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Robirobi
  17.09.2010 | 16:18
15:58
 
 

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  09.09.2010 | 11:19
Bukowski Charles - Pulp
 

"Ti ho mai detto che sei meno di una scoreggia in una chiesa vuota?".

Da Nick Belane posso aspettarmi questo e altro. Cerco di fargli levare i piedi dal mio tavolino, ma dice che è abituato così e che anzi dorme così anche di notte.

"Era meglio se rimanevi dov’eri, Nick".

"A Los Angeles?".

"No. Nella mente di Charles".

"Non avrei mai avuto modo di diventare l’investigatore più dritto di L.A.".

"Non fa niente, Nick, il mondo sarebbe andato avanti ugualmente, con puttane, gorilla, assassini, cornuti e tutto il resto".

"Quella è la porta, infilala come un razzo in culo al mondo, prima che di faccia conoscere l’ebbrezza di un sorriso gengivale".

Io non mi scompongo, sono talmente malleabile che i duri come lui li assorbo senza traumi. "Abbiamo un problema, Nick".

"Quale?".

"Che qui siamo a casa mia, nel mio studiolo. Se c’è uno che deve infilare la porta, quello sei tu".

Nick sembra riflettere, si gratta la pancia gonfia. "Non è che hai della vodka?".

"Hai sbagliato città, hai sbagliato mondo, hai sbagliato esistenza".

"Non l’ho mica voluta io, la mia esistenza, però ormai esisto, non ci posso fare niente".

"D’accordo, Nick. Allora ti offro di lavorare a un caso. La tua tariffa è sempre sei dollari l’ora?".

"Penso che sia un prezzo ragionevole".

"Trovami Charles".

"Charles mio padre?".

"L’hai detto".

"Non sono abituato a fare il prezioso, però dovresti anticipami un mesetto, perché saranno molte le ore che impiego per attraversare i sistemi solari. Charles a quest’ora è già molto lontano".

"Hai paura di non farcela?".

Nick sorride, il suo primo sorriso da sei anni a questa parte. "Sono o no l’investigatore più dritto di L.A.?".

"E’ per questo che ti ho ingaggiato. Trovalo e digli che alla fine, salvo poche zampate da vecchio leone, le pagine di "Pulp" sono tristi come un tramonto dietro case vecchie di periferia. E sono morte. Non c’è più vita di quanta ce ne sia dentro le tue mutande".

"Ho avuto anch’io le mie erezioni".

"Ci sei mai andato con una donna del libro?".

Nick si illumina. "La signora Morte, che culo da favola".

"E Jeanne Nitro?".

"Chi si scorda i suoi occhi?".

"Tutto qui?".

Nick sospira. "Non le ho toccate. Ho un’etica professionale".

"Sei un uomo finito. Fin dalla prima pagina. I tuoi clienti non sanno nemmeno quello che dicono, tu stesso non sai quello che dici, le tue osservazioni fanno acqua da tutte le parti".

"Non puoi pretendere che Charles sia sempre Charles".

"Allora vai e ricordaglielo, per favore".

Nick finalmente sposta le scarpe dal mio tavolino di palissandro. Non ha lasciato segni.

"Ancora una cosa, Nick".

"Sì?".

"Di’ a Charles che rimane un grande, nel caso non l’abbia capito".

"Spediscimi l’anticipo sulla cintura di Orione" mi ricorda, poi scende le scale con il passo pesante di chi è già troppo stanco anche solo per partire.

 

 

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