure al sottoscritto che li pigliava per il culo non più tardi di un mese fa. Tutto questo nelle prime quattro tracce. Il resto, ancora una volta, scivola via come una saponetta in una doccia di froci. Vuoi vedere che la cosa sta cominciando a piacermi?
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Fumo negli occhi; Cosa dubiti

Chi diamine? Ace Frehley
Che diamine? Space invader
Ma quando? 2014
Allora? L'album si apre con un ruvido pezzo di antiquato rock and roll. Sorprendentemente, le tracce successive sono invece una manciata di ruvidi pezzi di antiquato rock and roll. Nella parte centrale dell'album il registro cambia completamente e troviamo una inaspettata sequenza di ruvidi pezzi di antiquato rock and roll. L'album si chiude in modo piuttosto atipico, per un album del genere, con un paio di ruvidi pezzi di antiquato rock and roll.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Space invader; Inside the vortex; Starship

Chi diamine? Deep purple
Che diamine? Now what?!
Ma quando? 2013
Allora? Il terzo album a trazione Morse dalla fuoriuscita di Jon Lord nel 2002 appare il più compatto dei tre. Il merito non è certo di "Sosia di Bernie Shaw" Morse, o di "Ipertricosi" Airey, o di "Margherita Hack" Paice, o di "Capitan Uncino" Glover", o di "Voce da Paperino" Gillan. Il merito semmai è in primo luogo di Bob "Photokop" Ezrin, produttore, autore degli arrangiamenti e fornitore di marijuana ufficiale della band. Facile immaginarsi l'atmosfera pacatamente euforica tipo casa di riposo la domenica pomeriggio che si doveva respirare in studio. Ne è uscito un album incapace di smarcarsi dai consolidati cliché D-P ma che sulla distanza intorpidisce più o meno quanto una canna fumata su una panchina ombreggiata in un pomeriggio di inizio maggio. L'assolo di chitarra di Hell to pay è imbarazzante. Piazzare un singolo come Vincent Price invece è un colpaccio da maestri.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Vincent Price; All the time in the world; Apres vous

Chi diamine? Tom Petty & the Heartbreakers
Che diamine? Hypnotic eye
Ma quando? 2014
Allora? “Ciao Tom Petty”. “Ciao Calo, dimmi”. “Volevo sapere perché hai cucinato la solita minestra”. “Che vuoi dire?”. “Be', i soliti riffoni hard rock, un po' di blues morbido, una timida spruzzatina di vocal jazz a luci soffuse, un po' di roots, tanto Neil Young e tantissimo Dylan”. ”E quindi?”. “Un disco uguale a tutti gli altri”. “E come sono tutti gli altri?” “Direi molto belli”. “E non ce n'è neanche uno diverso, secondo te?” “Be', sì. The last DJ. Oh, anche Mojo, un po'”. “E ti piacciono?” “Mi fanno cagare”. “Bene, hai altre domande?” “No, direi di no”. “Allora stammi bene, Calo”. “Ciao Tom Petty, avanti così, eh, mi raccomando”.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Fault lines; Red river

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  23.09.2014 | 11:08
gli echi dei versi delle anatre
 
 

Kalopedia 09: 17set2014-22set2014

Chi diamine? Wolfango
Che diamine? Wolfango
Ma quando? 1997
Allora? Primo lavoro di un duo composto da un tizio con una faccia non troppo furba che suona (male) un basso molto distorto mentre col piede aziona (fuori tempo) una grancassa sfondata e intanto canta (stonato) melodie sguaiate, e da una tizia non troppo carina che per quanto ne so canta (stonata) e nient'altro. L'attitudine sonora minimalista e trasandata, seppure vecchia di vent'anni, ha il merito, se di merito si tratta, di anticipare al fotofinish i White stripes, mentre i testi, infarciti di gemme del tipo "Le vostre strade sono lastricate di vermi e lamponi, i nostri sogni sono diventati dei grossi finestroni", "Ai confini con il Lazio c'è un tizio che sta in ozio" e "Non mi piace la Citrosodina che se la prendo stavo meglio prima" sono tristemente allineati ai tempi che correvano (Ustmamo, Prozac+ e compagnia blaterante). Giovanni Lindo Ferretti li definì i nuovi CCCP ma io credo che Freak Antoni li considerasse soltanto degli Skiantos tristi.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Augustin

Chi diamine? Uriah heep
Che diamine? The outsider
Ma quando? 2014
Allora? Da qualche parte ho letto che Mick Box e Phil Lanzon scrivono musica come se ascoltassero da trent'anni esclusivamente il back catalogue degli Uriah heep. Non fa eccezione questo The outsider, confortevole scendiletto musicale senza pretese buono per tutte le stagioni. I riff di Box e le stastierate di Lanzon non mancano. Le idee stavolta sì. Ma il disco è fatto con mestiere e suona davvero come uno dei gloriosi album U-H. Il tutto, si badi bene, fatto in casa o quasi, senza ricorrere a Rick Klone Rubin o simili strapagati paleontologi del rock.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Senti il disco precedente che era parecchio più fico.

