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Robirobi
  21.03.2010 | 18:14
vacanze al mare
 
 

Non ho ricevuto l'autorizzazione di queste signore, ma le pubblico ugualmente, perchè più che una foto è una storia.
Davanti a loro, cento metri in linea d'aria, c'è il mare.
Chi lo direbbe?

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  02.03.2010 | 21:32
poesia mia, di Medeiros o Neruda, vedete voi
 


Nei miei files avevo questa poesia, che porta la firma di Neruda, ma che in realtà è di Martha Medeiros. Non perdo tempo a dividere i versi, li trovate su internet.
La cosa divertente è che quando l'ho letta pensavo di avere scritto io queste parole. Poi alla fine vedo, dopo il punto, in minuscolo: neruda. Caspita, mi sono detto, ho l'autostima alle stelle. Però c'erano un paio di cose che non mi tornavano, Neruda non scriverebbe I PUNTINI SULLE I, ma nemmeno io. Non scriverebbe che MUORE CHI NON CAPOVOLGE IL TAVOLO e d'altra parte io non ricordavo di avere mai scritto una cosa simile. Neruda non scriverebbe PIOGGIA INCESSANTE - ARDENTE PAZIENZA - SPLENDIDA FELICITA'. Io nemmeno. Ho scritto una poesia, "Splendida notte", ma il titolo era ironico. Lo dico nel caso non si capisse, se uno di questi giorni mi venisse la tentazione di pubblicarla. E poi spiegherò perché l'ho chiamata così, ma torniamo a noi.
UNO SFORZO DI GRAN LUNGA MAGGIORE? Dài, anche supponendo che il traduttore sia un cane, se una cosa fa BATTERE IL CUORE DAVANTI ALL'ERRORE E AI SENTIMENTI, batto una mano sulla sua spalla e gli dico: coraggio, figliolo, comprendo la tua fatica.
La poesia tuttavia è carina, non dice niente di nuovo e forse è per questo che mi sono ingannato e che pensavo di averla scritta io. Non in versi, questo lo ricordavo bene, ma nella forma di omelia che leggerete qui sotto.
PIOGGIA INCESSANTE? PIOGGIA INCESSANTE? PIOGGIA INCESSANTE?
Piove sulle tamerici, sui pini, sulle mani nude, sui vestiti leggeri, sui freschi pensieri, con un crepitio che dura e varia nell'aria.
Questa è una pioggia incessante.
La poesia:

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i' piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore al semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. neruda 

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