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  12.01.2015 | 13:00
la pernacchia si appiccica addosso
 
 

Io, a parte quella volta che ho fatto il padrino al battesimo di A. ma quella volta secondo me non vale perché la chiesa era una chiesa molto carina ma sembrava una chiesa non più valida, credo che il termine corretto sia sconsacrata, e il prete sembrava uno che non era un prete ma faceva finta di essere un prete vero, e il chierichetto, che si chiama Marino, io lo conosco, Marino, è uno tutto pelato con una folta barba alla Augusto Daolio che, parafrasando Verdone, non è comunista così ma è comunista così, e in prima fila tra le panche, non mi ricordo se si chiamano proprio panche o con un altro nome, tra le panche c’era Orso che non è un orso ma un cane che visto che fuori faceva un freddo della madonna lui se ne stava buono buono al calduccio in barba a quella sciocca metafora secondo cui un cane in chiesa sarebbe il massimo dell’inopportunità e alla fine della cerimonia invece di qualche canzonetta del cazzo alla Genrosso abbiamo messo su La buona novella di De André , l’album tratto dai Vangeli apocrifi, ecco, ora che ci penso quello sembrava proprio un battesimo apocrifo e, insomma, a parte quella volta lì  io era la prima volta che andavo a un battesimo e devo dire che anche se non ci volevo andare, al battesimo di Zoe, sono contento di esserci andato perché sono successe un certo numero di cose piuttosto buffe.
La prima cosa buffa è stata quando stavo armeggiando per tirare fuori il passeggino dal baule e un tizio sulla cinquantina mi è passato di fianco e si è fermato a scannerizzarmi più o meno come farebbe un Borg con un esemplare di una civiltà da assimilare e poi è ripartito alla volta della chiesa bofonchiando le coordinate esatte della mia posizione alla nave madre orbitante su nella lontanosfera allo scopo di fulminarmi con un raggio collimato ad altissima potenza e poi è saltato fuori che quel tipo lì era uno di quei tipi che non si vestono da prete ma parlano ugualmente nel microfono durante la messa dicendo che la messa sta per iniziare oppure elencando gli appuntamenti diocesani della settimana e quando mi ha visto di nuovo dentro la chiesa ha fatto mettere me e Sara in prima fila assieme agli altri genitori coi figli da battezzare, ma non nella panca di sinistra, dove c’erano soltanto coppie e bambini che avevano l’aria di essere stati lì molte volte, no, mi ha fatto mettere nell’altra panca, dove c’era solo un’altra coppia che aveva tutta l’aria di domandarsi cosa ci facevano lì ma che a differenza delle coppie della prima panca avevano una madrina molto molto carina.
L’altra cosa che mi ha fatto divertire è stato quando è iniziata la messa e Zoe ha cominciato a prendere confidenza con la faccenda frantumando il giornalino liturgico della domenica e cercando di socializzare sottraendo il ciuccio al bambino seduto alla mia destra e agitando braccia e gambe ogni volta che l’assemblea cantava qualcosa di vivace invece di salmodiare frasi noiose ma soprattutto mi ha fatto divertire quando il prete si è piazzato a pochi centimetri da noi e ha cominciato a fare la predica e Zoe ha fatto quello che fa ogni volta che un adulto si rivolge a lei e lei trova la cosa simpatica, una cosa che io avrei sempre voluto fare sia da bambino che da adulto ogni volta che un prete si metteva a fare una predica ma che però non ho mai osato fare, ecco, Zoe ha ascoltato il prete per un po’ mentre parlava e poi ha fatto una pernacchia fortissima, poi ha sorriso al prete, e poi ha fatto un’altra pernacchia fortissima e intanto mi guardavo intorno con un’aria fintamente imbarazzata e ho detto a voce bassa “Shhht” e poi mi sono avvicinato all’orecchio di Zoe e a voce ancora più bassa ho detto “Ancora, ancora, ancora” e allora Zoe ha sorriso di nuovo e ha fatto una terza pernacchia più lunga e forte delle altre due e subito dietro la schiena ho sentito qualcuno che ridacchiava e intanto io facevo finta di essere imbarazzato ma invece mi divertivo tantissimo ed ero anche un po’ orgoglioso di Zoe perché una delle cose che le insegnerò quando sarà più grande è che quando spari un proiettile a un coglione il proiettile passa attraverso il coglione e il coglione diventa un martire per sempre ma quando spari una pernacchia a un coglione la pernacchia gli si appiccica addosso e il coglione rimane un coglione per sempre.