Chi diamine? Seether
Che diamine? Holding on to strings better left to fray
Ma quando? 2011
Allora? Shaun Morgan è un tipaccio talmente grunge che indossa le mutande di flanella a quadrettoni tutto l'anno, anche in estate, ha chiamato sua figlia Seattle e nell'eroina ci intinge i biscotti al mattino (OK questa potevo risparmiarmela, d'accordo). Le sue canzoni sono talmente grunge che al confronto i Foo fighters sono i King crimson, i Puddle of mudd sono i Pengouin café orchestra e gli Stone temple pilots non sono niente perché non sono mai stati niente, neanche quando erano qualcuno. Shaun Morgan è uno che quando fa una cosa la fa come si deve e questo album è talmente solido che ci si potrebbero lastricare i viali di Seattle, e magari sarebbe persino meglio.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Fur cue; Roses; Country song

Chi diamine? Triggerfinger
Che diamine? All this dancin' around
Ma quando? 2012
Allora? Nel florilegio micologico di band recentemente emerse dall'humus zeppeliniano i Triggerfinger si distinguono per un certo numero di caratteristiche. 1) Vengono dal Belgio e vi ricordo che l'unica cosa in cui ha primeggiato il Belgio in questi ultimi cento anni è il numero di vittorie ai campionati mondiali di ciclismo su strada. 2) Sono l'unica rock band al mondo che non fa sesso con le groupies, e vi basterà vedere come sono vestiti nella copertina del disco per capire perché. 3) L'album è semplicemente un capolavoro. Questi sono gente che conosce i Led zeppelin come il centro di Antwerp, gli Afghan whigs come la periferia di Antwerp e hanno frustato la cassetta di Dusk dei The the a furia di girare in macchina per i dintorni di Antwerp.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Ascoltalo tutto, ma soprattutto Love lost in love; My baby's got a gun; I follow rivers

Chi diamine? Tear gas
Che diamine? Tear gas
Ma quando? 1971
Allora? Io dico sempre che se entri in un negozio di dischi e vai davanti allo scaffale 1967-1973 e dai un calcio allo scaffale il disco che ti casca in mano lo puoi comperare perché è un bel disco. Non fa eccezione questo ruvidissimo Tear gas pubblicato dalla backing band di Alex Harvey prima di diventare la backing band di Alex Harvey, cucinato a base di ingredienti ben consolidati come certi riffoni marca Black sabbath, certe cavalcate marca Judas priest e poi i soliti Rush, Hawkwind, forse i Nazareth (ante litteram però) e compagnia strillante. Da ascoltare durante una lunga coda in posta per pagare una multa per eccesso di velocità.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Love story; Where is my answer

Chi diamine? Mostly autumn
Che diamine? Glass shadows
Ma quando? 2008
Allora? Meno psicastenico degli ultimi Porcupine tree (Tearing at the faerytale), meno gelotofobico dei primi Blackfield (The second hand), meno acromegaliaco dei Pink floyd a trazione Gilmour (Paper angels), meno anuptafobico degli ultimi Anathema (Unoriginal sin), meno metereopatico dei Clannad di mezzo (Until the story ends), questo gentile piumaccio musicale imbevuto di indovinate melodie pop e rassicuranti orchestrazioni potrebbe fornire conforto musicale a qualunque anima, a partire da Frida Lyngstad per arrivare a Varg Vikernes. Per chi ha fretta, la epica title track è un efficace compendio di tutto ciò, a tratti scintillante come un pazzo diamante, a tratti frustrante come gli echi dei versi delle anatre.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Glass shadows; A different sky

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  19.09.2014 | 19:21
te l'hanno mai detto che sei un genio?
 
 

Kalopedia 08: 16set2014 (speciale Rick Rubin n. 1)
Chi diamine? Metallica
Che diamine? Death magnetic
Ma quando? 2008

Allora? 
I tuoi ultimi album sono scialbi e senza una direzione musicale? Ai concerti ti tarrivano degli anfibi in fronte ogni volta che suoni un pezzo del nuovo album? Non cambiare l’ennesimo batterista. Non cercare un nuovo grafico. Chiama Rick Ricklone Rubin.
“Pronto Rick Rubin?”
“Chi parla?”
“James Hetfield. Ho sentito il tuo annuncio alla radio”.
“E quindi?”
“E quindi, ecco, insomma, non è che Load e Reload siano piaciuti tanto ai fans. Nel tour di St. Anger quando suonavamo Frantic ci tiravano le fibbie delle cinture. Hai mai preso in faccia una fibbia di una cintura di un metallaro?”.
“No. Perché?”
“Be' fa male”.
“Quindi?”
“Quindi... mi domandavo se avevi un pochino di tempo anche per noi”.
“Certamente. Io sono molto caro, però”.
“Nessun problema, abbiamo alzato di cinque banane il biglietto del concerto”.
“Ottimo. Che posso fare per voi?”
“Ci chiedevamo se potevi clonarci Master of puppets”.
“Certamente. Mi serve una copia dell’album e il titolo di quello nuovo. E una settimana di tempo”.
“Senti, noi non è che vorremmo proprio un clone clone che si capisce subito. A quei figli di puttana dei fans non gli sfugge niente”.
“Allora innestiamo”.
“Innestiamo?”
“Vi costerà di più”.
“Aumenteremo di nuovo il biglietto del concerto”.
“L’innesto consiste nell’inserimento subliminale di elementi provenienti da altri album”.
“Sublimi...che?”
“Pensavo magari a un pezzo col drumming del black album e un breve innesto alla Justice for all. E un titolo esotico. Tipo Cyanide”.
“Saia...che?”
“E poi lo strumentale. Lo volete lo strumentale?”
“Oh, sì, sì, sì. Che bello. Sono vent’anni che non mettiamo uno strumentale. Ma come si fa? Noi non siamo più capaci di fare degli strumentali”.
“Oh, c’è un sistema molto semplice. Ma dovrete pagare un altro extra”.
“Nessun problema. Ridurremo lo stipedio di Trujillo. Quello scimmione è talmente stupido che lavorerebbe per noi anche gratis. Allora? Come si fa a fare un strumentale?”
“Semplice: si prende la canzone col testo più idiota e si toglie il testo. Al resto ci penso io”.
“Rick Rubin, te l’hanno mai detto che sei un genio?”
“E il pezzo onnicomprensivo. Ce lo volete il pezzo onnicomprensivo?”
“Che cos’è il pezzo onnicomprensivo?”
“Il pezzo onnicomprensivo è una cosa psicologica molto sottile. Una specie di effetto ottico del cervello. Come quei ritratti che mentre ti muovi gli occhi sembra che ti seguano. Il pezzo onnicomprensivo è fatto in modo che ogni fans ci riconosca dentro il pezzo che più gli piace. E’ una specie di antologia subliminale”.
“Ma che roba. Una canzone con dentro tutte le nostre canzoni?”
“Una specie”.
“Ah, no, niente da fare. I Metallica non fanno medley”.
“Mi risulta diversamente, ma comunque non è un medley”.
“E allora cos’è?”
“Un’antologia subliminale, zuccone. Al fan piace perché subliminalmente ci riconosce il suo pezzo preferito del passato”.
“Non sono sicuro di aver capito”.
“Io sono sicuro di no. Diciamo che è una specie di medley, ma non si capisce che è un medley”.
“Ah. Be’ se non si capisce allora va bene”.
“E poi lo chiamiamo con un titolo fico, tipo The day that never comes. E ci facciamo pure il singolo col video e tutto il resto”.
“Rick Rubin, te l’hanno mai detto che sei un genio?”
“C’è un però”.
“Oh, e quale sarebbe?”
“Il pezzo onnicomprensivo costa tantissimo. Se poi lo volete come singolo viene il doppio”.
“Non c’è problema. Vendiamo le chitarre di quel caprone di Hammet. Tanto per fare delle scale non gli servono a un cazzo”.

Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Ma che domande del cazzo.

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  15.09.2014 | 09:33
quando c'e' pieno di meduse
 
 

Kalopedia 07: 08set2014-12set2014

Chi diamine? Eric Clapton
Che diamine? Old sock
Ma quando? 2013
Allora? Avete presente quel tizio dall'aria misteriosa con i capelli un po' spettinati e la barba incolta che non parla mai e piace alla vostra morosa che dice che quello lì è sempre immerso nei suoi grandiosi pensieri mentre invece voi sapete che non dice un cazzo perché non ha un cazzo da dire? Io penso la stessa cosa di questo signore che il mondo riconosce essere il più grande chitarrista vivente. Vado a vederlo da vivo e strimpella. Ascolto i dischi e strimpella. Lui fa così da vent'anni anni o trenta. Non suona e lascia che il mondo lo ritenga un dio. Comodo. E stavolta il vecchio calzino (la cover è un autoscatto al mare) neanche si dà la pena di cercare di nasconderlo. Questo album quasi interamente di cover (perché sforzarsi a scrivere canzoni?) e pieno di ospiti (perché cantare se può farlo qualcun altro?) è sfacciatamente disimpegnato e, mi scoccia un casino ammetterlo, gradevole da sentire. I due inediti sono scritti da Nikka Costa. Chi non conosce Nikka Costa può cercare su youtube On my own e poi Like a feather.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Angel; Our love is here to stay

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Led zeppelin (deluxe edition)
Ma quando? 2014
Allora? Non ho molte cose da dire sull'album se non che Led zeppelin è di sicuro uno degli esordi più folgoranti della storia del rock. Ne ho parecchie invece sui contenuti extra di questa deluxe edition che ritraggono la band dal vivo nel 1969. La performance è integrale e il suono è finalmente pulito. Ciò che impressiona e distingue questa edizione dalla miriade di bootleg di cui mi sono dovuto accontentare finora non è la furia klingoniana di Page o la voce ineffabile di Plant. Quelle si intuiscono anche nei bootleg. Quello che non si sente nei bootleg sono le evoluzioni ritmiche di Bonzo e J.P. Jones, il primo che prende a pugni i tom tom e a testate i piatti mentre il secondo che tira le corde del basso come se fossero i peli del culo del diavolo. I Led zeppelin nel 1969 erano già la band definitiva del rock, più o meno come il coevo Mucchio selvaggio era il film definitivo del genere western. Vi siete mai domandati come mai esistono così tante cover band dei Pink floyd ma pochissime cover band dei Led zeppelin?
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Ma che domande sono?

Chi diamine? Alt-J
Che diamine? An awesome wawe
Ma quando? 2012
Allora? Biscottini di cogitabonda spensieratezza in pieno stile anni dieci alla CTRL-C intinti in un tazzone di trip-elettronica in perfetto stile MAIUSC-Z con qualcuna di quelle modaiole bricioline new-folk alla TAB-Q. Album pretestuoso e artificioso, pensato a tavolino per lanciare in orbita i ragazzi alla stregua di nuovi CTRL-ALT-CANC, ma di fatto arenatosi dalle parti di una scialba scopiazzatura dei già poco allegri SHIFT-RUN/STOP.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Something good

Chi diamine? Autori vari
Che diamine? The Thingies have arrived!
Ma quando? 1998
Allora? Larry Joe Miller nel 1964 si è spostato dalla città dove cazzo abitava per andare in Florida a strimpellare una inconsapevole miscela di surf, rockabilly, Beatles e psichedelia ma soprattutto a trapanarsi un container di passera e la cosa gli dev'essere piaciuta talmente tanto che da allora non si è più mosso da lì. Trent'anni dopo questa bizzarra compilation raccoglie la maggior parte di quei singoli, spesso musicalmente ingenui ma talvolta sorprendenti. Il disco perfetto da ascoltare in cuffia sulla spiaggia di Fiascherino mentre friggi al sole sconformtato dal fatto di non poterti immergere in acqua perché c'è pieno di meduse.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Morning sun; I'm going ahead; Hymn to her; Sing out

Chi diamine? May blitz
Che diamine? May blitz
Ma quando? 1970
Allora? Se i Led zeppelin nel 1970 ti arrivavano in faccia proprio come un dirigibile di piombo, i May blitz non venivano certo a leccarti le ferite. Germinati dai Bakerloo più o meno come i Led zeppelin dagli Yardbirds, questo trio di talentuosi spaccapietre mette insieme un album furente e tirato dalla prima nota all'ultima che non ha niente da invidiare ai Cream, ai Led zeppelin o ai Rush più incazzati. Una bella idea sarebbe ascoltare questo disco a tutto volume prima di andare a una riunione di condominio.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Smoking the day away; Virgin waters

