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Robirobi
  04.08.2013 | 21:38
aiuto, mi sono perso - riunione di apertura
 

Venerdì 2 agosto 2013 – diario di bordo ai bordi della ragione del tour “aiuto mi sono perso”.

 

Alle 21,57 è cominciata ufficialmente l'avventura, davanti a Guinness che sapevano di pecora in vacanza, patatine rifritte e piadine ogm. C'erano morte, pestilenza, guerra e io, carestia, o almeno così immaginavo il quartetto dell'allegra brigata: i quattro dell'apocalisse, coloro che partiranno a breve per il tour della provincia di Cremona, per stendere un resoconto di quello che si può vedere, che non si può più vedere, come ad esempio una chiesa rasa al suolo, che si potrebbe vedere, ma non si vede, come per esempio un ufo o certi pianeti allineati fra domenica e martedì.

Dopo varie opzioni sul mezzo che ci porterà in giro per il tour, fra cui jet privato, mongolfiera, parapendio, barca a remi, abbiamo optato per le ali di Icaro, perché dall'alto si vede meglio.

Oggi ciascuno di noi ha osservato gli uccelli per farsi un'idea dei principi del volo. A parte decollo, atterraggio e virate, di cui non abbiamo ancora carpito i segreti, abbiamo capito che bisogna sbattere le braccia il più in fretta possibile.

Martedì, inizio del tour a Crema. Siamo preoccupati per il caldo. Per evitare l'errore di Icaro, stiamo pensando a un'alternativa alla cera. Si parla di ghiaccio, plastilina e vinavil. Vedremo.

Come prima riunione, possiamo dire che non è stata una riunione memorabile: avremmo potuto riunirci meglio. Eravamo in un vasto cortile pieno di bevitori di birra e la porta d'entrata vomitava certi tipi da balera transalpina, non so se mi spiego, con le camicette a quadretti a maniche corte, i bermuda, i polpacci grossi e pelosi, le calze scure basse, i ventri molli, le gonne inutilmente corte, i tacchi a spalla, il rimmel pericardico.

Noi, i cavalieri apocalittici – io immaginavo i quattro cavalieri, perché dopo quello che avremo scritto non ci sarà più futuro, la nostra guida sarà Unica & Definitiva – ci davamo arie da cavalieri apocalittici, suggerendo alla cameriera orientale di redimersi in fretta, perché la Fine non ritarda mai. Lanciavamo sguardi guerrieri e pestilenziali tutt'intorno, e con i gesti scaramantici e guaglioni lasciavamo intendere che solo chi avesse letto la guida per intero avrebbe potuto salvarsi. Ma questi qui ascoltavano la disco music. Il destino era seduto fra loro, truce e poco incline al perdono, e loro ascoltavano musica ad alto volume.

Due donne erano con noi al tavolo, tra cui una in attesa. Io, che sono carestia e non aspetto mai nulla, se non un treno che non arriverà o un amore ormai finito, sono rimasto spiazzato dal suo ventre prominente. Dunque qualcuno, che non sa nemmeno leggere una guida, vivrà nonostante la nostra apocalisse e un giorno, credo, riderà di noi, come se fossimo una compagnia di ballerini transalpini vomitati dalla porta d'entrata di una birreria, con i cavalli di cartapesta e le smorfie incerte di un figurante di rincalzo.

 

 

 

Autore: robirobi

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