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  07.01.2015 | 11:01
shaolin sleeping
 
 

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  22.07.2014 | 16:56
asshole mom, why did you eat garlic?
 
 

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  10.07.2014 | 10:24
this milk is fucking good!
 
 

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  11.05.2014 | 10:19
ciao a tutti
 
 

Ciao a tutti.
Volevo dirvi che adesso ci sono anch'io.
Cioè, a dire la verità c'ero anche prima, ma c'ero un po' meno, era diverso, oh, non lo so, è difficile spiegare. Quello che so è che prima ero in un posto che mi piaceva tanto perché c'era caldino e non avevo mai fame. Anche il posto dove sono adesso mi piace e a pensarci bene forse mi piace ancora di più. Non è caldino come quello di prima, e poi ho sempre fame e faccio continuamente la cacca però ci sono tante cose nuove interessanti e colorate. In particolare c'è una cosa che è molto più grande di me che però un po' mi somiglia. Questa cosa mi sta molto simpatica perché quando ho fame mi dà da mangiare e quando faccio la cacca me la tira via. Quando mi tiene stretta mi sembra di sentire il caldino che sentivo prima. Penso che la chiamerò mamma perché si vede che m'ama tanto. Non glielo dirò adessso, perché ancora non so parlare, ma appena avrò imparato glielo dirò, che lei è la mia mamma. C'è un'altra cosa che mi sta simpatica, un po' meno della mamma, ma più delle altre cose che si muovono. Anche quella cosa lì è più grande di me e mi somiglia un po' e sta sempre insieme alla mamma. E' un tipo strano, quello lì, perché quando mi tiene in braccio ha sempre la tremarella perché dice che ha paura di farmi male ma in realtà non mi fa mai male e secondo me dice così perché non vuole far vedere che è emozionato. Mi piace stare con lui perché mi dice sempre delle cose strane. Appena avrò imparato a parlare lo chiamerò papà perché paparla sempre. Prima, per esempio, si è raccomandato di dirvi che peso esattamente tre chili e sono lunga cinquantuno centimetri perché dice che voi queste cose ci tenete a saperle. A me invece non me ne frega niente perché io non so cosa sono i chili e nemmeno i centimetri. Il papà allora mi ha spiegato che sono delle unità di misura che appartengono al sistema metrico decimale, ma io non so neanche cos'è il sistema metrico decimale e allora gli ho fatto un versetto e lui ha fatto quello che fa sempre quando gli faccio un versetto: si è messo a piangere e a ridere nello stesso tempo.
A dire la verità quando sono passata dal posto dove ero prima a quello dove sono adesso ero un po' preoccupata perché la mamma strillava continuamente ed era tutta spettinata. Io pensavo che fosse arrabbiata con me perché le avevo fatto male mentre passavo ma in realtà poi ho capito che era arrabbiata con il papà. Allora ho pensato che questa cosa qui, che io faccio arrabbiare la mamma e lei se la prende con il papà, devo assolutamente ricordarmela perché mi tornerà molto utile. Comunque quando sono venuta fuori c'era molta agitazione e la mamma strillava e il papà strillava anche lui e allora mi sono messa a piangere pure io. Poi però mi hanno messo in braccio alla mamma e il papà mi ha messo un dito davanti e io l'ho afferrato e in quel momento, quando ero in braccio alla mamma e ho stretto il dito del papà, mi è sembrato che tutto il mondo fosse diventato diverso da prima e un pochino più bello di prima.
Bene, adesso devo andare perché mi è venuto un languorino e ho voglia di una poppata. Nei prossimi tempi sarò un po' occupata perché devo imparare tante cose, ma voi aspettatemi lì e non ve ne andate perché adesso ci sono anch'io e non vedo l'ora di farvelo vedere, chi sono io.

Lea (O forse Zoe)

Autore: ufj | Commenti 16 | Scrivi un commento