Chi diamine? Franco Battiato / Antony
Che diamine? Del suo veloce volo
Ma quando? 2014
Allora? Per molti esibirsi dal vivo significa canticchiare un po' alla svelta una quindicina di canzoni imitando per quanto possibile la versione in studio, ringraziare alla fine e intascare velocemente il cachet. Battiato invece l'ho visto sette volte e ogni volta credetemi ha superato le correnti gravitazionali. Non c'ero quella sera all'Arena, perché vagavo per i campi del Tennesse, ma orbitanti attorno al centro di gravità c'erano Antony, Alice e l'orchestra Toscanini. Il fatto è che a me questa roba romantico-chansonnier-lamentina alla Fleurs 1-3-2 mi fa venire la via lattea nei maroni. A me mi piace il free jazz punk inglese, va bene? La realtà non esiste di Claudio Rocchi è un capolavoro.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? La realtà non esiste; Del suo veloce volo

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  08.09.2014 | 15:27
mi dia un bang lhassi bello potente
 
 

Kalopedia 06: 01set2014-04set2014

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The dark side of the moon – immersion edition
Ma quando? 2011
Allora? L'esecuzione integrale dal vivo di The dark side of the moon inclusa in questo cofanetto testimonia la celebre mancanza di empatia della band col pubblico. Che poi è il modo mezzo pieno di vedere il bicchiere delle performance dei Pink floyd. Il modo mezzo vuoto invece consiste nell'ammettere che i Pink floyd dal vivo fanno cagare. Nei fatti l'esecuzione è fredda e pedissequa (fatta eccezione per una superba Any color you like), eppure in continuo affanno, come se il lato oscuro della luna lo stessero rincorrendo invece di metterlo in scena. Le bellissime jam pre-dark side, collocate sorprendentemente più dalle parti di Obscured by clouds e When you're in che di Dark side medesimo, testimoniano che anche l'album più perfetto della storia del rock in realtà proviene da una serie di jam session. Come dire che anche il re, di tanto in tanto, deve per forza andare a cagare.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? The travel sequence; The mortality sequence

Chi diamine? Birth control
Che diamine? Live
Ma quando? 1974
Allora? Chi l'avrebbe mai detto che un album di rock germanico del 1974 con brani da 15-20 minuti potesse essere genuinamente rock senza quella krautcoltre di sperimentalismo tipica dei coevi teutonici? Di Amon duul e Tangerine dream questi Birth control prendono certi usi estensivi di tastiere, ma il resto ricorda a tratti Arthur Brown (The work is done), Atomic rooster (Gamma ray) ma anche il primo Santana, i Deep purple (l'intro di Back from hell) e i Moody blues (sempre Back from hell), forse i Cream. Un live suonato in maniera non ineccepibile, ma ugualmente godibilissimo. L'ideale per sbagliare uscita durante un viaggio notturno lungo la costa Adriatica.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? The work is done

Chi diamine? Francesco Guccini
Che diamine? L'ultima Thule
Ma quando? 2012
Allora? “Gli artisti non nascono artisti / non sembrano strani animali / ma nascono un po' come tutti / come individui normali”. E se il concetto non è abbastanza chiaro: “Hanno lacrime e riso / hanno due occhi e due mani / hanno stampata sul viso / l'impronta di esseri umani”. Gli artisti, penultima traccia dell'album, imbastisce sei minuti di ovvietà e versi leggiadri come un cubo che rotola giù da una collina, emblematica testimonianza di un album totalmente privo di contenuti, di un gioco che si è fatto da tempo peso e tetro, di un vecchio autore brontolone e nostalgico che da molti anni non ha più niente da dire o fare, se non vendere all'infinito il suo didietro. A proposito di colline si apprezzi che Su in collina perlomeno ci prova, a essere una canzone.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Su in collina; Gli artisti

Chi diamine? Big blue ball
Che diamine? Big blue ball
Ma quando? 2008
Allora? E' curioso come il genere cosiddetto "world music" in aperto contrasto con ciò che suggerisce abbia un baricentro creativo precisamente localizzabile nello spazio e nel tempo. Lo spazio sono gli studi Real World di Peter Gabriel, il tempo sono i primi anni novanta, A quei tempi i più importanti musicisti del mondo non anglofono facevano sosta alle cinque del pomeriggio alla Real World per un bang lhassi bello potente, uno spinello di charas o una tazza di mate de coca. Il problema è che quindici anni di produzione filogabrieliana sono un po' tanti e oggi questo album dal cast stellare appare polveroso e un cicinino poco spontaneo. Sono convinto che chi lo critica oggi lo avrebbe osannato se fosse uscito quando doveva uscire, cioé nel novantacinque. Me compreso. Il coretto di Exit through you è un esplicito omaggio a Self control di Raf.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Everything comes from you; Habibe; Whole thing

Chi diamine? Uriah heep
Che diamine? Into the void
Ma quando? 2011
Allora? Come i padroni invecchiando somigliano sempre di più ai loro cani, così gli Uriah heep somigliano sempre di più ai Deep purple. Bernie Shaw per esempio ormai è il sosia di Steve Morse. Se riuscite a vincere il disgusto per la copertina (orripilantissima tra le tante orripilanti della band) e per la prima traccia (kamikazemente scelta come primo singolo dell'album), in particolare per quel doppio colpo di batteria prima delle parole "Over and over again" che arriva direttamente nelle palle, ecco, se riuscite a passare sopra a tutto ciò vi troverete un album spensierato e un po' nostalgico, ben fatto e con una manciata di momenti memorabili. Nel senso che entrano nella testa e non ne escono più. La melodia di Trail of diamonds deve più di qualcosina a Ohio di CSN&Y
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Money talk; Trail of diamonds; Southern star

