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Robirobi
  23.11.2007 | 14:44
periferia
 

La seconda cosa da fare nel Mondo di Adesso era cercarsi un tetto.

Ne ho trovato uno in buono stato, usato, ci ha piovuto su solo diciotto volte.

Sotto i ponti, nei vicoli maleodoranti di periferia, nei giardini pubblici, i senzatetto mi cacciavano via. "Cosa fai, qui in mezzo a noi? Vai via, vai con gli altri". Pronunciavano "altri" con una vena di ostilità.

Mi sono trovato una via tranquilla, mi sono piazzato dopo l'ultima casa, appena prima dei campi.

La gente mi tirava le verdure e io le raccoglievo. Hanno cominciato a tirarmi i piatti, ed io li prendevo al volo. Hanno iniziato a spararmi. Anche le pallottole si possono prendere, ma non servono a molto.

Così, con il mio tetto impallinato, mi sono trasferito in una zona franca, priva di case, di ponti, di gente.

Ho deposto la verdura ai piedi di un albero, ho stivato i piatti in fila per terra, come in una credenza.

Meglio dormire presto.  Le giornate diventano lunghe, quando si va a cercare quello che qui chiamano lavoro. Pare sia molto importante.

Spari lontani. Forse contro un altro che non può stare nè di qui, nè di là. Chissa se l'hanno beccato.

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  22.11.2007 | 18:38
quattro pizze facili
 

La prima cosa che ho provato nel Mondo di Adesso non era paura, non era impotenza.

Era una smisurata, incontenibile fame.

Sono entrato in pizzeria e ho chiesto quattro pizze:

una con patatine fritte e mozzarella;

una con patatine fritte e poca mozzarella;

una con patatine fritte, senza mozzarella;

una alle verdure.

"Quella diversa è del capofamiglia?" dice il ragazzo.

"Sono tutte per me" dico.

"Tre sono un solo gusto" obietta.

"Anche la vita è una sola, ma bisogna prenderla per gradi".

"E la pizza alle verdure? Cosa c'entra?".

"Questa è un'altra storia".

Sono uscito con le mie quattro scatole fumanti. Ho mangiato sul pendio di un cavalcavia autostradale. Guardavo passare i fari in velocità.

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  21.11.2007 | 18:35
il mondo di adesso
 

Nato dopo soli quarant'anni di gestazione, espulso dall'utero come un corpo estraneo, lanciato a folle velocità attraverso i cieli e forse l'Ade, sono caduto su un pianeta che si chiama Mondo di Adesso.

Nel Mondo di Adesso i bambini nascono dopo pochi mesi, è naturale che non capiscano nulla. Quando arrivano quarant'anni continuano a non capire nulla, perchè sono sempre vissuti fuori. Da noi invece fino a cinquanta uno vive nel grembo materno, ma quando esce si sa cambiare da solo. Volendo può fare la spesa in modo completamente autonomo. Capisce che i calzoni a quadretti sono inopportuni, capisce, sebbene in modo grossolano, la differenza fra bene e male, è docile verso se stesso e verso le specie.

Ecco perchè, dopo la mia eiaculazione forzata, è stato come avere pochi mesi. Non capire nulla dei comportamenti, delle azioni, dei progetti, dei programmi, dei calcoli di quella gente.

Il Mondo di Adesso è simile a quella che noi chiamiamo dannazione eterna, solo che ci si danna per lo spazio di una vita umana. Cadendo nel Mondo di Adesso pensavo di essere morto, invece era iniziata la mia vita da esiliato.

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