Chi diamine? Coldplay
Che diamine? Ghost stories
Ma quando? 2014
Allora? Tra le tante band inspegabilmente miliardarie questa è forse la più miliardaria e anche la più inspiegabilmente. Questo album in realtà non è peggiore degli altri che ho sentito (credo fossero i primi due: Parachutes e A rush of qualcosa in qualcos'altro). Semplicemente fa schifo uguale. Una insulsa miscela di U2 odierni e uno a caso dei new romantics danzerecci anni 80, diciamo Howard Jones, gli Spandau o Paul Young, fate voi. Ma peggio degli U2 odierni, e ce ne vuole, e meno genuini dei danzerecci summenzionati. A sky full of stars illustra doviziosamente questo concetto.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? A sky full of stars

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  01.09.2014 | 15:01
parecchia passera e molta roba buona
 
 

Kalopedia 05: 25ago2014-30ago2014

Chi diamine? Il Genio
Che diamine? Il Genio
Ma quando? 2008
Allora? Collocabile negli intenti tra le sensualità off-porno di Birkin/Gainsbourg e le refrigerazioni pop degli Air, ma con un pizzico del primo Gazzé, di fatto l'album sta a metà strada, o meglio sul marciapiede, tra Romantici di Viola Valentino e Muscolo rosso di Ilona Staller (ciò che non rappresenta necessariamente un difetto, perlomeno secondo i miei gusti). Dopo tre o quattro canzoni questa raccolta di canzonette scivola via come un piede su una saponetta in una doccia di froci. E se vi da fastidio la parola froci in questa recensione riflettete sulle sensazioni differenti che vi solletica la parola porno pronunciata dalla vocina di Alessandra Contini. Il gioco è tutto lì. Facile, ben congegnato, ma tutto lì.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Non è possibile; Pop porno

Chi diamine? Neil Young
Che diamine? A letter home
Ma quando? 2014
Allora? Per registrare il suo secondo album di cover in cinquant'anni di carriera, che poi è anche il secondo album di cover in due anni, Neil Young pensa bene di utilizzare il voice-o-graph del quarantasette di proprietà di Jack White. Io lo capisco che a registrare il disco chiuso in quella specie di cabina telefonica Neil Young si sia divertito un casino, e capisco anche che a casa di Jack White circoli parecchia passera e molta roba buona e comprendo persino il duplice senso di questa operazione, al contempo atto d'amore per il genere e lezione polemica nei confronti dei tanti sedicenti folksinger odierni che girano coi capelli unti e una vecchia chitarra al collo solo perché fa moda. Io capisco tutto questo ma il disco mi fa cagare lo stesso. Che posso farci?
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Needle of death

Chi diamine? Argus
Che diamine? Argus
Ma quando? 1973
Allora? XXX
Sì ma allora? Sonorità variopinte che pescano un po' dappertutto: dai Bue oyster cult (Road of life) ai primi Lynyrd skynyrd (Friend of mine), transitando dai Led zeppelin (Twenty four hours è un, chiamiamolo così, omaggio a Since I've been loving you) fino ad arrivare con un po' di fantasia ai primi Black sabbath (Superstition). Le grezze bonus track dal vivo che ritraggono una differente band di nome Anaconda invece spifferano quanto un Ian Anderson d'annata su tessuti a tratti curiosamente funky. Il denominatore comune delle due band pare essere il dotato batterista Dave Wagstaffe.
Però almeno cosa sento? Friend of mine; Take no chance

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The dark side of the moon
Ma quando? 1973
Allora? Pensa che questo pirla qua sostiene che l'album più perfetto della storia del rock secondo lui non è poi così perfetto. Dice per esempio che On the run è solo una sequenza di note accelerate e messe in loop con un sequencer con sopra dei rumori di vario genere e che proprio per questo suo carattere così sperimentale soffre del male endemico che affligge tutti gli esperimenti: venire  superati da altri esperimenti. Sostiene anche che Money è una scarica di  divagazioni elementari su un giro di basso in 7/8 con un testo piuttosto stupido e neanche tanto in tema con il resto dell'album. Io che guardo il bicchiere mezzo pieno invece sostengo che Speak to me / Breathe / Time / The great gig in the sky / Us and them / Any color you like / Brain damage / Eclipse costituiscono la più bella suite della storia del rock e basterebbe prendere uno a caso di questi pezzi (tranne magari Speak to me), trasferirlo su un album qualunque di Gigi D'Alessio e prendere comunque il massimo delle stelline. Tu invece che cosa pensi?
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Dark side of the moon dovresti sentirlo tutte le mattine dopo esserti lavato le orecchie, pirla.

Chi diamine? Vincent Gallo
Che diamine? When
Ma quando? 2001
Allora? Nella scena finale del pessimo Brown bunny diretto da Vincent Gallo si vede la morosa di Vincent Gallo fare un pompino a Vincent Gallo. Mentre guardavo l'uccello di Vincent Gallo che entrava e usciva dalla bocca della morosa di Vincent Gallo pensavo che dopotutto ogni essere umano maschio sano una volta o l'altra si è filmato mentre la morosa gli faceva un pompino, o perlomeno ha desiderato di farlo, ma pochi sono così megalomani da fare in modo di proiettare il filmino a Cannes o Venezia o Berlino o dovecazzo, a dimostrazione del fatto che l'ego di Vincent Gallo è molto più ingombrante del suo talento. Ecco, mentre ascoltavo questo insulso album mi sembrava che l'ego di Vincent Gallo entrasse e uscisse dal mio cervello divaricato e a me sinceramente questa sensazione di spompinare Vincent Gallo non mi piace proprio per niente.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? I wrote this song for the girl

Chi diamine? Franco Battiato
Che diamine? Apriti sesamo
Ma quando? 2012
Allora? Un giochino moderatamente divertente da fare in auto di ritorno da un viaggio in Germania consiste nel cantare versi a caso sulle note di Quand'ero giovane. Io e Sara per esempio siamo transitati davanti a una Coop e abbiamo cantato “Sono andato alla Coop / a fare la spesa / e ho fatto la spesa / arrivato alla cassa / ho estratto le cose dal carrello / e le ho pagate / poi le ho messe dentro a un grande sacchetto / che sembrava robusto / ma il sacchetto era bucato / e così mi è cascata una coca su un piede / diocane che male”. Tanto i testi di Battiato non seguono la ritmica e non hanno rime. Ultimamente poi sono diventati bizzarre accozzaglie di banalità, frasi astruse, citazioni casuali e sorprendenti non(tanto)sense. La sensazione risulta sorprendentemente piacevole, come quando senti sentire straparlare un vecchietto simpatico e un po' rimbambito a cui però ti sei affezionato. Le musiche sono straordinarie quasi ovunque, a cominciare dall'Uriah-heep-esco solo di tastiera nel finale de pezzo sopra citato. Se ve lo state chiedendo: sì, anche in Germania c'è la Coop. E anche in Svizzera.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Testamento; La polvere del branco

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  21.08.2014 | 11:44
master of reality al denominatore
 
 

Kalopedia 04: 05ago2014-19ago2014

Chi diamine? Miley Cyrus
Che diamine? Bangerz
Ma quando? 2013
Allora? Quello che più ammiro in questa nuova generazione di mestieranti è la costanza. Gli Slipknot, per esempio, che da dieci anni vanno sul palco in tuta di plastica e mascherone di cartapesta anche con 40 gradi. O queste nuove starlettes che si presentano in pubblico ogni singola volta vestite da mignotte e si atteggiano tutto il tempo a mignotte. Lasciando ai bacchettoni le gallinate sullo svilimento del corpo femminile, dico io, ma non si annoiano? Un barlume? Una scintilla? Una presa di posizione? Qualcosa che non sia leccare un microfono o sventolare il culo? No, mai. Oh, stavo dimenticando la recensione. Eccola: l'album fa schifo.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Senti qualcos'altro

Chi diamine? Steel panther
Che diamine? Balls out
Ma quando? 2011
Allora? Non capisco tutto questo entusiasmo. E chiaro che i ragazzi ci fanno dentro. La burla è evidente. Basta guardare la copertina, o ascoltare il testo di 17 girls in a row (fatelo!) o soltanto il titolo di It just won't suck itself, I like drugs o Let me cum in. Ma davvero qualcuno pensa che i Twisted sister facessero sul serio? E i Motley crue? I Kiss? Comunque quando sei pieno di soldi e strapieno di figa immagino che metterla sul ridere venga piuttosto spontaneo. Io però dico che non è sufficiente a fare un buon album, ma è chiaro che è l'invidia a parlare.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Supersonic sex machine

Chi diamine? Meg
Che diamine? Psychodelice
Ma quando? 2008
Allora? Iniziata qualche anno fa la carriera da solista per sfuggire alle ascelle di O'Zulu, la ex vocalist dei 99posse produce qui sonorità che sembrano mescolare gradevolmente Bjork (E' troppo facile), Subsonica, Elisa, la Donà (Succhio luce), il Genio e Mr. Oizo (Impossibile trasmissione). Sì, sì, ho sparato una raffica di nomi a caso, la verità è che non ne conosco nemmeno uno, di questi qua, se non per sentito dire. A parte Mr. Ozio, naturalmente. E quella supertopa di Alessandra Contini.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Impossibile trasmissione; Promises

Chi diamine? Shearwater
Che diamine? Rook
Ma quando? 2008
Allora? Jonathan Meiburg adora gli uccelli e io sto facendo una fatica della Madonna a non fare battute sceme, specialmente ora che ho sentito la vocina da maroni chiusi in un cassetto che sfoggia nel primo pezzo dell'album. Ma poi le cose cambiano e la voce di Meiburg spiega le ali e diventa (a tratti) potente ed evocativa, contrappuntata da evoluzioni sonore che sfanculano i Coldplay dopo tre note, svolazzano attorno a Tindersticks e certi Black heart procession e giungono a nidificare in prossimità di quel monolite di imperscrutabilità che è Sua Maestà Laughing stock dei Talk talk. Rooks è una delle canzoni più belle degli ultimi anni.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Rooks; Century eyes; Home life

Chi diamine? Seventh void
Che diamine? Heaven is gone
Ma quando? 2009
Allora? Lo stoner è probabilmente il genere musicale con il più alto rapporto album superflui diviso album utili. Non è difficile indovinare a quale categoria appartenga l'unico disco di questa side-band dei Type O' negative, considerando anche che il solo che merita sicuramente di stare al denominatore è Master of reality dei Black sabbath. Il disco non è che faccia schifo schifo ma l'unica cosa in cui eccelle è nell'apparire eccellentemente derivativo di un genere che già agonizzava all'inizio dei '90. Figuriamoci nel 2009.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Tira fuori la tua vecchia cassetta con su Badmotorfinger e sentiti quello

Chi diamine? Arboretum
Che diamine? Coming out of the fog
Ma quando? 2013
Allora? La messianica celebrazione della Lucertola celebrata dai Doors, Neil Young che tira giù il Fillmore east nel finale di Cowgirl in the sand con Miles Davis dietro le quinte che pensa "Cazzarola, e adesso che facciamo?", i Pink floyd a Pompei davanti a un pubblico di fantasmi da esorcizzare. Ecco cosa interessava a Dave Heumann da adolescente invece che pomiciare nei drive-in. Da adulto invece ha scaricato di sicuro Amplifier e Triggerfinger. Ma per quanto i riferimenti siano individualbili l'ultimo album degli Arboretum suona come nient'altro prima d'ora. A parte, forse, gli altri sette album degli Arboretum.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? The promise; World split open

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  04.08.2014 | 10:57
brontolii mattutini sulla panchina del parco
 
 

Kalopedia 03: 29/7-4/8

Chi diamine? Lou Reed & Metallica
Che diamine? Lulu
Ma quando? 2011
Allora? Ormai prossimo ai settant'anni e afflitto da una senile strabordante incontinenza musicale, Lou Reed mette assieme un lungo concept interamente dedicato alla sua badante sovraincidendo i suoi brontolii mattutini sulla panchina del parco a una session scaldamuscoli dei Metallica. Il risultato è un distopico monumento all'inutilità che Woody Allen avrebbe intitolato "Tutto ciò che sarebbe potuto accadere al rock se per fortuna non fosse morto giovane". Il secondo pallino è un premio all'impegno personale di Hetfield.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Iced honey

Chi diamine? Glenn Hughes
Che diamine? First underground nuclear kitchen
Ma quando? 2008
Allora? Abituato a buttar fuori album rock con venature funky Glenn Hughes perpetua la sua personale rivoluzione copernicana producendo un album funky con venature rock. E che crepi la fottuta avarizia. Lontano nell'ispirazione ma non nelle sonorità da quel Come taste the band unico album Deep purple a trazione Hughes, questo è il disco giusto da mettere su in macchina di ritorno da una deludente serata a Bologna.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Never say never; Oil and water

Chi diamine? Bakerloo
Che diamine? Bakerloo
Ma quando? 1969
Allora? Piacevoli cavalcate psichedeliche in aroma di blues. I riferimenti sono chiari: il blues di This was, il rock di Led zeppelin I e certo jazz di In the court of the Crimson king. Mica melanzane. Son of moonshine è un funzionale Bignami per chi ha fretta. Pregevole la cover di Bring it on home perlatro ammazzata pochi mesi più tardi dalla stratosferica versione dei Led zeppelin. Drivin bachwards (il titolo è geniale) strapazza la Suite per liuto BWV996 di Bach un mese, no dico, un mese soltanto prima della Tulliana Bourée.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Driving Bachwards; Son of moonshine

Chi diamine? Swans
Che diamine? To be kind
Ma quando? 2014
Allora? Rumoroso, dilatato, minimale, oscuro, ciclico, grandioso, estenuante, ossessivo, ridondante, autocompiacente nel negarsi alla quasi totalità delle orecchie umane. Voluminosi ammiccamenti ai primissimi Pink floyd, quelli di Barrett, di Ummagumma e di Come in no. 51 your time is up. Ma anche i cosi, i Comecazzende sichiamanauten. Uno di quegli album che devi sentire almeno trenta volte prima di capirci qualcosa. Il rischio è che ti passi la voglia prima.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Screen shot; A little God in my hands

Chi diamine? Paul McCartney
Che diamine? Off the ground
Ma quando? 1993
Allora? Nelle imbarazzanti orchestrazioni di C'mon people si comprime un'intera stagione musicale, collocata a cavallo tra gli '80 e i '90, che di lì a breve sarebbe stata spazzata via da Nevermind, Dirt, Superunknown e compagnia bella, lei, quelle stupide tastiere e tutti quegli archetti del cazzo. Nessuno poteva immaginare che una manciata di anni più tardi sarebbero arrivati i Verve e gli Oasis col loro multimilionario carico di tastiere ancor più stupide e archetti ancor più del cazzo.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Biker like an icon; C'mon people

Chi diamine? Ian Anderson
Che diamine? Homo erraticus
Ma quando? 2014
Allora? E' chiaro che il percorso artistico del vulcanico Ian intende richiudersi nella produzione di concept album dalle sonorità marcatamente progressive come già accadeva coi J-T negli anni 1972 e 1973, ma è altrettanto chiaro che la perfezione gradevolmente ridondante dei suoni assieme all'arguzia dei testi (qui mi fido di chi sostiene di averli ascoltati) non possono mascherare una visibile stanchezza compositiva. Di sicuro avrei tormentato un po' meno buon J.S. Bach (Meliora sequamur e parecchie altre). Fossi una donna gliela darei comunque, al vecchio volpone.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? After these wars

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  29.07.2014 | 10:35
come snodare certi nodi nei capelli
 
 

Kalopedia 02: 21-25 luglio 2014

Chi diamine? Anathema
Che diamine? Distant satellite
Ma quando? 2014
Allora? Una lieve flessione nei contenuti è bilanciata da un maggiore sontuosità degli arrangiamenti. Rassicura il solito Cavanaugh che canta sempre come se lo avesse appena mollato la morosa. Nella seconda parte dell'album una manciata di pezzi che fanno esclamare "Apperò". Su tutte Anathema con quella sorta di progressione quasi sessuale che a confronto l'assolo finale di On the turning away è un distillato di intimismo. Un pezzo che sembra scritto apposta per piacere al sottoscritto.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Anathema; Distant satellite

Chi diamine? Storm corrosion
Che diamine? Storm corrosion
Ma quando? 2012
Allora? Quella roba che qualcuno chiama neo-progressive sembra sempre rincorrere qualcos'altro che tipicamente è qualcosa dei King crimson, ignorando che i King crimson sono inarrivabili oltre che estremamente statici, direi monolitici. E allora giù di mellotron e avanti cogli arpeggi e fanculo ai Crimson. D'altronde capire il progressive e come snodare certi nodi nei capelli. Ci vuole tempo, fa male e soprattutto non c' è motivo. In questo senso, e non in altri, questo album è squisitamente ambient.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Lock howl

Chi diamine? Jack White
Che diamine? Blunderbuss
Ma quando? 2012
Allora? Colti ammiccamenti sonori in elegante parata. Due a caso: Dr. John e Exile on main street. Sovraesposto, accecante. Un po' troppo per le mie orecchie intasate di cerume vetero-progressive. Ma le canzoni? Cosa canticchio quando ho finito di sentire il disco? Apprezzabile la presenza, finalmente, di un vero batterista (anch'esso femmina).
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Sixteen saltines; Freedom at 21

Chi diamine? Lorde
Che diamine? Pure heroine
Ma quando? 2013
Allora? La talentuosa songwriter diciassettenne impegnata politicamente, femminista, iconoclasta al punto di arrabbiarsi se le tolgono i brufoli con Photoshop suona persino troppo bella, brava e perfetta per essere vera. Se da un lato anche i Sex pistols sono stati una geniale operazione di marketing, dall'altro si apprezzi il fatto che, perlomeno, la fanciulla si esibisce in pubblico col culo coperto dai vestiti. Meno stelline di quello che merita per la mia avversione al genere. Resta il fatto che Tennis court è un piccolo capolavoro pop.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Tennis court

Chi diamine? Disclosure
Che diamine? Settle
Ma quando? 2013
Allora? Proprio non sapevo cosa scrivere e allora ho fatto una cosa che finora non avevo mai fatto. Sono andato a leggere la recensione di allmusic punto com. E ho appreso che questo noiosissimo album che sembra una deejay compilation estiva sarebbe in realtà uno dei più interessanti album di musica elettronica del 2013. Una sorta di viaggio psichico tra i sottogeneri della garage club music. Mo pensa, direbbe Paolo Nori. Dio scannabès, risponderebbe Mingardi.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Niente, cambia disco, ti conviene

Chi diamine? Elton John
Che diamine? The diving board
Ma quando? 2013
Allora? Inarrestabili fraseggi di pianoforte sballottati da una ritmica che pompa proprio come all'inizio degli anni 70 e fanculo al pop degli 80 e rifanculo alle sviolinate orchestrose dei 90: il suono ideato da T-Bone Burnett per The union (2010) funziona e soprattutto vende quindi perché non riproporlo? La voce è sempre quella di una volta e al contempo non è più quella di una volta. Ingombrante il riff di Hall of the mountain king al centro di My quicksand.
Sì ma allora? XXXX

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  24.07.2014 | 10:34
festini teutonici e tanto catarro
 
 

Playlust 01: 14-18 luglio 2014

Be' dal momento che vado meno ai concerti mi sono rassegnato a blaterare della musica che sento in cuffia.

Chi diamine? Arena
Che diamine? The cry
Ma quando? 1997
Allora? Quel progressive plin-plin con tastieroni ambientali new age che più che progressive sta comodamente a metà strada tra l'insulso e Mike Oldfield. L'ultima traccia, vagamente aromatizzata alla Marillion, suggerisce che questo qua, una volta, era una specie di supergruppo.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? The healer

Chi diamine? Badlands
Che diamine? Badlands
Ma quando? 1989
Allora? Avevo proprio voglia di un po' di hard rock bello potente con suggestivi e inaspettati echi zeppeliniani. Gli echi zeppeliniani in verità ce li hanno un po' tutti quanti, specialmente oggigiorno, ma non tutti hanno a disposizione un fenomeno come il compianto Ray Gillen.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Con le stronzate che senti di solito stavolta puoi sentire anche tutto l'album

Chi diamine? The Black keys
Che diamine? Turn blue
Ma quando? 2014
Allora? Conversazione tra due amici (almeno uno dei quali certamente ingegnere): "Allora, com'è andata la notte di sesso con l'Arcuri?". "Topa da paura, una maiala esagerata. Ma non era l'Arcuri, era una sosia uguale spiaccicata". "E quindi che voto daresti, da 1 a 5?" "Alla notte di sesso darei 5, il massimo. Ma nei fatti non era l'Arcuri, quindi dovrei dare 1 , anzi, 0". "Insomma te la riscoperesti sì o no". "Altroché".
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Faresti bene a sentirlo tutto

Chi diamine? James LaBrie
Che diamine? Impermanent resonance
Ma quando? 2014
Allora? Solidamente intenzionato a prendere il largo dal cumulonembico tsunami di semibiscrome dei Dream theater, LaBrie approda nelle corroboranti acque territoriali del pop-metal giovanile ricco di melodie iperbanali, growl che non spaventerebbero un leprotto e moltitudini di reggiseni sul palco (reggiseni etimologicamente inutili considerata la giovane e soda età anagrafica del pubblico in questione). E chi lo smuove più da lì? Divertente la scopiazzata del riff di Amnesia ai danni del tema gobliniano di Profondo rosso.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Agony; I got you

Chi diamine? Mortad hell
Che diamine? There's a satanic butcher in everyone of us
Ma quando? 2005
Allora? Certo metal è storicamente più serioso di un conclave cardinalizio. I Mortad hell sanno sfottere piuttosto efficacemente i numerosi stereotipi del genere e al contempo produrre un album che si ascolta volentieri almeno un paio di volte, ben imbottito di blasfemia, doppio pedale e tanto catarro. A me è bastato leggere il nome della band per farmi venire voglia di scaricarli.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Copula um demonae; Little rabbit don't go to Paris

Chi diamine? Meat loaf
Che diamine? Bat out of hell III - The monster is loose
Ma quando? 2006
Allora? Una efficace suddivisione degli album di Meat loaf consta di due categorie: gli album prodotti da Jim Steinman e gli album che fanno cagare. Alla prima categoria appartengono Bat out of hell I e Bat out of hell II ma non Bat out of hell III, album platealmente collocabile a metà strada tra il "Wagnerian rock" (definizione meravigliosa coniata dallo stesso Steinman) e certe feste di compleanno teutoniche degli anni novanta. Il problema è che dischi del genere per essere belli devono essere davvero belli. Altrimenti risultano solo estenuanti.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? If it ain't broke break it; In the land of the pig the butcher is king

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